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Formigoni a tempi.it: «Cosa ho da dire sull’amicizia con Daccò e Simone»

aprile 24, 2012 Roberto Formigoni

Lettera del presidente della Regione Lombardia ai lettori di Tempi. SimoneAmiconeCesana

Cari amici,

nessuno come questo giornale ha trovato le giuste parole per definire la montagna di diffamazioni che si stanno riversando sulla mia persona, il mio ufficio di rappresentante del popolo lombardo, i miei amici del movimento di Comunione e Liberazione.
Non ho niente da rimproverare ai magistrati, chiedo soltanto di fare bene e presto il loro mestiere.
La carcerazione preventiva quando è ingiustificata e i processi mass mediatici sono una barbarie italiana, da cui non riusciamo a liberarci, tant’è che, diversamente da quello che è successo molte volte nei tribunali, nei processi mass mediatici non ci sono mai innocenti: sono sempre tutti colpevoli, difetti e debolezze sono sempre reati.
Oltre ad annunciare agli amici e lettori di Tempi che il mio avvocato sta per depositare una serie di querele per diffamazione, colgo l’occasione per dirvi cosa c’è di reale in tutta la montagna di fango che mi è stata riversata addosso e che, cara Carla Vites, dovrebbe a tuo avviso provocare a Cl “un sussulto di gelosia per la propria identità”.

C’eri talvolta anche tu, in quelle vacanze al mare, in quelle cene e lo sai e l’hai anche detto tra le righe dei tuoi sfoghi alla stampa.
Nessun festino, nessuna occasione per tramare ai danni di chicchessia, nessuna riunione di affari.
Mi rimproveri di essere stato trascinato mio malgrado in vacanze spendaccione, nel lusso e nello sfarzo.
Scusate, plotone di esecuzione della stampa politicamente avversaria, non è un reato. Le spese delle carte di credito di Daccò sono elevate perché si riferiscono a conti collettivi. E se ci sono biglietti aerei e una settimana di vacanza alle Antille con cifre importanti, scusate tanto, non sono Brad Pitt ma me le posso pagare, me le sono pagate col mio stipendio.

Le ricevute dei rimborsi delle spese anticipate da Daccò? Non le ho tenute, le ho buttate; scusate, è un reato?
Scusate, esiste una legge che fa obbligo di tenere gli scontrini dei viaggi se questi viaggi non sono per lavoro, non vengono scaricati sulla Regione e, giustamente, rientrano negli affari del privato cittadino?
Carla, l’hai confessato tu, pur nella tua rabbia furibonda nei miei riguardi: niente stupidaggini lussuriose, niente combutte alle spalle del cittadino contribuente. Cara Carla, perché a scatenare la tua ira è bastata quella fotografia del Governatore “mollemente adagiato su un letto megagalattico del salone del Mobile”?
Faccio un brutto mestiere, lo sai, un po’ come il chirurgo che deve entrare in sala operatoria e andare avanti a operare anche la mattina in cui avesse saputo che un amico ha perso il lavoro, ha avuto un lutto o, come mi hai severamente richiamato tu, è stato arrestato.
Ti assicuro, quella foto al Salone del Mobile rende ragione al dovere che io ho, specie in questo frangente in cui le fabbriche chiudono e la disoccupazione brucia la vita di tante, troppe persone, di dare supporto, partecipazione e, diciamolo, anche immagine all’Italia che tira la carretta, che cerca di ripartire, che lotta per ricreare posti di lavoro.

E’ un delitto, secondo te, secondo voi, amici, che un Governatore accetti di farsi riprendere positivo e sorridente a simbolico sostegno in un salone dove si espone e si cerca di promuovere il lavoro delle nostre imprese in un momento in cui le imprese sono in crisi, l’esportazione langue e gli imprenditori suicidi non si contano più?
E’ un delitto che un Governatore accetti di mettersi in posa, anche per fotografie che sulle prime possono apparire ridicole, ma che servono a promuovere il lavoro dei nostri imprenditori, operai, la nostra gente che oggi fa fatica a produrre e a mantenere le fabbriche aperte?

Lo so che in un’altra dimensione, quella personale e prossima della nostra vita, la vicenda di Simone è importante almeno quanto il mio dovere istituzionale. E dunque, se anche nel mio tentativo di questi giorni – di fronte ad un bombardamento di domande in diretta con la redazione del Corriere della Sera e altrove – di difendere il buon operato e il buon nome della Regione Lombardia, trovi qualcosa di superficiale e affettato, mi scuso con te e con tutti gli amici.

E’ vero, Simone è mio grande amico da 40 anni. Come mio amico – da meno tempo – è Piero Daccò, sia pure, e su questo Piero so che ne converrà, in una dimensione che non è, non può essere quella con chi, come Antonio, ha condotto le battaglie umane, politiche e culturali di una vita.
Non ti voglio Carla, non vi voglio amici, star qui ad annoiare con la rievocazione degli anni Settanta, quando con Antonio si resisteva in università contro quelli che ci sprangavano (e guarda caso oggi sono qui a darci lezioni di buona educazione civica). Né rievocare i primi passi in politica, quando Antonio entrava in Consiglio regionale in Lombardia sostenuto dall’entusiasmo di decine di migliaia di compagni di università, ciellini e non. Quando io stesso, entravo al parlamento di Strasburgo con quasi mezzo milione di preferenze, evidentemente di popolo e non soltanto della gente del movimento.

E’ così, a un certo punto le nostre strade si sono divise perché Antonio fu spazzato via ingiustamente e ingiustamente recluso da inchieste che poi lo dichiararono innocente. Io salivo ai vertici della Regione Lombardia e ci sono rimasto in questi quasi vent’anni, non perché sono stato attaccato alla poltrona o a un ruolo, ma perché così, liberamente e democraticamente, la volontà popolare espressa a larghissima maggioranza degli elettori lombardi ha voluto che fosse.
In questi anni Antonio ha lavorato soprattutto all’estero e, come hai raccontato tu, ci si è incontrati talvolta durante le vacanze o a tavola, in quel posto dove ogni persona umana ritrova la convivialità.
Può qualcuno dire che in questa amicizia Antonio abbia approfittato, nella professione che poi ha svolto all’estero e nelle società che ha condotto con Piero, della mia posizione di potere?
Qualcuno lo ha detto, certi giornali scrivono che se uno fa il Governatore e i suoi amici si occupano anche di sanità, certo ci sarà del losco tra loro. Affarismo e familismo amorale, scrivono. Ebbene, la pensino come vogliono: se si trovasse quel che non c’è, e cioè che sono stato corrotto, con soldi o quant’altro; se si documentasse con una sentenza, non con le illazioni e le sole ipotesi d’accusa, che io ho fatto una sola cosa di ciò che mi addebitano aver fatto per distrarre uffici e denaro pubblico solo per fare un favore ad amici incapaci e incompetenti, ne pagherò tutte le conseguenze del caso.

Ma c’è un’altra e non meno importante dimensione della realtà, mia personale ma, soprattutto, sociale, comunitaria, civile, a cui devo anche qui ritornare e accennare, rimandando evidentemente altrove, in sede politica e di giudizio popolare, tutta questa vicenda. E la vicenda è questa regione italiana che, con tutti i nostri limiti e, mi auguro, la perfettibilità che noi o altri dopo di noi realizzeranno, è sotto tutti i profili una delle regioni, se non la regione come suggeriscono i dati complessivi, meglio amministrata in Italia.
Non voglio qui rinnovare l’elenco di quanto abbiamo fatto e volto in vento favorevole alla costruzione di più solidarietà, più uguaglianza, più progresso per i cittadini lombardi.
Però non voglio neppure sminuirla.

