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Elogio della famiglia selvaggia, anarchica e preistorica (se basta l’amore, per allevare i bambini vanno bene gli orfanotrofi)

novembre 10, 2014 Rodolfo Casadei

Grande intervista a Fabrice Hadjadj. Che qui espone le sue tesi “ultrasessiste” sull’unione fra l’uomo e la donna, il senso divino della nascita, l’essere padri, madri e figli

fabrice_hadjadj-foto-meeting-riminiIl secondo tempo del Sinodo straordinario sulla famiglia si giocherà fra il 4 e il 25 ottobre dell’anno prossimo, quando l’argomento sarà ripreso dal Sinodo ordinario sotto il titolo “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”. E visto come è andata la prima metà della partita, sarà meglio allenarsi di più e prepararsi a dare ciascuno il proprio contributo al gioco di squadra. Molto utile a questo proposito può rivelarsi la lettura approfondita di Qu’est-ce qu’une famille?, l’ultimo libro scritto da Fabrice Hadjadj (foto a destra, Meeting Rimini), il pensatore cattolico francese direttore della Fondazione Anthropos a Losanna.

Autore sempre geniale, sorprendente e provocatorio, come anche stavolta si evince sin dal sottotitolo, che suona così: suivi de La Transcendance en culottes et autres propos ultra-sexistes. Cioè “risultato de La Trascendenza nelle mutande e altre proposizioni ultrasessiste”. La famiglia per Hadjadj è a livello umano quello che a livello cosmico è l’acqua per Talete o l’aria per Anassimandro: il principio anteriore a tutto il resto, il fondamento che non può essere spiegato proprio perché è un fondamento. Solo se ne può prendere atto, constatando che a dargli forma è la differenza sessuale che si manifesta come attrazione fra l’uomo e la donna. La famiglia è anzitutto natura, ma sempre ordinata e presa in mano dalla cultura. Perché il nascere, proprio di ogni forma naturale, presso gli umani è sempre circondato da un “far nascere”. E dal far nascere della levatrice alla maieutica di Socrate (non a caso figlio di una levatrice), che aiuta a far nascere la verità che è dentro ad ogni uomo, il passo è breve e necessario.

Nel libro, di cui si attende presto una traduzione in lingua italiana, Hadjadj individua principalmente tre nemici della famiglia nelle società occidentali: le ultime tecnologie elettroniche, la trasformazione della procreazione in produzione ingegneristica di esseri umani, e le derive fallocentriche (proprio così) della maggior parte dei femminismi odierni. Su questi argomenti Tempi lo ha intervistato.

Il suo libro è apparso alla vigilia del Sinodo dei vescovi sulla famiglia. Le pare che i lavori e il documento finale del Sinodo riflettano alcune delle sue preoccupazioni?
Il problema di un Sinodo è che deve parlare per la Chiesa universale, mentre le situazioni che la famiglia vive possono essere molto differenti da un paese all’altro, addirittura radicalmente opposte. Per quello che mi riguarda, si tratta di pensare quello che succede alla famiglia nelle società post-industriali, contrassegnate dall’economia liberale. La Relatio Synodi, nella sua diagnosi si accontenta di evocare una volta di più l’«individualismo» e l’«edonismo», mentre i dibattiti si sono cristallizzati attorno alla questione dei «divorziati risposati» o alla benedizione delle persone omosessuali. In questo modo mi sembra si manchi completamente ciò che è assolutamente proprio della nostra epoca, intendo dire la rivoluzione antropologica che si sta operando: il passaggio dalla famiglia all’azienda, e dalla nascita alla fabbricazione – o se preferite dal concepimento oscuro nel ventre di una madre, al concepimento trasparente nello spirito dell’ingegnere… La famiglia è attaccata sul piano ideologico fin dagli inizi del cristianesimo. Per esempio dagli gnostici. Ma oggi l’attacco è più radicale: esso non proviene tanto dall’ideologia, quanto dal dispositivo tecnologico. Non è più questione di teoria, ma di pratica, di mezzi efficaci per produrre al di fuori dei rapporti sessuali degli individui più adatti, più performanti.

Lei oppone la tavola in legno, attorno alla quale si riunisce la famiglia, al tablet elettronico, che ne separa e isola i membri, e la sua conclusione è che la tecnologia ha fatto collassare la famiglia e che assistiamo alla sua «distruzione tecnologica». Siamo davanti al più grande nemico della famiglia?
fabrice-hadjadj-famigliaQual è il luogo dove si tesse il tessuto familiare? Qual è il luogo dove le generazioni si incontrano, conversano, talvolta litigano e tuttavia, attraverso l’atto molto primitivo di mangiare insieme, continuano a condividere e ad essere in comunione? Questo luogo è tradizionalmente la tavola. Oggi invece sempre di più ciascuno mangia davanti alla porta del frigorifero per tornare più rapidamente al proprio schermo individuale. Non si tratta nemmeno più di individualismo, ma di «dividualismo», perché su quello schermo ciascuno apre più finestre e si divide, si frammenta, si disperde, perde il suo volto per diventare una moltitudine di «profili», perde la sua filiazione per avere un «prefisso». La tavola implica il raggrupparsi, entro una trasmissione genealogica e carnale. Il tablet implica la disgregazione, entro un divertimento tecnologico e disincarnato. D’altra parte l’innovazione tecnologica fa sì che ciò che è più recente sia migliore di ciò che è antico, e dunque distrugge il carattere venerabile di ciò che è antico e dell’esperienza. Se la tavola scompare, è anche perché l’adolescente diventa capofamiglia: è lui che sa maneggiare meglio gli ultimi gadget elettronici, e né il nonno né il papà hanno niente da insegnargli.

Lei scrive, molto provocatoriamente, che se davvero pensiamo che tutto ciò di cui hanno bisogno i figli siano l’amore e l’educazione, allora non soltanto una coppia di persone dello stesso sesso può assolvere alla bisogna, ma pure un orfanotrofio di qualità. Se l’essenziale sono l’amore e l’educazione, non è detto che una famiglia sia necessariamente il posto migliore per un bambino. Allora perché la famiglia padre-madre merita di essere privilegiata?
È la questione posta nel Mondo nuovo di Aldous Huxley: se avete un figlio per la via sessuale, è semplicemente perché siete andati a letto con una donna. Ciò non offre garanzie sulle vostre qualità riproduttive né sulle vostre competenze di educatore. Ecco perché sarebbe meglio, per il benessere del nuovo essere creato, che sia messo a punto dentro a un’incubatrice ed educato da degli specialisti. Questa argomentazione è molto forte. Fino a quando i cristiani continueranno a definire la famiglia come il luogo dell’educazione e dell’amore, essi non la contraddiranno, daranno anzi delle armi ai loro avversari, che potranno concludere che due uomini capaci di affetto e specializzati in pedagogia sono molto più adatti di un padre e di una madre. Ma il problema è che è ancora il primato del tecnologico sul genealogico che presiede a questa idea e ci spinge a sostituire la madre con la matrice e il padre con l’esperto.
Dietro a tutto questo c’è l’errore di cercare il bene del bambino e di non considerare più il suo essere. Ora, l’essere del bambino è di essere il figlio o la figlia di un uomo e di una donna, attraverso l’unione sessuale. Attraverso questa unione, il bambino arriva come un sovrappiù dell’amore: non è il prodotto di un fantasma né il risultato di un progetto, ma un’altra persona che sorge, singolare, incalcolabile, che supera i nostri piani. Quanto al padre, dal semplice fatto che ha trasmesso la vita riceve un’autorità senza competenza, e ciò è molto meglio di qualunque competenza professionale. Perché il padre è anzitutto là per manifestare al bambino il fatto che esistere è cosa buona, mentre gli esperti sono là per mostrare che è cosa buona riuscire. E poi la sua autorità senza competenza lo spinge a riconoscere davanti al bambino che lui non è il Padre assoluto, e dunque a rivolgersi insieme al suo bambino verso questo Padre dal quale ogni paternità trae il suo nome.

