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«Questo è solo l’inizio». Il comandante dello Stato islamico minaccia i cristiani: «Per tornare dovete convertirvi all’islam»

agosto 11, 2014 Redazione

«Sino ad ora abbiamo utilizzato solo una minima parte delle forze che abbiamo a nostra disposizione. Voi non potete neppure immaginare quanto siamo forti». Parla l’uomo che ha “censito” i cristiani iracheni

Iraq. Ancora drammatica la situazione della popolazione, sotto attacco degli jihadisti dello Stato islamico. Mentre gli aerei militari statunitensi riforniscono di viveri i civili rifugiati sulle montagne del nord, l’Unione Europea chiede di indagare sui crimini contro l’umanità dei fondamentalisti.
Ventimila yazidi, che si trovavano sulle montagne di Sinjar, sono riusciti a salvarsi, ma circa 150 mila persone sono ancora in pericolo. Secondo il governo iracheno altre 500 persone sarebbero state uccise dai jihadisti, che avrebbero sepolto vivi anche bambini e donne. Secondo alcune fonti quasi 300 donne sono state rapite per essere ridotte in schiavitù.
Il patriarca caldeo Louis Sako ha lanciato un appello per la salvezza dei profughi cristiani. Sono almeno 70 mila ad Ankawa, sobborgo di Erbil, e 60 mila a Dohuk. Per loro l’alternativa è secca: o muoiono o devono scappare

L’INVIATO DEL PAPA. Il cardinale Fernando Filoni, che è stato nominato “inviato personale” di papa Francesco per l’Iraq, sarà in Kurdistan in questi giorni. Prima di partire ha rilasciato un’intervista ad Avvenire in cui ha detto che si recherà in quelle martoriate terre per «manifestare la solidarietà del Papa e di tutta la Chiesa universale. Poi, per quanto sarà possibile, bisogna dire una parola di incoraggiamento e di apprezzamento per l’accoglienza che le autorità curde locali danno a questi cristiani. Sono convinto che non mancherà, su questo punto, la solidarietà internazionale o per lo meno di tutte le nostre Chiese».
Per il cardinale «la questione centrale è che i nostri cristiani hanno il diritto nativo di stare in queste terre dove loro vivono da sempre: questa è anche la visione della Chiesa caldea e delle altre Chiese “sui iuris” della zona, una visione che vale anche pensando alla Siria e ad altre nazioni della regione. Dunque non tocca a noi dire: “Andatevene, cercatevi un altro rifugio”. Certamente molti di loro, dopo tante difficoltà, dopo tante guerre, dopo tante fughe dai propri territori, è comprensibile che sentano il desiderio di trovare un luogo stabile dove poter vivere. Tuttavia molti altri sono consapevoli che questa è la loro terra, che altrove potrebbero essere ospiti anche ben accolti, ma quella non sarebbe la loro terra. Noi non dobbiamo sostituirci a quelle che sono le responsabilità civili: questo non spetta a noi. Noi difendiamo quel diritto originario, primitivo, della gente locale di dire: “Qui possiamo vivere, qui possiamo convivere con tutte le altre realtà del Paese, con musulmani, yazidi, altre minoranze che esistono”».

case-cristiani-mosul-califfato1PAROLA DI JIHADISTA. Il Corriere della Sera propone oggi un’intervista a Haji Othman, miliziano jihadista, presentato come l’uomo che «che i cristiani fuggiti a Erbil descrivono come rappresentante del “Califfato” per i rapporti con le comunità non musulmane. E dicono che li ha traditi: ha preso i loro nomi, i numeri telefonici e individuato le loro abitazioni. Ha censito la popolazione cristiana. Prima li ha rassicurati, invitandoli a restare nelle loro case a Mosul, ma pochi giorni dopo, dalle moschee è arrivato l’ordine di scegliere tra convertirsi, pagare una tassa o essere uccisi».
«Questo è ancora nulla – dice -. Siamo solo all’inizio. Sino ad ora abbiamo utilizzato solo una minima parte delle forze che abbiamo a nostra disposizione. Voi non potete neppure immaginare quanto siamo forti. Abbiamo un potere immenso. Resterete tutti stupefatti. Non potete resisterci».
Poi Othman lancia le sue minacce: «Non abbiamo mai avuto paura degli americani, neppure quando nel passato eravamo più deboli. Perché mai pensi che dovremmo avere paura oggi? Li abbiamo battuti prima e li batteremo ancora. Allah maledica gli americani e i loro alleati! Faranno una brutta fine». Così come i cristiani: «Possono tornare, saranno i benvenuti. Ma a una condizione: che si convertano all’Islam. Allora li accoglieremo da fratelli». Se, invece, vogliono rimanere cristiani «allora devono pagare la Jeziah (l’antica tassa imposta dai musulmani alle minoranze non islamiche, ndr). Non hanno alternative».

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14 Commenti

  1. domenico b. scrive:

    Penso che se in Europa non ci svegliamo, questi ce li troviamo veramente davanti alla porta di casa.
    Non saranno certo i due petardi sparati da Obama che li può fermare, il quale dà peraltro l’impressione di essere più interessato alla sorte dei pozzi petroliferi che non a quella dei cristiani e delle altre minoranze.
    Il fatto è che l’europa è intestardita su questioni ridicole (diritti lgbt, cessione della sovranità degli stati,. ecc.) e ora come ora non ha certamente la forza nè morale nè militare per opporsi all’avanzata di questi musulmani.
    Sarebbe davvero il caso di sganciarci dall’UE e guardare alla Russia, togliendole le stupide sanzioni impostele, e lasciare che l’europa vada per la sua strada.
    Per il momento ci rimane solo la preghiera per i nostri fratelli iracheni, che in questo momento stanno davvero salendo sul Calvario; per noi cristiani è però l’arma più potente…

    • augusto scrive:

      Hai ragione Domenico , l’Europa è completamente in mano a viscidi speculatori finanziari, per i quali la lotta al terrorismo islamico non serve, del resto sono loro alleati.

