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Le lezioni sono appena cominciate e «gli attacchi gender alla scuola sono già partiti. Ora servono vincoli chiari»

settembre 21, 2014 Benedetta Frigerio

Intervista a Roberto Gontero, presidente di Agesc: «Ci preoccupa il tentativo di inserire questi corsi nel programma curriculare, costringendo i genitori a ritirare i figli da scuola»

Educare-alle-differenzeIl 21 e 22 settembre si terrà un convegno nazionale per le scuole dal titolo “Educare alle differenze”, patrocinato dal Comune di Roma e proposto da tre associazioni impegnate nella diffusione della controversa “teoria gender”. Amnesty International invece ha già inaugurato l’anno scolastico proponendo alle scuole una guida che, sotto lo slogan “Scuole attive contro l’omofobia”, spiega agli alunni come si fa a diventare dei veri e propri attivisti dei diritti Lgbt.
Non sono passate nemmeno due settimane dall’inizio delle lezioni e «gli attacchi alla scuola sono già cominciati. Dopo la gravità di quanto accaduto l’anno passato con insegnamenti pro gender persino negli asili, questa volta non siamo colti alla sprovvista, anche se stiamo ancora aspettando una parola chiara dal ministro Giannini», spiega a tempi.it Roberto Gontero, presidente Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche).

Una delle associazioni sponsor del convegno romano, il Progetto Alice, già nel 2009 promosse l’insegnamento dell’ideologia gender nelle scuole con il finanziamento del Consiglio dei ministri. Non vi eravate mai accorti di nulla?
La situazione si è aggravata l’anno scorso, quando questi progetti si sono diffusi con l’imprimatur dell’Unar, l’Ufficio antidiscriminazioni del ministero delle Pari opportunità, tagliando fuori dai tavoli decisionali i genitori. La differenza mi pare evidente: questi nuovi programmi sono volti ad imporre, attraverso le istituzioni ed usando le ore curriculari, una visione unilaterale e pericolosa per i ragazzi.

scuola-lgbti-amnesty-internationalDi che pericolo si tratta?
Presentati come corsi di educazione all’affettività o contro il bullismo e gli stereotipi, in realtà propongono ai nostri figli visioni che generano confusione e incertezza. I ragazzi, purtroppo, si trovano già a vivere un’instabilità crescente, data dal clima culturale e da riferimenti certi sempre più ridotti, che chiedono il sostegno e non l’ulteriore indebolimento della famiglia. Andando a verificare i contenuti dei progetti “per l’inclusione”, “contro gli stereotipi” o “contro l’omofobia” ci si accorge dell’intento di far digerire una visione sovversiva, spiegando loro che purtroppo sono stati costretti a guardare la realtà con dei limiti imposti dalla cultura, quella che da quando è nato il mondo riconosce la famiglia come dato naturale per cui un uomo e una donna si uniscono e fanno figli. Purtroppo una concezione della libertà come assenza di limite, per cui la natura è un’imposizione, stravolge la realtà e genera individui atomizzati, educando a rapportarsi a sé e agli altri secondo i propri impulsi, qualunque essi siano.

Ad esempio?
Una libertà concepita come assenza di ogni limite genera mostri, basta pensare alla linee guida dell’Oms, in cui si diceva che persino al bambino di quattro anni non devono essere negati la masturbazione e il piacere sessuale. Crescere persone per cui tutto è determinabile dalla volontà, significa crescere individui a favore non solo dei matrimoni omosessuali, ma dell’utero in affitto, del testamento biologico fino all’eutanasia infantile. Un soggetto che si percepisce onnipotente elimina tutto ciò che lo limita, anche le persone più deboli, ed essendo incapace di sacrificarsi non potrà costruire nulla. È questa il futuro che vogliamo?

Che visione alternativa proponete?
Il Progetto Alice, ad esempio, dice esplicitamente che occorre mettere in crisi il pensiero unico sul rapporto uomo-donna, sostenendo che la scuola è troppo neutra poiché non tiene conto dell’orientamento di genere, slegato dal sesso biologico. In questo modo ci si sostituisce alla scuola, si scarta la famiglia, facendola addirittura apparire agli occhi degli alunni come la responsabile degli stereotipi da abbattere. Noi, però, non ci stancheremo mai di ribadire la sua importanza, insieme a quella della libertà concepita come adesione al bene.

