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Emergenza sbarchi. «Inutile il blocco navale. Serve un Mare Nostrum europeo»

aprile 22, 2015 Chiara Rizzo

Stefano Torelli, esperto dell’Ispi, analizza le soluzioni al vaglio della diplomazia Ue: «Non rimpiango Gheddafi, ma nel 2010 sono partiti 4.500 migranti. L’anno scorso 219 mila»

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Dieci punti, in una corsa contro il tempo, dopo la strage degli 800 morti al largo della Libia nella notte tra sabato e domenica. Dieci tentativi di soluzione alla tratta di esseri umani attraverso il Mediterraneo che sono stati avanzati ieri dal commissario Ue per l’immigrazione, Dimitris Avramopoulos, e dall’Alto rappresentante per le politiche estere, Federica Mogherini, in vista del vertice d’urgenza dei capi di stato e di governo di giovedì a Bruxelles. «Le alternative più probabili sono tre, ma a mio avviso sono tutte inefficaci» commenta a tempi.it Stefano Torelli, ricercatore dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi), esperto di Medio Oriente e politiche internazionali.

Torelli, quali sono le principali proposte sui tavoli della diplomazia europea?
La prima idea è quella del blocco navale, che attualmente è circolata in senso negativo, vedendo cioè praticamente tutti contrari. È l’ipotesi che più facilmente parla alla pancia, perché apparirebbe come un’opzione semi militare. Si tratta di schierare delle navi davanti alle coste europee per impedire l’accesso di barche o gommoni. È una misura che va contro l’ordinarietà del diritto internazionale e occorrerebbe l’avallo di organizzazioni internazionali come l’Onu, quindi non è semplice da attuare. Inoltre è quasi paragonabile ad un atto di guerra, perché naturalmente è di sicuro implicato uno sconfinamento in acque internazionali, o addirittura straniere, in questo caso quelle libiche, che sarebbe paragonabile ad un’aggressione militare. Quest’opzione non risolve poi il problema alla radice e non risponde alla necessità che questa tragedia umanitaria finisca. Una soluzione del genere non impedirebbe alle genti di scappare e i trafficanti facilmente individuerebbero delle rotte alternative da battere.

La seconda ipotesi è rafforzare Triton, trasformandolo in un’operazione simile a “Mare Nostrum”. Che ne pensa?
Se ci fosse l’effettiva volontà di realizzare quest’opzione, sarebbe un passo avanti. I dati dimostrano che Mare Nostrum è stata più efficace di Triton: con la prima operazione, in un anno, sono stati salvati 113 mila migranti e arrestati 500 trafficanti di uomini. Nel trimestre ottobre-dicembre 2013, secondo i dati dell’agenzia europea Frontex, furono circa 16 mila gli sbarchi clandestini per mare (su tutti i confini europei). Con Triton in azione, nel trimestre ottobre-dicembre 2014 gli sbarchi clandestini sono stati più di 46 mila.

Quindi?
Occorre che la nuova missione abbia un carattere di ricerca e salvataggio, come Mare Nostrum, perché sia più efficace e deve spingersi lungo un raggio di azione più ampio di quello attuale, 100 miglia, contro le 30 attuali di Triton. In questo modo, non solo verrebbero salvate molte vite umane, ma più facilmente verrebbero identificati i fiancheggiatori delle tratte: Mare Nostrum è stata un’operazione più efficace in termini umanitari e di contrasto. Chiaramente resta il problema del “dopo”: i migranti potrebbero essere ridistribuiti nei paesi membri?

Questa è la domanda al centro di una terza ipotesi: il trattato di Dublino va rivisto?
L’aspetto più criticato di questo trattato sulle richieste di asilo è che le pratiche debbano essere portate avanti dai paesi di primo approdo dei migranti. Quindi, se l’Italia soccorre dei barconi, le richieste d’asilo devono essere portate avanti in Italia, a prescindere dal fatto che magari gli stessi migranti vogliano invece andare in un altro paese, ad esempio nel Nord Europa. In questi giorni c’è sul tappeto l’ipotesi di ridistribuire delle quote di migranti e di richiedenti asilo fra tutti i paesi, in una parziale revisione del trattato di Dublino: ma l’Ue non ha gli strumenti per imporre politiche sulle migrazioni ai paesi membri. Oggi il presidente della Repubblica Ceca ha detto chiaramente che intende opporsi ad esempio ad un’opzione del genere, e sarebbero in tanti a seguirlo. Su questo aspetto non si andrà avanti nel breve periodo, perché manca la volontà di tutti gli Stati membri di arrivare ad un accordo.