    • mike scrive:

      ma guarda che è tutto collegato ciò che dici. da un lato cessione della sovranità e temi “etici”, dall’altro i terroristi dell’isis e di boko haram (e pure al qaida che comunque c’entra). in sempre più paesi occidentali i cristiani per ora possono solo essere denunciati se si oppongono a certe cose (le quali comportano un lento ma inesorabile collasso demografico ed è un altro aspetto da considerare). in medio oriente siccome ce ne sono di meno hanno pensato di sterminarli, assieme ad altri monoteisti come gli yazidi. e se dei musulmani protestano quelli dell’isis o di boko haram ammazzano pure loro. se tutto ciò non è una lotta contro il cristianesimo e in generale contro il monoteismo non so cos’altro sia. anche l’islam è a rischio. l’isis e boko haram di musulmano hanno solo la maschera. li sostengono dei poteri forti non certo medio-orientali.
      sono d’accordo sul fatto di pregarci, sull’andare con putin non so. cioè putin può fare poco. è già tanto che riesce a tenere la russia sulle sue posizioni, su ogni aspetto. certo onore a lui e ai russi ma anche i russi sono sempre più isolati. la cosa migliore è pregare.

      • michele scrive:

        Ti sbagli, sono certamente islamici. Il problema è la paura dell’Occidente di affrontarli, perché non siamo più cristiani convinti.

        • mike scrive:

          col tempo mi sto convincendo che è la rivoluzione comunista applicata (ed aggiornata) nell’islam. poi non è che noi abbiamo paura ma che li finanzia chi da noi comanda, o comunque conta. sennò scusa ma Obama si arrabbia con putin senza poter dimostrare molto ma non si arrabbia con l’isis, e gli USA ufficialmente ancora (=sempre meno) sono i paladini della libertà. basta collegare tutto con le leggi anti-cristiane in occidente e tutto è evidente.
          ciliegina sulla torta: ma non è assurdo che dei musulmani si ribellano all’islam? infatti così è visto che ci mettono poco ad uccidere altri musulmani. cioè l’islam è una religione per l’uomo, e degli uomini vi si ribellano? è strano. l’impressione mia è che non è come nel medio evo dove eserciti musulmani si scontravano, ma che sia un tentativo di costruire una nuova cultura. non o meno islamica (lo confermano le jihadiste del sesso, troppo emancipate per essere musulmane secondo me). se era solo per uccidere cristiani bastava usare gli stati che già ci sono. vedi il pakistan. cioè l’isis serve anche per scardinare l’islam stesso. non so fino a che punto i musulmani lo abbiano compreso.

      • augusto scrive:

        Infatti Mike, l’imperialismo islamista e quello della finanza speculativa occidentale viaggiano di pari passo, infatti sono alleati , anche operativamente.

    • CIM scrive:

      E COSI E.

  2. Valentina scrive:

    Se le religioni non esistessero il mondo sarebbe più vivibile e sarebbe più facile collaborare fra persone diverse nell’interesse di tutti. Come dimostra la storia, le religioni hanno sempre portato odi, divisioni, problemi, conflitti. E come dimostra la cronaca attuale, ancora oggi è così, la situazione non è cambiata. Le religioni sono un grande ostacolo alla pacifica convivenza fra le diversità.

    • augusto scrive:

      Gentile Valentina , mi dissocio, non diamo le colpe alle “Religioni”, in questo caso si parla di fondamentalismo islamico.Tra l’altro Hitler, Stalin , Mao ,Pol Pot non erano “religiosi” ed hanno fatto stragi indicibili, gli islamisti si dichiarano invece “religiosi” ma puzzano di esaltazione ideologica in modo nauseabondo, loro e la mania del “califfato”.

    • Sebastiano scrive:

      “Le religioni sono un grande ostacolo alla pacifica convivenza fra le diversità.”

      Guarda, questa perla sembra scritta dal dittatore nordcoreano (o da qualunque suo compagno di merenda). Capisco che volete sempre anteporre la vostra visione ideologica alla realtà ma ogni tanto levarsi la mortadella dagli occhi no?

    • mike scrive:

      anche l’ateismo è una religione ed ha portato più che odi e divisioni delle enormi stragi. tipo nazismo e comunismo. la convivenza tra le diversità o comunque il laicismo moderno di certo porta all’autodistruzione demografica. basta riflettere sulle conseguenze ultime di certe cose (non è solo l’aborto).
      sulle diversità poi se intendi i diritti agli omosessuali ti posso dire che alla lunga si capirà che non sono pochi. poi credi che gli etero accetteranno a man bassa che una categoria di persone sia un grosso ostacolo per trovare qualcuno del sesso opposto? gli omosessuali si lamentano di essere limitati nei loro diritti, ma anche gli etero sono limitati nei loro diritti e proprio dagli omosessuali. gli etero stanno zitti perché per loro gli omo sono pochi. come capiranno (io già l’ho capito) che così non è… staranno buoni? alla lunga no, non credo. io pure sono paziente ma alla fine con chi mi limita la vita, e soprattutto senza ammetterlo, potrei anche arrabbiarmi. credo tu non capisca il caos sociale venturo, che nemmeno leggi liberticide potrebbe evitare. anzi potrebbe fomentarlo. riflettici … davvero riflettici.

      • michele scrive:

        Non preoccuparti, non sono poi così tanti. E per tanti è solo una moda sessuale molto epidermica.

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