Come mai l’insegnamento del gender è entrato nelle classi senza che i genitori se ne accorgessero?
Purtroppo hanno agito appellandosi alle strategia adottata dal ministro Fornero, che il famoso Unar si è preso la briga di attuare senza il parere di nessuno. Così l’anno scorso ci siamo trovati con moltissimi genitori che sono venuti a sapere solo dopo che i loro figli venivano educati all’ideologia gender. È poi capitato che anche i consigli scolastici fossero all’oscuro dalle iniziative prese singolarmente dai presidi. Quello che ci preoccupa è il tentativo di inserire questi corsi nel programma curriculare, lasciando i genitori senza la possibilità di opporsi, costretti al massimo a ritirare i figli da scuola. Sarebbe davvero paradossale se per salvaguardare la salute mentale del ragazzo gli si facessero perdere crediti per passare l’anno.

beck-unarCome si può risolvere il problema?
L’educazione alla sessualità deve avvenire anzitutto in famiglia, gradualmente e naturalmente. Bisogna ricordare che i giovani non hanno bisogno che gli si spieghi il sesso o l’autodeterminazione, ma di capire ad esempio chi sono e perché uomo e donna sono preziosi l’uno per l’altra. Insomma i ragazzi ci domandano il significato dell’amore e del desiderio, a cui la società multimediale cerca di rispondere con il “mordi e fuggi”. In un clima simile, in cui tutto è online e dove non c’è più discrezione né intimità, la scuola non può fare finta di nulla. Detto ciò, se decide di agire a questo livello, bisogna che la modalità sia pianificata con il consenso e la corresponsabilità della famiglia.

Se il soggetto educativo primario è la famiglia, non dovrebbe essere facile vietare questi scavalcamenti?
Il ministro dell’Istruzione deve porre dei vincoli chiari e certi affinché la libertà di educazione non sia lesa. Abbiamo già chiesto il coinvolgimento delle famiglie quando ci siamo incontrati con Stefania Giannini il 5 maggio scorso, proprio per non dover correre ai ripari in seguito. Per ora però questo tema non è ancora stato approfondito. Il problema è che non si può più attendere: più il tempo passa più nelle scuole si diffondono questi progetti pericolosi a nostra insaputa.

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61 Commenti

  1. Shiva101 scrive:

    Sono d’accordo con l’idea espressa nel titolo: imporre vincoli chiari.

    No all’omofobia e alla discriminazione sessuale.
    Pertanto occorre approvare subito la legge Scalfarotto.

    Occorre mettere in chiaro che gli omosessuali NON sono persone malate e che sul piano dei diritti sono UGUALI alle persone etero e quindi devono accedere agli STESSI diritti, tra cui potersi unire civilmente come coppia.

    Sicuramente la chiesa, che segue il vangelo della fratellanza e dell’amore eterno e incondizionato, agevolerà e aiuterà gli omosessuali ad ottenere tutto questo.

    • Cisco scrive:

      @Shiva
      Il problema e’ che la legge Scalfarotto non chiede il rispetto degli STESSI DIRITTI per gli omosessuali (non c’è ne sarebbe bisogno), bensì di NUOVI DIRITTI, come quello di “sposare” una persona dello stesso sesso (che naturalmente dovrà valere anche per gli eterosessuali).

      • Shiva101 scrive:

        Sposare una persona non è un nuovo diritto.. esiste già ma SOLO per una categoria di persone escludendone altre SENZA ragione e quindi discriminando.

        Al solito voi cattolici non capite mai niente quando si parla di diritti civili.

        • Cisco scrive:

          @Shiva
          Sposare una persona dello stesso sesso non è un diritto per nessuno, altrimenti perché il magico Scalfarotto starebbe rompendo le balle urbi et orbi? Quindi introdurre questa possibilità e’ un NUOVO DIRITTO. O presunto tale.

    • Toni scrive:

      Shiva101
      uomo confuso….l’uguaglianza che cerchi tu è 2=3. E pensi che si deve stabilire per legge. Probabilmente l’argomento dei matrimoni gay è quello più di moda al momento, ma se ce ne fossero altri, pure più bestiali, il tuo talento, nel non capire nulla, ti porterebbe a rivendicarli come giusti.

      • giampiero scrive:

        I diritti sono sempre nuovi. Uno ci pensa. Poi attua tecniche per il godimento di essi. Pensate che l’uomo di oggi avesse gli stessi diritti di uno di 50 o 500 anni fa?

        • Toni scrive:

          Credo che la cosa sia più complicata di come lei ha posto il problema. Per esempio uno pensa un diritto ma bisogna accertare se limita o addirittura nuoce una società. Per questo i diritti si riconoscono o si negano.
          Specificatamente sull’argomento matrimonio: Ci si sente discriminato se situazioni uguali vengono trattate in maniera diversa. Una coppia composta da un uomo ed una donna (il due dell’esempio2) non è uguale a ad una coppia composta da due maschi (il 3 dell’esempio). Senza necessità di approfondire, legittimamente e democraticamente, un cittadino può ritenere che riconoscere uguali diritti nel matrimonio sia nocivo … in particolare in tema di adozioni.
          E’ scontato, per me, che la scienza che “dimostra” tramiti fantasmagorici studi che i “bambini cresciuti in coppie gay stanno meglio di quelle in coppie etero” è un tipico esempio di asservimento della scienza all’ideologia.

          • Nino scrive:

            a mio parere, quando si parla di matrimonio omosessuale, non si tratta di creare un nuovo diritto ma di estendere un diritto che esiste e che, fino ad ora, è limitato alle coppie eterosessuali.

            @Toni: la scienza non dimostra (credo) che i bambini cresciuti in coppie gay stanno meglio di quelle in coppie etero”. al più si può prendere atto che, da diverse analisi (più o meno di parte? non lo so affermare con certezza) che non ci sono significative differenze tra bambini cresciuti in coppie gay e bambini cresciuti in coppie etero. Che se ci pensi è abbastanza ovvio, perchè quello che conta,per un bambino, è la “bontà” del genitore, non il suo orientamento sessuale

            Io poi sono favorevole anchej all’adozione, sulla base del seguente ragionamento (che sono certo qualcuno contesterà tirando fuori la potente lobby gay, che se veramente esistesse , e soprattutto fosse potente, avrebbe ottenuto fin’ora risultati ben più concreti): se esistono più coppie che bambini adottabili in italia, allora a parità di “qualità” i giudici priviligeranno sempre le coppie etero rispetto a quelle omo, e quindi quel permesso non avrebbe effetti reali. Ma se c’è anche un solo bambino che, per qualche ragione (età? ) non riesce ad essere adottato da una coppia etero e c’è una coppia omo ritenuta idonea … perchè no?

            • giovanna scrive:

              Ma certo, un bambino che non riesce ad essere adottato, perché troppo grande, dopo aver passato magari anni in istituto, oppure perché con handicap più o meno gravi, diamolo ad una coppia di omaccioni o donnone, che tanto già nella vita ha sofferto tanto, sofferenza più , sofferenza meno…
              Ma dimmi la verità, caro Nino, veramente, veramente, veramente hai figli ?
              Veramente pensi che la tua figura genitoriale possa essere sostituita da un’altra donna in famiglia ?
              O che la mamma dei tuoi figli, posto che sia vero che tu ne abbia, possa essere veramente sostituita da un altro uomo ?
              Ma che uomo sei ?
              Senza contare, poi, che col clima che si sta creando, sarebbero proprio le coppie omosessuali ad essere preferite, vedi i casi di affido riportati dalla stampa : tu credi sinceramente che non ci fossero coppie uomo-donna disposti all’affido ?
              Dai, non scherziamo, che di superficialità si può morire.
              Tanto a te che te frega, mica sono figli tuoi, quelli sacrificati sull’altare gay.

            • Toni scrive:

              @ Nino

              Io con te ho sempre problemi di comunicazione. Mi sono sempre addossato la colpa di questo. Faccio uno sforzo per vedere se miglioro.

              Sul tema dei diritti non credo che si tratta di una “estensione”, ma di una “pretesa” sciocca ed irrazionale. (Ripeto per l’ennesima volta che non credo che il matrimonio nasce dall’’esigenza di vedersi riconoscere diritti di successione sanitari ed altro, ma da un capriccio che consente, come con un cavallo di troia, ad accampare meglio diritti su bambini da adottare… cosa che a mio vedere è oltraggioso).

              Poi, se devo farti un esempio (in vero poco originale), sulla cognizione di diritto che emerge dal tuo ragionare, trovo che è l’equivalente del riconoscere il pretendere ad un tizio che dichiara che gli piace il calcio il suo pretendere una legge che gli garantisca il diritto di avere un abbonamento di favore, per non sentirmi discriminato nei confronti di chi lo può acquistare. Con questo intendo dire che se alla parola “diritto” gli si può accollare tutto… allora con la forza di un numero democratico si può riconoscere ogni “cosa” (Chiaro come esempio, altrimenti ne faccio altri ). Ne consegue che parola “diritto” deve avere un ambito di applicazione diverso e non sempre è “estendibile”.

              Passando ad altro ti preciso che non attribuisco alla scienza (vera) nessuna dimostrazione sulla qualità dell’adozione gay, dato che credo si tratti di pura ideologia travestita (“truccata”) da scienza. Del resto ( questa è mia opinione) non riesco a dare valore di dimostrabilità a qualsiasi cosa provenga da scuole di psicologia comportamentistica (o figliastre di questa).

              Sulla “bontà” del genitore per me conta tutto, anche l’orientamento sessuale (per rispetto del proprio corpo, della propria ragione e dei propri sentimenti ).

              Per quanto riguarda l’adottabilità pienamente condivido le considerazioni di Giovanna che ben fa a contestarti la logica del “tanto c’è di peggio” per un bambino, e mi meraviglia il fatto che tanti fanno questa affermazione senza imbarazzo.

              Aggiungo che quando scrivi “ ….allora a parità di “qualità” i giudici privilegeranno sempre le coppie etero rispetto a quelle omo” operi un azzardo perché una precisa rivendicazione dei tuoi amici gay e che non ci devono essere discriminazioni. Il che si traduce che il tuo giudice, a parità, deve scegliere tanto uno che l’altro .

              Sei stato leggermente omofobo!

              • Toni scrive:

                @ Nino
                Sull’esempio del calcio ho aggiunto un “pretendere” , spero che sia ugualmente comprensibile il ragionamento.
                Lo spero!

              • Nino scrive:

                @Toni: se la comunicazione non funziona, le colpe (o le incapacità) sono di certo reciproche. Provo a chiarire il mio pensiero partendo dalla tua risposta, fermo restando che si possono avere (e per fortuna si hanno, devo dire) idee diverse, e che rispetto molto le critiche alle idee.

                1. Sul matrimonio omosessuale abbiamo evidentemente idee diverse, io non la vedo affatto come una pretesa sciocca e irrazionale: se una donna ed un uomo sessantenni possono sposarsi non capisco perché due uomini o due donne non lo possano fare. Parliamo di coppie, di coppie che si amano e che vogliono fare un percorso di vita comune, e che non possono procreare, ma alla prima viene dato un riconoscimento legale che alle altre è negato. Allora avrebbe più senso, o sarebbe più giusto, limitare il matrimonio alle sole coppie etero in età feconda (partendo dalla potenzialità di procreare, oggettiva, e non dalla volontà, che può essere soggettiva) Prendo atto che quella che per me è una discriminazione (ovvero un privilegio) per te è invece giusto. Abbiamo due punti di vista diversi e, mi sembra, chiari. Per tornare al tuo esempio, è come se la legge concedesse gli abbonamenti di favore ai tifosi della Juve e non a quelli della Roma (preciso, non mi intendo di calcio)

                2. Sulla bontà del genitore prendo atto che per te conta l’orientamento sessuale. Quindi per te è sbagliato che lo stato non prenda provvedimenti contro quegli omosessuali (uomini e donne) che hanno comunque dei figli, perché non possono essere buoni genitori a causa del loro orientamento sessuale “sbagliato”

                3. Sulla adozione, ovviamente se parti dall’idea che un omosessuale non può essere un buon genitore (vedi punto 2) allora è ovvio che nessun tribunale dovrebbe mai immaginare di affidare un bambino ad un genitore (o peggio, ad una coppia) omosessuale. Il mio discorso è che SE ( ed io ovviamente ritengo di si) un omosessuale può essere un buon genitore, allora può (“può”, non “deve”) essere una alternativa migliore ad un istituto. Sul mio ragionamento non credo di fare un azzardo, perché la decisione deve essere presa pensando al bambino, non ai genitori (ma avevo già messo le mani avanti parlando della potente lobby gay). E non credo di essere omofobo se ritengo che un bambino allevato da una coppia omosessuale possa essere maggiormente oggetto di discriminazione, oggi, in italia, rispetto ad un bambino allevato da una coppia etero, e che quindi per il bene del bambino a parità di tutto il resto l’affidamento ad una coppia etero è da preferire

                • Toni scrive:

                  @ Nino
                  schematizzo seguendo il tuo esempio:
                  Punto 1 – Riconosco che per te non è una pretesa sciocca ed irrazionale, ma le motivazione di tale asserzione, lasciano desiderare.
                  Quando dici “se una donna ed un uomo sessantenni possono sposarsi non capisco perché due uomini o due donne non lo possano fare” la tua logica ricade nel semplice “perchè no” e sposa l’idea del ” tutto è diritto basta chiederlo” perché i “diritti” non obbediscono a tale regola. E’ una espressione incongrua dal punto di vista logico: infatti parimenti si può pure dire “se una donna ed un uomo sessantenni possono sposarsi non capisco perché tre (o più) uomini o tre (o più) donne non lo possano fare”. Trascura un elemento essenziale del diritto (come disciplina) dato che il legislatore nel fare la legge deve distinguere, classificare, identificare i destinatari (come ci sarebbero le scelte politice che si basano, ovviamente, classificazioni e opzioni?). Ignora stranamente che il punto è valutare se la distinzione è ragionevole e se persegue obbiettivi ritenuti dallo Stato “meritevole di tutela”.
                  Da queste considerazioni puoi dedurre allora che quando scrivi “Parliamo di coppie, di coppie che si amano” non ha alcun significa perche lo Stato non è un “Cupido Certificatore” … essendo inrilevante il sentimento, mentre è rilevante il “bene comune”. Devi accettare che per parte dell’opinione pubblica tale matrimonio non si concilia con questo “bene”.
                  Per tornare al tuo esempio sulla coppia sessantenne (e/o sterile) la legge prevede che può adottare un ragazzo di 15 anni (ricorrendo altre condizioni). Per il ragazzo di 15 anni è comunque una condizione ottimale rispetto a due 60enni gay (perche la differenza tra adottati e chi adotte la legge la fissa a 45 anni…. Nino, vale pure per i gay?)