Guardate i saldi positivi e gli encomi internazionali della nostra sanità. Analizzate l’immenso sforzo profuso dagli amministratori di questa parte d’Italia per dare al proprio popolo libertà di scelta, di educazione e di cura, servizi più che decenti, costi contenuti dell’amministrazione, battaglie per il lavoro.
Ecco, cercate di analizzare punto per punto quanto è stato fatto dalla regione Lombardia in questi diciassette anni e provate a domandarvi se, in tutta onestà, non dovremmo andare più che orgogliosi, ripeto, dentro tutti i nostri limiti e perfettibilità, di quel pezzo di civiltà e di promozione umana e civile che abbiamo realizzato dentro uno stato che non raramente ci ha remato e ci rema contro, impedendoci la libertà di agire in comparti decisivi della società, sottraendoci risorse che in tante altre regioni sono invece state elargite a larghe mani, impedendoci di reinvestire in Lombardia il frutto dei sacrifici e del lavoro dei cittadini lombardi.
Esaminate con quanta generosità, come anche è stato ricordato su questo giornale, la Lombardia si è messa a disposizione e ha offerto una concretissima solidarietà alle regioni italiane più disagiate: ha fatto più la Lombardia, in termini di risorse e fondi attivati per il sud, che tutte le altre regioni d’Italia messe insieme.
Ripeto, non voglio qui ribadire quello che ogni cittadino informato e osservatore onesto sa e, spesso, troppo spesso, viene dimenticato o escluso dai riflettori per ragioni che ovviamente posso immaginare e che fanno riferimento alla barbarie con cui è condotta la lotta politica in questo paese.

Sfido i presunti puri che credono di sapere e promettere di fare meglio della Lombardia, a offrire ai propri occhi e a quelli dei loro eventuali seguaci, la radiografia scientifica di quanto è stato fatto in questi miei diciassette anni di governo di questa Regione.
Sfido a pubblicare i dati degli organismi indipendenti. I dati delle authority italiane e delle istituzioni internazionali al riguardo della Lombardia.
Sfido chiunque a comparare questi dati con la situazione del resto dell’Italia e a contestare la nostra eccellenza.
Sono a volte caduto e cado in qualche eccesso di narcisismo o di personalismo? E’ così. E allora?

C’entra qualcosa il mio personale modo di atteggiarmi, i miei limiti personali, i miei gusti o non gusti, con l’oggetto proprio della valutazione di un buono o cattivo amministratore?
Che cosa si deve giudicare: le mie camicie o i miei atti di governo?
Le mie giacche o le mie leggi?
I miei limiti di uomo o la mia concreta attività al servizio dei cittadini e il fatto che abbiamo reso questa Regione la più avanzata, moderna, efficiente in Italia?

Non vi fate accecare dal buono o cattivo gusto delle mie cravatte sgargianti, o dall’antipatia, o simpatia che un Presidente della Lombardia il cui temperamento e carattere può destare sentimenti quali che siano.
Giudicatemi sui fatti, soltanto sui fatti di quanto è stato realizzato in questa nostra terra lombarda.

E non soltanto da Formigoni, ma da una compagine di governo, dal Pdl alla Lega che, con tutti i difetti e i problemi giudiziari che adesso hanno alcuni dei suoi uomini, è lì, squadernata, osservabile, valutabile serenamente e spassionatamente da tutti coloro che sono realmente interessati a giudicare le cose per quelle che sono e non per quelle che vengono oggi rappresentate distorcendo, mistificando, cancellando i dati elementari della Lombardia motore economico, civile e di regione rinomata in tutto il mondo.
Naturalmente i tanti e vistosi risultati conseguiti sono anche frutto di uno straordinario coinvolgimento e collaborazione di migliaia di dirigenti e funzionari della Regione e del sistema regionale.

E riflettete serenamente sul perché, per quattro volte di seguito, il popolo lombardo ci ha riportato sugli scudi al governo di questa grande, grandissima regione.
Non sono inebriato dal successo.
Non sono avido di chissà quale altro potere.
Non ho fatto il Governatore per andare a Roma e preparare chissà quali altri trampolini di lancio.
Sono qui, al mio posto e alle mie responsabilità da quasi vent’anni, a sessantacinque anni.
Cosa credete che mi preoccupi alla mia età e dopo questa lunga cavalcata al servizio della gente?

Dice un salmo biblico, «gli anni della nostra vita sono settanta, ottanta per i più robusti, passano presto e noi ci dileguiamo». Non coltivo deliri di onnipotenza o di immortalità. Conto soltanto di aver servito il mio popolo con la coscienza di un incontro, di una educazione, di un affetto per Cristo, dentro l’umiliazione di tutti i miei tanti e tanti peccati.
Non sono un uomo perfetto, non sono un uomo sempre all’altezza dei miei amici e degli insegnamenti che ho ricevuto. Mi perdonerete, ma non direte mai che non è vero.

E così, debbo anche dirvi, che alla modesta menzogna di chi scrive e dice che nella sanità come nel mondo dell’impresa generica io avrei favorito i miei amici, rispondo: andate e guardate se i Rotelli, i Veronesi, i Rocca, i Garattini hanno ricevuto da noi un trattamento diverso.
Andate e verificate se anche personalmente questo Governatore non si è speso per ciascuno e per tutti gli imprenditori e i lavoratori della sua terra.
Andate e chiedete se non ho battuto questa Regione palmo a palmo cercando di rispondere alle attese e domande di tutte indistintamente le opere di solidarietà e di carità sociale.
Andate e parlate col popolo che mi ha conosciuto, la gente per la quale mi sono battuto, le fabbriche in crisi dove ho cercato e cerco di dare risposte all’altezza del bisogno. In verità abbiamo cercato di fare tutto per il bene di tutti, qualunque fosse il colore politico o la fede o la cultura che professasse.
Lo abbiamo fatto avendo come unico criterio la buona salute, la buona impresa, la buona amministrazione.
Abbiamo commesso errori? Sì.
Tutto quello che abbiamo fatto è riformabile? Sì.
Bisognerà prendere atto puntualmente dei limiti di questo nostro amministrare? Sì.
Ma questo dovrà deciderlo il popolo elettore, non i tribunali, né tantomeno le campagne denigratorie e diffamatorie .

Ma ribadisco: l’amicizia non è un reato, anzi è il segreto della vita buona, la normalità del nostro essere nel mondo e per il mondo, il posto dove ogni uomo e donna desiderano ardentemente abitare e dove ciascuno di noi, qualunque professione svolga e responsabilità abbia nella vita, può trovare il necessario paragone e la prima correzione per essere quello che deve essere nella professione e responsabilità che è chiamato a svolgere.

Per il resto, faccio tanti auguri, a te Carla e a tutti gli amici di continuare a combattere insieme la buona battaglia. E ai legittimi avversari e persino a coloro che mi considerano un nemico, anche a loro auguro un rapporto, nei miei confronti e nei confronti dell’amministrazione che rappresento, che sia da uomini e perciò all’altezza della ragione e delle ragioni e non del pregiudizio, dell’ipocrisia e dei fanatismi che troppe volte abbiamo visto finire in intolleranza e violenza.
Roberto Formigoni

Ps. Inutile dire che non mi dimetterò: sarebbe da irresponsabili piegarsi al ricatto dei calunniatori e dare soddisfazione a lobby a cui sembra non importare niente del dramma della crisi che sta devastando l’Italia e a cui interessa soltanto la mia poltrona per i loro affari di potere.

 

 

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56 Commenti

  1. Marco Corradini scrive:

    Formigoni, sei un pagliaccio!!! tanto o ti dimetti tu o prima o poi la finanza viene a prenderti a casa!!

    • sandro scrive:

      ma chi sei tu Marco per fare certe affermazioni? Hai prove in mano? Se le hai sei pregato di andare in magistratura, altrimenti pagliaccio ci sarai tu!

    • Giovanni scrive:

      Questo e’ proprio il il tempo dell’odio codardo che si maschera, privato dell’uso della sana ragione, con il pur giusto desiderio di giustizia. Guardiamo ai fatti e non all’idea che sui fatti ci siamo costruiti. E’ cosi che si impara dalla storia. Percio’ Formigoni continua a dimostrare con forza e lealta’ le tue ragioni.

  2. Carlo Martinelli scrive:

    Nella lettera al ” Corriere ” della signora Vites Simone c’è un’affermazione che mi lascia assai perplesso e che mi spinge a una considerazione probabilmente scarsamente lenitiva delle afflizioni alla bile di donna Carla.
    Spero che non me ne voglia, ad ogni modo, per l’ovvietà della riflessione.
    ” Cl, a mio avviso, deve avere un sussulto di gelosia per la propria identità, per quello che Don Giussani pensava al momento della fondazione ” .
    E: ” A questo punto, bisogna domandarsi, con Benedetto XVI: ‘ Perché facciamo quello che facciamo ? ‘ ”
    Se il punto a cui si fa riferimento è l’arresto del marito, mi chiedo se le denunce debbano sempre esternarsi dopo l’esperienza di un pesante scacco personale.
    Non sarebbero più credibili se pubblicizzate in una situazione più serena?
    Vorrei inoltre precisare che lo sfogo della moglie, nelle mie intenzioni, non rientra nella definizione di ” fuoco amico ” citata nel mio precedente commento.

