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Francia. Maurin, il candidato sindaco che non vuole «fare il Peppone» ma propone la demolizione delle chiese

febbraio 25, 2014 Leone Grotti

In lizza con i comunisti del “Front de Gauche” per il Comune di Bordeaux c’è Vincent Maurin, che vuole far sparire la parrocchia di Saint-Eloi, considerata «la roccaforte dell’integralismo religioso»

programma-comunisti-francia-bordeaux-maurinMiglioramento della sanità, incentivi all’occupazione, case per i meno abbienti e la distruzione di una chiesa cattolica. È questo il programma di Vincent Maurin, candidato sindaco comunista per il “Front de Gauche” al comune di Bordeaux, in Francia, alle elezioni municipali che si terranno il prossimo mese.

«ROCCAFORTE DELL’INTEGRALISMO». L’attuale consigliere comunale ha promesso che in caso di elezione farà sparire la parrocchia di Saint-Eloi, che lui definisce «la roccaforte dell’integralismo religioso». Maurin non è nuovo a simili trovate: nel 2012 e poi ancora nel 2013 si è opposto alla costruzione di una chiesa e di una scuola cattolica nell’eco-quartiere Ginko, finanziate entrambe dalla diocesi. «Che bisogno c’è della costruzione di un’altra chiesa?», si chiedeva sul suo blog.

vincent-maurinSÌ ALL’ISLAM. Per Maurin, «in un momento in cui la laicità è più fragile per inquietanti prese di posizione in Francia, come in Europa, dobbiamo promuovere un luogo di insegnamento cattolico? E poi anche una chiesa, quando c’è già una grande cappella a Aubiers?».
Per il candidato sindaco, insomma, il Comune di Bordeaux deve finirla di «favorire il culto cattolico». Piuttosto dovrebbe promuovere «il culto islamico» e rispondere al bisogno dei musulmani costruendo una «sala di preghiera». Per questo motivo, con il suo partito ha organizzato nel mese di febbraio una raccolta fondi per la costruzione di una grande moschea.

«NON SONO PEPPONE». Maurin afferma di «non voler fare il Peppone davanti a don Camillo», non vuole fare il mangiapreti, intanto però ha proposto di eliminare la chiesa di Saint-Eloi. Ma prima c’è lo scoglio delle elezioni e il suo partito, che alle ultime presidenziali aveva ottenuto un incredibile 12 per cento delle preferenze con Mélenchon, a Bordeaux è dato appena al 4,5.

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2 Commenti

  1. Menelik scrive:

    La colpa non è sua.
    E’ di chi lo vota.

  2. picchus scrive:

    vero, la colpa è degli imbecilli che lo votano. Definirsi comunista poi è come definirsi nazista. E lui è ben felice di dimostrarlo.

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