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Pedofilia, all’Onu stanno confezionando un nuovo attacco ultra ideologico alla Chiesa. Ma chi sono loro per giudicare?

maggio 19, 2014 Francesco Amicone

Useranno ancora la lotta agli abusi come scusa per provare a demolire il magistero cattolico? Ecco chi sono i promotori, i faccendieri e i finanziatori di una campagna internazionale molto poco disinteressata

onu-chiesa-pedofilia-tortura«Dietro l’enfatizzazione degli abusi su minori compiuti da preti cattolici c’è di tutto: preti spretati, teologi eretici come Hans Küng, lotte interne dei modernisti contro il Papa, radicali che suonano la tromba, movimenti gay o pro choice, che vogliono far pagare alla Chiesa le sue posizioni in materia etica». Lo scriveva il giornalista Francesco Agnoli, in Chiesa e pedofilia, nel 2011. Allora il papa era Benedetto XVI. Da quando è salito al soglio papa Francesco poco è cambiato. E nonostante la simpatia dei media per Jorge Mario Bergoglio, nei fatti, le azioni legali e diplomatiche contro la Santa Sede non si sono fermate.

Da anni, la responsabilità del Papa e delle gerarchie del Vaticano sulla presunta copertura dei casi di pedofilia del clero cattolico è al vaglio di tribunali nazionali e internazionali, comitati istituiti ad hoc da governi di tutto il mondo. È approdata fra il 2013 e il 2014 alle Nazioni Unite. Sulla base di presunte violazioni, la Santa Sede è stata chiamata in causa dall’Onu in due distinte occasioni: per presunte violazioni della convenzione sui diritti dell’infanzia e, poi, di quella sulla tortura.

A febbraio, dopo aver asserito la responsabilità del Vaticano sulla copertura degli abusi, i membri del comitato Onu che vagliano l’attuazione della Convenzione sui diritti del fanciullo hanno colto l’occasione per tentare di imporre alla Santa Sede anche la revisione delle sue posizioni in materia di aborto, contraccezione e omosessualità. Il 23 maggio sarà il comitato Onu contro la tortura a pronunciarsi. Si prevede che le raccomandazioni conterranno un risultato simile. Anche perché a presiedere la commissione non ci sono giudici terzi, ma professionisti dal profilo politico come il giurista Claudio Grossman, un progressista su aborto e matrimonio gay, e Felice Gaer, che già ha avuto occasione di dichiararsi «ferocemente pro-choice». Proprio la Gaer, alle audizioni del 4 e 5 maggio, interrogando monsignor Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu, ha cercato con tutti i mezzi di strappargli l’ammissione che gli abusi sessuali possano giuridicamente definirsi tortura.

Il punto dolente delle raccomandazioni, del primo documento Onu e probabilmente del secondo, non sono e non saranno gli accenni alle presunte responsabilità del Vaticano nel coprire gli abusi dei preti. Il motivo è noto. Dalla sua elezione, papa Benedetto XVI ha affrontato le accuse in ogni occasione e ha riformato profondamente la legge vaticana in materia di abusi. Il Papa emerito ha denunciato pubblicamente i crimini dei sacerdoti, incontrando le vittime degli abusi (il primo pontefice a farlo) e varando nel 2010 le modifiche alle “Normae de gravioribus delictis” dello Stato vaticano, portando la prescrizione del reato di pedofilia da dieci a vent’anni, a partire dal compimento della maggiore età della vittima. Il Vaticano ha fatto tutti gli sforzi possibili per debellare gli abusi e non c’è stato alcun tipo di incentivo a coprirli. Basti dire che in tre anni, dal 2009 al 2012, quasi 400 sacerdoti sono stati ridotti allo stato laicale, come è emerso da un’inchiesta dell’Associated Press.

Il problema per la Santa Sede è un altro: che l’Onu usi la questione pedofilia per intervenire una seconda volta su aspetti della dottrina cattolica, da un lato cercando di promuovere l’agenda progressista a livello internazionale, dall’altro mettendo in discussione lo status del Vaticano presso le Nazioni Unite.

La dottrina come “tortura”
Mentre i media danno risonanza alla chiamata in causa della Santa Sede sul dossier pedofilia (sempre lo stesso), a Ginevra si muovono nuove accuse alla Chiesa per la sua posizione su aborto e contraccezione. Il Centre for Reproductive Rights (Crr), una delle ong accreditate alle Nazioni Unite, che ha portato la sua “testimonianza” al Comitato sulla tortura, in una lettera dell’11 aprile 2014 indirizzata ai funzionari della commissione ha sostenuto che il Vaticano violerebbe la convenzione sulla tortura commettendo abusi sui «diritti riproduttivi».

«Il diritto canonico – recita la lettera – prevede specifiche azioni per umiliare e condannare le donne che praticano l’aborto e i dottori che le operano». «Chi commette un aborto per il diritto canonico incorre in scomunica automatica, latae sententiae», che, sottolineano gli attivisti pro-choice, «è la più severa punizione della legge religiosa». Scomunicare donne e dottori che praticano l’aborto, secondo il Crr, costituirebbe una «tortura psicologica». L’ong ha accusato la Santa Sede anche per la sua posizione sulla contraccezione. Secondo gli attivisti, l’atteggiamento censorio del Vaticano porta alcune donne a incorrere in gravidanze indesiderate, diventando automaticamente vittime di una tortura psicologica perpetrata dal papato.

Le accuse, portate avanti in una commissione che dovrebbe occuparsi di casi ben più seri (forse con un po’ di difficoltà in più, visto che del Consiglio sui diritti umani dell’Onu fanno parte nazioni come Cina e Arabia Saudita), sono state considerate ridicole anche dal Wall Street Journal. «Secondo questa logica assurda – ha osservato il quotidiano americano all’indomani della pubblicazione della lettera del Crr – qualsiasi fede può essere condannata per torture se cerca di offrire ragioni ai suoi aderenti per condurre la propria vita in una determinata maniera».

Fra le associazioni che spendono tempo ed energie per mettere alla gogna la Santa Sede in ogni organo internazionale, la più attiva è da qualche tempo il Center for Constitutional Rights (Ccr). L’associazione con base a Manhattan si batte per la chiusura di Guantanamo, contro le violenze della polizia di New York e gli abusi della Chiesa cattolica. Tre argomenti che trovano ampio consenso tra gli americani, consentendo pubblicità diffusa sui media e garantendo un afflusso costante di finanziamenti. Fra i più attivi donatori dell’ong newyorkese si trovano filantropi del settore finanziario e farmaceutico: la Ford Foundation (asset pari a 10 miliardi dollari, 500 milioni le donazioni all’anno), che si autofinanzia con investimenti a Wall Street, il celeberrimo filantropo-speculatore George Soros e varie fondazioni che fanno riferimento alla famiglia del magnate sudafricano del settore farmaceutico Anthony Tabatzinik.

Appartiene al Ccr l’iniziativa che nel 2009 portò la Santa Sede davanti alla Corte penale internazionale. Sostenendo la responsabilità del Vaticano nella copertura degli abusi dei singoli sacerdoti di tutto il mondo, il Ccr presentò ai giudici dell’Aja un dettagliato fascicolo contro Benedetto XVI. Il Vaticano, accusavano gli avvocati dell’ong, «tollera e permette la sistematica e diffusa protezione» dei sacerdoti pedofili. Nel report si dichiarava che «le azioni legali condotte a livello nazionale non sono state sufficienti a impedire che gli abusi contro i minori continuassero». Nel 2013, i giudici dell’Aja comunicarono il rigetto della causa. Quella fu la terza archiviazione di un tribunale sulla presunta omertà della Santa Sede. Qualcuno ne ha sentito parlare?

