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Libertà religiosa, Commissione Usa: «Cristiani sotto assedio. Obama faccia di più»

maggio 8, 2014 Redazione

Il report della Commissione sulla libertà religiosa analizza i casi Paese per Paese: Siria e Iran, Corea e Arabia, Pakistan ed Egitto. «L’amministrazione Usa dovrebbe muoversi con sanzioni mirate»

I cristiani sono sotto assedio in Medio Oriente, e l’amministrazione Obama non sta facendo abbastanza per fermare le persecuzioni religiose perpetuate dai suoi alleati. Lo mette in luce il rapporto della Commissione Usa sulla Libertà Religiosa Internazionale, un comitato i cui consulenti sono scelti dalla Casa Bianca in rappresentanza di entrambi i partiti politici statunitensi. L’ultimo focus parla di vere e proprie persecuzioni in atto in alcuni Paesi come Iran, Arabia Saudita, Pakistan e Corea del Nord, evidenziando un dato allarmante: il crollo della percentuale di cristiani in Medio Oriente, sceso dal 25 al 10 per cento in tre anni.

IRAN E ARABIA SAUDITA. Sono 16, in particolare, i Paesi che più preoccupano la Commissione. Si parla di Cina ed Eritrea, Sudan e Siria, Uzbekistan e Nigeria, Vietnam, Iraq e Pakistan. C’è anche l’Iran, che ha peggiorato le sue condizioni, paradossalmente, da quando ha preso il potere «il presidente presumibilmente moderato Hassan Rouhani», come dimostra il fatto che a febbraio 2014, «almeno 40 cristiani sono ancora in prigione, detenuti o in attesa di processo per le loro convinzioni o attività religiose». FoxNews ha dato voce a Morad Mokhtari, attivista iraniano presso lo statunitense Iran Human Rights Documentation Center: cristiano, ha abbandonato qualsiasi speranza di vedere Rouhani rendere più moderata la sua Repubblica Islamica. Ma timori arrivano anche dall’Arabia Saudita, che vieta qualsiasi presenza di credi diversi dall’islam. «Nel Paese non esiste una singola chiesa, o qualche edificio di culto non musulmano», accusa il report, spiegando come addirittura alcuni libri di testo delle scuole di Riyad «giustificano la violenza contro gli apostati e i politeisti, ed etichettano cristiani ed ebrei come “nemici”».

PERSEGUITATI IN EGITTO E COREA DEL NORD. Nel documento si approfondisce anche la situazione dell’Egitto successiva alla caduta di Morsi, e con essa l’incapacità dei governi di transizione di proteggere i gruppi religiosi, in particolare i copti. «L’Egitto è uno degli alleati maggiori dell’America nel Medio Oriente», ricorda la Commissione, auspicando una maggior presa di coscienza del presidente Obama della situazione di questa minoranza che rappresenta circa il 10 per cento della popolazione. «Solo un mese fa l’amministrazione ha approvato la spedizione di elicotteri d’attacco Apache al governo militare». Tra i massimi violatori della libertà religiosa c’è anche la Corea del Nord, dove sussiste un «sistema-songbun, che classifica le famiglie in base alla loro fedeltà alla famiglia Kim; i credenti hanno il rating songbun più basso. Diffondere il cristianesimo è un crimine politico. Molti credenti vengono incarcerati in ignobili campi di lavoro penale».

«SERVIREBBERO SANZIONI MIRATE». La commissione ha stilato poi un secondo gruppo di nazioni, dove la pressione sui cristiani è minore ma desta comunque una certa preoccupazione: Afghanistan, Cuba, India, Indonesia, Laos, Russia e, per la prima volta, Turchia e Malesia. «Mentre l’amministrazione Obama deve continuare a fare luce sugli abusi attraverso prese di posizioni pubbliche, dovrebbe talvolta imporre sanzioni mirate contro questi paesi per dimostrare che ci possono anche essere conseguenze», spiega Dwight Bashir, vice-direttore di politica e ricerca della commissione. «Se non utilizza uno strumento legislativo già esistente, gli Stati Uniti rischiano di mandare il messaggio che preferiscono un accordo nucleare piuttosto che protestare per i diritti del popolo iraniano».

