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Fiat, Cisl: «A Pomigliano urgono correttivi da parte di Marchionne»

agosto 31, 2012 Chiara Sirianni

Intervista a Giuseppe Terracciano (Fim Cisl): «Occorre che la Fiat metabolizzi un ulteriore modello a Pomigliano. Aspettiamo la fine di settembre per capire le intenzioni di Marchionne».

A che punto è il progetto Fiat? A gennaio 2010 l’azienda aveva illustrato nei dettagli l’avanzamento della produzione della nuova Panda: 240 vetture al giorno, costruite impiegando 856 lavoratori, con un turno di verniciatura e due al montaggio. Vetture destinate al mercato italiano e europeo, principalmente Olanda, Germania e Belgio. Erano state annunciate 326 assunzioni, l’avvio di un terzo turno di montaggio, come previsto dall’accordo, insomma tutto il necessario per lasciarsi alle spalle la cassa integrazione e prefigurare un futuro di certezze lavorative. E ora? L’ad Fiat, Sergio Marchionne, presenterà il suo nuovo piano aziendale entro il prossimo ottobre, fra stabilimenti a rischio e visite a Belgrado. Con ogni probabilità martedì prossimo Marchionne incontrerà il neopresidente della Repubblica serba, come confermato dal ministero dell’Economia, Mladjan Dinkic. Si tratta della seconda visita nel giro di pochi mesi, dopo l’inaugurazione di uno stabilimento produttivo a Kragujevac (150 Km a sud di Belgrado). La joint venture proprietaria della fabbrica è partecipata al 33% dal governo serbo e al 67% dal lingotto. E l’Italia? «Come Fim Cisl avevamo come obiettivo quello di riaprire una fabbrica che sembrava definitivamente chiusa, Pomigliano» commenta a tempi.it il segretario generale Giuseppe Terracciano (Fim Campania).

Come si è evoluta la situazione?
Abbiamo monitorato la crescita occupazionale in modo da assicurare ai lavoratori l’uscita definitiva dalla precarietà. Purtroppo il mercato condiziona i costruttori e fa soffrire le famiglie dei lavoratori. La direzione del Giambattista Vico dal 24 settembre al 5 ottobre ha reintrodotto la Cig per i dipendenti.

La pessima situazione del mercato dell’auto in Italia e in Europa potrebbe spingere Fiat a rinviare al 2015 la produzione della nuova Punto, già destinata all’impianto di Melfi?
La comunicazione è avvenuta non direttamente dall’azienda, ma tramite indiscrezioni di stampa. Vero è che il primo agosto Fiat ci ha comunicato che in questo momento non ci sono le condizioni per mantenere il ritmo. Forse ci sarà un0 slittamento, entro settembre avremo un quadro più chiaro su come procedere.

I beninformati parlano di un grosso interesse di Mazda per l’impianto di Pomigliano. E c’è chi parla addirittura di Volkswagen.
Per quanto riguarda la concorrenza tedesca è improbabile che vi sia un collaborazione, quantomeno nell’immediato, viste le recenti polemiche. Gli asiatici di Mazda hanno invece visitato lo stabilimento ad aprile, poi a maggio e a giugno. Esprimendo giudizi molto positivi sulla qualità degli impianti. Probabilmente Fiat affitterà alcuni impianti per produrre i loro modelli, esattamente come Marchionne sta facendo in Serbia. Personalmente non la ritengo un’idea industriale da buttare, ma va affiancata ad altro.

Per esempio?
Per fare in modo che Pomigliano torni a crescere, occorre che la Fiat metabolizzi, compatibilmente con i tempi tecnici, l’assegnazione di un ulteriore modello che garantisca la saturazione degli impianti e la piena occupazione. Servono correttivi. Occorre che il governo metta in campo azioni concrete, uscendo dalle buone intenzioni e deliberi interventi strutturali capaci di  rilanciare i consumi, prevedendo un piano di intervento per il settore automotive. Inoltre urge una maggiore coesione del sindacalismo confederale. Abbandoniamo i tribunali e assumiamoci le nostre responsabilità.

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