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Il No Tav Luca Abbà torna sotto il traliccio da cui cadde sette mesi fa

settembre 29, 2012 Marco Margrita

Nuove manifestazioni degli indignados della Val di Susa contro le banche e le aziende implicate nella costruzione della linea ferroviaria

Oggi i No Tav tornano a manifestare nella zona del cantiere di Chiomonte. Corteo per “riaccompagnare” Luca Abbà al suo ritorno in Val Clarea. L’esponente del movimento tornerà alla baita-presidio, sotto quel traliccio da cui è caduto sette mesi fa, il 27 febbraio scorso, durante una manifestazione contro la linea dell’Alta velocità Torino-Lione in Val di Susa era rimasto ferito. “Le mie condizioni fisiche – spiega Abbà in un video sul sito del movimento – che sono in continuo miglioramento mi hanno permesso di indire questa giornata che sarà una occasione per tutti di accompagnarmi, per quelli che da tanto tempo non sono più stati attorno alle recinzioni di questo cantiere. Per me – prosegue – sarà un’occasione per superare questo trauma, questo incidente che mi ha cambiato la vita. Ma anche un’occasione per dimostrare che il movimento No Tav e la Val di Susa non hanno intenzione di mollare la presa e continueranno nell’opera di denuncia e contrasto di questo cantiere”. “La giornata – conclude Abbà – si intitolerà ‘Ritorno al futuro’, per me e per chi in Clarea non è più tornato in questi mesi. Sarà una giornata a volto scoperto, pacifica ma determinata”.

Un altro tassello di un autunno che il movimento trenocrociato vuole all’insegna della mobilitazione. Sono molte le iniziative che si annunciano: il 5 ottobre un corteo contro la crisi ed il 13 la discesa a Ravenna per una manifestazione contro la Cmc, la storica coop rossa che lavora al cantiere di Chiomonte.

Anticipo dell’iniziativa della prossima settimana, che inscrive i No Tav nel solco indignados, la protesta che ieri il Kollettivo Studentesco No Tav ha inscenato davanti alla sede di Susa della Banca Intesa San Paolo di Susa, aperta dallo striscione: “San Paolo protettore degli usurai”. Hanno deciso “di colpire l’Intesa Sanpaolo di Susa. Questa ci riguarda particolarmente perché finanzia il progetto del Tav ma è solo una delle tante banche colpevoli di questa situazione – hanno spiegato i ragazzi in un comunicato letto al megafono da uno speaker – Questi poteri finanziari hanno infatti elargito prestiti e mutui a dismisura e ora che la maggior parte delle persone, che si è affidata al loro aiuto, non riesce a restituire loro il denaro ecco che si ritrovano a possedere immobili, scuole ed aziende manovrando il paese secondo le solite logiche del profitto”.

Proprio per questo motivo manifesti e volantini sono stati attaccati anche sulle filiali di Banca Sella e Unicredit. Non male per un movimento che ha in un bancario in pensione (Alberto Perino) il più mediatico dei suoi leaders. Intanto, si prepara, con un tam-tam che cerca il coinvolgimento di tutta l’area dell’antagonismo, la “discesa” a Ravenna. “contro la Cooperativa Muratori e Cementieri in quanto azienda appaltante del tunnel geognostico alla Maddalena di Chiomonte in Val di Susa, emblema e paradigma dei molteplici tentativi di devastazione. Un’azienda che irresponsabilmente vuole procedere a realizzare un cantiere rifiutato dai 60 mila residenti nella valle e dalle migliaia di No Tav ormai presenti in tutta la penisola”.

Una manifestazione che conferma l’assalto frontale al Partito Democratico. “Il Pd – spiegano gli organizzatori – è sostenitore, come tutti gli altri partiti, di logiche decisionali autoritarie: se decidono qualcosa, i cittadini non devono permettersi di dissentire, di opporsi, di resistere”. Toni duri, che confermano come il movimento si candidi ad essere il laboratorio del dissenso a “questo modello di sviluppo”. Rischi di escalation? C’è da augurasi di no.

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1 Commenti

  1. Mappo says:

    Questo signore dice che il trauma gli ha cambiato la vita, ma dalle parole dette non sembrerebbe proprio, un vero peccato.

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