                  Sul punto 2 : “Sulla bontà del genitore prendo atto che per te conta l’orientamento sessuale” e fai bene a prendere atto (il fatto che per te non conta, aldilà delle tue esili motivazioni, è un mistero), ma quando aggiungi “Quindi per te è sbagliato che lo stato non prenda provvedimenti contro quegli omosessuali (uomini e donne) che hanno comunque dei figli, perché non possono essere buoni genitori a causa del loro orientamento sessuale sbagliato” tiri una conseguenza sbagliata…. un padre che dopo aver generato bambini, si scopre gay, resta padre (quindi che provvedimenti deve prendere lo Stato?). Il bambino, il soggetto su cui pongo SEMPRE la principale attenzione, è da tutelare sempre (da un gay e/o etero sporcaccione).

                  3. Sulla adozione: Un omosessuale può essere un buon genitore … si, a condizione che il suo egoismo, anzi il suo narcisismo, non soverchia quello che è il bene del figlio. Se il genitore omo pretende privare di una figura complementare il figlio già contraddice la sua possibilità di essere un buon genitore. Puoi dedurne che qualsiasi coppia che si presenta mano nella mano a chiedere adozioni già da questo manifestano la non attitudine.

                  Sul tuo azzardo il ragionamento che hai fatto è ancora là : hai detto che un giudice a parità di condizioni sceglie una coppia etero ….. per i gay sei omofobo …ed hai fatto una considerazione omofoba. A me non importa, probabilmente per i gay sono omofobo nel DNA… quindi non mi turbo … mentre noto che tu vuoi aggiustare…. si, lo noto! Non ti preoccupare, ancora non è approvata la scalfr8.

                  • Toni scrive:

                    Correggo e tolgo un “perché” e tolgo “regola” per mettere un “criterio”

                    ……..Quando dici “se una donna ed un uomo sessantenni possono sposarsi non capisco perché due uomini o due donne non lo possano fare” la tua logica ricade nel semplice “perchè no” e sposa l’idea del ” tutto è diritto basta chiederlo”, ma i “diritti” non obbediscono a tale criterio ………

                    • Nino scrive:

                      capisco che abbiamo opinioni diverse, e prendo atto delle tue obiezioni. Ovviamente non le considero valide, ma è sempre interessante approfondire gli argomenti e confrontarsi. Quantomeno fa sorgere altre domande da rivolgere a se stessi!

            • Toni scrive:

              Moderatore, fammela dare una risposta a Nino

    • Menelik scrive:

      “…Sicuramente la chiesa, che segue il vangelo della fratellanza e dell’amore eterno e incondizionato, agevolerà e aiuterà gli omosessuali ad ottenere tutto questo.”

      Non contarci, i conti si fanno SOLO con l’oste.
      Voi volete solo arrivare allo sterminio della Chiesa e di tutti i cristiani.
      L’ISIL è solidale con voi in Medio Oriente, avete gli stessi scopi, cambiano solo i metodi in virtù delle differenze geografiche e socio-culturali, ma ciò a cui puntate è la medesima cosa.
      I nazisti l’hanno provato con gli Ebrei, voi volete provarci con noi.
      Ma, mettetevi l’animo in pace, non ne avrete la possibilità.

  2. Sean scrive:

    Si che brutta cosa! Vogliamo insegnare hai bambini ha rispettare il prossimo! Siamo veramente cattivi noi

  3. ivan scrive:

    chi vuole imporre a tutti le idiozie del gender è “automaticamente” malato e screditato per quel che propone…

  4. Cisco scrive:

    Rispettare il prossimo insegnandogli la masturbazione e’ in effetti alla base di ogni visione del mondo che ha fatto storia… E insegnare che un malato non sarebbe da rispettare e quindi a chi lo è va impedito di curarsi e’ altrettanto degno di rispetto. Per non parlare del rispetto che ha – ma questa voglia degli altri – chi impone la propria visione ideologica (con pene che possono arrivare alla cercerazione) secondo cui sarebbe lecito rendere orfano di padre-maschio e madre-femmina un bambino.

    • Sean scrive:

      ma sta zitto Cisco! Ancora con questa storia dei gay che sono malati!?! Noi gay non siamo malati ed ora che te ne faccia una ragione ed inoltre meglio avere due genitori dello stesso sesso che rimanere in casa famiglia per tutta la vita! Curati tu visto che i malati sono gli omofobi come te che odiano i gay, ci accusano di essere malati ed impongo hai bambini che voi volete ed inoltre la storia della masturbazione era una bufala http://pontilex.org/2013/11/la-bufala-dei-corsi-di-masturbazione-nella-fascia-deta-da-0-a-4-anni/ http://www.bufale.net/home/bufala-follia-ue-corsi-masturbazione-per-bimbi-4-anni-imposizione-materne-ed-elementari-bufale-net/

      • omnibus scrive:

        Cisco ha soltanto ragione. Dovreste vergogmarvi voi di imporre ai giovani certe amenità. Come se la perversione aumentasse la tolleranza.