L’altra causa di distruzione della famiglia che lei cita è il rifiuto della nascita come nascita, cioè come qualcosa di naturale e imprevisto. Chi è favorevole alla tecnologizzazione della nascita dice che bisogna vigilare per un’utilizzazione delle biotecnologie vantaggiosa per il bambino che deve nascere, ma che comunque queste tecniche sono buone. Che cosa risponderebbe loro?
Se le biotecnologie vengono utilizzate per accompagnare o restaurare una fertilità naturale, sono favorevole ad esse: è il senso stesso della medicina. Ma se consistono nel farci entrare in una produzione artificiale, non si tratta più di medicina, ma di ingegneria. Quel che allora succede, è che il bambino diventa un diritto che viene rivendicato, e non più un dono di cui ci si sente indegni. A partire da ciò, voi potete immaginare le influenze che subirà. Ma la cosa più grave sta in un altro fatto, in quella che chiamerei la confusione fra novità e innovazione. Se il nuovo nato rinnova il mondo, è perché egli in qualche modo viene fuori preistorico: non ci sono differenze fondamentali fra il bebè dell’italiano di oggi e quello dell’uomo delle caverne. È sempre un piccolo primitivo, un piccolo selvaggio che sbarca nella famiglia, e che porta con sé un inizio assoluto, la promessa rinnovata dell’aurora. Se in futuro la nascita sarà misurata sul metro dell’innovazione, se si fabbricheranno principalmente dei bebè transumani, essi saranno vecchi già prima di nascere, perché riproporranno la logica del progresso e quindi anche della fatale obsolescenza degli oggetti tecnici. Corrisponderanno agli obiettivi di chi li commissiona, alle attese della loro società. Ci ritroviamo di fronte a un’inversione delle formule del Credo: si vuole un essere che sia «nato dal secolo prima di tutti i padri, creato e non generato».

femminismo-tempi-copertinaLei scrive: «Grazie alla tecnologia, la dominazione fallica è assicurata principalmente da donne isteriche prodotto di uomini castrati». Cosa intendete dire?
Il proprio del femminile, nella maternità, è di accogliere dentro di sé un processo oscuro, quello della vita che si dona da sé. Creare degli uteri artificiali può apparire come un’emancipazione della donna, ma in realtà è una confisca dei poteri che le sono più propri. Da una parte per far sì che la donna, non essendo più madre, diventi un’impiegata o una padrona (come se fosse una liberazione); dall’altra perché il processo vitale oscuro diventi una procedura tecnica trasparente, quella di un lavoro esterno e controllato, che è ciò a cui si limita l’operazione dell’uomo, che non ha un utero e fabbrica con le proprie mani. Ed eccoci di fronte al paradosso della maggior parte dei femminismi: essi non sono che un machismo della donna, un rivendicare l’eguaglianza ma sulla scala dei valori maschili, un volere una promozione in pieno accordo con la visione fallica del mondo. Perché la fecondazione e la gestazione in vitro sono quanto di più prossimo ci sia a un dominio fallico sulla fecondità: non avere più bisogno del femminile, fare entrare la procreazione nel gioco della fabbricazione, della trasparenza e della concorrenza. Come ho già parlato di un’inversione del Credo, potrei parlare in questo caso di una Contro-Annunciazione. Nell’Annunciazione evangelica, Maria accetta una gravidanza che la supera due volte, dal punto di vista naturale e da quello sovrannaturale. Nella Contro-Annunciazione tecnologica, la donna rifiuta ogni gravidanza, ed esige che la procreazione sia una pianificazione integrale, che non la supera più, ma s’inserisce nel suo progetto di carriera.

Lei è d’accordo con Chesterton che la famiglia è «l’istituzione anarchica per eccellenza». Che cosa significa? La famiglia ancora oggi è accusata di autoritarismo, o di essere un residuo dell’epoca del potere patriarcale.
La famiglia è un’istituzione anarchica nel senso che è anteriore allo Stato, al diritto e al mercato. Dipende dalla natura prima di essere ordinata dalla cultura, poichè naturalmente l’uomo nasce dall’unione di un uomo e di una donna. In poche parole, ha il suo fondamento nelle nostre mutande. È qualcosa di animale – il maschio e la femmina – e nello stesso tempo noi crediamo che questa animalità sia molto spirituale, di una spiritualità divina, iscritta nella carne: «Dio creò l’uomo a sua immagine, maschio e femmina li creò». C’è qualcosa che è donato, e non costruito. Tanto che anche il patriarca, come si vede nella Bibbia, è sempre sorpreso e pure esasperato dai suoi figli. Pensate alla storia di Giacobbe. Pensate a Giuseppe, il padre di Gesù. Non si può certo dire che tengono sotto controllo la situazione. L’autorità del padre si trasforma in autoritarismo quando finge di avere tutto sotto controllo e di essere perfettamente competente. Ma come ho detto prima, la sua vera e più profonda autorità sta nel riconoscere che non è all’altezza, e che è obbligato a volgersi verso il Padre eterno.

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82 Commenti

  1. Giulio Dante Guerra scrive:

    Vorrei segnalare – anche a Hadjadj, se non lo conosce già – un trattato ottocentesco – la copia in mio possesso è la VI edizione del 1857 – del gesuita P. Luigi Taparelli d’Azeglio: il “Saggio teoretico di dritto naturale appoggiato sul fatto”, che contiene, fra l’altro, una “ricostruzione” della nascita della società e dello stato come sviluppo della famiglia, attraverso le forme intermedie, che potremmo chiamare, p.es., “clan”, “tribù”, o come altro si voglia.

    • michele Milano scrive:

      Un giorno farò un giro anche io nella tua biblioteca. Penso sia dei livelli di Invernizzi.

  2. Quercia scrive:

    Sempre complimenti a Hadjadj. Personalmente non sono un appassionato di filosofia et simili, però spesso mi piaciono gli interventi di questo intellettuale.

    In questi giorni si fa un gran parlare del successore di Napolitano. Si vorrebbe una figura super partes. Lontana dalla politica. Se donna sarebbe il massimo. Temo la Bonino.

    Spero: Paola Bonzi.

    • Fran'cesco scrive:

      La Bonino, quella che andava in giro (violando la legge) a uccidere il nostro futuro nella pancia delle mamme???
      Certo, di questi tempi sara’ eletta superdiva e supercandidata

      • Quercia scrive:

        Non mi sembra una gran rivelazione, quella che ho fatto sulla Bonino. Già un paio di anni fa, prima che Napolitano decidesse di proseguire a tempo determinato, il nome della radicale era uscito spesso. Addirittura Monti s’era detto possibilista e contento dell’eventualità. Secondo me il suonome risalterà fuori. Del resto un altro candidato era Rodotà. Entrambi ben schierati sui temi etici.

        Una qualche campagna mediatica organizzata a favore di qualche personaggio “cattolico”, non adulto, sarebbe il caso di farla. Se fosse una donna sarebbe il massimo. Per quello dicevo la Bonzi, anche se non credo che sia nei suoi piani.

        • Fran'cesco scrive:

          Si Quercia, mi ricordo che gia’ parlavano dell’orrore Bonino.
          E di Rodota’, il giovanissimo, anche lui campione dei “diritti” alla rovescia.

        • Toni scrive:

          Credo che la Bonino è la prima scelta…. dispone di tutti gli optional: abortista, per l”eutanasia, per la sterilizzazione, per ogni forma di fecondazione , per la sperimentazione sulle staminali embrionali (gli piacciono di più …anche se quelle adulte risultano di migliore utilizzo), per divorzi oltre il breve … i super-brevi, antiproibizionista nelle droghe, creativa con le pompe di bicicletta. Mi scuso se dimentico qualcosa e non riconosco altri meriti. Comunque …. una bella personcina.

          PS – dimenticavo con i Marò, per portarli a casa, ….. è stata un gigante della politica.