Quelle sentenze dimenticate
Eppure l’importanza di queste sentenze è enorme: se nemmeno i giudici internazionali constatano responsabilità dirette della Santa Sede nei crimini avvenuti nelle diocesi di tutto il mondo, sulla base di quale documentazione emettono le loro raccomandazioni gli esperti indipendenti dell’Onu che, occorre dirlo, non hanno alcun titolo o qualifica per giudicare i crimini del papato? La risposta è ovvia. Sulla base degli stessi report compilati da associazioni e avvocati che hanno subìto la bocciatura dei giudici internazionali. Dossier che omettono tanto la sentenza dell’Aja quanto le altre due pronunce di archiviazione sulle responsabilità vaticane, emesse dalle corti degli Stati Uniti.

Un anno dopo la denuncia all’Aja del Ccr, fu il rampante avvocato americano Jeff Anderson a chiamare in causa il Papa, chiedendo che la Santa Sede rispondesse (economicamente) degli abusi dei preti pedofili americani. Secondo Anderson, la pedofilia e l’omertà «sono endemiche nel clero cattolico». Anderson ha milioni di ragioni per dirlo. Anzi, centinaia di milioni. Nel 2007, per gli abusi dei preti nella diocesi di Los Angeles, ottenne risarcimenti per più di mezzo miliardo di dollari. Già nel 2002 ne raccolse 60. Il suo compenso? Pari al 40 per cento della cifra. Se fosse riuscito a dimostrare le responsabilità del Vaticano, il paladino delle vittime del clero cattolico probabilmente oggi non sentirebbe il bisogno di concedere decine di interviste all’anno, nelle quali, dal suo ufficio, si diletta a lanciare anatemi contro la Chiesa e a mostrare ai giornalisti la sua preziosa collezione di cimeli religiosi. Il sistema con cui l’avvocato Anderson convince i preti a pagare pare limitarsi alle arringhe fuori dei tribunali. Si presenta ai media con la sua bionda chioma da guerriero, con il suo bottino religioso, e scaglia accuse sulla Chiesa. Le sue invettive vengono rincarate dai media e, alla fine, le diocesi sotto pressione pagano senza andare a processo.

Il meccanismo si è inceppò quando Anderson volle strafare, mirando – come ha in seguito confessato candidamente – al portafogli del Papa. La prima sconfitta arrivò con il “caso Murphy”, un pedofilo colpevole di centinaia di abusi dagli anni Cinquanta al ’74. Anderson, come aveva preannunciato, chiamò in causa il Papa e i vertici della Santa Sede. Dopo aver ottenuto pubblicità mondiale, in tribunale la causa fu ritirata in sordina dallo stesso Anderson. Non c’erano prove della responsabilità del papato sugli abusi.

E così accadde anche a Portland, Oregon, nel 2012. In quel caso la Corte federale dichiarò che i vertici della Santa Sede, in primis il Papa, non avevano alcuna responsabilità civile nelle cause intentate contro i preti pedofili americani. Due archiviazioni che, come quella dell’Aja, non fecero rumore. Eppure sono decisive per capire che «ogni vescovo ha responsabilità giuridica nella sua diocesi, la Chiesa non è una multinazionale», come spiegò dopo le due sentenze statunitensi l’avvocato della Santa Sede, Jeffrey Lena.

Le vittime? L’ultimo dei problemi
In questi anni non si può dire che la Chiesa cattolica americana non abbia pagato per le colpe dei suoi sacerdoti. Il più delle volte, come è avvenuto con Anderson, lo ha fatto per via extra-giudiziaria. Dal 1950 ha sborsato 3 miliardi di dollari in risarcimenti. Più di 1 miliardo solo negli ultimi dieci anni, buona parte finita nelle tasche di avvocati e fondazioni. Nell’elenco dei risarcitori si trovano la diocesi di Dallas, che nel 1998 pagò 30,9 milioni dollari; la diocesi di Louisville, che nel 2003 concesse risarcimenti pari a 25,7 milioni dollari; l’arcidiocesi di Boston, che nel 2004 raggiunse un accordo per 85 milioni di dollari. E poi toccò a Orange (100 milioni), Portland (75 milioni), Seattle (48 milioni), San Diego (198 milioni). A spiccare su tutte fu la diocesi di Los Angeles, con il suo risarcimento da 660 milioni dollari. Viste le cifre, e la disponibilità dei vescovi americani a pagare per non finire nei processi civili, non sorprende il fiorire delle accuse.

A oliare il sistema ci sono avvocati rampanti e associazioni. Fra queste, la Snap è protagonista indiscussa. Lavora fianco a fianco con Anderson negli Stati Uniti e ha collaborato con il Ccr per la compilazione dello “Shadow Report” sui crimini dei preti cattolici presentato al comitato Onu sulla tortura. Quello che non tutti sanno di questa “rete dei sopravvissuti agli abusi dei preti” è che in realtà si limita a pubblicizzare le cause contro i preti. Non ha nessun’altra missione, pur proclamandosi come l’associazione per eccellenza delle vittime della pedofilia.

Quando, nel 2012, fu chiamata a processo dalla corte di Clayton, Missouri, si scoprì che per le vittime la Snap non faceva proprio un bel niente. In tre anni aveva raccolto quasi 3 milioni di dollari, e gran parte dei fondi arrivavano da avvocati. Emerse che l’associazione nel 2008 dilapidò 92 mila dollari in viaggi. Le spese legali per assistere le vittime? Un solo esempio: nel 2007 donò 593 dollari. Non solo, il leader dello Snap, David Clohessy, confessò di operare da più di vent’anni senza sapere se avesse una licenza per farlo. Nel testo della deposizione presso il tribunale, alla domanda della corte «lo Snap ha mai rilasciato comunicati stampa che contenevano informazioni false?», Clohessy rispose: «Certamente». Non aggiunse altro. Insomma, a questa associazione tenuta in grande considerazione dall’Onu capita, ogni tanto, di dire cose false sui preti.

Il direttore confessò poi di «non avere ricevuto alcuna educazione né di avere seguito alcun corso di studi per aiutare le vittime di abusi», aggiungendo di non sapere se i suoi dipendenti avessero o meno le competenze necessarie per lavorare in questo campo. Clohessy non rispose alle domande dei giudici sulle cifre richieste alle vittime né su quelle ricevute in donazione dagli avvocati da loro contattati per difenderle, pur ammettendo che il gruppo «pubblicizza le cause intraprese contro i preti».

A questo, in fondo, si riduce l’intera vicenda sui preti pedofili: mentre il papato prende sul serio i crimini, incontra le vittime degli abusi, cerca di tutelarle, i grandi accusatori della Chiesa sembrano lavorare con un solo scopo, il guadagno, politico, di carriera, o meramente economico. Forse anche per un pizzico di vanità.

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59 Commenti

  1. Giovanni scrive:

    Intanto facciamo un pò di storia: il problema della pedofilia nel clero cattolico è venuto fuori in Italia grazie alla sottotitolatura “artigianale” e l’enorme diffusione sui social network del documentario della BBC “Sex crime and the Vatican” Nessuna tv lo aveva trsmesso e nessun giornale ne parlava. Eppure le diocesi americane avevano già pagato fior di risarcimenti. Dopo che lo hanno condiviso parecchie decine di migliaia di persone lo ha trasmesso Santoro ( e solo lui).