    • Leo scrive:

      Ho letto una bella battuta di un francescano, “CL, buoni quelli, comunione fra di loro e Liberazione dagli altri”, ecco questo è quello che passa del Vostro movimento!!

  3. matteomatteo scrive:

    Da persona vicina al mondo di CL (tantissimi amici, la scuola) mi interrogo, una volta di più, su quello che di CL mi ha sempre convinto poco: la fede retta sui legami, sulle amicizie, su quella che voi chiamate tanto spesso “compagnia”. Perchè il rischio è che la fede legittimi tutto. anche quello che non è legittimo. Diventa giusto, in nome della fede e dell’esperienza comune affidare il posto in specialità allo specializzando “del movimento”. Diventa giusto scegliere, tra diversi candidati, quello “del movimento”. Perché quello lì condivide la fede! dunque perché non dovrei preferirlo?
    In fondo, tutto si regge sulla portata (auto)legittimante della fede.
    Il problema è che siamo e siete uomini. E in questi circuito tanti se ne approfittano. Quanti professionisti si avvicinano al vostro mondo perché siete una fantastica e ricchissima fonte di clienti?
    Vi rendete conto che il ciellino vota solo il candidato di CL (sponsorizzato dai giovani studenti delle vostre scuole che volantinano gratis senza capir nulla di politica… ma l’importante è votare quello di cl, non può essere che il migliore!), è curato dal medico di CL, è difeso dall’avvocato di CL!!!
    E allora perché non usate questa occasione per fare una riflessione sul movimento. Dove state andando? Dove vi sta portando questa troppo stretta vicinanza tra professione/potere/ricchezza e credo religioso? Non vedete il rischio che la vostra fede dal fine stia diventando il mezzo? Ripeto, dico questo con affetto e, per tantissimi di voi, infinita stima.

    • stefano scrive:

      La penso esattamente come Matteo,
      Anche io nutro molto affetto verso il movimento. l’incontro col movimento ha per fortuna forgiato il mio modo di essere e mi ha insegnato a paragonare tutto con il desiderio di felicita e verita del mio cuore.
      Ma appunto per questo da un po di anni ho dovuto allontanarmi. Ragazzi, per me e’ una questione di fedelta a me stesso, al mio cuore e alla bellezza che ho visto anche grazie a cl.

      Lo ha espresso bene matteo nel suo commento: il rischio e’ che la fede legittimi tutto, anche cio che non e’ legittimo, che non e’ giusto.

      In questi giorni sono andato alla ricerca su vari siti legati al movimento di un commento del tipo:
      Ok che siamo tutti peccatori, ok che la regione lombardia e’ stata ed e ancora probailmente amministrata benissimo, ok tutto. pero per onor del vero diciamo le cose come stanno, e chiamiamo le cose col loro nome: che ci sia stato un legame cosi stretto con vacanze e giri di regali tra il presidente della regione e una persona con la funzione di dacco non va bene, e’ stato un errore ed e’ sbagliato.
      Ecco, non ho trovato niente del genere e mi e’ spiaciuto.

      con affetto e stima
      stefano

    • don Nicola scrive:

      Concordo pienamente al 100 per 100, da non ciellino, ma da credente

  4. Valter scrive:

    Caro Roberto,
    Vai avanti anche con tutte le difficoltà che hai E che avrai sia interne che esterne.
    Quello che hai fatto per la Regione Lombardia portandola ad una eccellenza, riconosciuto anche da chi all opposizione è aperto e serio, nessuno potrà cancellarlo.

  5. diodoro siculo scrive:

    da iscritto siciliano alla fraternita di cielle sono moltoamareggiato nel constatare che molti nel difendere le costose vacanze dell’ottimo Presidente Formigoni (magari lo avessimo in Sicilia) affermano che sono fatti suoi …ma che stiamo dicendo …il Movimento nel 1976 mi ha affascinato perche’ vi vedevo e vi vedo una rara dimensione comunitaria che riportava alle origini del cristianesimo . Comunione di Giudizio,di Beni e di vita ..mi ricordo che il prete del Movimento mi invito’ a fare un festa di mtrimonio parca e dare il risparmio alle missioni..gesto che io e mia moglie abbiamo fatto di buon grado. anzi eravamo felici di questo gesto che “rompeva” con i barocchi e costosissimi matrimoni alla siciliana. Ebbene il Movimento ma soprattutto il magistrale insegnamento di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI mi hanno sempre piu’ convinto che siamo chiamati a testimoniare in qualsiasi momento della vita…pertanto da uno del gruppo dei Memores Domini mi aspetto un uso francescano del tempo , delle vacanze insomma della vita perche’ nasciamo solo per arrivare i Paradiso…stando meno possibile in Purgatorio. Condivido al cento per cento la lettera della della signora Dones in Simone…anche se ci dovrebbe spiegare perche’ stava in Costa Smeralda e non a fare volontariato in Uganda……od in qualche quartiere del milanese …oppure fra noi terroni….
    In noi deve risplendere il Volto di Cristo Sole della Storia…non il sole delle antille…..

  6. Giorgio scrive:

    Presidente Formigoni,
    credo che questa vicenda, dimostri ancora una volta che Lei è una brava persona, che però fa il mestiere sbagliato.

    Mi spiego meglio. Innanzitutto questa “situazione”, definita anche dal direttore Feltri come inesistente da un punto di vista penalistico, è una fase all’interno di un meccanismo nel quale non poteva non esserne vittima. I Poteri Forti in Italia, hanno deciso che la classe politica ha fallito, e pretendono una rivoluzione, “un cambio del personale”. La cosiddetta “casta” sarà sempre più vittima di tranelli e gossip, per metterli in situazioni imbarazzanti da un punto di vista moralistico. Lei ne è un esempio: stanno facendo terra bruciata attorno alla Sua figura per attendere che Lei si dimetta, crolli; in quanto se non hanno ancora attaccato in maniera corposa il target, Lei, c’è da aspettarselo che lo faranno in seguito. I Suoi collaboratori e CL non sono che dei versanti della montagna per arrivare in cima, ne troveranno altri. E ne soffrirà ancora, perchè quando si è alle Sue altezze (anche solo allegoricamente mi viene da pensare al Pirellone) difficilmente ci sono fette della propria vita personale che si riesce a celare.

    A dire la verità sono troppo giovane per sapere quando in Italia sia nata la moda a chi è più moralista. Sono nato dopo le ideologie che tanto hanno animato anche le lotte universitarie degli anni Settanta, ma evidentemente oggi ci si è dimenticati il monito: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra.”
    Al momento la massa di popolazione italiana, è sfruttata da tutti, come pecoroni: le ideologie sono svuotate, in favore di una generica “caccia alle streghe!”. Un piazzale Loreto della moralità.
    Quindi a mio avviso, serve a poco l’appello al ricordo che Lei è Presidente della Regione perché votato dalla gente: non sarà la popolazione a difenderLa da assalti di giornalisti inopportuni (che scambiano quotidiani nazionali, per riviste da parrucchiere).

    Concludendo, è con un caloroso incoraggiamento che La invito a non mollare, a credere nella Magistratura e nella Legge dello Stato, e a non presentarsi più di fronte a giornalisti, opinionisti o quant’altro perché Si farebbe venire solo degli inutili mal di pancia.
    La invito a sedersi e a riprendere le normali attività della Sua carica istituzionale.
    Il fattore morale non è rilevante ai sensi della legge.
    Il discorso dell’ignorante presuntuoso lo lascerei ascoltare a chi ha tempo da perdere.
    Se c’è una cosa che Comunione e Liberazione, e nello specifico il CLU, mi hanno insegnato, è che noi siamo i primi, perché prima di tutto uomini, che riconoscendo i nostri limiti, ed abbracciandoli, nella realtà concreta, abbiamo una marcia in più, sulle ideologie di ogni tipo, ieri come oggi.