C’è anche chi suggerisce un intervento umanitario direttamente nei paesi africani, ad esempio in Egitto, dove creare campi per l’accoglienza di tutti i richiedenti asilo, in modo da sottrarli alle mani dei trafficanti di uomini. Pensa sia un’opzione realizzabile?
In Libia, data la situazione di caos interno al paese, assolutamente non è possibile immaginare un intervento umanitario come un campo di accoglienza, perché ai migranti eventualmente raccolti lì non verrebbero garantiti i diritti più basilari. È già accaduto in passato che si applicasse questa soluzione, con esiti allarmanti. Ciò vale per tutti i paesi africani: se anche si proponesse l’Egitto, sappiamo bene che è un paese che presenta deficit nel rispetto dei diritti umani dei migranti. Nemmeno una settimana fa, ad esempio, la Marina militare egiziana è stata protagonista di sparatorie contro migranti clandestini intercettati in mare. Lo stesso si può dire di un altro paese subsahariano attraversato dalle rotte dei migranti, il Niger, dove sicuramente ogni campo diventerebbe un campo di concentramento.

Secondo lei quali sono allora le soluzioni da adottare?
Nel breve termine, purtroppo si può cercare di far fronte all’emergenza con un’operazione simile a Mare Nostrum, ma che coinvolga tutti i paesi europei, non solo l’Italia, che già quest’anno ha dovuto affrontare la maggior parte degli sbarchi (170 mila, contro i 4.200 della Spagna o i 43.500 della Grecia). Ma nel lungo termine occorre anche occuparsi dei teatri di conflitto in Africa e in Medio Oriente: è chiaro che oggi non si può pensare ad interventi militari, tuttavia la diplomazia deve smettere di voltarsi dall’altra parte e pensare a soluzioni specifiche. Attualmente i paesi europei sono divisi su tutte le soluzioni da adottare ad esempio in Libia, e ciò ha creato l’immobilismo della comunità internazionale. Questo malgrado l’intervento contro Gheddafi sia partito proprio per iniziativa di paesi europei.

Si stava meglio con Gheddafi?
Non voglio dire questo, ma segnalo che nel 2010, dopo la firma del trattato italo-libico, i migranti che avevano attraversato il Mediterraneo erano stati 4.500. Nel 2014 siamo giunti alla quota complessiva di 219 mila persone. Credo che a questo punto sarebbe utile se nelle sedi opportune i rappresentanti dei paesi europei si sedessero a parlare di quanto sta avvenendo in Africa e non solo. Prendiamo lo Yemen: in questo momento è in corso un conflitto che ha provocato 2.500 rifugiati, che ora si sono spostati verso il corno d’Africa e che plausibilmente potrebbero proseguire verso l’Europa. Eppure nessuno sta prendendo coscienza di questo conflitto.

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17 Commenti

  1. filippo81 scrive:

    Massimo rispetto per le opinioni del Sig Torelli, ma sinceramente non condivido.Distinti saluti.

  2. %%Leo scrive:

    Sui responsabili di questa crisi si può fare qualche appunto. Magari ci si potrebbe chiedere chi sta fomentando la guerra in Siria, chi ha voluto quella in Iraq o quella in Libia, chi sta alimentando il terrorismo jihadista: fattori di un’immane destabilizzazione del mondo arabo, e africano in genere, causa primaria di queste nuove ondate migratorie.

  3. Mappo scrive:

    Ci sono tre aspetti che la crisi attuale ci presenta:

    • Mappo scrive:

      Ci sono tre aspetti che la crisi attuale presenta: come impedire il ripetersi di queste tragedie, come impedire che questo flusso continui e non ultimo come impedire l’attività degli scafisti con il loro giro d’affari miliardario e i legami evidenti con il terorrismo fondamentalista. Purtroppo mi sembra che l’intervista a Stefano Torelli si concentri esclusivamente sul primo aspetto, senza dubbio il più facile e il più gratificante in termini di retorica politica. A mio parere invece qualunque soluzione che non affronti tutti e tre gli aspetti è destinata a non portare risultato. Occorre fermare le stragi sul mare, ma al tempo stesso occorre fermare questo incessante ed insostenibile afflusso di immigrati clandestini (scusate, ma mi rifiuto di usare il termine politicamente corretto di migranti). Prendiamo esempio dall’Australia che sta attuando con grande successo l’opzione del blocco navale. E’ ovvio che in ogni caso qualunque soluzione adottata dovrà aver al suo interno una componente militare che comprenda non solo il blocco fisico dei barconi, ma anche la loro distruzione sulle coste libiche prima della loro messa in mare, così come l’attacco alle basi logistiche dei trafficanti e delle bande islamiste loro alleate. E’ ridicolo aspettare l’ONU o l’Unione Europea, il territorio da cui partono gli scafisti è sottratto al controllo del governo libico da noi riconosciuto e qundi non siamo tenuti ad aspettare alcuna autorizzazione internazionale, possiamo agire militarmente in qualunque momento, al limite possiamo accordarci con il governo di Tobruk. Forse che l’Egitto ha chiesto autorizzazioni a qualcuno prima di iniziare gli attacchi sulla Libia dopo l’uccisione dei copti egiziani?Che poi allo stato attuale con i nostri politicanti imbelli ed intrisi di buonismo e sempre pronti a nascondersi dietro le famose autorizzazioni internazionali ciò sia di fatto impossibile questo è un altro discorso…..

  4. mery scrive:

    sciacalli e….PAVONI: in questi minuti il ministro Alfano ha ripetuto che ” abbiamo il titolo iridato in Accoglienza ”. dovrebbe anche rendere conto di dove sono finiti i più di 200.000 sbarcati, quanti NON sono stati foto segnalati ( per permettere che potessero disperdersi in europa senza problemi) quanti appalti illeciti e frettolosi per i vari centri e per le cooperative GIA’ SUL PEZZO ( e da li nessuno le scalza).

    • Andrea UDT scrive:

      In effetti uno dei tanti problemi è questo:

      posto che l’asilo politico non si deve negare, come cavolo facciamo a stabilire chi ne abbia diritto?

      Nei centri di accoglienza è impossibile farlo, sono semplicemente troppi.
      Talmente tanti che, LETTERALMENTE, li facciamo scappare. Scavalcano le reti e buonanotte: forse hanno qualche parente che li ospita, altrimenti diventeranno manodopera per la malavita.

      E non possiamo nemmeno impedirlo: altrimenti blindiamo il centro di accoglienza e lo facciamo diventare una prigione. E se scavalcano la cinta? Lo salviamo dalle acque e poi gli spariamo? Impossibile controllarli.

      Quindi NON possiamo distinguere chi ha VERAMENTE bisogno da sbandati usciti magari dalla galera, gente senza arte ne parte che parte solo alla ventura, gente che vuole solo più soldi, gente che tanto un pasto caldo e una branda me la danno.

      Tutti sullo stesso piano e chi ha reale necessità, chi veramente fugge perchè in pericolo di vita è fregato. Perchè aiutandone 10000, 100000 alla volta chi ha reale ed estrema necessità non può esser seguito adeguatamente

      Inoltre: le ambasciate italiane in giro per il mondo sono aperte. Perchè non chiedono asilo li, invece di attraversare il deserto e pagare profumatamente degli aguzzini che reinvestono soldi nella guerriglia fra bande in Libia?

      Perchè così nessuno può sindacare o stabilire se VERAMENTE abbiano diritto di asilo. Una volta qui è impossibile trattenerli, identificarli.

      – Blocco navale a 100m dalla costa libica
      – Asilo concesso solo se richiesto alla ambasciata del paese di provenienza
      – affondare i barconi nei loro porti

      Se questo non piace, se questo non è “cristiano” allora non ci sono alternative: tanto vale il corridoio umanitario, andiamo noi a prenderli: pagaci 500 a noi invece di darne 1000 ai scafisti.

      E li portiamo direttamente al confine con Austria, Svizzera e Francia. Magari allora si che la “cosidetta” europa si sveglia.

      E basta chiedere permessi: l’ultima “boldrinata” sentita in TV è stata “non possiamo affondare i barconi senza accordi con la Libia”.
      Si come no: e quando li abbiamo bombardati gli abbiamo chiesto il permesso?
      La francia e l’inghilterra ci hanno chiesto il permesso?