    La Chiesa cattolica è stata condannata per l’omertà nei confronti dei sacerdoti abusatori da moltissimi tribunali e anche da commissioni governative come quella Irlandese. Non solo negli Stati Uniti , dappertutto, anche dove non c’è l’uso dei risarcimenti punitivi e miliardari.

    La Chiesa sta facendo moltissimo per prevenire il problema al suo interno ( e vorrei vedere!), ma mi sembra ancora carente nella collaborazione con le forze dell’ordine. Le ultime istruzioni sono ambigue, ribadendo che un vescovo non è obbligato per legge a fare denuncia perchè non è un pubblico ufficiale. Penso che molti di noi non lo sono, ma se vedeste che un maestro o un allenatore sportivo mettono le mani addosso ai bambini non lo denuncereste? Per chè un vescovo dovrebbe comportarsi diversamente?

    • Giorgio scrive:

      Le ultime istruzioni specificano che non èun obbligo giuridico denunciare ma un dovere morale (che per un prete non è proprio una cosa trascurabile)

      • filomena scrive:

        Il dovere morale per un prete sarà anche più importante di un obbligo di legge, diciamo però che tutti i cittadini si sentono più garantiti se c’è l’obbligo di legge che non è facoltativo come la morale.

        • giorgio scrive:

          Sono d’accordo ma bisognerà che sia lo stato italiano (o quello in cui avviene il crimine) che faccia una legge in tal senso per tutte le persone che vengano a conoscenza di uno specifico crimine. Il Vaticano per un prete che vive in Italia può solo richiamare fortemente al dovere morale non può inventarsi una legge che non c’é…

          • Alvaro il Laido scrive:

            Si potrebbe pensare, ad esempio, a una bella legge che obblighi alla denuncia di chi scrive nei commenti di non scandalizzarsi di fronte a un vecchio che abusa di una bambina, vero Filomena?

            • filomena scrive:

              Guarda che scandalizzarsi non è obbligatorio specialmente se il vecchio lo fa abitualmente. Del resto a lui ci pensa la Boccassini….che fa benissimo il suo lavoro.

              • giuliano scrive:

                e per gli sporcaccioni LGTB che a scuola insegnano la pedofilia, intervverà la Bocazzini, compagna Filomena ?? mettiamola così invece e affermiamo quello che per la compagna Filomena è un diritto, ovvero la pedofilia è un orientamento sessuale come tutti gli altri continuamente ricordati 24 ore/giorno. Quindi non ci rompa più i maroni con la pedofilia del clero, poichè è legittima ed è a tutta prova anche per la malafede dei vermi rossi,

                • filomena scrive:

                  Io non mi sono mai permessa di offendere la tua persona, gradirei chetu facessi altrettanto.
                  Rispetto alla pedofilia io non ho mai detto ne’ pensato di sostenerla. Altro è dire che non mi meraviglia che il personaggio in questione sia riuscito a circuire una 17enne attirata dal successo e dai suoi soldi. Purtroppo costui ci ha abituato a queste cose visto che crede di comprare tutto e tutti e non sto a elencati le sue nefandezze perché sono arcinote.
                  Il fatto poi che per aver circuito una minore sia stato condannato a 7 anni di galera è solo cosa buona e giusta.
                  Come vedi io non mi scandalizzò per quello che ha fatto, da lui mi aspetto questo e altro ma trovo sacrosanto che sia stato condannato per cui non mi si può certo dire che avallo un certo tipo di comportamento. E questo vale anche per i preti.

                  • Giorgio scrive:

                    Relata refero:
                    i capiscuola della pedofilia – Centro Culturale San Giorgio
                    http://www.centrosangiorgio.com/piaghe_sociali/pedofilia/pagine_articoli/capiscuola_pedofilia.htm
                    Poi si parla solo di preti e ex cavallieri….

                  • Raider scrive:

                    Sempre sul sesso vanno a cadere, i discorsi dei moralisti-giustizialisti neo-puritani, però, su quello che fanno gli altri; che gli sembra un segno inconfondibile di modestia, ma meno risentita quando si prende sul serio a proposito di se stessi. Solo che, al termine di contorcimenti concitati da affanno in corso d’opera, Filomena non ci fa sapere mai che pensa della pedofilia degli altri, non di quella dei preti o di B:, anche se l’iter processuale non si è concluso. No, Filomena non prende posizione e anzi,m si dimentica di quella impartita e anzi, imposta dalle linee-guide dell’O.N.U., che ci tiene a spacciarle per “educazione alla salute”, con cui si vorrebbero sottrarre i minori alle famiglie per spiegare ai pargoli – alla fine di un ‘percorso formativo’ che inizia con l’insegnamento della mastrubazione ai bambini di quattro anni, roba che i pedofili non potrebbero chiedere di meglio, se non di spiegargliela loro – che le famiglie che li hanno generati sono il frutto di un complotto eterosessuale su larga scala tramandato da una generazione all’altra coi soliti metodi ingiustamente definiti ‘naturali’ e sulla base dell’infondato pregiudizio sessista secondo cui i bambini sono il frutto dell’unione sessuale di un uomo con una donna, che, così, finisce che vengono chiamati, addirittura!, padre e madre del bambino: mentre, a prescindere da sesso, numero dei contribuenti alla generazione, donatori anonimi di sperma venduto o scelto in base a caratteristiche del donatore per avere bambini su ordinazione, affittuari di utero e occupanti abusivi di grembo materno da sfrattare: e in più, fecondazioni in vitro e gestazioni extra-corporee, si può fare di tutto per non capirci niente.
                    Comunque, tenuto conto che si va a parare a Ruby, ricordiamo, a iter processuale ancora in corso, in modo che – inno all’astiosità modulato a fior di labbra dalle Filomene timorate delle sentenze della magistratura – l’odio oggettivo non venga mai meno, una cosa si è capita davvero di tutta la ventennale opera di demonizzazione di B. per conto di De Benedetti e Scalfari: che la negazione del complotto che c’è stato per abbattere B. col ricorso all’arma probita dello spread, ha un solo scopo, qualunque cosa sia successa o no fra Ruby e B.: negare che B. è caduto di spread per negare che Monti Letta Renzi siano stati messi lì da chi manovra lo spread.

                  • Alvaro il Laido scrive:

                    “Guarda che scandalizzarsi non è obbligatorio specialmente se il vecchio lo fa abitualmente”
                    Ora difendi anche i recidivi!
                    Sempre peggio, Filomena!
                    La verità è che sotto alla vostra indignazione moralistica da sepolcri imbiancati c’è una cloaca!
                    L’unica pedofilia che fingete di condannare è quella presunta di Berlusconi e dei preti, mentre quella apologizzata e teorizzata da Mieli e Vendola la nascondete come si nasconde lo sporco sotto il tappeto, sperando però, sotto sotto, di tirarla fuori al momento buono per realizzare il vostro sudicissimo “mondo migliore”.
                    Infine, il tuo atteggiamento da finta vittima della maleducazione che tu ogni volta che vieni attaccata per le porcherie che scrivi è ridicolo come quello del maiale che si lagna con chi gli rammenta che mangia nel trogolo.

                    • Giovanni scrive:

                      Laido datti una calmata. Per me Mario Mieli è stato un grande per il coraggio ma non ho nessun problema a dire che era fuori come un terrazzo. Ha detto un sacco di cose giuste (sopratutto perchè le sosteneva nel momento “sbagliato”) e un sacco di stupidaggini.
                      Vendola ha querelato il giornale che lo ha accusato di aver sostenuto la pedofilia ed ha vinto la causa.