      • Cisco scrive:

        @Sean
        Io non so se i gay sono malati e non mi interessa, ma se c’è un dibattito deve essere aperto. Quello che mi interessa – e mi sconcerta – e’ la visione discriminatoria che i gay mostrano nei confronti dei malati quando si schermiscono come fai tu. E le teorie del gender sono inquietanti a prescindere dalla masturbazione.

      • Toni scrive:

        @ Sean

        Grazie ai tuoi link sono risalito al documento “Standard per l’educazione sessuale in Europa” realizzato dall’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS :
        Se ti interessa vai a pagina 34 (parla dei bambini da 0 a 4 anni).
        Ti faccio un copia ed incolla :

        “1.3 Perché l’educazione sessuale dovrebbe iniziare prima dei quattro anni?…………..
        La modalità inconsapevole o naturale di insegnare e imparare sulla sessualità può essere integrata da una modalità ATTIVA DI INSEGNAMENTO E INFORMAZIONE. Il vantaggio che ne deriva è la normalizzazione dell’argomento sessualità. Le domande del bambino trovano una risposta adeguata alla sua età E GLI SI DIMOSTRA CHE GLI ARGOMENTI INERENTI LA SESSUALITÀ SONO POSITIVI E GRADEVOLI. Così, il bambino può sviluppare anche un atteggiamento positivo verso il proprio corpo e imparare le competenze comunicative appropriate ……………..ecc. “

        Che ne dici … alla fine impara a masturbarsi o no?

      • Filomena scrive:

        Sean, fattene una ragione, voi gay avete seri problemi e non è un caso se vi suicidate con percentuali allarmanti. E’ normale che un uomo che mette il suo organo sessuale nel sedere di un altro uomo non sia tanto normale non ti pare? Con affetto

  5. Angie scrive:

    Ho sempre interrotto atti di masturbazione in classe ( scuola primaria) con il consenso di genitori e di psicoterapeuti che mi invitavano a indagare le cause che portavano i bambini a simili comportamenti…vedete un po’ voi cari Shiva e Sean verso che razza di educazione volete andare!! Intanto più grammatica e meno scemenze!

    • Sean scrive:

      Si certo come no e noi ci dobbiamo credere Angie ed inoltre noi gay con la storia dell’insegnamento della masturbazione non c’entriamo affatto visto che non è stata nessuna associazione gay ha fare questo se fosse vera la storia sarebbe stata la Oms a fare tutto

    • Giuseppina scrive:

      Bene angie!

    • giampiero scrive:

      Cosa centra? Un ragazzino della scuola primaria che si masturba in pubblico ha sicuramente bisogno di aiuto. Ma tutti i ragazzini del mondo si masturbano a casa loro. Anche tuo figlio Angie e anche Cisco quando era ragazzino. E’ normale.

      • Giannino Stoppani scrive:

        Scusa un attimo, sei mica tu il medesimo Giampy che più sotto ha scritto che la mia sintassi è “maldestra”?!
        E quel tuo stupendo “centra” invece di “c’entra” come lo definiresti?!
        Capisco che tu, a dar retta a quello che scrivi, alle elementari passavi il tempo a fare altre cose invece che a studiare, ma un pochino di ritegno… Suvvia!

        • giampiero scrive:

          Bravo Giannino. E vero che non hai un’intelligenza brillante ma non devi perdere stima in te stesso. Vedi puoi correggere gli errori ortografici di chi dice in bella maniera cose sensate. Bravo. Bravo. Il mondo cattolico ha bisogno ti teste medie come la tua.

          • Giannino Stoppani scrive:

            Non so di cosa abbia bisogno il mondo cattolico in verità, tu però hai dimostrato che hai bisogno di imparare l’italiano se proprio ci tieni a sfottere la sintassi altrui.
            Hai voglia di fare l’arrogantello, la figura di cacca l’hai fatta, e bella grossa, e ora te la ciucci.
            Ciao Giampy caro!

  6. piero scrive:

    Andate pure avanti a stare con la testa abbassata e concentrata sulle vostre parti basse, quando per sbaglio la alzerete ci penseranno quelli dell’isis a mozzarvela! Quelli , certamente sbagliate, ma le idee le hanno chiarissime!

  7. Giuseppina scrive:

    Bene angie!

  8. Giannino Stoppani scrive:

    Copia-incolla pro-memoria (tanto per chiarire con chi e cosa abbiamo a che fare al di là dei melliflui propositi di facciata):
    “noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino l’essere umano potenzialmente libero. Noi, si, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega” (da “Elementi di critica omosessuale” di M.Mieli, 1977).
    Con tanti saluti e baci a tutti gli “ebetroll” LGBTXYZ i quali, come al solito, (ri)leggendo le frasi terribili del loro ideologo caposcuola, non potranno trattenersi dall’esibirsi in un crescendo rossiniano di stizziti distinguo.

