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Re saudita si lamenta: «L’estremismo rovina l’immagine dell’islam» (non è uno scherzo)

settembre 15, 2016 Leone Grotti

Se davvero il sovrano dell’Arabia Saudita vuole estirpare l’uso politico e violento della religione musulmana, cominci dal regime e dalle leggi del suo regno

Non bisogna usare la religione come arma per «raggiungere obiettivi politici o settari». Al contrario, è importante «aborrire l’esagerazione e l’estremismo religiosi che, quando entrano nel corpo della nazione musulmana, rovinano la sua unità, il suo futuro e la sua immagine nel mondo». Parole sacrosante, se solo non venissero da Salman bin Abdulaziz, il re dell’Arabia Saudita.

ESPORTATORE DI ESTREMISMO. Simili espressioni fanno quasi sorridere in bocca a uno dei principali responsabili dell’esportazione dell’estremismo islamico nel mondo, tra i maggiori finanziatori di guerre dove la religione gioca un ruolo fondamentale e detentore di un titolo religioso (“Custode delle due sacre moschee”) che giustifica anche la carica politica.

SHARIA È LEGGE. In Arabia Saudita la sharia e il Corano costituiscono la legge, decapitazioni e crocifissioni pubbliche sono all’ordine del giorno, l’apostasia è punita con la morte, le donne non hanno diritti, è vietato nominare la parola Gesù e pregarlo è un reato grave. Come può il re di un simile paese affermare che «bisogna sradicare senza pietà l’epidemia dell’estremismo religioso»?

DOTTRINA WAHABITA. Un regno che si fonda sul patto di ferro tra la casata degli Al-Saud e i teorici della dottrina wahabita, versione ultra-radicale e ultra-conservatrice dell’islam, che a stento si differenzia da quella messa in pratica ogni giorno dallo Stato islamico in Iraq e Siria, e che diffonde in tutto il mondo (vedi il caso del Belgio) il verbo dell’estremismo religioso grazie a fiumi di petrodollari, può lamentarsi della «piaga che mina l’unità dei musulmani»?

ISLAM COME ARMA POLITICA. Un leader politico sunnita che distrugge un paese (lo Yemen) solo per non confinare con un governo retto da sciiti (Houthi, alleati dell’arcinemico sciita Iran), che finanzia decine di milizie terroriste in Siria solo per abbattere il suo presidente sciita (Assad), che non distribuisce i visti agli sciiti siriani per la partecipazione al pellegrinaggio rituale, obbligatorio per i musulmani almeno una volta nella vita, solo per delegittimare religiosamente Assad, un leader che si comporta in questo modo può davvero dichiarare che «il regno respinge totalmente che questo grande rito del pellegrinaggio sia usato per raggiungere obiettivi politici o risolvere dispute settarie»?

STOCCATA ALL’IRAN. Re Salman ha parlato così per tirare un’ultima stoccata all’Iran degli ayatollah, che quest’anno non ha mandato i suoi cittadini al pellegrinaggio, dopo che l’anno scorso un errore organizzativo ha portato alla morte di oltre 2.400 persone. Ma se davvero il monarca saudita vuole estirpare l’estremismo islamico e l’uso politico della religione musulmana, può cominciare a rivedere i fondamentali della sua politica interna ed estera.

Foto Ansa

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10 Commenti

  1. Filippo81 scrive:

    Della serie Hitler che si lamenta dell’antisemitismo ,ma quest’uomo crede davvero che gli esseri umani siano tutti decerebrati e gli diano retta ? Vomitevole !!!

    • Luca P. scrive:

      Purtroppo questo uomo può dire questo e anche cose peggiori !
      Il tutto incensato dalla presenza dell’Arabia Saudita nel “Consiglio per i diritti umani” dell’ONU !
      D’altronde il come si sia arrivati a tanto è presto detto.
      Lui e una certa “cricca” della penisola arabica sono seduti su un immenso baule di petrodollari con i cui spiccioli hanno acquistato metà dei palazzi di Milano, Parigi, Londra …
      I loro fondi di investimento vengono invitati da tutti gli stati del mondo per acquistare debito pubblico.
      Senza parlare dell’influenza sullo sport più politicizzato sulla faccia della terra … il calcio.
      Aggiungiamoci quel pizzico di liquidità immessa su tutte le borse mondiali … ed il gioco è fatto.
      Hitler in confronto era sono una mezza cartuccia …

  2. Andy scrive:

    Della serie: “compagni che sbagliano”, già sentita questa scusa.

  3. Sebastiano scrive:

    “…In Arabia Saudita la sharia e il Corano costituiscono la legge, decapitazioni e crocifissioni pubbliche sono all’ordine del giorno, l’apostasia è punita con la morte, le donne non hanno diritti, è vietato nominare la parola Gesù e pregarlo è un reato grave…”

    E che differenza c’è da quanto avviene nei territori in mano all’Isis?

    • Filippo81 scrive:

      Nessuna, solo che in arabia saudita le atrocità e la tirannia sono “legalizzate”|

      • Sebastiano scrive:

        Dunque, hai inviato questa scorreggia il 17 alle 10:35.
        Ora, se fosse stato sabato sera avrei attribuito tale scemenza alla troppa birra, ma visto che l’hai mandato di mattina ne deduco che eri sbronzo da molto prima.
        Fatti una bella dormita, almeno fino a lunedì, che ne hai tanto bisogno.

  4. Carolina scrive:

    In parte i sauditi vogliono accreditarsi a eredi di qualche passato impero, per cui si sbilanciano spesso a dire retoricamente ciò che accettano e ciò che non tollerano, anche solo per farsi propaganda. Poi per i vari negoziati che hanno in corso, fanno il gioco del buono e del cattivo. L’anno scorso il buono era il cugino Turki al Saud che diceva “stendo una mano a Israele” mentre con l’altra decapitava qualcuno, quest’anno il buono è il re e i cattivi sono al Nusra etc.

    • Filippo81 scrive:

      Esatto Carolina, praticano come tutti gli islamisti l’arte della dissimulazione, ma ormai lo sappiamo,per cui possono dire quello che vogliono, non sono più credibili !

  5. Sebastiano scrive:

    Ne ho trovato una migliore:
    “Oh Allah, dona la vittoria, l’onore e la forza ai nostri fratelli, ai jihadisti che combattono in Siria, Yemen, Iraq e in tutto il mondo. Falli trionfare sui traditori ebrei, sui malvagi cristiani e su tutti gli infedeli”
    (Abdurrahman ibn Abdulaziz as-Sudais, imam della grande moschea della Mecca, rivolto ai fedeli durante una preghiera nella città santa islamica).
    Magari la Boldrini lo invita al Parlamento a tenere un pistolotto su “Islam-religione-di-pace”.
    Nel frattempo, Salman bin Abdulaziz, re dell’Arabia Saudita, dopo essersi rammaricato per “l’esagerazione e l’estremismo religiosi”, potrebbe dotarsi di cartina geografica e guardare dov’è La Mecca.

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