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4 Commenti

  1. Raider says:

    La prima legge che Obama firmò, cancellando quella con cui Bush difendeva i nascituri, fu la legge che reintroduceva il cosiddetto ‘aborto a nascita parziale’: un infanticidio, in pratica, mediante cui le donne che avessero superato il limite delle settimane consentite per abortire – e anche entro l’ottavo o nono mese di gravidanza – possono abortire lo stesso con una tecnica horror che non sto qui a descrivere. Sembra che a chi gli obietta a che questo primo atto di governo comprometteva l’appoggio elettorale dei gruppi cattolici e protestanti che ne avevano sostenuto l’elezione, Obama replicasse, stizzito, che in America governano i Preisdenti, non i preti. Una risposta che dà la misura della doppiezza, arroganza e ottusità di Obama, visto che qualunque Presidente potrebbe, come era avvenuto con Bush, firmare una legge per abrogare una norma così barbara, senza sostenere che introdurla o reintrodurla significhi governare per conto del basso e alto clero del politicamente corretto.

    • Cecilia says:

      Descriviamola invece quella tecnica: ho provato in prima persona con le mie compagne di liceo che finché dici “aborto” non si muove nessuno o partono le risposte standard, se spieghi che il raschiamento è fare a pezzi il bambino e poi tirar fuori i frammenti, o si tacciono o gli viene da vomitare, in ogni caso, ci pensano su due volte prima di dire ancora banalità.

      L’aborto a nascita parziale consiste in questo: il medico, guidato dagli ultrasuoni, infila delle pinze nel canale cervicale e posiziona il feto con i piedi in direzione dell’uscita e la faccia rivolta in basso. Il corpo del bambino viene tirato nel canale di nascita, ma la testa, troppo grande per passare attraverso la cervice, viene lasciata all’interno. Il medico quindi inserisce delle forbici chirurgiche alla base del cranio del feto ancora vivo, praticando un foro e allargandolo con le punte, creando così un’ampia ferita nel cranio. Un aspiratore risucchia quindi il cervello e il cranio, privo del contenuto, si assottiglia fino ad uscire.

      • Raider says:

        Cara Cecilia, trovo così orrendo, sacrilego un infanticidio eseguito con queste modalità granguignolesche, che ho lasciato alla curiosità altrui informarsi per farsi un’idea di che si tratta. Forse, ci sarà gente cui sapere e leggere non basterà. A me, è bastato leggere una sola volta.
        Nel caso, mi interessava evidenziare che persona fosse Barack Hussein Obama, scelto dai grandi elettori occulti della più grande democrazia-spettacolo del mondo per farne un mito costruito a tavolino e a reti unificate, la cui leggenda inizia con un discorso alla Convenzione del Partito Democratico e per la fama conseguente di oratore eccelso che sapeva improvvisare bellissimi discorsi; e invece, dacché è stato eletto, senza un ‘gobbo’ che lui si limita a leggere a alta voce (se non è play-back), non spiccica una sola parola: e anche così, non è più in grado di incantare nessuno. Il primo caso di Nobel per la Pace sulla fiducia, assai poco ripagata, nella storia di questo premio, del resto, già abbastanza screditato anche prima. Droni a pioggia, ‘primavere’ arabe disastrose, doppiezza istituzionale, nessuna seria riforma del sistema: ed è vietato dire che è stato scelto per ragioni ‘di colore’, di immagine, senza avere alcuna esperienza di governo; eletto al Senato U.S.A., non si segnalò in alcun modo né per proposte di legge né per prese di posizione, ma approfittò dell’alta carica per scrivere una prima autobiografia in funzione mitologica e una seconda versione della stessa in cui correggeva gli errori, le sviste e le fandonie vittimistiche sul conto del padre africano e proprie.
        Aspettarsi da una persona così mediocre, che ha promosso la cultura gender a perno dell’ideologia americana o perlomeno, presidenziale e ha abolito la preghiera presidenziale per il Thanksgiving Day, atteggiamenti meno che opportunistici e ipocriti nei riguardi della fede cristiana, lui che, con ogni probabilità, cristiano non lo è stato mai, rischia di apparire altrettanto ipocrita della persona cui suppliche e preci sono dirette.

        • Cecilia says:

          La capisco, ma è anche vero che la curiosità di approfondire viene più a chi già si interessa, non a chi “frega niente”, ho pensato valesse la pena.
          Quanto ad Obama, lungi da me il difenderlo o sostenerlo, difatti, forse pessimisticamente ma non credo, sarebbe l’ultima persona da cui io mi aspetto un aiuto ai cristiani.
          E’ un tizio che parla tanto in un senso, ma poi le sue azioni contraddicono le sue parole con una velocità impressionante. E com’è che suonava… “non fidarti di quello che un uomo dice ma di quello che fa”?

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