      • Giulio Dante Guerra scrive:

        A mio modesto parere, per contrapporre a Bonino & C. un candidato possibile, alternativo al mondo LGBT, occorre muoversi dalla base, senza aspettare i politici di un (ex-)centrodestra, ormai quasi completamente “passato al nemico”. Io proporrei Alfredo Mantovano: è un magistrato serio, che non usa la toga per perseguire interessi di parte, e scrive settimanalmente su “Tempi”, cosa che lo rende abbastanza “noto al pubblico”. Vogliamo provare?

  3. filomena scrive:

    Capisco che voi vorreste trasformare il Quirinale in una sacrestia ma l’Italia è o meglio dovrebbe, essere uno Stato laico e quindi essere super partes significa non influenzare le scelte del Parlamento sovrano e non appoggiare appoggiare il Vaticano. E per la Bonino non preoccupatevi. Un vostro compagnuccio di merende dice sempre che chi entra in conclave Papa ne esce cardinale!!!!

    • Toni scrive:

      Certo al Quirinale bisogna portare gente che somiglia solo a te a Lena, Nino, Lucillo. La bella gente….perché tutti in Italia sono come voi.
      Se uno non accetta le schifezze che adorate lo etichettate come “influenzato” non semplicemente come uno che pensa che la vita che proponete per tutti è un insulto prima di tutto all’uomo. E che su questo non avete neppure un abbozzo di idea ma una visione circoscritta a solo poche parti.
      Non bisogna essere guidati dal Vaticano per rifiutarvi razionalmente.

    • EquesFidus scrive:

      Lei ancora a confondere (volontariamente e colpevolmente) la laicità con l’ateismo o l’irreligiosità, ancora a blaterare del fatto che un candidato cattolico debba appoggiare lo Stato della Città del Vaticano, ancora a difendere la Bonino, degna portabandiera dell’anti-cultura, o meglio del vuoto cosmico culturale, che tu ed i tuoi compagnucci tanto adorate. Che noia.

    • Quercia scrive:

      Filo, capisco cercare di portare acqua al proprio mulino, ma cercare di far passare la candidatura della Bonino come superpartes è troppo pure per te.

      Il mio cmq è solo un discorso generale, mi piacerebbe un presidente della repubblica cattolico. Che non abbia paura di definirsi tale e soprattutto, al contrario di molti cattolici solo dichiarati, non abbia paura di proporre alcuni principi “tipici” del “mondo cristiano”.
      Se fosse pure una donna sarebbe fantastico.
      Senza ovviamente voler imporre la propria idea a nessuno. Solo la possibilità di poterla dire e proporre. Sarà poi la maggioranza a decidere.
      Ti continuo a ripetere che laicità, fortunatamente, non è assenza di religioni (ateismo compreso). Ma la loro pacifica coesistenza. Quindi in una democrazia laica, non puoi dire ad un altro cittadino, taci perchè sei cattolico. Così…tanto per ricordarlo 😉

    • Fran'cesco scrive:

      La Bonino piu’ che super-partes e’ molto-partes.
      Candidata ideale per uno stato ateo e inumano, dove non tutti possono dire la loro

  4. filomena scrive:

    Nulla di quanto ho scritto nel post che tutti contestate é in contraddizione con l’essere super partes in uno
    stato laico anche nel senso da tutti voi indicato. In primo luogo io non ho detto che la Bonino sarebbe neutrale rispetto alla sua appartenenza, anzi ho detto che con ogni probabilità non sara eletta. Viceversa voi sostenete che il Presidente dovrebbe essere cattolico e sostenere le tesi del cattolicesimo. Se con il termine laicità dello Stato si intende accogliere tutte le ideologie o religioni, allora il presidente non dovrebbe sostenere solo i principi del cattolicesimo. In questo senso credo che per essere veramente super partes dovrebbe sostenere tutti (cattolici, di altra religione o atei) senza schierarsi.
    Non era questa la laicità che volevate,? O almeno così avete definito la laicità dello Stato. La sensazione é invece che vi piacerebbe che i vostri principi debbano avere una attenzione particolare da parte delle Istituzioni in quanto superiori a quelli di altre componenti della societá e questo definisce uno Stato etico non laico.

    • Quercia scrive:

      Filo,
      Quello che intendo io è, visto che per definizione nessuno è super partes, e assodato e son d’accordo con te che il presidente della repubblica a prescindere dalle sue idee deve garantire tutti (buddisti, atei, agnostici, ebreiecc) (quanti presidenti lo hanno fatto?), a me personalmente piacerebbe un presidente, o meglio una presidentessa cattolica. Soprattutto se l’alternativa è una radicale.

      Ma a parte questo, le tue sensazioni almeno provale con fatti concreti prima di trasformarle in condanne. Io non ho sottilmente sostenuto che tu debba tacere perchè sei atea, nascondendomi dietro la laicità.

      • Lena scrive:

        Secondo una vera figura super partes sarebbe Mario Draghi. Non vorrei i rappresentanti di nessuna ideologia o filosofia nelle istituzioni politici, solo tecnici che sanno come far funzionare l’unico sistema che finora si è dimostrato in grado di dare un discreto benessere anche a chi nasce fuori dalle famiglie della classe dirigente e dei possidenti.

      • Lena scrive:

        Secondo me una vera figura super partes sarebbe Mario Draghi. Non vorrei i rappresentanti di nessuna ideologia o filosofia nelle istituzioni politici, solo tecnici che sanno come far funzionare l’unico sistema che finora si è dimostrato in grado di dare un discreto benessere anche a chi nasce fuori dalle famiglie della classe dirigente e dei possidenti.

        • Giulio Dante Guerra scrive:

          Chi sa come mai, ma il cognome del presidente della BCE mi fa tornare in mente una vecchia canzone di Giorgio Gaber: “Il suo nome era / Cerutti Gino, / ma lo chiamavan Drago / gli amici / al bar del Giambellino. / Dicevan ch’era un mago”. Anche di Draghi – cognome derivato chiaramente da “Drago” – molti dicono che sia un “mago” della finanza. Ma il Cerutti Gino della canzone era, in realtà, solo un ladruncolo della periferia milanese… Così stando le cose, il binomio “Drago/Draghi” mi ricorda tanto il famosissimo aneddoto di Alessandro Magno e del pirata: “Poiché io faccio questo con una sola nave e pochi uomini, sono chiamato pirata, mentre tu, poiché fai le stesse cose con una flotta e un grande esercito, sei chiamato conquistatore”. Ogni commento è superfluo.

    • Toni scrive:

      Tu hai iniziato a parlare di stato laico in alternativa ad un Quirinale sacrestia, cosa che pare una sciocchezza e che dovrebbe portarti a definire meglio cosa intendi se non vuoi che resta tale. Del resto Quercia ha detto solo che vorrebbe un presidente che si dichiari cattolico, che non imponga niente a nessuno, e che proponga qualcosa di cattolico…..solo proponga. Ti turba? Ripeto…non imponga, ma proponga ( o preferisci utili idioti che mediano i propri valori per una poltrona?). Quercia ti ha pure aggiunto che laicità non nega la religiosità o l’ateismo di nessuno. Cosa non ti piace?

    • EquesFidus scrive:

      Chi lo ha mai detto? Banalmente, la laicità dello Stato significa che non deve esserci commistione fra le cariche ecclesiastiche e civili, poi anche lo Stato laico deve soggiacere alla regalità sociale del Cristo; la Chiesa non ha mai sostenuto (anzi, sempre condannato) che la società deve divenire irreligiosa od atea, né tantomeno che non debba tenere conto della Dottrina Sociale.

  5. Giannino Stoppani scrive:

    “Voi vorreste trasformare il Quirinale in una sacrestia”!
    A parte il fatto che il Quirinale era la residenza del Papa e dunque tra gli annessi e connessi ha una famosa cappella e, dunque, da qualche parte anche un locale adibito a sacrestia, sarebbe il caso di notare come grazie al lavorio incessante di lor signori massoni e degli acclusi scalfarotti, il parlamento è già da tempo ridotto a un “bivacco di manipoli”.