    • giampiero scrive:

      Stoppani non ci sono distinguo. Un omosessuale per combattere contro un nazi-fascista come te, ha capito dopo anni di dovere usare lo stesso tuo metodo. L’annientamento dell’avversario. Ma lo fa come metodo di lotta. I gai sono simpatici, intelligenti, di buona cultura e sono tantissimi. Siete spacciati fortunatamente.

      • Giannino Stoppani scrive:

        Eh no, non sei credibile caro il mio Giampiero, se tu fossi stato davvero convinto anche solo per un nanosecondo di avere a che fare con nazi-fascisti veri, di quelli che, tanto per intendersi, decapitano la gente e mettono il relativo video su Youtube, te ne saresti guardato bene da mettere nero su bianco certe pompose minacce.
        Facile fare la faccia dura con chi sai bene che non ti può rendere pan per focaccia, eh cicciobello?
        E comunque, caro cicciobello, se vuoi annientare i cristiani non ti resta che prendere il numero e metterti in fila.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Dimenticavo:
          CVD.

        • giampiero scrive:

          Stoppani io non minaccio nessuno. Non è mio costume fare il duro, perchè non ho il tuo stesso immaginario, i tuoi stessi punti di riferimento culturali, civili e sociali. Se leggi male, è colpa delle suore della scuola cattolica che hai frequentato alle elementari. Scherzo! E’ colpa tua che sei un testone! E’ vero, con una mente poco agile hai avuto problemi nel cogliere certe espressioni. Io intendo spacciata la tua corrente ideologica, minoritaria anzi, statisticamente inconsistente non solo in grembo alla società di cui fai parte, (e che si aspettava molto di più da te), ma anche all’interno della Chiesa e del mondo cattolico. I numeri citati circa gli omosessuali nel mondo, sono solo un parametro che giustifica l’ineluttabilità dell’epilogo della dura battaglia dei diritti nei confronti dei “fascismi”. Tu poi, sei come loro. Se avessi fame come loro in nome del tuo dio faresti lo stesso no? Nel medioevo era così no? Sei un ottimo esempio di testa medievale. Stoppani si può dire che hai una testa museale, un poco interessante reperto archeologico.

          • Giannino Stoppani scrive:

            Caro Giampy, quello che hai scritto ognuno lo può leggere da solo, quindi è inutile che ti arrabatti tanto a spiegare quanto io sono tonto e che il tuo costume non è quello del duro ma il perizoma che porti quando ti esibisci chiappe al vento sul carrozzone del gheipraid.
            Tanto, come ho scritto dianzi, lo sai bene che, da me e da tutti gli altri che con tanta mal riposta spavalderia scrivi di voler “annientare”, non te lo beccherai, ahimè, quel bel pedatone nelle tue (già da lungo tempo) devastate terga che vorresti dar l’impressione di anelare con cotanta pugnace bramosia.
            E non occorre neanche che ti spertichi in complimenti dandomi della “testa medioevale”, tanto con me l’adulazione non fa presa.

            • giampiero scrive:

              Stoppani non fare il bullo. Non minacciare che fai ridere. Lo sai bene che nessuno ha paura di te e della tua maldestra sintassi. Giannino tu hai una strana fissazione con, perizomi, terga devastate e simili. Giannino non ti preoccupa questa strana tendenza? Dovresti usare di più il cilicio. E andarti a confessare più spesso. Ma dì la verità però al prete.

              • giovanna scrive:

                Giampiero, dai, non fare così, non puoi competere !
                Ogni frase che aggiungi non fai che peggiorare la tua posizione !
                Sei tu che hai minacciato, ricordi ?
                Se non sono gradassi non li vogliamo !

              • Sebastiano scrive:

                a proposito di ridere, lasciate in pace Giampiero! In materia è un vero esperto. Come fa ridere lui non ci riesce quasi nessuno..

              • Giannino Stoppani scrive:

                Giampy caro, ma cosa leggon le mie fosche pupille?
                Dunque sarei io “il bullo”?!
                La mia prosa deve esser proprio “maldestra” se uno dotato del tuo acume ne trae “fischi per fiaschi” e “lucciole per lanterne in un colpo solo”!
                Eh sì, aveva proprio ragione Chi diceva: “…il vostro parlare sia: ‘Sì, sì; no, no'; poiché il di più viene dal maligno”.
                Ah, ah, ah!

  9. Cisco scrive:

    @Franco Ligabue
    Egragio sig. Ligabue, lei sostiene che la teoria del gender non esiste. Se intende dire che è una bufala sono d’accordo con lei. Ma se ritiene che sia un’invenzione la invito a informarsi.
    E’ chiaro che il nostro povero paese è talmente oscurantista che non fa passare facilmente la luce che ci viene irrorata dai sacerdoti (MtoF) e sacerdotesse (FtoM) di questa fantasmagorica ideologia, ma le assicuro che esiste chi la sostiene. Potrebbe anche essere che costoro vivano nel mondo dei sogni, ma per esempio ci cedono anche gli anticlericali dell’Università di Genova, tempio (massonico) del politicamente corretto: http://www.aboutgender.unige.it/ojs/index.php/generis.