    Cordiali saluti.
    Giorgio

    • leo1962 scrive:

      Il fattore morale non è rilevante ai sensi della legge! Bravissimo vai avanti cosi’ che vai bene Giorgio farai carriera anche tu in CL.

  7. Giovanna scrive:

    Sono d’accordo che la strumentalizzazione dei media nei processi abbia la conseguenza di creare una tagliente opinione pubblica, che non aspetta la sentenza per dichiarare chiunque colpevole..
    e` comunque DIRITTO di ogni cittadino informarsi su cosa succede ai vertici dell’organizzazione del loro paese. Non dimentichiamoci dell’art 54 della costituzione, che reca “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge». Noi abbiamo il diritto di vedere con chiarezza negli affari dello stato e delle persone che lo governano. Abbiamo il diritto di pretendere che tutto quello che succede sia chiaro, che si sappia esattamente chi si sta mettendo d’accordo con chi, quanto ci guadagna e cosa ci guadagna il popolo. Il compito del giornalista e` di informare: non di muovere l’opinione pubblica! Come il compito del politico e di governare limpidamente agli occhi di tutti, non di cercare di suscitare commozioni facendo leva sul proprio orientamento religioso. Perche` l’importante e` essere uomini ONESTI. non importa la religione, il tesserino politico che si tiene in tasca, la regione di provenienza.
    E` ASSURDO pensare di far leva sul supporto popolare tramite questioni religiose personali. Si valutino i fatti, le proposte di legge, l’onesta` della persona, le effettive AZIONI.
    Aspettero` comunque l’esito delle indagini della magistratura (nella` cui veridicita` confido). Mi appello al buon senso di tutti: aspettiamo ad accanirci inutilmente e SEGUIAMO LE INDAGINI, CHIEDIAMOCI DI OGNI CONTO CHE NON QUADRA.

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  11. Carlo Martinelli scrive:

    Esimio Presidente,

    non La conosco personalmente, ma Le auguro di continuare fino al termine del suo mandato, spendendosi ancora per il bene della Lombardia, come Lei è ben determinato a fare, del resto.
    Quindi non curandosi delle carognate di chi in modo prevenuto L’ accusa, usando due pesi e due misure.
    Cioè, guardandosi bene di usare la stessa feroce tecnica inquisitoria nei confronti dei pluriinquisiti dalla Magistratura appartenenti alla propria fazione partitica.
    E soprattutto stia attento alle sbiadite mezze cartucce del cosidetto ” fuoco amico “.
    Sono le più infide, le più pericolose.
    Buon lavoro, Presidente.

  12. malta1565 scrive:

    Resisti Roberto! Non darla vinta a chi vuole affossare quanto di buono è stato costruito in Lombardia!

  13. MatteoLazzaro scrive:

    Caro Roberto,
    bravissimo per lettera.

  14. Accapo scrive:

    Roberto non ti fare intimorire. Chi potrebbe insegnarti qualcosa, anche solo sul piano amministrativo? Vendola che dopo tutte quelle “belle” parole ha combinato veramente guai in Puglia, rovinando il bilancio della Regione Puglia? o il PD che ha espresso Bassolino e Marrazzo? Sono tutti falsi ed ipocriti, e la loro cattiveria è anche peggiorata rispetto al 1992, perché accecati dalla loro usura, lussuria e dalla brama di potere.
    Comunque non pensare di aver terminato il tuo compito … aspetta un po’ e vedrai …
    A rivederci.

  15. paolo delfini scrive:

    CARO PRESIDENTE, PUR ESSENDO POLITICAMENTE LONTANO DALLE SUE POSIZIONI, NESSUNO PUO’ NEGARE BUONGOVERNO IN LOMBARDIA, CONTINUI SENZA PREOCCUPARSI DI CERTE CALUNNIE.LEI E’ UNO DEI POCHI POLITICI IN UN MONDO DI POLITICANTI.

  16. info@castellabateinfo.it scrive:

    Presidente, sei un buon presidente.
    Due o tre anni fa ti fermai (pur non conoscendoti di persona) per chiederti di candidarti nella mia regione, la Campania. Scoppiasti in una risata e subito ci salutammo. Ma se allora era mia intenzione dirti quella cosa per scherzo (ma non troppo), oggi, se servisse a qualcosa, ti chiederei nuovamente (e non per scherzo) di fare il presidente in questa mia terra, governata non proprio come la tua Lombardia.
    Sono certo della tua onestà (cosa di cui è certa anche la signora Carla Vites, alla quale pure va la mia simpatia: immagino appena quanto dolore lei prova in questo momento così drammatico per sé e per suo marito). Spero, pertanto, che per te come per tanti altri sfigurati da fiumi di inchiostro acido con cui troppi giornalisti vergano i loro articoli) abbia a cessare quest’orrenda persecuzione, che danneggia i diretti interessati assieme all’amata Italia.
    Continua a servirci bene, come finora hai saputo fare. Grazie!

  17. iorio61 scrive:

    Resisti Governatore e non perchè sei un supereroe onnipotente e immacolato (chi di noi lo è o può dirlo con certezza di altri) ma perchè il tuo lavoro di sempre e da sempre ha risposto al popolo!
    Quello stesso popolo che tecnici, partiti e giudici vorrebbero far fuori perchè ha il benedetto vizio di pensare, di giudicare e, quindi, di votare (e di votarti!).
    Quello stesso popolo che conosce la realtà quotidiana e che quindi vota anche chi sta dall’ “altra parte” (quanta gente negli innumerevoli volantinaggi che ho fatto per te e gli altri amici mi diceva: lo voto anche se sono “dall’altra parte”).
    Continua, allora, per favore ad essere la voce istituzionale di questo popolo che non abbassa la testa, che non è servo di nessuno, che col duro lavoro quotidiano fa grande la nostra regione e quindi tutto il Paese e che, per questo, deve avere delle istituzioni che lo interpretino, valorizzino e salvaguardino. E se questo passa anche attraverso una foto sul divano… chissenefrega.

    Forza Roberto, il tuo popolo, il popolo, è con te.
    Grazie per il tuo lavoro e grazie a Luigi che col suo Tempi (anch’esso imperfetto…) ci aiuta a tenere l’occhio vigile.

    Enzo Iorio

    PS:Comunque, alcune tue camicie sono veramente inguardabili…

  18. Lupomannaro scrive:

    Formigoni è l’esempio di quale dovrebbe essere la prima modifica da fare nel sistema politico. Dopo due legislature a casa!!!!!!. E’ ovvio che alla quarta legislatura lui si creda il Dio in terra e non si ricordi, tanto per dirne una, della scandalo del Santa Rita. Vada a chiedere a chi ha avuto asportato un organo sano cosa ne pensa dell’eccelenza della sanità Lombarda. Vada una mattina in un CUP (centro unico di prenotazione – traduzione per Formigoni) e chieda a chi paga 66 euro per una prestazione dal costo di 80 cosa ne pensa della “rimodulazione” che il Celeste ci ha regalato al posto dei 46 che si sarebbero pagati dopo l’aumento di 10 euro . Da quando lui è governatore è stato un fiorire di strutture private che sono delle vere galline dalle uova d’oro salvo poi magari miseramente crollare perchè all’ingordigia non c’è mai limite. L’avete mai sentito dire che si devono utilizzare di più le strutture pubbliche? Io no ma l’ho sempre sentito orgoglioso del fatto che i lombardi possano scegliere. Personalmente sono anni che scelgo solo strutture pubbliche.
    E non dimentichiamoci del secondo grattacielo, il Pirellone non bastava, fa niente se per la città ci sono caserme dismesse che potevano essere utilizate dalla Regione.

  19. Mappo scrive:

    Formigoni, anche se non apprezzo le tue camicie e le tue giacche sono un pugno nell’occhio resti uno dei migliori politici italiani e sicuramente il miglior governatore italiano. Se i vari Vendola, De Magistris e compagnia manettara avessero solo un centesimo della tua etica, della tua professionalità e della tua passione l’Italia sarebbe un posto decisamente migliore

  20. Massimo Giardina scrive:

    Le stesse domande le faccia a cittadini non lombardi. Non intendo campani, siciliani, ecc. Il gioco sarebbe troppo facile. Si faccia un giro e chieda quanto costa il servizio sanitario nel paradisiaco Canton Ticino oppure verifichi l’efficienza del sistema nella virtuosa Gran bretagna, poi mi dica.