  6. filomena scrive:

    “Non abbia paura di proporre alcuni principi “tipici” del “mondo cristiano”
    Io non ho detto che dovrebbe giocare al ribasso con i suoi valori, però la parola di un Presidente non ha lo stesso peso della mia o della tua quindi se vuole essere super partes a mio avviso non dovrebbe prendere pubblicamente posizione ma seguire solo e unicamente i principi della Costituzione. Per un Presidente proporre principi della dottrina significa dare un indirizzo che può anche non essere coerente con la Costituzione e questo non rientra tra i suoi compiti istituzionali.
    L’interpretazione riduttiva della laicitá poi di EquesFidus mi sembra del tutto parziale e non rappresentativa di tutti i cittadini
    Lui si che vorrebbe uno Stato etico basato sulla dottrina sociale della chiesa ma questo che gli piaccia o no, non è previsto dalla Costituzione.

    • giovanna scrive:

      “Grazie alla tecnologia, la dominazione fallica è assicurata principalmente da donne isteriche prodotto di uomini castrati ”
      “Ed eccoci di fronte al paradosso della maggior parte dei femminismi: essi non sono che un machismo della donna, un rivendicare l’eguaglianza ma sulla scala dei valori maschili, un volere una promozione in pieno accordo con la visione fallica del mondo”.

      Evidente.

    • Quercia scrive:

      Filo,

      Sai cosa significa proporre?
      Non vedo che male ci sarebbe se un presidente della repubblica si dichiarasse a favore della vita. Del resto, spesso, con parole più o meno chiare i vari presidenti (della camera, senato e della repubblica) hanno dichiarato l’opposto senza ricevere il tuo “sdegno”.
      Quindi delle 2, una. O non prendono mai posizione, oppure possono farlo. Nel secondo caso, visto che di solito è l’opzione scelta, mi piacerebbe un presidente che esprimesse un’opinione che condivido. Così..tanto per vedere l’effetto che fa.

      Ciao e buonanotte

      • Quercia scrive:

        Dimenticavo

        …sogno un presidente della repubblica che, vista la sua carica di garante della costituzione, tutelasse e difendesse esplicitamente la famiglia, dato che è definita chiaramente dalla costituzione stessa, all’art. 29.

    • Toni scrive:

      Se la parola (dato che le parole pesano) di un “tuo” Presidente si spendesse a favore di proposte a te care (ampliamenti del significato di famiglia… per esempio) il rispetto della costituzione ti starebbe tanto a cuore? Io ne dubito…in questo caso l’indirizzo a favore di una “partes” ti starebbe bene.
      Poi per sminuire evochi “principi della dottrina ” come se non esistono principi costituzionali (avviliti in questi anni) che coincidono principi di giustizia cristiana.

      • filomena scrive:

        Ma infatti Toni se leggi bene ho non spte i principi della Costituzione sono riconducibili alla dottrina e viceversa. Poi quello che penso io è un conto, esattamente come è un altro quello che pensi tu ma un Presidente deve rappresentare tutti sia te che me. Se vuoi qualcuno che rappresenti le tue idee eleggilo in Parlamento dove ognuno può legittimamente sostenere le proprie idee.

        • Toni scrive:

          @ Filomena

          Ci sono stati presidenti che hanno rappresentato le tue idee. Che hanno eletto senatori a vita selezionandoli da una precisa corrente politica. Non prendiamoci in giro per favore.

          Per il resto il Presidente è arbitro tra le parti, rappresenta l’unità nazionale, giura sulla costituzione. i suoi compiti sono delimitati, in ultimo alcuni tra di loro hanno strabordato . Un presidente se parla da cattolico come un altro può parlare da laico ma rispettano entrambi la costituzione non i vedo problemi.

          Del resto se non sbaglio se si perdona il passato di un presidente, le simpatie avute per un regime totalitario, per le invasioni con carri armati ….. accettare un cattolico è il minimo.

    • EquesFidus scrive:

      Me ne frego di cosa Le sembra, la laicità questo è; sicuramente non l’ateismo o l’irreligiosità che ama tanto. D’altra parte, se la laicità diviene ateismo di Stato, cambiando il significato delle parole, ciò non indica che c’è stato un progresso, ma che siamo alla neolingua di orwelliana memoria; questo a prescindere da quante persone credano che questa sia la definizione giusta (ma, d’altro canto, tutta l’umanità può credere vera una cosa falsa e questa rimanere comunque falsa).

  7. ganivel scrive:

    a proposito di difesa della famiglia: il Cardinal Burke spedito in vacanza perpetua a Malta…

  8. beppe scrive:

    riportiamo il discorso sulla famiglia. e invito il sig. casadei a considerare che questa sera su TV2000 sarà presente VLADIMIR LUXURIA – non so in quale programma nè con quale ruolo. già qualche giorno fa ho visto la filosofa di sinistra MICHELA MARZANO – che rivendicava il suo essere CREDENTE E PRATICANTE . poi in un programma del mattino è stata presente ELSA FORNERO – quella degli esodati e delle famose aperture a tutto il programma gender. a parte il rosario e la messa, TV2000 mi sembra una copia di rai tre per allocchi cattolici.

  9. Giovanni Cattivo scrive:

    Secondo me ad Hadjadj sfugge il fatto che la principale causa della crisi della famiglia tradizionale è la sua perdita di ruolo economico. Semplificando molto: in una società contadina una famiglia numerosa è più o meno indispensabile in una società industriale dove ogniuno ha, o almeno può avere, un lavoro salariato ti puoi organizzare diversamente. Non parliamo poi del tradizionale ruolo di conservazione e trasmissione della ricchezza tra generazioni. Una cosa è ereditare una casa al mare e l’altra i campi da cui trai il pane quotidiano. . Per usare (ironicamente) un linguaggio aziendalista la famiglia è diventata da nucleo di produzione un centro di costo, nella nostra società si sta meglio single. Non credo però che le prediche filosofeggianti e i laudatores temporis acti serviranno a ridare ruolo alla famiglia. Meglio avere più termpo libero da dedicare agli affetti ( a questo punto quali affetti non ha più importanza) , cioè lavorare di meno. Peccato che costa e per farlo bisogna prendere soldi a chi non ha nessuna intenzione di mollarli.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Analisi socio-economica fatta tanto per far passare una tesi precostituita.
      Senza la famiglia a fare da ammortizzatore sociale naturale (altro che “centro di costo”!), questa crisi, pervicacemente mantenuta dalla micidiale irresponsabilità della classe politica e burocratica, avrebbe già da tempo mandato il nostro sgangherato Paese a gambe all’aria.
      Una prece.

      • Giovanni Cattivo scrive:

        Mi sembra che confondi un fenomeno contingente con una tendenza storica. Oggi i padri si stanno spendendo quanto accumulato in tempi migliori per mantenere i figli precari. Questi figli, domani, saranno in grado di fare lo stesso con i loro?
        C’è un mondo oltre il tuo naso.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Se è per codesto, c’è un mondo anche al di fuori del tuo ombelico.
          Il fenomeno contingente è l’attacco ideologico alla famiglia come nucleo fondante della società per sostituirla con l’individuo, soggetto più facilmente assoggettabile dal potere politico-economico. Dopo questa parentesi di rincoglionimento indotto, che potrà essere più o meno lunga, la natura umana riprenderà inesorabilmente campo.
          Si son viste finire tante utopie, una più una meno…

          • Lena scrive:

            Guarda che il processo storico di cui parli, sostituzione dell’individuo con la famiglia, come centro della società e della sua organizzazione è già avvenuto da più di 150 anni.
            E poi parla per te, non tutti gli individui sono facilmente influenzabili dallo spacciatore di illusioni di turno (di qualunque natura esse siano religiose o consumistiche o politiche) e del resto la famiglia che tanto esalti di cosa è composta se non di individui? se l’individuo è influenzabile allora lo sono anche le famiglie.

