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Giacomo al Film Family 2012: «Che bello parlare di famiglia attraverso il cinema»

febbraio 14, 2012 Paola D'Antuono

Giacomo Poretti continua il suo dialogo con la Diocesi di Milano. Assieme alla moglie è stato protagonista della proiezione inaugurale del Film Family 2012, ciclo di incontri dedicati alla famiglia: «Un’esperienza bellissima che dovremmo trasferire negli oratori milanesi, luoghi della nostra storia che meritano di vivere una seconda giovinezza».

Il Film Family 2012 ha preso il via lo scorso 24 gennaio, tra l’entusiasmo dei partecipanti e delle organizzazioni coinvolte. L’iniziativa, pensata dall’Associazione cattolica esercenti cinema Acec Milano, dalla Diocesi di Milano e dalla Fondazione Milano Famiglie 2012, nasce con l’intento di offrire ai cittadini meneghini gli strumenti per prepararsi al meglio all’VII Incontro Mondiale delle Famiglie con il Papa, in programma dal 30 maggio al 3 giugno 2012.

Cinque serate per cinque film da vedere e commentare con l’aiuto di ospiti speciali e critici cinematografici nella sede del Centro culturale San Carlo. Ad aprire il ciclo di proiezioni il bel film di Sam Mendes, American Life, accompagnato dal commento di un ospite d’eccezione, l’attore italiano Giacomo Poretti: «La Diocesi mi ha parlato di un progetto di avvicinamento all’incontro con il Papa attraverso una serie di iniziative, tra cui questa del Film Family, definita “una catechesi attraverso i film”. Io e mia moglie, di professione psicologa, abbiamo inaugurato le proiezioni al Centro culturale. Per la prima volta ho aiutato le persone a confrontarsi con un film per cercare di coglierne il significato. Un’esperienza bellissima».

Quindi il pubblico ha risposto con entusiamo?
La sala era gremita e dopo la proiezione si è dibattuto a lungo. Il filo conduttore di questo ciclo d’incontri, come s’intuirà dal titolo, è la famiglia, in tutte le sue sfaccettature, nella sua crisi sistemica e nella sua voglia di continuare a esserci. I film sono di grande aiuto in questo caso, perché non è facile parlare di famiglia. Confrontarsi con un’opera d’arte, che sia il cinema, la letteratura, la poesia o l’arte visiva, è un’esperienza che arricchisce, ne sono più che mai convinto.

Il suo rapporto con la Diocesi di Milano è sempre più fruttuoso
Sono fin troppo attivo in questo campo, magari sto già rompendo le scatole! In realtà il mio coinvolgimento è partito dal bellissimo incontro avuto con il Cardinale Scola in occasione del suo arrivo a Milano. In quell’occasione gli chiesi di non sottovalutare l’enorme potenzialità degli oratori e dei loro spazi, che si prestano benissimo alla visione di film o opere teatrali e che dovrebbero essere sfruttati maggiormente per avvicinare le persone a queste forme d’arte. Credo che il Cardinale abbia ascoltato la mia preghiera e quella delle altre persone presenti all’incontro e quando mi è stato chiesto un aiuto per il Film Family ho accettato volentieri, prestandomi anche come “testimonial degli oratori”. Vorrei che le sale fossero produttive, che tornassero ad animarsi.

Come durante la sua infanzia?
Sarebbe un sogno. L’oratorio è stato determinate nei miei primi anni di vita. Purtroppo oggi questi luoghi magnidici sono in crisi, sarebbe bello recuperare la loro ricchezza e la loro storia e credo che l’invito rivolto ai laici da Scola sia proprio questo, darsi da fare per non lasciar morire queste realtà. Non è semplice, me ne rendo conto, ma stiamo andando nella direzione giusta.

Il suo impegno con la Diocesi le lascia il tempo di fare altro?
Ma certo! In questo momento con i miei colleghi e amici Aldo e Giovanni stiamo lavorando a un progetto teatrale che partirà a novembre.

Non calvacate l’onda della rinascita della commedia italiana che conquista il botteghino con Benvenuti al Nord?
Non abbiamo mai cavalcato l’onda e non lo faremo nemmeno in questo caso. Il pubblico rivedrà Aldo, Giovanni e Giacomo al cinema sono nel 2013, nel frattempo i nostri fan potranno vederci a teatro.
Twitter: @paoladant

 

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