  21. silviocitterio scrive:

    Siamo fritti? C’è qualcosa nel cervello degli italiani che si lamentano di tutto e non capiscono che così si finisce a mollo nel liquame che pochi stronzi cattivissimi e potentissimi stanno preparando per noi e i nostri figli? e noi cosa facciamo? L’unico che veramente ha difeso il popolo, amministrato con capacità e coraggio, ottenendo risultati indiscutibili, che se riuscissimo a metterlo a capo del governo dopo 10 minuti farebbe (almeno ci proverebbe con tutta la forza) ripartire il motore dell’Italia, di quest’uomo cosa facciamo? parliamo delle sue camicie e delle sue cene! Roberto te le sei meritate tutte, vacanze e cene e tutto quello che vuoi, e si fottano gli idioti!!!
    Continua così, non mollare!!! Il popolo vero, quello che lavora se ne frega delle chiacchere ed è con te!!! Noi non siamo invidiosi di quello che non abbiamo ma contenti di quello che si ha e lottiamo per costruirlo e difenderlo.
    Grazie Presidente

  22. Julia scrive:

    Formigoni mente sapendo di mentire. Facciamo due calcoli: la fattura complessiva per una settimana al resort di Angulilla non scende da 80/90.000$ (45.000 è il solo affitto, però non a capodanno che è altissima stagione e non alta come hanno detto alcuni giornali), aggiungiamo almeno 5.000€ di biglietti aerei (solo fino a S. Martin), poi risoranti, shopping ed altre spese… risulta che ogni componente della comitiva (6/8 persone) ha speso non meno di 15 o 20.000€. Tale cifra non si paga in contanti quindi ci deve essere traccia di assegni o bonifici, se Formigoni parla invece di “scontrini” sta dimostrando di volerci prendere in giro. Lo ha già fatto rinnegando certe amicizie e poi affermando di “non ricordare” se aveva fatto tali viaggi ed in compagnia di chi.
    Questa purtroppo è la nuova forma di corruzione: si favoriscono gli amici e quando c’è un trasferimento di denari o altre utilità si dice che erano prestiti, regalie o quant’altro. Il sistema è perfetto ma proprio per questo motivo bisogna chiedere a Roberto Formigoni di dimettersi d’immediato, come d’altronde succederebbe in GB, Germania, Francia, Usa o qualsiasi altro paese che voglia dimostrare un minimo di serietà.

  23. david scrive:

    Dice Formigoni che è stato rimproverato di esser stato “trascinato suo malgrado in vacanze spendaccione, nel lusso e nello sfarzo.Scusate, plotone di esecuzione della stampa politicamente avversaria, non è un reato” e poi sottolinea: “me le posso pagare, me le sono pagate col mio stipendio”.
    Non è neanche un grave peccato? Non è neanche un grave peccato se si pensa che lui ha fatto voto di povertà come Memores Domini??? E adesso qualche ciellino non mi risponda, per favore, con una definizione particolare di “povertà”.
    La questione che a me interessa (e dovrebbe interessare tutti) è la seguente: è insopportabile che in tempi di sacrifici e di recessione, ci siano persone che pensano di poter vivere da nababbi in maniera disonesta (mentre ovviamente attendiamo l’esito del lavoro dei magistrati). Ma è ancora molto più insopportabile che tra queste persone ce ne siano alcune che (forse non commettendo gravi reati ma certamente gravi peccati) danno ancora più scandalo perchè “appartenenti ad ambiti sociali portatori di elevati ideali”.
    Sapete chi ha pronunciato queste parole tra virgolette? Il giudice della settima sezione penale del tribunale di Milano Mauro Gallina. Il quale ha dovuto depositare la sentenza, datata 1 febbraio 2012, che infligge a due Memores Domini, Alberto Villa e Alberto Perego, una condanna a quattro mesi ciascuno, più il pagamento delle spese processuali, per false dichiarazioni al pubblico ministero: Villa e Perego hanno mentito sui conti riferibili al gruppo dei Memores a cui appartengono insieme a Formigoni. Una piccola pena, ma con motivazioni durissime: appare “desolante l’atteggiamento menzognero adottato nei confronti della pubblica autorità”, scrive il giudice “da persone appartenenti ad ambiti sociali portatori di elevati ideali”. Entrambi hanno mentito sui soldi: interrogati nel 2006, come persone informate sui fatti, durante l’inchiesta Oil for food condotta dal pm della procura di Milano Alfredo Robledo. Durante le indagini, Perego aveva affermato di non aver “mai usato per i suoi affari” la società Candonly; di non aver “mai avuto rapporti di nessun tipo con la Alenia Marconi Systems” (gruppo Finmeccanica); di non avere “alcun conto in Svizzera con la denominazione Paiolo”, né altri conti in Svizzera e all’estero; di non aver “mai di fatto utilizzato” la Fondazione Memalfa, basata a Vaduz.Invece è risultato che Perego è il beneficiario del conto Paiolo, acceso presso la Banca della Svizzera italiana; che sui conti di Candonly sono affluiti più di 800 mila dollari pagati da Alenia (oltre a 700 mila versati da Cogep); e che sul conto Paiolo sono finiti, nel 2001, i soldi della fondazione Memalfa. Questa, vera e propria “cassa comune” del gruppo dei Memores, era stata creata “per costituire una riserva di fondi fuori dall’Italia”. Anche Villa ha mentito: sulla provenienza dei 10 mila euro da lui versati a De Petro (il braccio destro di Formigoni che teneva i rapporti con l’Iraq di Saddam Hussein), che li ha poi buttati nel tesoretto usato nel 2002 per comprare Obelix, la barca di cui risulta proprietario Formigoni, insieme a De Petro e a un gruppo di appartenenti ai Memores. Villa dichiara al pm di non ricordare bene il suo versamento (strano, per un insegnante “con uno stipendio di poco superiore ai mille euro”, osserva il giudice). Dice che i 10 mila euro provengono dal suo conto bancario. Poi precisa di averli invece prelevati in contanti “da una cassetta di legno (una di quelle che contengono le bottiglie di whisky)”. Credeva fossero la sua quota per la barca, salvo scoprire dal pm che non era tra i proprietari (caso unico di non-proprietario “a sua insaputa”). VOGLIO EVIDENZIARE CHE IO NON SONO UN GIORNALISTA DEL “FATTO QUOTIDIANO” (da cui e’ tratto questo mio racconto) E NON NE SONO UN ASSIDUO LETTORE. Ma questo sarebbe il voto di povertà rispettato dai Memores Domini????? Niente proprietà personali ma tutto in comune? La barca e le società off-shore in comune tra loro??????? No, non può essere possibile.E invece lo è. Sarebbe stato necessario da parte degli interessati smentire o contestare le accuse sullo stesso giornale. E invece ecco l’unico intervento di risposta pubblicato sul giornale stesso: “il dott. Alberto Perego non e’ mai stato tesoriere delle campagne elettorali del presidente Formigoni, ne’ tantomeno organizzatore. Basta poco per verificarlo, gli atti sono pubblici. Cordialmente, Gaia Carretta Portavoce del presidente Formigoni” TRADOTTO: sono fatti privati di persone che non hanno incarichi pubblici in Regione, Formigoni è salvo (può continuare con le sue cene di alta cucina e con le sue vacanze in Costa Smeralda e da lì fare le interviste per dire agli Italiani di fare i sacrifici). Ma a me non interessa se si dimette o no. A me INTERESSA CHE TROPPE VOLTE HO ASSISTITO AD ASSEMBLEE, LETTO ARTICOLI DI CIELLINI IN CUI MAI, RIPETO MAI, NESSUNO FA UN PICCOLO MEA CULPA (NON GENERICO MA NEI DETTAGLI): SEMBRA SEMPRE CHE CL E LA CDO SIANO FANTASTICI MONDI, PARADISO IN TERRA E SPESSO SI ACCUSANO ALTRI (MAGARI NON CIELLINI) DELLE PEGGIORI COSE E SI TIRANO FUORI PRESUNTI COMPLOTTI DI CUI I CIELLINI CHE HANNO POTERE SAREBBERO VITTIME!
    W le buone leggi della Lombardia. Ma ABBASSO la reclame del movimento che pecca parecchio di immodestia e di non-umiltà. E se qualcuno mi accusa di essere moralista (la solita accusa fatta dai ciellini verso chi ha opinioni diverse da loro) sappia che sono fiero e orgoglioso di esserlo!