                    • Toni scrive:

                      Sono felice di sapere che per te Mieli era un grande … bravo!
                      Se le stesse dichiarazioni fossero ste fatte da Berlusconi… lo avrebbero condannato!

                    • Alvaro il Laido scrive:

                      Caro Giovanni, “datti una calmata” lo dici a tua sorella, che sicuramente ha più bisogno di me di essere rasserenata.
                      Più scrivete più si sente il fetore che emana il liquame in cui sguazzate.
                      Infatti secondo voi la pedofilia e la coprofilia sono “cose giuste” ma proposte e sostenute in un “momento sbagliato”.
                      Al “momento giusto”, come conti di arrivarci?
                      Ammazzando i cristiani?

        • Toni scrive:

          Filomena
          L’obbligo di legge lo conferisce solo la legge (così come avviene per certe figure professionali). Non è un vescovo che se lo può dare. Come è che ti sfugge un particolare di questo tipo se non perché preferisci accusare secondo il tuo stile.
          Puoi avere poi l’obbligo di legge e non sentire l’obbligo morale (e quindi non vedere le cose) pensi che sia preferibile?
          E’ vero che non usi insulti, ma è pure vero che per il tuo pregiudizio, la tua rigidità mentale, la tua capziosa interpretazione delle cose … (e la lista può continuare), è comprensibile se a qualcuno salta la pazienza.
          In un regime nazista saresti stata una collaborazionista ed avresti legittimato tutto. Non è una calunnia ma una analisi del tuo modo operandi.

    • Cisco scrive:

      Se qualcuno vuole trasformare i sacerdoti in pubblici ufficiali proponga una legge, non deve certo decidere la Chiesa! Negli stati in cui la legislazione lo prevede, la Chiesa ha anche l’obbligo di legge, oltre che quello morale naturalmente. Peraltro il diritto canonico è più severo della legge italiana e prevede tempi di di prescrizione più lunghi. Quindi si sveglino piuttosto i nostri politici, o le minorenni (e i minorenni) piacciono troppo?

      • Giovanni scrive:

        Guardate che la dichiarazione della CEI non parla di obbligo morale a denunciare, ma di un generico obbligo morale a preseguire il bene comune. Non è proprio la stessa cosa, qualcuno potrebbe ritenere che il bene comune è lavare in casa i panni sporchi come si è sempre fatto. Certo non siamo più ai tempi di quando il cardinale Castrillon de Hoyos si complimentava con un vescovo francese che si è preso una condanna per omessa denuncia di un suo prete stupratore, ma mi sembra che ci siano ancora resistenze.

    • giovanni scrive:

      Invece i “maestri” che insegnano ai bambini dell’asilo la masturbazione, non li denunciamo? Ipocriti!!!!

  2. consuelo scrive:

    Ormai la massoneria vuole distruggere il Cristianesimo !

  3. Laura72 scrive:

    Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire: non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato. (Mt 10, 16-22)

  4. Laura scrive:

    Molto bene cosi perseguitano un pò l’idolo papa Francesco e comincia a capire che è meglio rimanere fedeli a Cristo che andare dietro al mondo e ai suoi vizietti con la storia della misericordia senza conversione

  5. domenico b. scrive:

    <una domanda ai signori dell'onu; ma perchè se la prendono tanto con la Chiesa, che è l'unica istituzione a condannare e combattere la pedofilia, anche quella al proprio interno, e lasciano in pace I musulmani, per I quali la pedofilia è legale, dal momento che lasciano che le loro bambine sposino maschi adulti?

    • Daniele Ridolfi (Sentinella in Piedi) scrive:

      Già, nei Paesi musulmani prendono bambine di 6 anni e le danno in spose ad uomini di 50 anni, i quali le violentano con l’approvazione di tutto il villaggio. E l’ONU, in questi casi, dov’è?
      Nel Sud-Est asiatico le famiglie povere mandano i loro bambini e bambine a prostituirsi in strada. E l’ONU, in questi casi, dov’è?

  6. mike scrive:

    l’onu farebbe meglio a cercare la pedofilia fuori della chiesa. tipo haiti, birmania, thailandia, filippine, e credo pure brasile ed india. in tali posti è parte del business mondiale del turismo sessuale. se gentilmente l’onu iniziasse a guardare dove soprattutto dovrebbe guardare….. la ringrazieremo di cuore.

  7. Raider scrive:

    Gli intrepidi e vincibilissimi Caschi Blu dell’O.N.U., è stato dimostrato in più circostanze, abusano regolarmente delle bambine nei luoghi, dalla ex Jgosalvia al Congo, in cui sono stati chiamati a sorvegliare che i massacri si svolgano sotto i loro occhi o il traffico di missili dall’I.R.A.N. a Hezbollah e affini passassesotto il loro naso. Fra l’altro, sono stati messi sotto accusa interi reparti di soldati indiani, che ‘la più grande” (in effetti, popolosa) “democrazia del mondo” non ha alcuna intenzione di consegnare a autorità congolesi o internazionali, a proposito di marò. Perché non chiedere risarcimenti stratosferici all’O.N.U. e all’esercito indiano e a quelli di altri Paesi? E nel caso di religiosi di altre confessioni, compresi rabbini, imam e pastori protestanti, perchè nessun moto d’indignazione sale dall’alto di sedi internazionali e dal profondo della società civile a protestare, urlare, sbraitare e passare alla cassa? E quando sono insegnanti, istruttori di discipline sportive o appartenenti a categorie professionali, a macchiarsi di reati connessi alla pedofilia nell’esercizio delle loro funzioni, perché non rivolgere altissime e purissime e pesantissime richieste in denaro a Ministeri competenti, C.O.N.I. e ordini professionali?
    Per gli scandali della pedofila, la Chiesa cattolica paga sull’unghia e intere Diocesi sono fallite, in America; come, quanto a risarcire vittime di raggiri e speculazioni finanziarie, fu solo la Chiesa cattolica a versare pronta cassa ai risparmiatori i soldi del Banco Ambrosiano; mentre altri (non diciamo chi: ma, così, tanto eprch si parla tanto, di questi tempi di pregiudicati e non sarebbe male ricordare i galeotti, uno fu quello che si fece qualche ora di galera dopo aver pubblicamente dichiarato, il giorno prima, di non sapere che Il Banco Ambrosiano era sull’orlo del fallimento, quando lui era entrato nel Consiglio d’Amministrazione mentre tutti ne fuggivano e la Repubblica scriveva del marcio al suo interno) la fecero franca e ci scremarono su un po’ di milardi in lire.
    E l’O.N.U. e enti connessi emanano direttive sulla pedagogia che sono forme di ‘apertura’ alla ‘sessualità infantile’ – proprio così: infantile -, mentre si è cercato, in sede di istituzioni psichiatriche autorevoli, di sdoganare la pedofilia come “orientamento sessuale”: e nell’erudire i discenti iniziandoli a quattro anni alla masturbazione, i manuali scaturiti da enti così onusianamente corretti raccomandano, fra l’altro, ai bambini di ribellarsi a chi voglia piegarli con la violenza alle sue voglie; ma nulla dice sui comportamenti che i bambini devono usare contro gli approcci soft, carpendo e tradendo la fiducia delle vittime, che sono le modalità più tipiche dei pedofili. Insomma, se l’O.N.U. funziona così, se questi sono i principi pedagogici che ogni Stato o comunità di Stati dovrebbe disciplinatamente recepire: allora, in effetti, perché non la chiudono?

    • Daniele Ridolfi (Sentinella in Piedi) scrive:

      Condivido tutto quello che hai detto!