            • Giannino Stoppani scrive:

              Schematicamente:
              1) veramente io ho scritto della sostituzione della famiglia con l’individuo e non dell’individuo con la famiglia,
              2) a dire il vero il ragionamento riguardava essenzialmente l’ambito socio-economico.
              3) anche se invece di centocinquanta gli anni fossero trecento, non cambierebbe un accidente, visto che nella storia della civiltà umana si tratterebbe di poco più di uno sputo.
              4) se pensi che per un politico o un operatore di marketing convincere una famiglia a pensarla in un certo modo o a comprare qualcosa sia la stessa cosa convincere delle stesse cose un individuo, ne deriva che tu, ahimè, sei impermeabile a qualsiasi ragionamento logico.
              6) last but not least, tu, caro palle, del successo che può ottenere una propaganda senza scrupoli sulle menti deboli, ne sei l’esempio vivente.

          • Lena scrive:

            Infatti ho scritto male, volevo dire sostituzione dell’individuo alla famiglia. Per il resto ribadisco che le famiglie essendo nient’altro che individui aggregati sono condizionabili tanto quanto l’individuo, anzi è più facile che sviluppi senso critico un individuo solo che uno strettamente integrato in un gruppo totalizzante

            • Giannino Stoppani scrive:

              Solo un perfetto imbecille può credere che le famiglie non si possano “condizionare”!!!
              Parimenti solo un perfetto imbecille può non arrivare a capire che, proprio perché in una famiglia i processi decisionali sono di natura più complessa in quanto tengono conto dei bisogni di una collettività, sono più difficili da “guidare” di quelli individuali!
              Lo capisce anche un bambino!
              Specie se il suddetto bambino almeno una volta in vita sua ha cercato di convincere babbo e mamma a comprare un qualsiasi aggeggio pubblicizzato in TV!

      • filomena scrive:

        Spiacente ma il lavoro retribuito non nobilita solo l’uomo, anche la donna e se in una famiglia parte di entrambe le retribuzioni vengono destinate a sostenere il lavoro di cura (i cui beneficiari sono bambini e anziani) che in passato veniva svolto GRATUITAMENTE dalle donne, sono soldi ben spesi che non penalizza nessuno, nemmeno lo Stato se questa è la preoccupazione. Anzi danno impulso all’economia offrendo posti di lavoro, stimolo ai consumi e di conseguenza altri posti di lavoro. Rispetto ai legami e alla solitudine, dobbiamo distinguere i legami sani che si fondano sul benessere di tutti i componenti della famiglia o della coppia a stare insieme, dai legami che si fondano sul bisogno e la dipendenza anche economica. Si può essere felici di stare insieme anche da vecchi e malati ma non si sta insieme perché costretti dal bisogno materiale dell’altro perché questo offende la dignità delle persone e confonde l’autonomia individuale con il piacere della vita di relazione. I legami forti si fondano sui sentimenti non sulla dipendenza materiale e solo così possono durare ed essere soddisfacenti per tutti.

        • Toni scrive:

          M i chiedi perché hi messo GRATUITAMENTE scritto in questo modo (mi credi se ti dico che in fondo del tuo post è la cosa che di più trovo disturbante?). Pensi che le donne che hanno amato il loro marito ed i loro figli sono state defraudate di qualcosa? Pensi che un marito o una moglie che fanno le cose gratis un per l’altro…si impoveriscono a vicenda? Ma dicendola tuta …l’unico parametro per stabilire la “realizzazione” di una donna è il tuo?.

    • Quercia scrive:

      “nella nostra società si sta meglio single. … Meglio avere più termpo libero da dedicare agli affetti, cioè lavorare di meno.”

      Non c’è dubbio che i single siano più tutelati rispetto ad un nucleo familiare. E non c’è dubbio che il mainstream dominante sponsorizza la figura del single piuttosto che quella del padre o madre di famiglia. E’ molto più “In” la donna “libera” che si pianifica la sua vita, senza figli o al massimo abbastanza grandi da poterli spedire lontani (erasmus, amici a Barcellona, in svezia ecc), con rapporti occasionali (magari super soddisfacenti) eccecc. Lo stesso discorso vale per l’uomo, libero da impegni e responsabilità. Senza nessuna moglie a cui dover portare fedeltà e rispetto. Senza marmocchi, in modo tale da poter farsi la corsetta serale o lo spriz con gli amici.
      E’ molto più “Out” la persona vincolata ad una famiglia. Giusto?
      Il fatto è che la famiglia, sebbene sia descritta come dici tu, un centro di costo, rimarrà sempre per quella che è: un investimento. Come tutti gli investimenti costa fatica alle volte. Però, man mano che si costruisce, l’impegno e la fatica vengono abbondantemente ripagati.

      E degli effetti positivi non ne godono solo gli aderenti alla singola famiglia, ma tutta la collettività. Perchè nel caso in cui la società sia formata da famiglie, la società stessa si trova formata da cittadini proiettati a costruire per il futuro e ad investire in tanti “ammortizzatori sociali” a costo ZERO per lo stato, invece di avere tanti cittadini impegnati a consumare tutto il consumabile e che, una volta in cui saranno in difficoltà (vecchiaia, malattia, problemi economici ecc), scopriranno che la libertà di cui tanto si pavoneggiavano era in realtà solitudine. Ben agghindata e addobbata..alle volte perfino super-godereccia. Ma sempre solitudine era. Allora pretenderanno che lo stato risolvi i loro problemi. Il che sarebbe pure accettabile se fossimo strapieni di soldi. Ma com’è risaputo..l’Italia ha un piccolissimo debito pubblico.

      Hai presente la cicala e la formica?

      • Giovanni Cattivo scrive:

        Vale anche per te il discorso del mio post precedente. I figli di oggi, precari a vita e a basso reddito, che “ammortizzatore sociale” potranno essere per i loro?

        • Quercia scrive:

          Forse i nostri nonni, caro Giovanni erano meno precari? I tuoi non so. I miei no di sicuro. Anzi, sapevano perfino cosa fosse non aver materialmente da mangiare.

          Erano precari per definizione e un po’ alla volta hanno costruito una piccola famiglia. Hanno cresciuto dei figli. Con sacrifici (parola tabù), li hanno fatti studiare una cosa che gli permettesse di trovar lavoro (e non una laurea alla CDC tanto per il pezzo di carta e se gli avessero detto “mi prendo l’anno sabbatico e faccio un viaggio”, il sabbattico se lo sarebbero presi sulle orecchie), e quando sono stati vecchi hanno trovato dei figli (che a loro volta avevano assunto le loro responsabilità) li hanno accuditi e dei nipoti che gli sono stati vicini nella malattia. Il tutto a ZERO euro a carico dello stato (inteso semplicemente come erario).

          Certo avrebbero potuto restare single, scopazzare un po’ in giro e per poter cambiare l’auto, evitare di “mettere su famiglia”. Non so te..io, oltre ad essere contento che non l’abbiano fatto, li invidio pure un po’

          Alla fine della fiera, Giovanni, è tutto un discorso di egoismo e consumismo

          • Giovanni Cattivo scrive:

            Mio nonno materno ha lavorato 40 anni nella stessa fabbrica, quello paterno ha fatto il fabbro in proprio per qualche anno poi ha lavorato come dipendente in una officina per altri 30. Precari proprio no. E con aspettative di reddito in ascesa. E’ andata così dal dopoguerra a oggi. E’ la prima volta che i figli potranno essere più poveri dei padri. E comunque le famiglie della generazione prima della mia sono quelle che hanno cominciato a divorziare, a cambiare parecchie volte partner prima del matrimonio e a fare pochi figli. Parliamo appunto dei tempi del boom economico di quando da società contadina siamo diventati paese industriale.

