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«In Medio Oriente è in dubbio il futuro stesso del cristianesimo. Si è ormai aperta un’era post cristiana»

agosto 14, 2014 Redazione

Secondo il giornalista che per primo intervistò Osama Bin Laden «lo scenario per i cristiani è molto peggiorato, da un lato per le primavere arabe, dall’altro per l’ascesa degli jihadisti in Iraq, Gaza e Libano»

«Si è ormai aperta un’era post cristiana». A dirlo oggi in un’intervista a Repubblica è Peter Berger, il giornalista che nel 1997 intervistò per la Cnn Osama Bin Laden. Berger, esperto di conflitti mediorientali e oggi alla guida di un think-tank liberal di Washington, non nasconde le sue simpatie per Barack Obama e la sua strategia, ma, al tempo stesso, mette tutti in guardia sul fatto che «nessuno deve farsi illusioni: gli jihadisti dell’Is (Stato islamico, ndr) continueranno ad espandersi, seminando morte e dolore, la crisi durerà a lungo e verrà ereditata nel 2016 dal successore di Barack Obama».

CRISTIANESIMO SENZA FUTURO. I raid statunitensi hanno «ridimensionato le illusioni» dei jihadisti, dice Berger. Il «genocidio» dei cristiani «sarà evitato dalla mobilitazione internazionale cominciata negli ultimi giorni. Ma il problema è più generale: nel Medio Oriente è in dubbio il futuro stesso del cristianesimo. Ai tempi di Saddam Hussein, il ministro degli esteri era Tareq Aziz, un cristiano. Ai tempi di Mubarak, c’era Boutros Boutros Ghali, un egiziano copto, alla guida delle Nazioni Unite. Ora lo scenario per i cristiani è molto peggiorato, da un lato per le primavere arabe, dall’altro per l’ascesa degli jihadisti in Iraq e per la loro inevitabile espansione a Gaza, nel Libano e in altri paesi dell’area».

JIHADISTI OCCIDENTALI. Infine Bremer spiega che ormai al Qaeda è stata messa nell’angolo dall’Is, che «riesce ad attrarre finanziamenti e combattenti anche da paesi occidentali. Si calcola che 700 giovani francesi, 450 britannici e 270 tedeschi siano andati in Siria. Il loro, spesso, è un viaggio di sola andata: hanno poca esperienza militare e muoiono facilmente. Eppure è un altro segnale inquitante di questa nuova fase».

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11 Commenti

  1. Alfredo scrive:

    Ogni cristiano sa che il Cristianesimo é Cristo stesso. Prevedere che Dio non abbia futuro é solo una bella provocazione. Forse é l’uomo che non ha futuro e presto dovrá presto cambiare strada : convertirsi dal Male al Bene. Per questo ogni cristiano sa che l’arma piú potente é l’umiltá della preghiera; molto piú di qualunque elucubrazione strategica. Il Bene eterno é uno solo ed é uguale per tutti… anche per quelli che oggi chiamiamo nemici. Ma non arriva chiara e potente la voce di Cristo da ogni parola, silenzio, riga e spazio del Vangelo? Il nostro Cristianesimo é manipolato, corrotto nel significato, confuso nella scelta tra Bene e Male…. qualcuno ora sta pagando gli errori di chi comanda e dirige di chi scioglie e di chi lega e che, pur tuttavia, confida comunque nella misericordia di Dio! I cieli e la terra passeranno. La Tua Parola non passerá. Questo é per Fede. Come mai non siamo ancora riusciti a donare la nostra Fede (che é Pace) agli jahidisti che che ci massacrano? Ma che testimonianza ha dato la ricca opulenza bigotta e farisaica dell’Occidente che si lamenta perché gli viene impedito di far coltivare in pace dai suoi schiavi l’orto del mulino bianco?
    Preghiera, preghiera e stile di vita. Oggi ricordiamo il gesto d’Amore di Massimiliano Kolbe. Cominciamo tutti da qui. Almeno per quel poco che ognuno di noi può testimoniatre nel quotidiano.