  5. Erminda scrive:

    Penso che l’ONU potrebbe chiedere a tutti i paesi del G20 di contribuire, di fare dei campi di accoglienza nei paesi di transito tipo Egitto o Niger o Turchia o qualsivoglia paese disponibile, naturalmente pagando tanto da rendere conveniente per quel paese il campo di accoglienza. Si dovrebbe quindi aiutare chi deve emigrare a raggiungere il paese desiderato con modica spesa. Questo annullerebbe immediatamente il mercato dei mercanti di schiavi. Nel frattempo si dovrebbe aiutare i paesi più poveri a costruire una classe media che potrebbe migliorare la vita a tutti i locali ed eviterebbe l’emigrazione dei disperati. Il tutto costerebbe molto meno di quanto si spende per fare i taxisti dei mercanti di schiavi e il collasso delle strutture di accoglimento dei paesi della sponda nord del Mediterraneo.

  6. Ale scrive:

    Fino a quando ci saranno paesi europei che garantiscono da 1300 euro, per nucleo familiare senza figli, a 1700 euro e rotti per nucleo familiare con figli ai “migranti richiedenti status di rifugiato” avremo tutta questa roba… ovvero gente pronta a rischiare la propria vita è quella dei familiari per arrivare in Europa via mare con barche di fortuna in quanto comprando un banale, meno caro e più sicuro biglietto aereo o navale a norma di legge sanno che non avranno il trattamento del “povero migrante richiedente asilo” . Io non mi sento assolutamente in colpa per uno che volontariamente sceglie la via più rischiosa sapendo che se sopravvive avrà soldi per due anni senza muover foglia!!!! Basta anche la Chiesa a dire “poveretti” . Uno questi non scappano da un bel niente , non sono profughi di guerra!!! O meglio ci sono ma si contano , sono pochi mentre la maggior parte sono stipati in campi profughi in un limbo che veramente fa pena..quelli che arrivano sono persone che tentano la fortuna , vedo una marea crescente di africani ben piazzati che potrebbero ricambiare il vitto e alloggio gratuito dato loro andando a spazzare qualche strada almeno un’ora al giorno ed invece hanno corsi di italiano, biciclette per viaggiare in lungo e largo, sigarette per non perdere il vizio, ricarica telefonica e tanto tempo per giocare a basket.. Tutti belli, muscolosi. Ma vaffa..oggi mi girano ad ogni dove ti chiedono un’euro..ed il mio maldischiena mi tocca tenerlo o pagare un fisioterapista di tasca mia…non ho cure termali a gratis come chi dice che è un dovere morale andare a soccorrere questi in mare. Io seguo persone disabili che per motivi di salute hanno perso il lavoro e vi assicuro che c’è gente che non riceve niente da questo “Stato” quando perde la salute ..se non lavora in ente pubblico!! Schifo!!! Nonostante contributi INPS pagati. Ci sono tanti italiani malati che vivono in auto di cui non frega un cazzzzzo a nessuno!!!

  7. yoyo scrive:

    No, una nuova Mare nostrum no.

  8. Cisco scrive:

    Ma quale Mare Nostrum, bisogna organizzare lo Sbarco in Tripolitania e fare nostra la Libia: tutti quelli che ci stanno verranno ricompensati a suon di barili di petrolio, tribù locali comprese.

  9. GabsTheFabs scrive:

    Rimango esterreffatto come molti altri commentatori…Si rimpiange MareNostrum che ci costava milioni di euri ed ha avuto il merito di moltiplicare gli sbarchi. E’ una presa in giro.
    L’accoglienza ed il dialogo generano solo mera confusione e “fumo” se non partono da una chiara coscienza identitaria di chi accoglie!!! Solo che questa Europa malata e decadente non può riconoscerlo senza andare contro la mentalità reliatvistica dominante. Il politicamente corretto e il terzomondismo (ma la sentite la Boldrini? E Strada???) ci stanno rovinando. Finché questo punto non sarà risolto non avremo alcuna soluzione perché il problema non sarà affrontato secondo la giusta prospettiva.
    Chi ha coscienza di sé apre le porte della propria casa, accoglie, comprende, consola, ma impone anche regole che DEVONO essere rispettate perchè si possa reciprocamente aiutare a crescere insieme (pensate alle famiglie per l’accoglienza….) riconoscendo in ciascuno un valore ed un bisogno comuni radicati nel riconoscimento di essere creature. Tutto ciò il mondo di oggi ha obliterato e come Roma centinaia di anni fa siamo pronti ad essere invasi…..Occorre davvero pregare che i cuori e le menti degli uomini siano illuminati dalla grazia e dalla misericordia di Dio…..