            • Lena scrive:

              Ma perché quando si tratta di scelte di libertà individuale, ci sarebbe sempre qualche potere occulto cattivo a dirigerle? Ma non vi viene in mente che le persone scelgono di vivere da single solo perché amano questo stile di vita? E che magari nel mondo contadino pur essendoci tanti che avrebbero volentieri fatto a meno di mettere su famiglia, di fatto, non potevano vivere secondo la propria naturale inclinazione per tutta una serie di pesanti condizionamenti familiari, soprattutto per una donna restare senza marito era l’equivalente di destinarsi a una vita di miseria o di servizio in casa di parenti pietosi, e voi parlate di condizionamento a proposito di donne che oggi hanno veramente la possibilità di scegliere in base alla loro inclinazione soggettiva?

              • Raider scrive:

                Quando c’è da eliminare embrioni, liquidare la famiglia, va da sé, “tradizionale”, elevare il “soggetto” a unico protagonista della storia del mondo, mentre lo si riduce a niente facendone solo il titolare poco meno che abusivo di una “personalità” vanificata dagli stereotipi, inclinazioni e “ruoli” (però, sociali, eh? Mi raccomando!) che indossa e smette né più né meno di uno psicopatico di media caratura abbandonato a se stesso, ecco che Lena fa sentire il suo ritornello: morte all’embrione! Bando alla maternità! Dagli alla famiglia che ti condiziona, mentre l’OMS ti libera! Ma quale libertà di scelta può mettere a rischio la possibilità che ci sia qualcuno che scelga? Tutti single? Tutti con l’igiene intima dell'”integrità” di Lena in testa? “Nessuno vive per sé solo, nessuno muore per sè solo.” Chissà chi l’ha detto? Ma sarebbe se fosse stato un single pure lui!

      • Lena scrive:

        >>, invece di avere tanti cittadini impegnati a consumare tutto il consumabile e che, una volta in cui saranno in difficoltà (vecchiaia, malattia, problemi economici ecc), scopriranno che la libertà di cui tanto si pavoneggiavano era in realtà solitudine. >>

        Le persone ricche nello spirito non sono mai sole, se hanno i mezzi per provvedersi ciò di cui hanno bisogno per il proprio benessere materiale.

        Che poi una famiglia povera (e sottolineo povera, perché io non vedo nulla di male in un uomo molto benestante che decida di avere molti figli) non può essere di nessun aiuto ai suoi membri, ogni figlio per diventare un possibile aiuto deve raggiungere almeno l’età postpuberale, per essere un aiuto economico deve trovare un lavoro e oggi non è più necessaria manod’opera priva di qualificazione, ergo una famiglia povera non solo non può dare aiuto ai suoi membri, ma è essa stessa un problema collettivo (moltiplicato per tanti quanti sono i suoi membri )per i servizi sociali.
        Ma poi se vivere di stenti vi piace tanto, perché recriminate i bonus bebé dallo stato, gli aiuti economici, andatevene a vivere in una capanna rurale, fatevi 10 figli e vivete coltivando ortaggi, rinunciate alla tecnologia, smettete di scrivere su internet, siate coerenti con i vostri terrificanti ideali

  10. Leena scrive:

    La Controannunciazione, entrando nel discorso mitologico, in effetti, se Maria avesse detto no a quella gravidanza, quanti mali sarebbero stati risparmiati all’umanità, tutti i massacri compiuti dalle varie chiese fra medioevo ed età moderna, le guerre di religione in Europa, ma non solo, non sarebbe sorto neppure l’Islam (che come è noto è nato per imitazione del cristianesimo, fondendo elementi della cultura giudeo-cristiana con regole tribali berbere), quindi non ci sarebbero state le guerre sante o crociate, oggi non ci sarebbero i terroristi jiahdisti islamici a minacciarci; probabilmente non ci sarebbero stati neppure il nazismo e il fascismo, visto che alla base di questi movimenti politici ci sono correnti di pensiero ultraconservatore che avrebbero rivoluto portare l’Europa alla purezza dei costumi cristiani precedenti la rivoluzione razionalistica e industriale attuatasi nella seconda metà del Settecento.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Se Maria avesse detto no, oltre all’inferno sulla terra a cui mostri di ambire tanto, avresti assicurato anche quello dell’aldilà. Che pacchia, eh?!
      A proposito, grazie di esistere, perché ogni volta che leggo le tue zarrate la mia fede per un attimo smette di vacillare.

      • Lena scrive:

        Che dire, l’inferno sulla terra sono quelli con la tua ideologia che contribuiscono a mantenerlo. Nell’aldilà non c’è nessun inferno e mi terrò lontano dalle vostre anime, sempre che queste, visto che in questa vita perdete tanto tempo a escogitare mezzi per imporre la vostra prepotenza con mezzi politici e legislativi, una volta uscite dai vostri corpi siano in grado di trovare la strada verso la libertà e non restino invece sperse nell’orrore materiale che amate tanto. Comunque l’effetto è reciproco. Più vi leggo, più capisco che il cattolicesimo è un grandissimo inganno.

        • Toni scrive:

          @ Lena
          Vorrei vedere dove viene imposta la nostra prepotenza. Se reputi quella che trovi su Tempi, allora sei una masochista , perché tutto, proprio tutto spinge fuori da questo luogo nella tua direzione preferita. Perché una creaturina come te, pronta ad abortire, perché non vuole essere generosa con i “parassiti, che è pronta a farsi ammazzare quando la sua “dignità” di persona non gli permette di usare i suoi giocattoli preferiti è l’ideale per un sistema che “consuma di più”. La carità no può essere apprezzata, perché non aumenta il PIL quindi se certe “creaturine” possono essere prodotti in serie ben vengano. E tu sei un prodotto ed hai la felicita che ti meriti in base alla misura della tua distrofia sentimentale.
          Il cattolicesimo non è un inganno, ma è quello che ti disillude su ciò che sei.

          • Lena scrive:

            Ma io leggo questo e altri siti di estremisti per seguire l’andamento del talebanismo cattolico, che ritengo un fenomeno potenzialmente pericoloso, perché molti pensano che il rischio oppressione religiosa venga dall’esterno, invece lo abbiamo in casa. Anche i gruppi di estremisti islamici erano inizialmente delle minoranze, da veri sciacalli, hanno preso il sopravvento a causa della debolezza degli stati e di crisi politico economiche.

            • Toni scrive:

              @Lena
              Tu leggi la realtà con la tua pancia. Stai tranquilla che la nostra religione non può importi nulla dato che non si può diventare migliori con una imposizione (purtroppo per te). Per quanto attiene l’oppressione si tratta di mettersi d’accordo sul cosa è ….presto detto: per te è impedirti di abortire un parassita che ti fa venire le smagliature partorendo.. Per te è impedire di permetterti di sopprimere un parassita terminale che ti impedisce di fare le vacanze. Beh, in effetti se questa cacca lo chiami un tuo diritto, impedire ad altri esseri umani di venire al mondo per mezzo di un struttura pubblica, con volontari allo smembramento e/o iniezioni letali, oppure se non trovi volontari impedendo l’obiezione di coscienza … sarà oppressione …. ma per te… che magari vedi la felicità solo nel soddisfare la tua orticaria. Io che vedo meravigliosa la vita nuova … anziché vedere invecchiare la gente intorno e magari sentire su questo l’apologia di arpie come te….. preferisco sentirmi un tuo “oppressore” (ma solo per quelli come te … mortiferi).

              Leggi da perfetta ignorante anche la storia corrente : gli estremisti islamici stanno venendo fuori da quando si è imposta una politica commisurata alla tua visione ideologica (in termini di terzomondismo, di pacifismo, il fare hip hip hurrà alle primavere arabe…. tutto dalla tua stessa cava morale). Perché tra l’altro siete talmente presi dal vostra stato orgiastico permanente che avete inibito anche il vostro istinto di sopravvivenza. Per questo siete pacifisti….. ma conigli pacifisti .