    P.S. Da notare l’elegante e delicato uso dell’asterisco al posto delle vocali finali, naturalmente per evitare che le persone colpite da disforia di genere possano essere turbate…

  10. Angelo scrive:

    Signori, vi invito a controllare ciò che succede nelle scuole. Nelle università ormai c’è poco da fare. Potrei citarvi casi che farebbero rabbrividire anche gli automi che appoggiano le teorie pro gender ma mi astengo per evitare una censura.
    Salvate almeno i vostri figli più piccoli. Questi soggetti che propongono questi testi che istigano alla pedopornografia seguono un’agenda che viene da alcune associazioni dell’Onu. A sua volta l’ONU le impone ai paesi “Occidentali” ( UE – USA – Giappone – Australia etc.) e gli stati che fanno parte della UE, come l’Italia, volenti o nolenti adesso devo aderire a tali programmi poichè hanno ceduto la sovranità con i vari trattati (Lisbona, Maastricht, Velsen etc.).
    Partiranno naturalmente dal nord Italia, più “europeo” di mentalità rispetto al sud per poi uniformare anche il meridione (tendenzialmente più legato a certe idee considerate “obsolete” ).
    Una generazione di amorfi vogliono e, se voi non difenderete i vostri figli, ce lo saremo meritato come popolo. Non dico che dovreste protestare perchè dal 2015 imporranno negli istituti superiori l’esame di maturità da discutere in parte ed obbligatoriamente anche in inglese. Non dico di notare l’aumento delle parole inglesi nei quotidiani e nei principali media, sarebbe troppo per molti di voi. Non dico di notare come ciò rovinerà una generazione già impregnata di valori non nostri, ma anglosassoni (che coincidenza dato che siamo una colonia USA). Ma almeno per i vostri figli, non uniformatevi ai pochi automi che incapaci di avere un’etica si affidano alle parole del miglior piazzista messo dai soliti noti d’oltreoceano.
    La crisi si può superare, i soldi vanno e vengono, le case si ricostruiscono.
    Ma non credo che vi sentirete vivi e validi se vostro figlio non avrà nessun valore e voi non avrete fatto nulla per difenderlo da chi, con la scusa della lotta “all’omofobia” ha creato un altro ingranaggio che soffrirà quando capirà il gioco perverso che ha subito e che crederà che sia normale affogare in una vita di nonsenso dove le cose più importanti sono le file per i nuovi cellulari e le denudazioni fuori i negozi di intimo per avere degli sconti.

  11. Filomena scrive:

    A proposito di educazione dei minori, notizie del metodo Jozef Wesolowski?

    • giovanna scrive:

      Però lui sta in carcere, quelli della tua risma, quelli del “tutto è permesso”, sono nelle scuole, in parlamento, sui giornali.
      Poi, tu che godi quando una mamma uccide suo figlio, e le consigli di girare la testa davanti all’ecografia, magari le venga in mente di ripensarci, di che parli ?
      Vergognati.

      • Filomena scrive:

        Si da il caso che in uno Stato laico, non etico, conta il rispetto delle leggi non della morale e l’aborto in Italia è consentito, per cui dire a una donna, non ancora mamma, di non farsi condizionare nelle sue legittime scelte sia assolutamente consentito è non motivo di sanzione come piacerebbe a te. Vergognati tu a non rispettare le scelte altrui che non ti riguardano. E poi se permetti con questa storia dell’aborto hai stufato, non puoi tirarla fuori sempre anche quando non c’entra nulla. Io ho citato un fatto di cronaca di cui guarda caso Tempi che ci racconta anche quanti sbadigli fa Papà Francesco, la volta che invece fa una cosa di civiltà, cioè determinare l’arresto di un prelato pedofilo, non ne fa menzione, come pure tutti voi. Chi è dunque che si deve vergognare, chi chiude gli occhi su queste cose o chi si limita a fare quello che una legge dello stato gli consente?

        • Angelo scrive:

          Questo prelato che lei ha citato, signora/signorina Filomena, deve pagare. Ma pagheranno anche tutti i “fan” delle leggi pro gender. Pagheranno tutti quei volti di funzionari, lavoratori che permetteranno lezioni pedopornografiche e devianti per i bimbi. Pagheranno anche gli “ideologi” e le “fan” femministe che non faranno una giusta lotta verso queste lezioni ignobili pagate dai soliti noti (a proposito, ha visto le sue amiche femministe da chi prendono sponsor e soldi- campagna HeforShe? Conosce JP MORGAN e BARCLAYS? )
          Perchè vede, cara signorina/signora Filomena, la fame farà brutti scherzi. Che la fortuna del suo Dio “moderno” la aiuti, ne avrà bisogno.

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