I politici leggano bene la Magnifica Humanitas
L’aspetto che più mi ha colpito della grandiosa enciclica Magnifica Humanitas è che non è solo una direttiva del Papa circa l’intelligenza artificiale, dato che essa inquadra tale tematica in un contesto molto più ampio, con riferimenti ineludibili da parte di ogni cristiano e di ogni uomo. Il contesto è quello fornito dalla Dottrina sociale della Chiesa, che, a partire da Cristo, configura una visione integrale dell’umanità, che può essere magnifica, ma che può anche arrivare a rovinare tutto, trasformando, per esempio, l’Ai in un potente strumento addirittura di morte, invece che in un mezzo per far vivere meglio l’intera umanità.
E così, sui fondamenti dell’uomo creato ad immagine di Dio, dell’uguaglianza della dignità di ognuno e della tutela dei diritti umani, Leone XIV ci ricorda che un rispetto integrale di ogni uomo e di ogni donna non può prescindere dalla tensione al bene comune, dalla destinazione universale dei beni, dal rispetto dei principi di sussidiarietà e solidarietà, dall’impegno per la giustizia sociale e per il rispetto dello sviluppo integrale dell’uomo, uso dell’Ai compreso.
Insomma, il Pontefice ci propone una totalità e integralità di fattori, di fronte ai quali ciascuno è chiamato a prendere posizione. Da questo punto di vista l’enciclica obbliga l’intera Chiesa ad un profondo esame di coscienza e l’intera umanità a porsi tante domande purtroppo dimenticate. Un impegno che deve partire dal livello personale per arrivare a quello sociale e, finalmente a quello politico.
La preferenza è una cosa seria.
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Bene comune, sussidiarietà, giustizia
In generale, mi pare che la Magnifica Humanitas sia stata accolta con favore, in quanto è volta chiaramente a difendere la dignità dell’uomo, anche se mi pare che, tutto sommato, essa venga considerata come un interessante elaborato culturale (magari da superare tra qualche settimana) oppure, come è stato segnalato, come una bella “predica morale” da leggere con il distacco prestato, purtroppo, a tali tipi di documenti. Ritengo, invece, che l’enciclica contenga concretissime e impegnative indicazioni per la nostra vita personale e sociale e politica.
A questo proposito, penso che proprio le persone impegnate in politica dovrebbero leggere con molta attenzione l’enciclica, perché essa contiene indicazioni che soprattutto i politici cattolici devono prendere estremamente sul serio. Anzi, dovrebbero trarre spunto dalle parole ivi contenute per riformulare i termini di un vero programma politico, perché parole come bene comune, sussidiarietà, solidarietà, giustizia non sono indicazioni generiche per mettere a posto le nostre coscienze, per poi continuare come se nulla fosse, ma sono il contenuto di politiche desiderose di fare il bene vero del popolo.
Un’occasione da non perdere
Sarebbe bello che i politici cattolici, qualunque sia il loro partito di appartenenza attuale, si uniscano per elaborare un programma che tenga conto sul serio di quanto scritto nell’enciclica del Papa. Altrimenti, cosa significherebbe il loro essere qualificati come “cattolici”? Trovandosi in una assemblea comune, capirebbero che ognuno avrebbe qualche cosa su cui interrogarsi (come si devono interrogare tutti, anche quelli che non fanno politica). I politici di “destra”, magari, potrebbero chiedersi se la loro impostazione del problema dell’immigrazione sia conforme alla direzione segnalata dalla Chiesa; ed i politici di “sinistra”, magari, potrebbero porsi domande circa il modo con cui i loro partiti affrontano, almeno finora, i temi della vita, della famiglia e dell’educazione.
Insomma, la mia preoccupazione è che anche questa corposa enciclica finisca con l’essere messa presto nel dimenticatoio, citandola massivamente nei convegni, ma tenendola lontana dalle reali decisioni politiche, per poi magari lamentarsi del fatto che la presenza cattolica sia sempre più irrilevante. Penso che la prima enciclica di papa Leone XIV fornisca a tutti i cattolici, politici compresi, l’occasione per riproporre direttive sociali e politiche che, chissà perché, erano state sotterrate. Potrebbe essere, questa, l’enciclica di un nuovo inizio.
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1 commento
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Gira voce che parte dell’enciclica sia stata scritta dall’ia.( pare che alcuni ricercatori, usando rilevatori appositi,tipo pangram,abbiano ottenuto,per alcuni capitoli,risultati di probabile utilizzo della ia dal 40% in su.
Ne sapete qlcsa? Se fosse vero,sarebbe quantomeno inquietante.