              • Lena scrive:

                Non mi attribuire le cose che faresti tu, tra l’altro io odio viaggiare e non ucciderei mai nessun malato; l’eutanasia si fa a chi lo richiede lui stesso per non soffrire. Tra l’altro a richiedere il suicidio assistito nella maggior parte dei casi sono persone danarose che non avrebbero alcun bisogno di costringere a sacrifici i propri familiari per l’assistenza. Quanto all’embrione io ho il diritto di non prestare il mio corpo al suo sviluppo, visto che le conseguenze le pagherei io sul mio corpo e sulla mia salute. Se io non ho questo diritto, allora, per coerenza nessuno dovrebbe avere il diritto di esclusiva sul proprio corpo e sulle sue sostanze vitali. Se poi tu in questo vuoi vedere discorsi su parassiti e patologie dermatologiche è la tua mente ad essere distorta. Quando qualcuno, senza il tuo consenso, farà impiantare un embrione nel tuo corpo sarai libero di decidere di farti danneggiare in nome della tua fede.

                • Toni scrive:

                  Cara Lena,
                  non giocare con me su equivoci insignificanti E chiaro che ti ho elevato ad un modello. So che non uccidesti nessuno, non è il punto. Solo che ti vedo arida ed indifferente. Ti faccio un esempio: una tua amica ha il padre in letto immobile e ti dicesse..”mi ha rovinato la vita …non muore…cavolo non muore!!!” Allora il tuo cuoricino rattrappito palpiterebbe per lei, e suo padre, che magari è in un letto desiderando ancora di vivere …. per te sarebbe insignificante. Magari mi dirai di no ….ma non credo. Il fatto che tu non viaggi è secondario … se tu sodalizzi con l’amica che è triste perché per quel “peso”non riesce a viaggiare. Capito?
                  In questo contesto è ovvio che puoi concepire l’embrione come fai tu… rientra nella tuo gap emotivo. Parli di diritto al tuo corpo…ma l’embrione non è una cosa…non è tuo, non è di nessuno. Non lo vuoi alimentare … perché sei arida.. Tu dici che non è un essere umano….è sempre perché sei arida che non lo puoi vedere. In effetti, a ben vedere, la tua liberta è una liberta di annientare la tua persona, anche se non fisicamente. Non ti faccio una colpa di questo, …. credo che è l’unica libertà sulla quale ci hanno indirizzati.
                  Questo è come ti vedo io…può piacerti o meno, e puoi fregartene (è ovvio) ma non puoi sperare che io desideri che una brutta persona deturpi il bello di tutti…. quello che resta di una civiltà. Poi in democrazia posso soccombere …ma a me piace essere contro e mi piace dirtelo, convinto, tra l’altro, di farti del bene.

                • Labro scrive:

                  Difatti esiste, per farti un esempio, il reato di omissione di soccorso. Nel caso sia in gioco la vita di un’altra persona (anche se non ancora nata) è giusto avere il DOVERE di tentare di aiutarla. Per una giusta convivenza civile. See no si torna alla legge del più forte (e grazie che sei piu’ forte di uno che deve ancora nascere).

              • Raider scrive:

                Toni, caro amico, non lo vede come sgusciano, guizzano e sibilano? Poste di fronte a un’alternativa che le smaschera, il trionfo di chi negava Cristo e predicava un programma eugenetico, di selezione artificiale, di “purificazione” (gli amici e fratelli Ebrei lo sanno: “purificazione”, Olocausto, è un termine satanico, perchè è funzionale all’ideologia nazista che santifica un sacrilegio) del mondo, loro non dicono che starebbero dalla parte dei carnefici! Le farneticazioni di Lena ovvero LeNa ossia Leena cioè Ena e Filomena di rincalzo e alle somme, secondo lei, Toni, si rispecchiano nelle vittime o negli aguzzini di Auschwitz? Il programma ecologista, igienista, salutista, denatalista è lo stesso della Planned Parenthood, che è la filiazione di organismi creati da gente che ha il nazismo nel pedigree. Poi, come fa Satana, tutta questa gentaglia usa il nazismo come metafora del dogmatismo cattolico! Ma più chiaro di così! Pregate per loro, se sperate che serva: ma non illudetevi di potere, non dico convertire, ma convincere chi è in malafede fin dal principio.

                • Toni scrive:

                  Raider
                  credo che nell’occidente evoluto possiamo avere un “totalitarismo evoluto”. I nazisti avevano inteso benissimo l’importanza della propaganda. Oggi tutto, ovviamente si è evoluto, anche la propaganda, e non hanno bisogno dei di tecniche cruenti di soppressione del nemico e di pacchiane parate celebrative. Si… per me i nazisti evoluti (non quei patetici con la testa rapata) possono legittimamente presentarsi con il doppiopetto, profumati, educati e pieni di “diritti” civili. Se vuoi purificare una razza non hai bisogno di vivisezionare un ragazzo ebreo…. ti basta un embrione.

            • Raider scrive:

              Ripeto. questa bestiaccia qui sopra, quale che sia il nickname di cui si serve, deve per forza continuare a farsi beffe della disponiblità di cui approfitta, della gentilezza che le è usata, dell’ospitalità che non le è stata negata?
              Insomma, dare dei talebani ai cattolici che sono massacrati dai talebani per conto di gentaglia infame come Lena ridens & personalità associate, si può pensare possa fare bene a qualcosa, a cominciare da un serio confornto, o possa aiutare qualcuno a capire, a cominciare da loro stesse? “Un fenomeno potenzialmente pericoloso” sarebbe chi offre la possiblità a questo consorzio di matte di dimostrare qiuanto sappiano essere, tutte a mazzo e ciasuna ch’è tutto il bouquet, perfide, deliranti e naturalmente d più di tutto, vigliacche? La “minaccia potenzialmente pericolosa” è la scusa di tutte le costituende dittature: e quelle relativiste-nichiliste non fanno eccezione; anzi, fanno tesoro dell’esperienza delle dittature più rozze e scoperte.
              I gruppi estemisti islamici erano, delira la malvagia Lena, minoranze che si sono imposte “a causa della debolezza degli Stati e di crisi politico economiche”: ma vedete che non sa niente, cioè, non sanno di che delirano? Che questo ammucchiare panzane su panzane è solo un modo per sputare veleno su chi è vittima conclamata della violenza islamista: e con la scusa che gli islamisti ammazzano i cristiani, la matta in flagranza di bestialità fa dei cristiani, del gruppo religioso più perseguitato al mondo, “un fenomeno potenzialmente pericoloso”? Insomma: se c’è gente a questo stadio di demenza senza ritorno, gli deve essere permesso sfogare gli accesi di follia come viene fatto contro le Sentinelle In Piedi? Non è un doveroso atto di civiltà bannare gente così, controfigure di uno stesso bestialesquallore? Vadano a celebrare i loro sabba altrove, non mancano spazi on line e fuori line cui ritrovarsi fra i loro simili per sbranarsi. Polemizzare, anche duramente, è consentito: ma sentire questa sequela di bestemmie contro le vittime e per tutte, contro Cristo; vedere lo sciacallaggio di queste bestiacce schifose, non ha nulla a che fare con la libertà di parola, locuzione senza senso in chi non rispetta né le persone degli altri, mettendo assieme vitime carnefici, né la vita degli altri.

          • Raider scrive:

            Toni, renditi conto che Lena e il suo doppione gridato, Leena, sono la stessa identità malvagia: non sono sataniste, sono sataniche, lo sono per rifiuto e odio della Persona stessa di Cristo, quella che grida parla apertamente di Contro – non lo dico nemmeno, non ripeto le bestemmie di queste due schifose. Figurati se rispettano ogni madre o ogni figlio, chiunque venga al mondo è, per loro, un insulto alla loro “integrità” e a quella di una Terra divinizzata per l’occasione. I loro deliri su quello che ci saremmo risparmiati elencano ciò che il Male ha operato nella storia per attribuirlo al Bene: non è abbastanza chiaro quello che hanno dentro e che chiamano “integrità”? Sono due pazze in un una o un’identità binaria che si sdoppia per non accontentarsi di fare a pezzi solo un’anima. Che c’è da discutere con queste due? Se il mondo avesse ubbidito alle loro logiche, semplicemente non ci sarebbe più, la povertà del passato non ha mai avututo alcun potere deterrente rispetto alla riproduzione della specie: perfino ad Auschwitz, di fronte alla prospettiva dell’annientamento, mentre sembrava che il nazismo fosse invincibile, gli Ebrei continuavano a riprodursi. Secondo te, queste due pazze cosa avrebbero fatto, Toni? da che aporte sarebbero state, loro e la Planned Parenthood? Dicano quello che vogliono, ma la risposta che conservano nell’igiene intima della loro “integrità” la conosciamo.