      E ti spiego perché l’ONU concentra tutta la sua attenzione sulla Chiesa Cattolica, mentre delle altre situazioni, in cui i minori vengono sistematicamente abusati, non solo non se ne cura, ma addirittura le incoraggia (tipo con le linee guida per incitare i bambini di 4 anni a masturbarsi):

      perché l’ONU è una cricca diabolica che odia sia la Chiesa Cattolica sia la Chiesa Ortodossa (che però, va ricordato, non è – ancora – in Comunione con la Santa Sede) perché sono le sole due Chiese che testimoniano al mondo un “cristianesimo non diluito” (mentre le varie Chiese Protestanti presentano un cristianesimo sceso a compromessi con la mentalità mondana). L’ONU vorrebbe più aborto, più divorzio, più coppie LGBT, più eutanasia, più fecondazione assistita, ecc…: tutte quelle cose, cioè, che le Chiese Cattolica ed Ortodossa considerano deleterie per l’uomo. Per questo usano il tema della pedofilia clericale come arma con la quale attaccare la Chiesa.
      Della salute psicofisica dei bambini all’ONU non importa un fico secco! Anzi, è proprio l’ONU a volerne legittimare l’abuso!
      Quello che davvero gli importa è distruggere la Chiesa!
      Ma dobbiamo stare tranquilli: “Le porte degli Inferi non prevarranno contro di Essa”.

      • Raider scrive:

        Caro Daniele, fermo restando la comune fede cristiana e cattolica (ma permettemi di considerare con lo stesso rispetto la Santa Chiesa Ortodossa e anche alcune comunità protestanti), qualunque essere umano di buonsenso e in buonafede, qualunque persona di formazione laica può rendersi conto di certe cose. L’O.N.U. e l’Ue sono costruzioni politiche, limitiamoci a questo, che dichiarano guerra, per es., a certe parole: “identità”, che andrebbe proscritta, perché postula un indebito e sfuggente sostrato stabile, intoccabile e sacro. Inoltre, questa parola di estremamente facili costumi si presta a accoppiarsi a altre parole altrettanto abiette, come ‘individuo’, ‘collettività’, ‘popolo’, ‘sesso’ e poi, è capace di intendersela, dopo essersi accompagnato alla parola precedente, è capace di intendersela con la parola ‘religione’, se vi sembra una prova di serietà. Le stesse attitudini alla libertà sottratta al controllo del potere e della gloria di Stati e Enti Supremi sovranazionali più volte riscontrate in un termine come ‘complementarità': che, non a caso,abbinato a sesso, è capace di fare pensare alla procreazione come se niente fosse.
        Ecco, perciò, che, fano sapere a tutti dall’O.N.U. persone che ridonio dell’italianese di Razzi, si può sterilizzare tutto nel più anodino ‘personalità': da ‘persona’, che vuol dire maschera: e ne sa qualcosa il mio conterraneo Pirandello: le maschere si possono brevettere e se c’è un solo Ente che le certifica e motliplica o le autorizza perchè, tanto, è un giuoco delle parti e non è una cosa seria, tanto meglio per l’Ente.ù
        Altra parola da portare sugli altari dei codici linguistici e penali, ‘uguaglianza': che fa pensare subito subito a diritti, anche laddove non c’è un diritto e così, maschera – appunto – un abuso: e i bambini nemmeno se ne rendono conto – cioè, quelli che ci cascano, i bambini del Grande Inquisitore. Mentre, questo è il punto, il perfido e infido ‘complementarità’ supponeva una dipendenza reciproca e implicava, senza che ci fosse bisogno di dirlo, l’idea di doveri reciproci: e neppure nell’interesse reciproco, che c’è ma è solo un espediente, un trucco di scena: ma nell’interesse di quell’altro in cui ognuno dei due si riconosce, cioè, il bambino – e non quelli del Grande Inquisitore, stavolta, ma quelli della cui sofferenza, fosse pure di uno solo di loro, lo starec Zosima sarebbe capace di tirare per la giacca Domineddio.
        Col buon senso e i fatti non hanno nulla da spartire coloro che sarebbero molto contenti e si sentirebbero orgogliosissimi di mettere al muro pronomi e articoli e desinenze: e perlomeno, di mandare in galera chi ne faccia uso in pubblico in difformità dalla lingua onusianamente modificata. E perciò, sì, non c’è dubbio, per questo, per la lingua, per il Verbo dei Profeti e di Dante, Shakespeare e Dostoevskij (ah, quella robaccia reazionaria!) , come ci è stato promesso: non praevalebunt.

  8. AndreaB scrive:

    La domanda che bisogna fare e farsi e’ questa: “E’ meglio un gruppo di persone che aborrisce e condanna la pedofilia, anche se tra di loro possono nascondersi dei pedofili, o e’ meglio un gruppo di persone a favore della divulgazione della pornografia tra i minori e a favore della pedofilia? ”

    L’Onu dovrebbe meditare su come fare per ridurre la pedofilia nel mondo… Forse si accorgerebbero che gli stessi che continuano ad accanirsi contro la Chiesa, sono gli stessi che proclamano ideologie che direttamente o indirettamente, favoriscono la pedofilia.

    • filomena scrive:

      Domanda falsa e tendenziosa perché parte da presupposti errati. In primo luogo i reati commessi da alcuni preti sono accertati come il fatto che la chiesa ha omesso di denunciarli subito e prontamente. In secondo luogo a scuola non si fa pornografia o si sostengono ideologie pedofile ma si fa eventualmente educazione sessuale. Quello che emerge fai vostri ragionamenti è invece una notevole sessuofobia salvo poi difendere le “debolezze e le necessità’ di alcuni personaggi, preti pedofili compresi. In questo caso si condanna il peccato ma non il peccatore!

      • Raider scrive:

        Prima di giudicare le domande poste dagli altri, bisognerebbe dimostrare di essere in grado di trovare risposte migliori di come si valuta quelle domande. Invece, peggio che falsa e tendenziosa è la risposta di Filomena, che parte da presupposti ovvero pregiudizi anti-cattolici e arriva a conclusioni moralistiche di cui non si capisce il senso: se ironico, autoironico, involontario o suicida.
        Filomena non fa nulla perché, come dice degli altri, da una serie, giusta o sbagliata, di ragionamenti emerga qualcosa di sensato; ma, senza ragionamenti, senza spiegazioni, senza un tentativo di fissare un concetto, almeno uno; e se non lo trova, senza darsi la pena di prenderne a prestito uno di quelli che vengono in mente ai suoi contraddittori, in modo da dire perchè non gli piace neppure il concetto, il giudizio, il pregiudizio che gli piace di meno e perciò, il più facile da smontare; ecco, in compenso a questa fervida mancanza di fantasia, allineando parola a casaccio – bella quell’accoppiata ‘notevole sessuofobia': non le poteva scappare un aggettivo così neutro come la sua testa vuota -, prima si mette a combattere la logica, poi, la pedofilia dei preti e solo quella; e infine, omette di denunciare ‘subito e prontamente’ la pedofilia degli altri, di cui non sembra scandalizzarsi; né indica i responsabili cui le vittime di altri che non siano i preti che le stanno a cuore dovrebbero chiedere il risarcimento in moneta sonante.
        Anzi: sempre ‘subito e prontamente’, Filomena assolve come ‘educazione sessuale’ la diffusione di assurdità di cui non parla né tantomeno commenta: insegnare la masturbazione ai bambini di quattro anni è, secondo lei, non un segno della follia di chi propone queste cose, ma una forma di saggezza pedagogica di cui Filomena non priverebbe mai i figli degli altri. E almeno la spiegasse, questa frottola senza pari!…. Invece, niente.
        Che rimane da pensare di una signora/ina o secondo la desinenza che preferisce? La parola che rimane dopo tutte quelle che sono state messe assieme da Filomena orecchiandole intorno, è: niente! E di tutte le cose che non è in grado di pensare, questa è l’unica che signfichi qualcosa perché la qualifica intellettualmente più di tutte.