  24. tavolozza scrive:

    da lombarda riconosco che alcune cose funzionano, ma…non si vince mai un bando di gara per i fondi europei per la formazione se non si è affiliati a CL o CdO, non si è mai ammessi alla gara per progetti area PR/comunicazione, se non si è del gruppo (alcuni si iscrivono apposta per poter concorrere…), la sanità è nelle mani della Compagnia…mi sembra troppo.
    Il gruppo CL/CdO si muove come un monolite, ecco perchè viene votato sempre Formigoni, mai nessuna critica, mai ripensamenti, sussulti neanche ora che emergono tutte quelle informazioni che, anche se non è detto che siano passibili di reato, certo non giovano a un movimento che si dice attento ai valori della solidarietà, della fede, della pulizia….troppi miscugli e affarismo, troppa impudenza.

  25. SunMi scrive:

    Sono curioso si sapere cosa ne pensate di questa notizia passate un pò in sordina, ma che ha riportato David:
    Il giudice della settima sezione penale del tribunale di Milano Mauro Gallina. Il quale ha dovuto depositare la sentenza, datata 1 febbraio 2012, che infligge a due Memores Domini, Alberto Villa e Alberto Perego, una condanna a quattro mesi ciascuno, più il pagamento delle spese processuali, per false dichiarazioni al pubblico ministero: Villa e Perego hanno mentito sui conti riferibili al gruppo dei Memores a cui appartengono insieme a Formigoni. Una piccola pena, ma con motivazioni durissime: appare “desolante l’atteggiamento menzognero adottato nei confronti della pubblica autorità”, scrive il giudice “da persone appartenenti ad ambiti sociali portatori di elevati ideali”

  26. alfa64 scrive:

    Da giovane diceva: “La prima politica è vivere… ” (ricordate lo slogan di MP?). Ora dice: “La prima politica è vivere da nababbi…”.
    Che vergogna: il memor domini che fa il voto di povertà e si fa vacanze (a spese altrui a quanto sembra) che ad un normale cittadino costerebbero quasi due anni di lavoro…

  27. alrot scrive:

    Ho ascoltato dall’intervista al Corriere come Formigoni ha scelto la signora Minetti per fare parte della lista del presidente. Questi candidati sono automaticamente eletti in caso di vittoria del candidato Presidente. Lo spirito della legge è quelo di permettere al candidato
    Presidente o Governatore di avvalersi di persone con capacità e professionalità eccellenti, di specchiata onestà e trasparenza, che si sono distinte nella vita per questo e che pertanto saranno un supporto affidabile nella gestione della Regione insieme al Presidente.
    Mi sento offeso, profondamente offeso, da quello che Formigoni ha detto su come ha scelto la signora Minetti. Quelle sarebbero le qualità necessarie per governare i cittadini di questa regione? Provo vergogna come lombardo, come italiano e non ho nemmeno la consolazione di vedere un Formigoni che si rende conto delle bestialità che ha detto e che chiede scusa.

  28. cosimo.cosimo scrive:

    Classe 1947…io sono convinto che lei sia una persona valida, intelligente e anche pulita.
    Io sono convinto che lei sia un buon politico.
    Però, classe 1947…faccia la scelta giusta! Anche se siamo in Italia, ora faccia la scelta giusta!

  29. cosimo.cosimo scrive:

    Un’altra cosa…Carla, ora dico a te…tu non sei l’unica ad aver fatto volantinaggio, attacchinaggio, ad averci messo la faccia per un tuo amico prestante. Si sa, come tu dici, che noi cristiani abbiamo il complesso di inferiorità.
    Il metodo di Dio, come diceva qualcuno, però è un altro. Lui non ha complessi di inferiorità e ha preso il niente, proprio il niente! Non ha bisogno della nostra prestanza.

  30. valerio scrive:

    Anche dall’Africa un grazie alla Regione Lombardia e al suo Presidente per l’aiuto che hanno dato per creare scuole dove giovani possono avere una educazione e una preparazione al lavoro e crearsi un futuro più dignitoso e più umano.

    Valerio

  31. sergio casesi scrive:

    anche una questione di dignità. Come si fa con il paese piagato dalla povertà, anche solo dire che non è un reato andare ai Caraibi? Non è reato, ci mancherebbe, ma moralmente e politicamente deve bastare meno di un reato. E’ una questione di rispetto, e il potere, anche in lombardia, ha ora un atteggiamento volgare e lontano dalle persone che non ai Caraibi ma al supermercato non riescono ad andare.
    Allora rinnovo la mia domanda: in cosa è cristiano questo comportamento? Dove è Cristo in tutta questa ricerca di denaro e potere? “Lascia le reti e seguimi..” vuol dire che forse con 80mila euro il presidente poteva fare qualcosa d’altro per i più bisognosi. E’ difficile scorgere una voce cristiana, una comunione con il vangelo e quindi una liberazione dell’anima in comportamenti del genere, ANCHE DOVE NON C’è REATO… Chiedo di nuovo, dove è finito il messaggio di solidarietà, fratellanza, perdono, amicizia, pace e povertà della chiesa?

  32. Azul claro scrive:

    Da persona che per tanti anni ha fatto parte di CL, leggere quello che scrivono in questi giorni i giornali (che non sono sicuramente animati da correzione fraterna), mi ha fatto riflettere sull’origine di quello che vediamo oggi. A mio avviso tutto nasce da una debolezza di metodo: la mancanza di giudizio. Non basta che qualcosa venga detta dal capo della scuola di comunità o dal direttore di Tempi, per diventare un giudizio valido per la vita. Tutto dovrebbe essere giudicato in base alla propria esperienza. Solo così le cose diventano semplici: il problema non è chi mi paga le vacanze, ma se, occupando una posizione importante in un’azienda pubblica o privata, sono riconoscente con i miei soldi o con quelli degli altri. Allo stesso modo, se riflettessi sulla mia esperienza, farei fatica a scegliere una persona sulla base dell’appartenenza a un gruppo dedicato all’educazione alla fede. Come potrebbe aiutarmi questo criterio se scelgo un ingegnere, un medico o un avvocato? Allora il problema non è il numero di ciellini in Regione, ma se sono stati scelti con il criterio della competenza o dell’appartenenza al movimento.
    Anni fa far parte di CL non dava alcun vantaggio in termini di potere, oggi non è più così. Si dovrebbe solo avere più responsabilità.
    Una volta sentii Don Giussani dire: “In Principio era il Potere e il Potere era presso Dio”. Rimasi colpito da quella variazione dell’inizio del Vangelo di Giovanni. Gli chiesi spiegazione e mi rispose che “Il potere non è ne buono ne cattivo, è un mezzo, dipende da come si usa”.
    Spero che CL in questo momento non si focalizzi sull’”attacco”, ma rifletta sulla sua identità.

  33. paolo delfini scrive:

    CARI RAGAZZI, INVECE DI PREOCCUPARCI DELLE CAMICIE IN STILE NEOPSICHEDELICO DI FORMIGONI O DELLE SUE “FARAONICHE” VACANZE,PERCHE’ NON COMINCIAMO AD OCCUPARCI DI QUEI PAPERONI DELLA FINANZA INTERNAZIONALE CHE MANIPOLANO LA STESSA FINANZA, L’ECONOMIA E LA POLITICA E CHE SONO INVECE I VERI ARTEFICI DELLA CRISI ATTUALE?
    NOI FACCIAMO LA GUERRA A FORMIGONI E LORO SI SPARTISCONO I MILIONI!
    PS: RIBADISCO ANCORA CHE NON SONO DELLO SCHIERAMENTO POLITICO DI FORMIGONI, ANZI…

  34. Chiara scrive:

    Ha per caso Formigoni detto che nei suoi mandati non c’è nulla che si sarebbe potuto migliorato riformare? Non mi pare proprio, allora perché non la piantiamo di vedere sempre il marcio in tutto quello che ci circonda? Mi sembra che si debba veramente fare uno sforzo intellettualistico per non guardare alla realtà dei fatti. E ovviamente erano tutti li pronti coi forconi per cogliere i passi falsi di Formigoni per dare contro a Cl. Ma smettete di predicare moralismi. Se c’è una cosa che il mOvimento ci sta insegnando è di non scandalizzarci della nostra umanità e dei mostri limiti. Quindi cari amici del movimento basta puntare il dito sulle vacanze di Formigoni. Si, sono affari suoi. Se la
    Consistenza di quello che vivete nel movimento è controllare che un memor non faccia vacanze dispendiose siamo messi bene.