            • Lena scrive:

              @Raider
              sì per me Gesù non è divino, è solo la figura storica di un oscuro predicatore palestinese, su cui poi alcuni gruppi di seguaci hanno costruito una religione; il pensiero che è stato costruito su questa figura non mi piace e non sono tenuta a seguirlo nelle mie scelte sulla vita e sulla gestione del mio corpo e voglio vivere in uno stato che mi garantisca questo, senza togliere niente a chi vuole credere nelle mistificazioni dei cristiani e vivere di conseguenza. se questa divinità Cristo mi vuole impedire di abortire o di vivere da single o da omosessuale, che venga lui stesso a farlo, non capisco perché di dovete interporre voi. Un dio ha bisogno che siano degli umani a fare la sua volontà?
              Ecco adesso lo so che tu vorresti che venissi bruciata o punita in altro modo per “blasfemia” o “apostasia”, ma purtroppo non puoi fare niente perché viviamo in uno stato che “opprime” la tua libertà religiosa, e non ti resta che invidiare i miliziani dell’Isis.

              • Raider scrive:

                Io non invidio nessuno che agisca come fa piacere ai nemici di Cristo. L’Isis fa il lavoro sporco e letteralmente, massacrante per conto di gente come le malvage tutte in una e una per tutte. Le bestemmie e disfide sataniche e lo scherno su chi adempie la volontà del Padre sono espressione di quello che queste bestie sono nel profondo. Delirio, follia e bestemmie non sono mezzi dell’argomentazione.
                Chiedo alla redazione di non permettere che le follie di gente malata e malvagia siano ancora ripetute anche qui.

                • Lena scrive:

                  Se lo dici tu…a me i vecchietti stanno simpatici e per fortuna di amiche così pitocche non ho

                  • Raider scrive:

                    No, le amiche le Iene ridens se le scelgono al’interno della loro stessa specie, per dare addosso a inabili che non meritano di soffrire pressappoco come i cristiani, per questo branco di mostrusoa ensibilità al dolore altrui e alla propria “integrità”, non meritiano di vivere, così come non en sono degni embrioni inermi, vecchi improduttivi, famiglie che si ostinano a mettere al mondo bambini, con ciò mostrando di non avere alcun rispetto per ‘”l’integrità” di una -ena o un’altra.

                  • Toni scrive:

                    I vecchietti ti stanno simpatici? Più o meno delle bertucce? …. A parte gli scherzi, spero che non abbiano bisogno di te.

            • Toni scrive:

              Raider
              io di una cosa sono assolutamente convinto di queste persone, che odiano e che non sanno amare niente. Tu lo sai (se ti ricordi una nostra vecchia discussione) che ho riserve su Filomena ed altri ritenendoli ad uno stadio di cattiveria che ancora trova dei contrappesi positivi (Tipo Filomena, non ha mai detto una parola a favore dell’eutanasia ….. ma poi tieni conto che cerco pure speranza da qualche parte ) . Queste sono malvagie … solo come scrivono fanno venire la pelle d’oca, altro che vogliono diritti. Secondo me non sono in grado di leggere una poesia ed emozionarsi, di vibrare al sentire una sinfonia, un meraviglioso sole la lascia indifferenti, la vista dei bambini le irrita, con uno spray deturperebbero i capolavori dell’umanità (Tiziano, Michelangelo Leonardo) tanto per loro sono freddi colori.
              Non aggiungo altro ….. ed ho da aggiungere.
              Concordo con te… in un contesto nazista sarebbero state implacabili.
              Cosa dire a gente così:… che Dio le aiuti, perché solo Lui può!

    • Toni scrive:

      Non mi meraviglia che tra le tue tante qualità si aggiunge l’ignoranza malvagia. Caratterizzata da un lato ad presentare una storia figli di una becera propaganda. Tralasciando che se vive in una società civile questa si è sviluppata in un continente cristiano.

      • Lena scrive:

        La civiltà europea libertaria e moderna è sviluppata nonostante il cristianesimo ortodosso, e comunque non in seno alla chiesa cattolica.

        • Toni scrive:

          Ti confermo che sei ignorante ed in mala fede con un gap impossibile da colmare. Ho affrontato con altri questo tema, non posso con te e/o con Shiva101

          • Lena scrive:

            Ma credimi, io non ti voglio convincere di quello che credo io, io rivendico solo la libertà di non essere costretta a vivere secondo i principi e le storie in cui credi tu.

            • Giannino Stoppani scrive:

              E beh… Se il tuo intento è vivere compiutamente il tuo disperato disprezzo per l’umanità non è certo il cristianesimo che te lo impedisce limitandosi a predicare amore e rispetto per i tuoi pari.
              A porti qualche ostacolo, ahimè, rimane solo il fatto che tu viva in un epoca in cui, nonostante tutti i tuoi sforzi, cerca di sopravvivere quel minimo di civiltà a cui di deve la mancata attuazione generalizzata e totale della legge del più forte che prevarica il più debole.
              Ma si sa che la lunga storia dell’umanità è un susseguirsi di cicli di civiltà e imbarbarimento e a quanto pare il trend per ora è in discesa e non ti resta che aspettare fiducioso la realizzazione delle tue sataniche aspettative.

  11. Giannino Stoppani scrive:

    Ricorderei a me stesso che rammentare più o meno direttamente satana nei discorsi fatti a certi cialtroni affetti da invereconda e spocchiosa ignoranza di certe nozioni trascina irrimediabilmente il loro cervellino impoverito verso i triti e ritriti archetipi dell’immaginario collettivo anticattolico: l’odiosa superstizione, il buio medioevo (un evergreen), le infami crociate, l’inquisizione.
    Mentre noialtri che abbiamo più dimestichezza con certi concetti si distingue abbastanza bene il diavolo delle cui manifestazioni straordinarie si occupa P. Gabriele Amorth, da quello più “moderno” (nel vero senso della parola) cantato da Carducci che spinge l’umanità verso la devastante menzogna che molti chiamano pomposamente “autodeterminazione”, quelli, pur essendosi consapevolmente assoggettati al suo servaggio, fanno di tutto un calderone pieno di brodaglia illuminista che gli fa alzare le spallucce e ridacchiare delle nostre credenze.

La rassegna stampa di Tempi
Pellegrinaggio iStoria-Tempi in Terra Santa

Tempi Motori – a cura di Red Live

Disponibile in oltre 60 città italiane e 300 europee permette di gestire tutte le operazioni relative alla sosta, pagamento compreso.

Una rassegna espositiva racconta gli straordinari artigiani che nel ‘900 fecero della bicicletta un'opera d’arte, i grandi giornalisti che contribuirono alla nascita del giornalismo sportivo, i personaggi che lanciarono le due ruote e gli eroi del pedale che ne immortalarono il mito.

Il restyling della cinque porte bavarese porta in dote un aggiornamento della connettività e dei servizi d’infotainment sulla falsariga di quanto introdotto dalla nuova Serie 3. Gamma motori da 150 a 326 cv e consumi ridotti del 14% rispetto al passato.

Il prezzo d’attacco è prossimo a 10.000 euro, ma non per questo sono una scelta povera. Ecco una guida alle utilitarie più economiche, performanti e meglio accessoriate.

Le concept che anticipano l’erede della mitica Alpine A110 saranno protagoniste del Festival di Goodwood, affiancate da modelli celebri che hanno scritto la storia della Casa di Dieppe. L’unveiling della nuova berlinetta è atteso a fine 2016.

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