        • Giovanni scrive:

          Raider guarda che anche tu non hai dimostrato niente e fatto solo affermazioni apodittiche. Solo che hai usato il triplo delle parole e una sintassi molto più involuta.

          I fatti: alcuni preti, vescovi e cardinali hanno abusato, a volte per anni, di ragazzini e bambini. Succede anche fuori della Chiesa? Lo sappiamo, ma dentro la Chiesa vi è stata per anni una sisitematica copertura di questi comportamenti. Fino ai livelli più alti. IL Cardinal Castrillon Hoyos quando si è complimentato con il vescovo omertoso era Prefetto della Congregazione del clero. Cosa hai da dire (magari in meno di cento parole) su questo FATTO?

          La Chiesa dovrebbe dare risposte non ambigue a questa omertà diffusa e finora, come segnalavo, non lo ha fatto completamente.

          Poi se vuyoi parliamo anche di turismo sessuale e della rete ECPAT (sostenuta da ONU e Unicef )che lo combatte

          • Toni scrive:

            Quando si ha da fare con certe persone si capiscono tante cose. Si ha conferma che la pedofilia è per taluni l’ultimo dei problemi se si è motivati dal fine di colpire la Chiesa. Non sarebbe cambiato granché se non ci fossero stati pedofili , in tal caso aumentavate l’indignazione sul catarismo , su Giordano Bruno e Galileo.
            Nessuno ci si può nascondere dietro un dito, episodi gravi nella chiesa si sono stati e ce ne saranno ancora, nonostante tutte le iniziativa e le strette di giro che ci possono porre in essere. Io su questo sono rassegnato, ed individuo la colpa in una preponderante cultura laida, spacciata per progressista, che nega ogni dimensione umana alla sessualità e che è pronta a celebrare ogni forma di aberrazione come uno stadio ulteriore di una conquista culturale di un uomo che non ha natura umana ( in sostanza, Giovanni, la tua cultura… si…., la tua!).
            La tua “buona” fede si nota nel citare Cardinal Castrillon Hoyos, lo esibisci come prova (un cardinale importante, la sua lettera) naturalmente ometti (omissione è dalle nostre parti un peccato, ma non per te no, dato che la morale ha peso solo se coinvolge Berlusconi e preti) il comportamento assunto allora dallo stesso cardinale Joseph Ratzinger, per tramite del papa, aveva ordinato ai vescovi di tutto il mondo di far capo sempre e soltanto alla “Congregazione della dottrina per la fede” per quanto riguarda gli abusi sessuali su minori commessi da preti. E sulla volontà di Benedetto XVI solo laidi indegni possono dire che non vuole combattere la pedofilia.
            Ma la verità è che per quelli che la pensano come te non conta le lotta interna, se veramente si vuole mettere fine ad un fenomeno che certo non trova giustificazione nella Chiesa e che non avrà mai al suo interno un pronunciamento in materia di morale e fede, che lo giustifichi. Questo diversamente di ciò che avviene nel tuo orizzonte “di cultura”, dove potrà venire fuori ogni guazzabuglio, compresa la pedofilia, debitamente profumata come avete brillantemente dimostrato di saper fare con i nuovi diritti umani (adozione da parte dei gay).
            Per certi infami non importa se un prete è pedofilo o no, basta la calunnia per essere felici.

          • Raider scrive:

            Invece di trinciare giudizi, sarebbe opporuno, a costo di più parole e pazienza, di una sintassi involuta, dimostrare o chiarire qullo che si respinge come ‘domande false e tendenziose’, ‘notevole sessuofobia’, ‘educazione sessuale’ mercè lezioni di masturbazione ai bambini di quattro anni e distinzione fra peccati e peccatori, che non si capisce chi saino, nel caso e che cavolo c’entri. Lei, che, anche se ha idee totalmente e dametralmente opposte alle mie, fa affermazioni precise e porta fatti, anche quando non considera ciò che dicono – per quanto contortamente – e i fatti che sono citati dagli altri, potrò essere anch’io più stringato (spero).
            Rilevato che lei non ha risposto riguardo violenze e abusi compiuti sotto l’egida dell’ON.U., né per quanto riguarda ‘le direttive sull’educazione sessuale infantile’ e la guerra che l’O.N.U. ha dichiarato alle parole e la librtà di espressione,; che nulla h da dire riguardo i risarcioment da pretendere istituzioni, associazioni e enti, statali e non, religiose e non (nel senso di non cristiano-cattoliche, fra l’altro), i cui membri si macchiano degli stessi crimini commessi da preti peggio che infedeli, le rispondo senza pretendere che lei usi la stessa cortesia rispetto a quanto precede:
            sull’omertà della Chiesa, ho da dire che la Chiesa ha pagato in soldi, processi e per farla felice, cattiva pubblicità; le inchieste sul turismo sessuale e altre iniziative meritorie finanziate dall’O.N.U rientrano anche nei piani di altri enti, ecclesiatici e laici, prendi don Di Noto e guarda com’è considerato, non diciamo da chi si batte per i pedofili, ma di chi combattela Chiesa a prescindere. La differenza (uno spread chiamato contraddizione) la fanno le direttive sulla educazione sessuale dei minori; e l’accusa, mossa in sede giudiziaria e con un’offensiva meditica di dimensioni mondiali di una ong riconosciuta dall’O.N.U., che la Chiesa, come scrive il Wall Street Journal, va processata non per qualcge secfico reato commesso da preti e vescovi, ma perché insegna ai propri fedeli a vivere in un certo modo. Sempre a proposito di libertà e Pensiero Unico.

            • Giovanni scrive:

              Scusa Raider non ti ho risposto su quello che chiedevi perchè mica sono precisamente informato su tutto e sinceramente andare a cercare le colpe altrui mi pare un modo infantile per minimizzare le proprie.

              Visto che ci tieni mi sono informato un pò:
              Sui caschi blu potresti avere ragione, di casi di abuso, sessuale e di altro genere se ne è parlato spesso, non sono riuscito a ricostruire di chi è la responsabilità disciplinare in questi casi, se dei comandi nazionali ( e allora stiamo freschi) o di una autorità indipendente dell’Onu. In ogni caso credo che le cose funzionino tutt’altro che bene in questo campo.

              Sulle linee guida OMS (e non Onu direttamente) per l’educazione sessuale invece mi pare abbiate toppato alla grande. Queste sono disponibili in rete in Italiano (cerca standard oms sul sito dell’Associazione Italiana Sessuologia e Psicologia Applicata) e non sono certo un manuale per insegnare la masturbazione ai bimbi. Parlano di sessualità infantile per il semplice motivo che esiste (chiedi a qualunque pediatra), ma con l’avvertenza che questa è coisa molto diversa dalla sessualità degli adulti. Solo persone affette da bigottaggine pruriginosa all’ultimo stadio possono considerarle un via libera ai pedofili (che sono peraltro ovunque considerati giustamente soggetti da codice penale).

              Sui risarcimenti non è compito dell’Onu richiederli, ma dei tribunali, certo in questo la Chiesa cattolica essendo una istituzione gerarchica con nome e indirizzo conosciuti è sfavorita rispetto a altre situazioni più sfumate.