  35. lumen scrive:

    Scuole del movimento?

  36. lumen scrive:

    Buongiorno,

    ho sempre visto Formigoni come Cattolico Cristiano impegnato in politica per fare LA DIFFERENZA in termini di presenza cristiana…come uomo che poteva portare un po’ di Gesu’ Cristo in ambienti spesso contrari alla dottrina della chiesa ed alla parola del Vangelo….

    quello che stà succedendo conferma i miei sospetti su quello che CL (che conosco abbastanza…) è diventata…un associazione di industriali e manager che gestisce , illudendoli di rispettare i valori Cristiani, una gran quantità di persone.

    CL ( i suoi leaders) ama il potere ed i soldi più’ che Cristo…

    Peccato

  37. iorio61 scrive:

    Ok, david, capisco che ci hai messo 2 giorni per scriverlo, ma potresti evitare di continuare a riciclare questo commento?
    l’ho già visto sotto un altro articolo!!!
    Capisco essere a corto di argomenti, però….

    P.S.: Il tutto alla faccia di coloro che dicono che non si lascia spazio a chi la pensa come noi!!!

  38. Carlo Martinelli scrive:

    Il Celeste per me avrebbe potuto anche trasformarsi ne ” il Terrestre rasoterra ” per aver consumato 50.000 ” love stories ” e 50.000 pranzi a scrocco dai suoi amici ( 1 love story = 1 pranzo rifocillante ) e non me ne sarebbe potuto ” fregà de meno ” .
    Certo anche a me, da cattolico, sarebbe dispiaciuto moltissimo.
    Avrei pregato di più per lui, ma avrei continuato a votarlo.
    Perché ha fatto cose buone per la Lombardia.
    A confronto delle altre regioni … poi !

    ” El Furmigun ” ha portato avanti una politica che ha attuato molto delle indicazioni della Dottrina Sociale della Chiesa, cioè ha realizzato cose positive per tutti, cristiani e miscredenti.
    Scusate se è poco.
    E’ bene anche ricordare che nella storia della Chiesa ci sono stati uomini, fra cui anche Papi e Cardinali, biasimevoli per la loro condotta personale, ma che han fatto cose egregie per il bene della Chiesa e del popolo tutto.
    Faranno i conti col Padre Eterno per le loro ” marachelle ” !
    La storia è autorevole maestra di vita, ma non ha discepoli, visto il biasimo da cattolici e non cattolici ( su incitamento di laicisti vari, a onor del vero; per l’occasione tutti abbigliati come padri Teresii di Calcutta o col saio modello Fra’ Girolamo Savornarola ) che rampognano quel che fa nel privato quel peccatore di Sir Roby.
    Si chiama ” sputtanamento mediatico ” . Già visto con personaggi imputati di fatti ben più piccanti !
    Quindi non si dovrebbe abboccare così facilmente, allora !

    Come ho detto in un altro commento, da una parte abbiamo il Celeste, al massimo con qualche peccatuccio di gola nelle sue vacanze private, dall’altra Presidenti di Regioni, come Vendola del SeL ( Puglia ) ed Errani del PD ( Emilia Romagna ) inquisiti dalla Magistratura per ipotesi di gravi reati nell’esercizio delle loro funzioni.
    Un Penati del PD indagato per concussione e corruzione nel Consiglio Regionale e che deve giudicare sulle gravi vicende dell’ospedale S. Raffaele ( sic ! ). Ma che faccia ha ? Ed era anche il numero uno della segreteria di Bersani ( PD ) !
    Un Goracci di RC ( sta per Rifondazione Comunista, non altro ), vice presidente del Consiglio regionale Umbro ed ex-sindaco di Gubbio, arrestato con accuse da rabbrividire ( instaurava clima di paura e d’intimidazione e chiedeva favori sessuali a impiegate regionali ) con altri ex assessori !
    Mi sembra una bella differenza tra questi e il nostro.
    Quelli e i loro partiti, in un sussulto di dignità, dovrebbero mettere in atto almeno 1 serio tentativo di suicidio per riprendere un po’ della credibilità svenduta e tornare a criticare gli avversari politici.

    Se quella è la moralità alternativa che avanza e che vuole il potere, farò una novena alle prossime elezioni per la salvezza della Regione Lombardia.
    Infatti, se dovesse essere amministrata da una sinistra qualunque del gran caravanserraglio di quelle in circolazione, o un suo frullato, poveri noi !
    Il buon lavoro fatto finora da Formigoni & C. sarebbe disfatto in un baleno !
    Basta vedere le schifezze che succedono a Milano con questo Sindaco svaporato e la sua cricca di sciamannati.

    Se poi il Celeste ( & C., forse ) dovesse essere giudicato dai vip ciellini con tutto il loro popolo, perché in lui non rifulge a dovere la luce della santità nella sua condotta privata, con grave nocumento alla testimonianza cristiana di Comunione e Liberazione, suggerirei di sbrigarsi a farlo.
    E se dovesse essere licenziato dalla sua gente, con cui ha sempre vissuto il Cristianesimo in base alle indicazioni del Giuss ( come viene citato da quelle parti il fondatore del Movimento ), speriamo che venga sostituito da un altro politicamente bravo almeno quanto lui.

    Però, è poco credibile esternare di ” provare un sussulto di gelosia per la propria identità ” ( cristiana, ndr ), solo quando fanno qualcosa di antipatico a un tuo congiunto.
    Improbabile si tratti, per pura combinazione, di una presa di coscienza semplicemente concomitante.
    O no?
    Se il problema era così sofferto, avrebbe dovuto essere sollevato prima nel Movimento – senza tante maliziose allusività tipicamente femminili a contorno della protesta.

    ll processo a Sir Robert – all’interno di CL – si sarebbe svolto con più garanzie di serenità ed equità.

  39. JP scrive:

    Ho apprezzato molto la lettera di Formigoni, spero che tenga duro e gli do atto che in questi 17 anni la regione Lombardia è l’unica istituzione che non ho mai percepito come estranea od ostile a me cittadino.
    Detto questo ritengo che in CL devono andare a farsi una bella ripassata sull’argomento “amicizia” per imparare a usarlo senza ambiguità e a distinguere tra “amicizia” e “omertà”, “amicizia” e “settarismo”. Che devono capire che se è vero che il peccato non è reato, è altrettanto vero che il reato a volte è peccato (mi riferisco a quei “Smemores” che non sanno di avere conti all’estero).
    Mi piacerebbe pure che la si finisse con il giochino di dire “questo o quello non rappresentano CL e rispondono di persona del loro operato”, mentre sappiamo benissimo come vengono date le indicazioni di voto agli aderenti al movimento. E che si tenesse a mente che la massa della gente, ignorante, superficiale e manipolata finchè vogliamo, giudica l’albero dai frutti.

  40. paola scrive:

    get a life!

  41. sergio casesi scrive:

    Non conoscevo questa frase di Don Giussani“In Principio era il Potere e il Potere era presso Dio”. Se è vero quello che dici.. mio dio.. allora non c’è da stupirsi di nulla. Doveva essere chiaro dall’inizio, dall’inizio della scalata, da Formigoni a Lupi a chissà chi altro, potenti di tutti i tipi.. appoggiando politici corrotti e immorali pur di stare al potere. Se quella frase è vera credo di poter dire che Don Giussani del cristianesimo, come forma unica di opposizione al potere grazie alla luce di una libertà individuale, non ha compreso nulla, la sua è doppia morale, ipocrisia, scandalo, vergogna.
    Mi puoi dire quando hai sentito questa frase?
    Grazie mille
    Sergio

  42. marco 53 scrive:

    I giornalisti del Corrierone e il loro direttore sono bravi a chiedere un supporto sensibilità “politica” a Formigoni perchè avrebbe dovuto, secondo nuove tendenze del “political correct”, preoccuparsi dei bilanci della Maugeri(?), cosa che per legge non può fare la Regione. Stranamente invece non si mettono in agitazione per il fatto che più di un azionista della società che edita il loro giornale , a giudicare dal web, è stato o è sotto indagine , non per amicizie, ma lo è proprio personalmente. Strano, no?