    • mike scrive:

      belle parole ma alla fine non si risponde ad una domanda che tu stesso evochi: cosa fare?
      la preghiera si, ma quella gente difficilmente cambierà idea. loro sparano, e non solo…
      stile di vita? loro possono dire di avere il loro. poi in occidente chi vuole davvero aiutare i cristiani? chi conta? chi comanda? è sempre più chiaro che l’isis è creato dall’occidente. Obama ha detto una parziale verità dicendo che l’isis è una creatura loro sfuggita di mano. sfuggita di mano? mah!
      senza dimenticare le leggi anti-cristiane nell’occidente anche esso quasi post-cristiano.
      sul cielo e terra che passeranno che forse evochi la fine dei tempi? vuoi dire che tra poco tornerà sulle nubi del cielo? ecco se la metti così, per quanto il forse è d’obbligo, è l’unica cosa sensata davvero. che sennò la vedo dura.

      comunque buon ferragosto.

    • michele scrive:

      Dimentichi che l’analisi è stata fatta per un giornale anticattolico fondato da un superbo. Non possono avere finezza teologica.

  2. filomena scrive:

    Io credo che la gente perseguitata, non abbia bisogno si considerazioni mistico/filosofiche o tesi complottistiche dirette contro il cristianesimo. Il loro problema è sopravvivere e non credo che di fronte alla fame un Dio, qualunque esso sia possa loro riempire la pancia. Il cristianesimo o l’islamismo viene dopo, molto dopo.

    • michele scrive:

      Ti sei accorta checstiamo parlando di cristiani esiliati per la loro fede?

      • filomena scrive:

        E perché invece chi della religione non se ne interessa pensi che sia accolto dagli estremisti islamici con tutti gli onori? Oppure pensi che di queste persone non vale la pena occuparsi perché non sono cristiani? Contrapporre un’altra religione sia pure più evoluta e non violenta a l’islam significa fare muro contro muro ossia guerre sante ed impedire qualsiasi forma di dialogo che prescinda dal gioco di questi pazzi furiosi che si ammazzano e ammazzano soprattutto chi non la pensa come loro in nome di una religione. Così si fa solo il loro gioco dando importanza alla fede più che alla vita delle persone.

        • michele scrive:

          Allora non fare ingenue proposte di dialogo, come in altra sede. Sei tu che fai i credenti più ideologici e settari di quel che sono.

          • filomena scrive:

            Mi spiego. Se invece di contrapporre una religione ad un’altra religione si provasse proprio a cambiare linguaggio le probabilità di arrivare a parlare aumenterebbero perché significherebbe non ragionare in modo assoluto per principi dogmatici ma di cose concrete. Poi magari non funziona però credo che provare non costa nulla.

            • michele scrive:

              Il fatto è che qui non si sta contrapponendo proprio nulla. Non sono i cristiani che muoiono dalla voglia di combattere i musulmani, ma c’è un califfato illegale che massacra le minoranze in base a principi arcaici. Gli argomenti razionali, tanto più espressi con atteggiamento irenico e laicista, non fanno presa su simili fanatici, li fanno solo innervosire di più. E comunque, questa vicenda insegni anche ai cristiani un po più di combattivita. È vero porgere l’altra guancia, ma Gesù ha detto anche di essere scaltri, cioè intelligenti.

  3. michele scrive:

    Non sono argomenti che facciano presa su fanatici islamici. Comunque non sono i cristiani a volere lo scontro, quindi è errato dire che a religione si contrappone religione.

  4. Valentina scrive:

    Io, più che preoccuparmi del futuro del Cristianesimo, mi preoccuperei del futuro dei valori laici per cui l’Occidente ha lottato, mettendosi spesso anche contro la Chiesa. Questa è la cosa più grave ed è soprattutto questo che l’Islam vuole: distruggere la nostra civiltà laica. Non possiamo metterci sotto i piedi le lotte degli uomini per i diritti e per la libertà (compresa quella religiosa, per chi è credente); non possiamo cancellare secoli di progresso tecnologico e scientifico, compiuto spesso in opposizione alla Chiesa; non possiamo dimenticare che tanti uomini di scienza e di cultura sono morti sui roghi della Chiesa Cattolica. La separazione tra Stato e Chiesa, tra fede e scienza, è costata troppe vite umane. Pensando a tutto questo, non possiamo permettere che l’Islam invada e sottometta l’Occidente e che ci riporti al Medioevo, cancellando non solo il Cattolicesimo (per chi è cattolico), ma soprattutto i diritti, le libertà e i progressi che tanti uomini hanno pagato a caro prezzo. Questo soprattutto dovrebbe contare.

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