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Fecondazione per lesbiche. Per Macron si può fare “sì, no, forse”. Cioè sì

ottobre 16, 2017 Leone Grotti

Il presidente della Repubblica francese vuole privare per legge i bambini di un padre nel nome dell’uguaglianza. Ma così aprirà necessariamente le porte all’utero in affitto

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«Fecondazione assistita (Pma) per coppie di lesbiche: sì o no?». È questa una delle domande che ieri una giornalista di TF1 ha posto al presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, durante una lunga intervista su tutti i temi più caldi del quinquennato del giovane leader di Lre. Macron, volendo evitare l’enorme protesta di piazza che ha investito il paese quando François Hollande ha deciso di approvare il matrimonio gay, ha sfoderato il suo migliore sorriso e il tono più rassicurante di cui è capace. Ma la risposta, per quanto gentile, è piena di falle e contraddizioni.

NÉ SÌ NÉ NO, PERÒ SÌ. «Mi permetta su un soggetto così difficile di rifiutare il gioco del “sì o no”», ha risposto Macron, salvo poi esporre un deciso “sì”. Secondo il presidente, «poiché le donne possono accedere alla fecondazione e poiché abbiamo riconosciuto lo status di famiglie anche alle coppie di donne, allora penso che questo diritto debba essere riconosciuto anche a loro e alle donne sole. Io infatti sono per riconoscere diritti uguali a tutti i nostri concittadini. E infatti sono contro la Gpa [utero in affitto] perché va contro la dignità del corpo della donna. Sono molto sensibile al rispetto della filiazione».

I DIRITTI DEI BAMBINI. La risposta di Macron è fortemente contraddittoria al suo interno. Se il presidente vuole riconoscere davvero «uguali diritti a tutti i nostri concittadini», perché ignora il diritto dei bambini ad avere un padre? La caratteristica più preoccupante della fecondazione per lesbiche e donne single, infatti, come riconosciuto anche dal Comitato etico consultivo nazionale, che pur ha approvato la pratica, è «l’istituzionalizzazione dell’assenza della figura del padre». Senza contare che, sempre per il Ccne, coppie lesbiche e donne single non sono la stessa cosa visto che in quest’ultimo caso «manca la necessaria alterità dei caratteri e delle posizioni genitoriali».

UTERO IN AFFITTO. Nel discorso di Macron c’è un’altra falla. Il presidente ha ribadito di essere contrario all’utero in affitto e si è impegnato perché «non si passi in modo surrettizio dalla Pma alla Gpa». Ma finché si continuerà a far passare riforme «civili» e «di progresso» con l’argomento dell’uguaglianza, sarà impossibile chiudere la porta all’approvazione della maternità surrogata. Lo Stato non può infatti creare un diritto alla filiazione per le donne, garantendone la soddisfazione attraverso il ricorso alla Pma per tutte, e negarlo agli uomini.

RISPETTO PER LA FILIAZIONE. Se i diritti devono essere «uguali per tutti i cittadini», con quale argomentazione si potrà proibire alle coppie di uomini e agli uomini single di avere figli attraverso la maternità surrogata, comprando l’utero femminile, così come le donne possono averli attraverso la fecondazione, comprando il seme maschile? Anche lo sbandierato «rispetto per la filiazione» di Macron suscita interrogativi. Permettere a una coppia di donne o a una donna sola di fabbricare un bambino in provetta, privandolo per legge di un padre, non sembra affatto rispettoso.

«DIBATTITO PACIFICO». L’unica parte comprensibile della risposta del presidente della République francese è allora quella dove sostiene che «su questi soggetti la politica non deve imporre una scelta brutalizzando le coscienze e le convinzioni profonde di tutti e tutte, che io rispetto profondamente. Spero che nel 2018 potremo organizzare un dibattito in maniera calma e pacifica». Che cosa significa? Non che Macron sia disposto a non approvare la legge, ha fatto intendere chiaramente che si spenderà per questo, ma semplicemente che il presidente non vuole fare la fine di Hollande, crollato nel gradimento dopo le proteste di piazza.

MANIF IN GUERRA. Con questa intervista Macron spera di calmare la Manif pour tous e prevenire manifestazioni. Ma a giudicare dall’ultima campagna dei sostenitori della famiglia, ci vorrà ben altro. In Francia sono già apparsi i cartelloni della loro ultima campagna: «Dopo le verdure Ogm, i bambini con un solo genitore?». Non è con un discorso gentile e infarcito di contraddizioni che Macron potrà sperare di cavarsela.

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