  10. Ale scrive:

    …chi riesce ad arrivare con le proprie forze sulle nostre coste e territorio, ma con regolare biglietto aereo o navale può chiedere il permesso di soggiorno ma deve dimostrare di o avere un lavoro da iniziare o soldi per mantenersi per i mesi di cui richiede soggiorno, altrimenti foglio e aereo subito di ritorno a casa propria. Chi fugge da Siria o Iraq o Egitto e cristiano deve avere precedenza su i tanti Muhammed perché perseguitato per la propria religione!! Così per ebrei e Yazidi da accogliere perché perseguitati per la propria religione!! Ma basta con i musulmani, stiamo consegnando il nostro futuro è la nostra Italia, la nostra Europa, che tanti sacrifici ci ha richiesto, a gente che venera un libro dove è ammesso “UCCIDERE”!!!!!! Anche stasera l’ennesimo algerino che in Francia ha ucciso una ragazza perché occidentale e con armi per fare attentati in Chiese!!! gli ebrei scappano dall’Europa e arrivano tagliagole musulmani? Poi non ho capito noi li raccattiamo in mare davanti alla Libia, mentre Germania e Austria hanno autorizzato la propria polizia a respingerli in Italia?! O migriamo noi in Africa o è chiaro che non possiamo far venire qua tutta l’Africa. Sono registrati sempre più casi di scabbia, TBC, e non dimentichiamoci che il meningococco in Africa è diffuso tra la popolazione più che da noi, hanno tanti portatori sani e tutti i nuovi casi di meningite tra italiani di questi ultimi mesi non sono un poco strani??? Abbiamo meno soldi per noi ma dobbiamo stringere la cinghia e vergognarci pure se non diamo vitto, alloggio e paghetta a gratis!!! Siamo veramente str..!! Ho fatto un pacciugo ma è per riassumere che ci impongono di accoglierli a suon di soldi sottratti ad italiani per destinarli a sedicenti profughi che talvolta diventano attentatori o sfornano pargoli 2G che non si integrano e fanno i “tagliagole John” o nella migliore delle ipotesi reclamano “solo” tribunali islamici e Sharia!!! Dobbiamo essere consapevoli che “quest’accoglienza” è paragonabile ad un’auto senza freni lanciata a 200km orari !!! Siamo BANCOMAT o cittadini con qualche diritto in più di uno straniero?! Altrimenti con gli stessi criteri pretendo che l’Australia o il Canada mi diano accoglienza, vitto e alloggio per due anni almeno!!! Altrimenti l’ONU STIA ZITTA !!!!! Poi per il signor Morandi Cantante…pensi a cantare che a dire frignacce!! Gli italiani stavano in quarantena non andavano in giro a importunare i cittadini e poi o lavoravano o stiantavano senza che alcuno dicesse “poveretti” ed infine in tempo di guerra si sono pure fatti “campi di concentramento” nelle civilissime Australia e USA!!! Invece noi diamo vitto alloggio, paghetta per cellulare e bus, bicicletta, sigarette , campi da basket ( poveretti si annoiano!!!) e per di più ci diamo del “razzista” se critichiamo questo furto di soldi TRANNE DIMENTICARE gli Italiani che vivono per strada ed in auto!!! Scandalizzati di questo ONU e Mister Morandi!!! Giuro che mi turo il naso e se ci sono elezioni voto Salvini e Lega.

  11. Antonio scrive:

    con tutto il rispetto, questa è follìa pura. Si fa prima a costruire una atomica gigantesca e far saltare in aria l’intera Europa.

  12. Fabio scrive:

    Quello che non capisco è la posizione della Chiesa.
    Mons. Galantino sembra un arbitro che guardando la partita dall’esterno dà i voti a UE, Regioni , governo italiano , come se la Chiesa non c’entrasse niente o non potesse far niente o dare il buon esempio.

    Pio XII aprì i conventi e gli istituti religiosi agli ebrei, non ha chiesto al maresciallo Badoglio di mettere a disposizione degli ebrei locali nei comuni italiani, non è stato a guardare se il nuovo governo italiano faceva qualcosa o no per gli ebrei, ha agito evangelicamente, e basta.

    Eppure certi cattolici attuali lo criticano.

    Oggi oltretutto conventi e seminari sono sempre più vuoti , ci sono meno vocazioni e certi edifici ecclesiastici mastodontici potrebbero diventare luoghi di accoglienza.

    Eppure c’è stato anche il Concilio che ha illuminato le menti…Ce la fanno a capire che la Chiesa deve agire e non dare le bacchettate agli altri ?

    Pio XII l’aveva capito subito….eppure non aveva partecipato al Concilio…ma non è che forse si era più cristiani prima ?

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