  43. bruno vergani scrive:

    Risposte del governatore congrue ad una zuffa di condominio e nella fattispecie efficaci. In effetti avevo apprezzato il gesto della signora Vites nel metodo ma non nel merito, inviando al Corriere una lettera aperta a lei destinata non pubblicata. Censura significativa. L’ho pubblicata in piazza nel mio blog e la ripropongo qui. Grazie.

    Gentile Carla,
    nella sua lettera al Corriere della Sera invita Comunione e Liberazione a «un sussulto di gelosia per la propria identità, per quello che Giussani pensava al momento della fondazione» e attacca Formigoni, a suo dire, traditore di amici e del pensiero del fondatore.
    Perplesso da santificazioni e condanne ritengo invece che il problema alberghi proprio nell’identità ciellina da lei esaltata, della quale il governatore è diretta e congrua espressione.

    Pensiero e identità che ben conosco: punto di partenza l’uomo e le sue presunte necessità ontologiche e ideali. Da qui l’urgenza di trovare direzione, senso e realizzazione, in una consapevolezza integrale: il senso religioso. Questo il valore e da qui i valori. L’urgenza che, dunque, avvertiva Giussani era che il potere politico dovesse asservire questo senso religioso integrale; nella fattispecie che favorisse il consolidarsi e l’ingrandirsi della corporazione-istituzione ciellina fino agli estremi confini della terra.
    Per il pensiero di Giussani chi è Gesù Cristo? Dov’è? Nella Chiesa? Non proprio. Cristo è concettualmente nella Chiesa, ma di fatto si manifesterebbe in quel pezzo di Chiesa che il ciellino ha incontrato: CL stessa. In questa teologia tribale, squisitamente giussaniana, il senso della cose, la morale, la cosa pubblica non sono tematiche da affrontare con imparzialità e confronto dialettico con l’Altro, in quanto si presume di possedere, perché prescelti dal destino, il significato ultimo di tutto e tutti in maniera integrale e indiscutibile: la presenza di Cristo che vive nella storia attraverso la compagnia di appartenenza.
    Cristo coinciderebbe con CL, la verità anche, il senso della storia e il bene pubblico pure. In questa autoreferenzialità sta l’equivoco, ben più patologico e pericoloso delle «orrende camicie fiorate» del governatore, da lei ricordate.

    All’interno di questa visione tribale tutti coloro che non sono ciellini o che non sono convertibili in ciellini sono avversari, dunque nemici, oppure ontologicamente “nulla”. E’ evidente che chi, all’interno di CL, è un minimo sensibile avverte che c’è qualcosa che non va, ma siccome è stato programmato all’obbedienza, invece di dissentire dal pensiero del fondatore reagisce attaccando il “traditore” e stringendosi al gruppo di appartenenza: nel tentativo di sostenere l’inumana fatica di conciliare la drammatica realtà alle credenze tribali il veleno è equivocato per medicina. Difficile per l’appartenente a CL funzionare in modo diverso, così si è lasciato programmare dal pensiero del fondatore.
    Cara Carla, l’avevo fatto anch’io, poi un giorno evitando di santificare e condannare chicchessia mi sono semplicemente detto: «Che fesso sono stato».
    Auguri signora Carla!

    Bruno Vergani

  44. mart!93 scrive:

    mi sembra che nella maggior parte dei commenti a questa lettera si manchi il punto, che non è se Formigoni sia un santo o meno (non ho mai trovato nessuno che non sbagli),ma quello che dice appunto anche lui: bisogna guardare a quello che ha fatto per noi. Non mi sembra che ci sia altro di importante da dire. Che poi si dica che nonostante sia un Memor Domini si faccia le belle vacanze, quelli sono affari suoi e inoltre vorrei anche far notare che non si può sparare a raffica su cl solo perchè qualcuno compie degli errori.
    Caro Formigoni, io so che lei sta facendo del bene per noi e sono anche certa che lei ha un cuore grande e che usa la sua ragione come si deve.
    Io e la mia famiglia siamo con lei!
    Martina

  45. Su Connottu scrive:

    Caro Governatore,
    sono convinto che alla base di tutto questo accanimento ci sia il colore delle sue giacche. Cambi sarto prima che sia troppo tardi.
    Mi auguro che Antonio Simone, e tutti quelli che si trovano nella sua condizione, venga sottratto alla tortura cui è sottoposto e possa dimostrare la propria innocenza in condizioni da paese civile.

    Per coloro che sono così interessati alle vacanze nelle Antille,
    esistono delle ottime offerte alla portata di quesi tutte le tasche,
    facilmente reperibili tramite comuni motori di ricerca.

  46. Paola scrive:

    Sottoscrivo in pieno ciò che scrive Martina.
    Carissimo Roberto, siamo con te.
    Paola

  47. Daniele, Napoli scrive:

    mart!93, non sono del tutto d’accordo.
    Una cosa è un partito, un sindacato nel quale ci si va per aiutare, ma anche per aiutarsi (diciamocelo onestamente).
    Ancora differente è, di solito, l’ambiente di lavoro dove ci si va per aiutarsi, poco per aiutare gli altri.
    Un’altra cosa è la religione. Lì non ci si dovrebbe andare per fare carriera, per fare i fatti propri.
    Secondo me è stato proprio un errore di don Giussani avere istituito i Memores Domini. Ci sono già le suore e i sacerdoti / monaci. Questo “corpo intermedio”, che mia madre mi dice che ai suoi tempi si chiamavano “suore di casa”, a cosa serve? Oltretutto quando assumono ruoli pubblici possono essere di scandalo. Per C.L. e per la Chiesa, perché sono persone affidate al popolo di Dio che li ha educati. Se hanno sbagliato vuol dire che il popolo di Dio non ha saputo educarli bene, fare penetrare il seme buono nel prodondo del loro animo.
    Perdonatemi, ma non riesco a convincermi fino in fondo che la responsabilità sia esclusivamente loro personale.
    La “pubblicità” che si fa per colpire C.L., e attraverso di essa la Chiesa e la religione in genere, è un’altra cosa. Recitiamo il Santo Rosario, o un’altra preghiera, affinché i nostri nemici non praevalebunt.
    Da un punto di vista legale / giudiziario, invece, non me ne interesso. Ci pensa la magistratura e le forze dell’ordine a fare il proprio lavoro. Spero con serenità ed imparzialità e senza ricevere pressioni né in un senso né in un altro. Così pure Formigoni è libero (ovviamente) di decidere come meglio ritiene opportuno.

  48. leo1962 scrive:

    MAGARI!
    45.000 EURO A SETTIMANA IO NON ME LI POSSO PERMETTERE, MI PUOI CHIAMARE DACCO’ CHE MAGARI ME LO PAGA LUI IL CONTO?

La rassegna stampa di Tempi
Pellegrinaggio iStoria-Tempi in Terra Santa

Tempi Motori – a cura di Red Live

Si candida per il ruolo di protagonista nel segmento crossover di media cilindrata. Finiture e qualità sono all'altezza del marchio. Agile e leggera, offre una guida molto divertente e con poco impegno. Non si tira indietro se si tratta di viaggiare. Le manca solo un monoammortizzatore più completo

Disponibile in oltre 60 città italiane e 300 europee permette di gestire tutte le operazioni relative alla sosta, pagamento compreso.

Una rassegna espositiva racconta gli straordinari artigiani che nel ‘900 fecero della bicicletta un'opera d’arte, i grandi giornalisti che contribuirono alla nascita del giornalismo sportivo, i personaggi che lanciarono le due ruote e gli eroi del pedale che ne immortalarono il mito.

Il restyling della cinque porte bavarese porta in dote un aggiornamento della connettività e dei servizi d’infotainment sulla falsariga di quanto introdotto dalla nuova Serie 3. Gamma motori da 150 a 326 cv e consumi ridotti del 14% rispetto al passato.

Il prezzo d’attacco è prossimo a 10.000 euro, ma non per questo sono una scelta povera. Ecco una guida alle utilitarie più economiche, performanti e meglio accessoriate.

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