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Ha ancora senso parlare di destra e sinistra in Europa? Guardate quanti sono i governi di larghe intese

gennaio 9, 2014 Leone Grotti

Numerosi esperti analizzano le grandi coalizioni europee e mettono in guardia dalla «scomparsa della socialdemocrazia e dell’opposizione»

mappa-le-mondeEnrico Letta e Angelino Alfano, artefici di una grande coalizione tra destra e sinistra, sono in buona compagnia nell’Unione Europea. Ad oggi, su 28 paesi, otto sono governati da partiti di sinistra, nove da partiti di destra e i restanti 11 da coalizioni tra le due forze (sei guidate dal centrodestra e cinque dal centrosinistra).

UNDICI GRANDI COALIZIONI. La domanda se l’Europa sia di destra o di sinistra, dunque, non ha più senso come mostra l’infografica realizzata oggi dal Le Monde. Secondo il politologo francese Dominique Reynié «la grande coalizione è un’opzione normale, di routine, per paesi come l’Austria, la Finlandia o la Germania», mentre è un’assoluta novità per paesi come l’Italia o la Grecia, dove sarebbe meglio parlare di «governi di unità nazionale».

«COGESTIONE IDEOLOGICA». A obbligare partiti storicamente avversari, per non dire nemici, alla «cogestione ideologica» di un paese ci si è messa la crisi, aiutata da sistemi elettorali a base proporzionale e dall’austerità imposta dalla Germania. Ma le grandi coalizioni, afferma Fabien Escalona, docente di Scienze politiche, «non indicano una nuova era di consensi, bensì l’erosione della base elettorale dei grandi partiti a partire dal 1970».
Per fare fronte alla mancanza di consensi e alla nascita di formazioni sempre più estreme, i grandi partiti sono stati costretti a mettersi insieme. In Grecia, ad esempio, se nel 2009 l’80% dell’elettorato era spartito tra partiti socialisti e conservatori, oggi solo il 30% dei votanti li sceglie.

ADDIO SOCIALDEMOCRAZIA E OPPOSIZIONE. Secondo Escalona, però, la vera vittima del “Grancoalizionismo” è la socialdemocrazia. Infatti, i limiti di deficit e le necessità del rigore favoriscono le idee di una destra «pragmatica e responsabile», alla quale la sinistra è costretta a «conformarsi» non avendo idee alternative ed efficaci.
Il secondo effetto di questo nuovo trend è «la scomparsa dell’opposizione», afferma Ulrike Guérot, del think tank Open Society Initiative for Europe. «Con la perdita dell’alternanza destra-sinistra, chi resta a incarnare un cambiamento dopo un governo di grande coalizione? – continua -. Il rischio è lasciare ai partiti estremi il monopolio della contestazione», favorendone così «l’ascesa». Inutile dire che il caso citato da tutti è il Movimento cinque stelle di Beppe Grillo.

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1 Commenti

  1. Fabio S. P. Iacono scrive:

    Continuano i primi chiari segni del rigor mortis in atto del governo Letta. Questa coalizione forzatamente centrista è male assortita ed è inoltre la pessima fotocopia in carta carbone della coalizione al governo d’oltralpe in Germania. occorre andare infatti alle urne unitamente alle elezioni europee subito dopo la Santa Pasqua, entro il mese di maggio 2014, con la nuova legge elettorale: meglio il Sindaco d’Italia od il Semipresidenzialismo francese … terza ed ultima scelta il Cancellierato tedesco. Le sirene di Angelino Alfano sono già state allertate.

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