              Comunque secondo me il punto è un altro (e qui rispondo anche al pignucoloso Toni) Al di là del fatto che ci fossero preti pedofili (mi ripeto, ma nessuno mi ha ancora risposto) volete negare che fino a Papa Giovanni Paolo II compreso questi sono stati sitematicamente coperti dalla gerarchia cattolica come dimostra se non altro il caso eclatante di Maciel? Per inciso il cardinal Castillon Hoyos ha recentemente sostenuto che la sua famosa lettera era stata approvata da Papa Woytila (che non può confermare o smentire essendo morto). Scoppiato lo scandalo Ratzinger, prima come Prefetto del Santo Uffizio e poi come Papa ha preso provvedimenti, ma sempre interni, che riguardavano la giustizia canonica, non la consegna dei criminali alla giustizia civile perchè finiscano in galera come meritano. Su questo anche le ultime linee guida CEI mantengono un margine di ambiguità. Ci vuole tanto a dire chiaro e tondo: se becchiamo un prete a mettere le mani addosso ai bambini lo portiamo ai Carabinieri, come farebbe chiunque di noi. Ti prego non sfuggire la domanda, che è precisa.

              • Toni scrive:

                Che devono dimostrare a te ed a tipi simili che desiderate con tutte le vs forze dimostrare un piano generale della chiesa ad occultare la pedofilia, non operando distingui essendo ed comuni elargitori di sozzura (il vs. nucleo e motore interno). Sentito dire da te che sostieni che Mieli è un grande, fa particolarmente schifo. Nel tuo inciso su Castillon Hoyos si dimostra la tua pessima propensione al vero : se una affermazione non può essere confermata o smentita (come affermi tu) non si menziona, e tu non menzioneresti nei confronti di chicchessia, tranne per la Chiesa, perchè in mala fede come sempre preferisci confermarla.
                Le linee guida della CEI sono chiare, solo gente come te , che la pedofilia nella chiesa la vorrebbe a prescindere, anche se fosse pure calunnia, fa finta di non capire.
                Io non piagnucolo, ho solo senso di vomito quando leggo le vostre porcate e finte indignazioni . Alvaro ha detto bene siete favorevoli a tutto (perché sguazzate nel torbido ed in fondo vi piace sia la pedofilia, la zoofilia ecc ) solo che le proposte non sono fatte al momento giusto.
                Te lo rimarco non piagnucolo …. solo senso di vomito!

                • Giovanni scrive:

                  Le linee guida CEI sono chiarissimamente ambigue. Non dicono dovere di denunciare, ma dovere di contribuire al bene comune.

              • Raider scrive:

                Caro Giovanni, cosa la spinge a fare di me uno che accusa altri per non dover rispondere di altri cui attribuisce a me la responsabilità ‘morale’ di coprire le colpe? In realtà, io mi chiedo perché, chi esige di mettere sotto accusa la Chiesa, con intransigenza, ostinazione, ostilità, glissi, poi, con elegante non chalance su quello che, in altri casi, assume proporzioni macroscopiche. Consideri, innanzi tutto, che lei non deve rispondermi per farmi un favore siccome ci tengo tanto, la buona educazione ha le sue ragioni che la poemica può disconoscere, ma la sua coscienza no: dovrebbe rispondere a se stesso e non semplicemente informandosi “un po'”: vada un po’ oltre i fatti, dato che ne ha sotto gli occhi e non sempre capita, per54fino a lei, questa fortuna: della quale potrà ringraziare, se ritiene che questo le fornisce l’occasione di riflettere su ciò – i cristiani in malora e chi muore, muore – che le sembra troppo scontato per soffermcisi nemmeno su suggerimento della cronaca nera della morte da islamismo.
                Non dica, poi, che ‘potrei avere ragione’, ma che i tribunali di tutto il mondo, purtroppo per le bambine congolesi, serbe, croate, bosniache, conoscono solo l’indirizzo del Vaticano e per restare all’esempio da me addotto, non sanno dove si trovi la capitale politica dell’India, per fortuna de tribunali che processano due m mariani italiani in missione epr conto dell’O.N.U. e che per conto dell’O.N.U., non stuprano bambine, ma sparano per difendere le lggi internazionali, come sono tenuti a afre dalle leggi internazinali e dalle deliberazioni onusiane: che non sono in grado di portare di fronte a un tribunale internazionale soldati indiani stupratori di bambine e non sanno farsi restituire dai tribunali indiani due marinai italiani in missione umanitaria per conto di un’organizzazione che, infatti, apposta uno si chiede che ci stia a fare.
                E non dimentichi che anche altre chiese e religioni, ministeri di polizia e pubblica istruzione, associazioni sportive e ricreative dovrebbero essere sottoposte alle ingenti richieste di risarcimenti in denaro che lei, per non tirare in ballo sempre tutti gli altri, esige solo da una Chiesa. Che, quando fu annunciato che si proponeva di sottoporre i seminaristi e aspiranti preti a test tesi a individuarne l’orientamento sessuale, com’era libera di fare, fu subissata di critiche: perché solo i gay? Un gay non può essere un bravo prete? Si vede che l’esperienza ecclesiale induceva a ritenere di no, con tutte le possibili eccezioni e controdeduzioni, come la storia della Chiesa dimostra, che non rassicurano sui rischi di possibili scandali e polemiche astiose da chi non vuole discriminazioni, ma ama le recriminazioni, cui vanno aggiunti clamore mediatico e in effetti, di registratori di cassa.
                Quanto alla sessualità infantile, è bello e buono il tentativo da parte sua di dissociare le responsabilità dell’O.N.U., che processa tutti e in primis, il Vaticano, la Chiesa e la fede cattolica da quelle dell’O.M.S.: tutti sanno dove si trova quel fantastico Palazzo di Vetro. e i casi di abusi, non solo sessuali, ma di scandali di ogni genere, amministrativo e politico (i diritti umani affidati a Iran, Zimbabwe, Mali… ), non ne fanno la tribuna del diritto, della trasparenza e dell’onestà mondiali. Quelle direttive sono solo un esempio di allucinante pianificazione delle coscienze sulla base della teoria di genere come dottrina ufficiale del culto onusiano. Non sto a discutere, qui, come ho già fatto, quanto questa ideologia, fatta propria dall’O.N.U. per esigere legislazioni ad hoc sia inaccettabile, per me: e di proposito mi esprimo a titolo personale, prima che quanlcuno chiami i carabinieri a arrestarmi grazie all’on. Scalfar8. Non c’è bisogno di pedagogia sessuale né di direttive: a chi pensa di indottrinare i baibini con questa ideologia che non mi piace nemmeno per gli adulti, dico NO. Prima dei pedofili, a chiunque metta le mani avanti per prendersi i bambini in nome di una teoria di osservanza onusiana, penso che anche lei dovrebbe dire un bel NO.

      • giovanni scrive:

        Due cose. 1° Per quel che riguarda il “vecchio” e la “ragazzina” ambedue sostengono che non ci sono stati rapporti sessuali. Qualcuno li ha denunciati perchè dicono il falso? No! Evidentemente hanno piazzato una microspia nella camera da letto. 2° Pur non essendo abilitato a farlo, il “vecchio” potrebbe dichiarare di aver fatto educazione sessuale, in questo caso, rischia solo la denuncia per esercizio abusivo della professione di “insegnante”

        • Giovanni scrive:

          Caro Omonimo, Berlusconi è sotto processo per concussione (ha fatto pressioni su un pubblico ufficiale perchè rilasciasse la sua amihetta) e sfruttamento della prostituzione per aver organizzato un giro di meretricio che chiamava “cene eleganti”.
          Il sesso in sè e per sè, con diciassettenni o no non c’entra nulla.

