No-Vax, No-Tav e Charlie

L’arbitraria oggettività del Progresso secondo lo Stato. Quello che non si dice su è contrario alle posizioni della maggioranza

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vaccini ansa

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Walter Veltroni è un caro amico, quindi non è certo una diminutio questa sostituzione estiva. Ma il titolo ottimista e rousseauiano della sua rubrica non si adatta a me. Ho una fobia per i totem dell’Umanità e del Progresso. E malgrado abbia imparato a leggere e scrivere, ci sono ancora un’enormità di cose che non capisco.

No-Vax: il genio giornalistico non smette di stupirmi con la sua capacità di coniare etichette, che ti dicono tutto senza spiegarti niente. In quasi tutti i titoli degli ultimi giorni i No-Vax sono un’opprimente presenza. Chi sono? Cosa vogliono? Hanno preso a calci le macchine dei parlamentari dopo il voto a favore dell’obbligatorietà dei vaccini. E questo è segno di inciviltà. Ma non lo era quando a prendere a calci le macchine fuori a Montecitorio era il Popolo Viola, soggetto dai contorni evanescenti svanito prontamente dopo la “cacciata” di Berlusconi e l’arrivo trionfale di Monti.

L’aggettivo rivolto più frequentemente ai No-Vax è “oscurantisti”. Sono contro il progresso scientifico e posseduti da superstizioni medievali. Pretendono di sapere meglio dello Stato come curare i loro figli. Come quei retrogradi che non vorrebbero l’educazione gender nelle scuole pubbliche. Che indubbiamente apre la mente a nuove prospettive. I No-Tav invece non sono oscurantisti. Loro impediscono il progresso del trasporto ferroviario ma hanno ragione. E anche quelli contro il nucleare: anche se frenano il progresso, sono in realtà progressisti. Loro lo fanno per proteggerci tutti da un’eventuale esplosione nucleare, animati dalla strana superstizione secondo la quale se ad esplodere fosse la centrale francese che si trova a cinque chilometri dal nostro territorio (dalla quale noi compriamo al triplo l’energia), le radiazioni si fermerebbero rispettose al nostro confine.

Ne succedono di cose strane. Lo Stato non deve interferire quando i familiari di un malato vogliono ricorrere all’eutanasia, ma è giusto che impedisca a un padre e una madre di tentare il possibile per tenere in vita il loro bambino. E il piccolo Charlie vola in cielo. Ma la scienza tanto dice che non è vero. Oscurantista chi ci crede.

Foto Ansa

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