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Hamas non vuole che Gilad Shalit veda la partita Barcellona-Real Madrid

ottobre 1, 2012 Chiara Sirianni

L’invito all’ex soldato israeliano, oggi giornalista sportivo, ad assistere al clasico ha portato Hamas ad annunciare il boicottaggio. Si temono scontri e proteste al Camp Nou

Si chiama “clasico” ed è un delle  partite più seguite d’Europa. È in programma fra una settimana e quest’anno rischia di diventare un caso internazionale per motivi che col calcio non hanno nulla a che fare: come si legge in una nota ufficiale, il Barcellona ha infatti invitato Gilad Shalit, soldato franco-israeliano tenuto prigioniero dalle brigate palestinesi Qassam dal 2006 al 2011, e che ora fa il giornalista sportivo e che aveva espresso il suo desiderio di assistere alla partita. Una scelta che ha destato innumerevoli polemiche, anche perché l’FC Barcellona è molto amato nei paesi arabi per la sua posizione equidistante in merito ai conflitti israelo-palestinesi (ha come sponsor, tra gli altri, la Qatar Foundation). Secondo quanto riportato dal quotidiano El Pais, un ministro del governo israeliano avrebbe inoltrato la richiesta di un invito ufficiale per Shalit, grande sostenitore della squadra catalana. E la richiesta è stata accettata, anche se non per la tribuna d’onore. Non è bastato: i media di Gaza hanno annunciato un possibile oscuramento della partita, e gli attivisti palestinesi hanno lanciato un appello di protesta.

GIORNALISTA SPORTIVO.  Gli incontri Barcellona-Real Madrid – come riporta l’agenzia palestinese Wafa – sono molto seguiti, «al punto che durante i match le strade si svuotano e al termine i tifosi della squadra vincente danno vita a cortei ancora più affollati che non quelli organizzati contro la occupazione israeliana». E ora i tifosi del Real Madrid accusano quelli del Barcellona di tifare «una squadra sionista». Il Barcellona ha cercato di gettare acqua sul fuoco con una nota: «Abbiamo sentito dire che ci sono state proteste per questo nostro invito, ma per far capire che il Barca non prende posizione sul conflitto tra israeliani e palestinesi ricordiamo che nel 2011 il nostro vice-presidente Carles Villarubi aveva ricevuto il leader palestinese Mahmoud Abbas e gli aveva mostrato tutti gli impianti e le strutture del club».
Gilad Shalit si è rifatto una vita come giornalista sportivo, presso la popolare testata Yediot Ahronot. Nel suo primo articolo ha raccontato quanto sia stato importante lo sport durante la sua detenzione, definendolo «una boccata d’ossigeno in mezzo a tanta soffocante sofferenza». In particolare aveva spiegato di aver guardato una serie di partite assieme ai terroristi, discutendo assieme delle azioni in campo. Durante un incontro Hapoel Tel Aviv-Lione del 2011, per esempio, «avevano espresso sincera ammirazione per la rovesciata di Eran Zahavi, che aveva portato in vantaggio i padroni di casa».

SARSAK RIFIUTA L’INVITO. A quanto pare però sospendere le tensioni davanti a una partita è un lusso che ora Israele e Gaza non si possono permettere. Il Club dei prigionieri di Gaza (collegato ad Hamas) sostiene che «invitare Shalit è un tentativo di coprire i crimini sionisti col pretesto dello sport», mostrando sconcerto per la scelta di un «club così rispettabile, che difende il multiculturalismo», di invitare «un assassino e un criminale». Scontri e proteste non sono attesi soltanto a Gaza. El Pais riporta la lettera che gli attivisti di BDS (organizzazione che cerca di incidere sull’economia israeliana boicottando le loro merci) ha inviato al presidente del Barça e al governo catalano: «Le proteste tenute in occasione della partita di basket tra Barcellona e Maccabi Tel Aviv nel 2011, sono nulla in confronto a quello che abbiamo in programma al Camp Nou». In quell’occasione gli ultrà scesero invasero il campo sventolando bandiere palestinesi. Il Barça ha cercato una mediazione invitando il presidente della federcalcio palestinese e Mahmud Sarsak, rilasciato dagli israeliani di recente (dopo tre mesi di sciopero della fame). Un tentativo inutile: l’ex detenuto ha respinto l’invito. Perché assistere alla partita nello stesso stadio in cui è seduto Shalit significherebbe «un atto di normalizzazione» con Israele.

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1 Commenti

  1. Mappo says:

    Secondo me il Metsada del Mossad dovrebbe fare gli straordinari, magari i doppi o i tripli turni.

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