          • Toni scrive:

            Sentire fare la morale (mascherata di legalità, ma di questo si tratta) a certuni fa veramente schifo!
            Non la volete legalizzare la prostituzione? Se ha la vostra benedizione legale non vi è più “meretricio”?

            • Giovanni scrive:

              Io sono per legalizzarla, è Berlusconi che è contrario per ipocrisia. E lui poteva modificare la legge non io.

              Il mio giudizio morale su ragazze che per andare in tv si trombano un vecchio che si gonfia il pisello con la pompetta puoi immaginarlo, ma non c’entra niente con le vicende giudiziare del Banana.

              • Toni scrive:

                Allora legalizzatela e Berlusconi diventa innocente. Lui fa cose che per me sono sbagliate (anche se per me non finirebbe in tribunale) e per te giuste. Vi potete incontrare e baciare.
                Non dovresti aver nessun giudizio sulle ragazze, a parte che tu non le hai viste e credi solo ai tuoi simili, ma poi …. “che ce fa”? Per voi dovrebbe andar bene tutto…

                • Giovanni scrive:

                  Toni , ma li leggi i post? Berlusconi è accusato di CON-CU-SSIO-NE e SFRU-TTA-MEN-TO della prostitzione. Il fatto che venga legalizzato il meretricio (ma non di certo il suo sfruttamento) non cambierebbe la sua situazione.

                  Noto che per i peccati dei ricchi e potenti basta sempre un pateravegloria

                  • Toni scrive:

                    Giovanni, lo sai che sarebbero state minchiate se al posto di Berlusconi ci fosse stato qualche altro. Su di lui lo travate piacevole abbassare la scure. Lo SRU-TTA-MEN-TO l’avreste chiamato in altro modo.
                    Noto con piacere che invece che per i ricchi non avete perso lo smalto di un tempo . Quando costruivate i muri e non eravate progressisti .

                    • Giovanni scrive:

                      Mi stupisce che propio uno come te ricorra ad argomenti come “Ma lo fanno tutti!” “Perchè punite me e non Tizio e Caio che fanno peggio?”
                      Un peccato non è sempre un peccato? Una che è stata abbandonata dal marito non deve forse vivere in castità per non commettere adulterio? Figurati un reato.

                      PS continuare a considerare lo sfruttamento moralmente peggiore della promiscuita e a maggior ragione dell’omosessualità è una cosa di cui vado fierissimo.

                    • Toni scrive:

                      Il peccato non deve finire in tribunale.

                      Sfruttamento è una tua etichetta applicata a Berlusconi.
                      Quelle ragazze post 68ine hanno avuto un rapporto dare ed avere. Berlusconi non ha puntato la pistola.

                      Quello che ha fatto Berlusca, non è giusto per me , ma lo dovrebbe essere per te.

                    • Giovanni scrive:

                      Infatti vanno in tribunale i reati, sarai d’accordo che telefonare ad un pubblico ufficiale esercitando pressioni perchè venga meno ai suoi doveri è un reato no?

                      E lo sfruttamento non me lo sono inventato io. Se tu recluti delle ragazze, le induci ad essere “carine” con qualcuno in cambio di denaro e favori, le stipendi e le alloggi sei uno sfruttatore della prostituzione. Di solito uno lo fa per conto terzi da cui si fa pagare. E fin qui penso non ci siano dubbi. La tesi della Procura è che lo sfruttamento ci sia anche quando organizzatore e cliente sono la stessa persona. Non mi sembra ad occhio una tesi peregrina. Vedremo che diranno i tre gradi di giudizio.

                    • Toni scrive:

                      Sfruttatore… esagerato… evoca le tristi realtà dei racconti di Dickens. Diciamo piuttosto che un anziano signore faceva regali a delle signorine consenzienti per essere carine con lui. Questo anziano signore nei suoi trascorsi politici aveva lanciato strali contro la magistratura. E’ legittimo pensare che quest’ultima potesse avere motivi di risentimento? Non ritieni che in “certi” casi possono applicare la legge ed altri interpretarla (e sai, quando vogliono, quanto sono bravi ad interpretarla? …. Sul termine “famiglia” che distanze riescono a colmare?). Tu li vedi immacolati e puri …. vero? E scommetto che la mia ti sembra una tesi “peregrina” … che dici? Mi meraviglia quando cerchi complotti di pedofilia in seno alla Chiesa lì diventi così arguto … esteso. Qui sei costipato e formale.
                      Ma poi non mi entra in zucca il perche ti formalizzi su una fesseria (almeno …. ai tuoi occhi, non ai miei) se ci fosse una legge partorita dal vostro “grembo” la prostituzione non ci sarebbe più , ed allora? Lascialo divertire!

                    • Giovanni scrive:

                      Toni a me sembra che tu non sia affatto interessato alla discussione, che spari minkiate a caso e per partito preso. Lasci perdere le argomentazioni a cui non sai controbattere (niente sulla concussione per esempio) e ti attacci al cavillo per le atre. Vabbè contento tu…

                      Ultima notazione il Banana non faceva regalini aveva costruito un sistema che prevedeva agenti reclutatori (Mora, Minetti, Began) stipendi, alloggi ecc per le ragazze che la davano dietro compenso. Questo se lo fai per conto terzi è sfruttamento senza ombra di dubbio. In questo caso lui lo faceva per se stesso, è sfruttamento ugualmente? La procura sostiene di si e a me non sembra tanto campato in airia. Vedremo che dirà il Tribunale.

                    • Toni scrive:

                      Ti avevo risposto e sono stato censurato.
                      Non dico minchiate, sono scettico su ciò che siete.
                      Dico semplicemente che per tutto quello che riguarda la prostituzione, con varianti organizzative ecc, sono cose se si sposano perfettamente con la vostra brillante concezione di vita. Una legge e sistemate tutto. Il sistema, i reclutatori … per incanto potete farli diventare fattori di un sistema imprenditoriale. Avete giustificato cose peggiori (in tema di matrimoni, fine vita, aborto)… siete artisti!
                      Per la concussione … ti manca il quadro d’insieme

      • AndreaB scrive:

        Scusa Filomena, ma non mi sembra una domanda falsa, tutt’ altro. Forse un po’ tendenziosa si’, ma dipende dai punti di vista… Il mio essere tendenzioso consiste nel partire dal presupposto che, chi vuole divulgare tra i minori dei filmati, dei giornali, degli opuscoli o altro materiale che mostra sesso esplicito, favorisce la pedofilia.
        Il tentare di insegnare a vedere il proprio corpo e quello del prossimo come un pezzo di carne dal quale trarre godimento e’ fortemente deleterio per ogni discente, figuriamoci per un bambino… Se per te questo non e’ vero allora e’ corretto da parte tua ritenere la mia domanda tendenziosa… Io, come spero molti altri, la ritengo, invece, una domanda retorica.

  9. beppino scrive:

    Ford Foundation, George Soros, Anthony Tabatzinik e relative società. Nomi da ricordare al momento opportuno; ora c’é un motivo valido per non contribuire al loro business.

  10. Ernesto scrive:

    Cosa è giusto e cosa è sbagliato? Cosa è accettabile o no? Morale, giustizia…sembra tutto così soggettivo. Tutto soggetto alla propria definizione di libertà. Non do giudizi. Tutto così volubile…eppure cisarasarà

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

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