Google+

Dopo le stragi di Parigi, con chi dobbiamo dialogare? Con la ferocia dell’uomo?

novembre 18, 2015 Luigi Negri

Si può avere più paura del cristianesimo che dell’Isis? Facciamoci un esame di coscienza, perché è meglio morire con una posizione chiara piuttosto che lasciare irrisolto questo dilemma

La tragedia di Parigi non dovrebbe destare in noi stupore e sorpresa; certamente immenso dolore, cordoglio e vicinanza alle vittime, ma non sorpresa o stupore.

Che potesse accadere qualcosa di grave in Europa – anche l’Italia è obiettivo sensibile – era evidente da tempo, viste le minacce che si sono andate intensificando e precisando.

Ora però l’immane tragedia esige – prima di tutte le strategie o dell’appello del presidente Hollande che, singhiozzante, chiama la Francia alla resistenza – che questo Occidente, laico e cattolico, prenda spunto da quanto successo per una revisione che non ha ancora fatto, né dopo quel macabro 11 settembre del 2001, né dopo le altre stragi che puntualmente e ossessivamente si sono andate attuando negli ultimi anni. «Noi dobbiamo tener saldo il nostro giudizio – disse Giussani dopo l’attacco alle Torri Gemelle – e paragonare tutto con quello che ci è successo, in questo momento grave e grande. Dobbiamo ripetere questo giudizio prima di tutto a noi stessi».

In tale prospettiva credo di poter affermare che in questo Occidente non si può aver più paura del cristianesimo che dell’ISIS, com’è evidente in tanta cultura post-ideologica. Non si può neppure far passare la propria comprensibile paura come virtù civile e il silenzio connivente come espressione di saggezza strategica. Non si può – soprattutto di fronte ad una minaccia che non conosce rispetto né per le persone, né per i bambini, né per le donne, né per la cultura, penso all’orrendo scempio dei siti archeologici che ne esprimevano la grandezza – insistere solo sul versante di un dialogo unilaterale, che dovrebbe essere continuamente rinnovato da parte occidentale nei confronti di chi non ha nessuna volontà, né intenzione, né disponibilità a dialogare.

Di fronte alle cose orrende che accadono, «non umane», «un pezzo di terza guerra mondiale» ha detto Papa Francesco – provocate da questo Islam radicale e fuori controllo, di cui non ci è dato di conoscere la consistenza numerica e neppure il grado di collusione tra i suoi vertici e tanta politica mediorientale – le parole dialogo, apertura, confronto e molte altre, rischiano di perdere il loro valore e diventare puri suoni verbali, perché «il cuore dell’uomo è un abisso da cui emergono a volte disegni di inaudita ferocia, capaci in un attimo di sconvolgere la vita serena e operosa di un popolo» (San Giovanni Paolo II).

Per questo la situazione esige oggi un profondo ripensamento, sia da parte laica che cristiana, senza escludere chi esercita la giustizia, affinché eviti di mettere facilmente in libertà coloro che, più o meno collusi con il terrorismo, sono transitati per le nostre prigioni non più di un giorno per poi essere messi in condizione di disperdersi in Italia o di ritornare nei loro Paesi.

Spero che sia fatto da tutti un serio esame di coscienza e che tutti abbiano il coraggio di portarlo alle estreme conseguenze, perché è meglio morire con una posizione chiara di fronte a sé e alla storia, che lasciare irrisolto questo dramma nell’ambito della propria coscienza; infatti se per i cattolici la fede vale più della vita, la coscienza vale più della vita per i laici.

Preghiamo la Madonna delle Grazie che ci mantenga saldi nella speranza e ci ricordi costantemente che l’ultima definizione della realtà è che essa è positiva.

Arcivescovo di Ferrara Comacchio

Foto Ansa


Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

3 Commenti

  1. mauro scrive:

    Grazie Arcivescovo, per questa posizione orgogliosa, forte, vera.
    Grazie perché questo giudizio mi rende, come gli ebrei, fiero della mia storia e della mia civiltà.
    Mauro

  2. Patrizus scrive:

    Vince la scuola che da giudizi che partono dalla esperienza , che crea responsabilità , occupazione , desiderio appagato da un senso di ciò che si fa . I giochi di potere occulti con vendita di armi creano rivoluzione .

  3. leo aletti scrive:

    Saldo il nostro giudizio dentro questo mondo che uccide ( aborto, eutanasia, fertilizzazione in provetta, utero in affitto, integralismo ecc…) Di peccati siamo pieni, la lotta contro il male è continua.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

L’abito non fa il monaco. Mai affermazione fu più vera, specie nel caso della concept Infiniti Prototype 9, presentata in occasione del Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, in California, e forte di una linea ispirata alle monoposto degli Anni ’30 e ’40. L’aspetto, come accennato, non deve però trarre in inganno: il “cuore” è decisamente […]

L'articolo Infiniti Prototype 9: sotto mentite spoglie proviene da RED Live.

Il Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, in California, rappresenta da sempre un evento speciale per la BMW. La Casa di Monaco è infatti solita stupire presentando delle concept che anticipano modelli pressoché pronti a entrare in produzione. Quest’anno tocca a una delle roadster più affascinanti mai realizzate, oltre che una delle vetture più “anziane” della […]

L'articolo BMW Z4 Concept: una linea da urlo proviene da RED Live.

Nessuno fiati. Nessuno si muova. L’hanno fatto davvero! Hanno ridato vita alla storica sigla GSi. Un’icona per tutti i “figli degli Anni ‘80” cresciuti a pane e Opel sportive. Con buona pace della divisione OPC, la nuova versione high performance della Insignia Grand Sport – seconda generazione della berlina tedesca – tornerà a sfoggiare la […]

L'articolo Opel Insignia GSi: gradito ritorno proviene da RED Live.

Solida e ben fatta, la Seat Ateca 1.6 TDI Advance è il primo SUV della Casa spagnola. Si parte da meno di 24 mila euro chiavi in mano

L'articolo Prova Seat Ateca 1.6 TDI Advance proviene da RED Live.

La fortwo, l’utilitaria più corta sul mercato – è lunga solo 2,69 m – si aggiorna. La novità principale è rappresentata dalla disponibilità di serie, sin dall’allestimento entry level youngster, della frenata automatica d’emergenza e dei fendinebbia. Un upgrade in materia di sicurezza tutt’altro che marginale, esteso anche alla versione a quattro posti forfour. Tessuto […]

L'articolo smart fortwo e forfour 2018: danno di più proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana