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Cipro, patrimoniale sui conti correnti. L’Europa la vuole in cambio del salvataggio delle banche

marzo 18, 2013 Matteo Rigamonti

Conto salato per i correntisti (5,8 miliardi di euro) che subirebbero prelievi del 3% sui conti inferiori a 100 mila euro, del 10% sui conti tra 100 mila e 500 mila euro e del 15% sui conti che oltrepassano i 500 mila euro

«Una scelta dolorosa ma è l’unica che consentirà di salvare la nostra economia». Così il presidente cipriota Nicos Anastasiades ha descritto la patrimoniale sui conti correnti di cittadini e correntisti stranieri dell’isola che il parlamento di Cipro si appresta a votare tra meno di tre ore (alle 16, le 15 in Italia) in cambio degli aiuti della Troika (Commissione Ue, Bce ed Fmi) per il salvataggio delle banche locali. L’approvazione, però, non è scontata, dato che, dei 56 eletti in aula, ben 24 hanno già annunciato il loro voto contrario (i 19 esponenti del partito comunista Akel e i 5 socialisti di Edek), e la misura è criticata anche dalla formazione di centrodestra Diko (8 seggi), alleata del partito di destra Disy del presidente Anastasiades. Se la discussione dovesse protrarsi oltre la giornata di oggi, c’è il timore che i correntisti possano recarsi alle banche per chiedere indietro in massa i loro risparmi, per ora congelati fino a domani.

PAGARE GLI AIUTI. Dieci miliardi di euro: a tanto ammonta l’iniezione di liquidità prevista dal piano di salvataggio europeo proposto a Cipro dai ministri delle finanze dell’Ue per salvare le banche. Inizialmente Reuters e Afp avevano parlato di 17 miliardi. E, mentre finora gli aiuti a Irlanda (67 miliardi), Portogallo (78), Spagna (39) e Grecia (240) non erano mai stati fatti pagare ai cittadini di tasca propria, questa volta sarà diverso. L’Europa, infatti, in cambio dell’aiuto chiede all’isola un “contributo” per un importo che oltrepassa di gran lunga i 7 miliardi di euro. Di questi, 5,8 miliardi di euro dovranno essere riscossi attraverso prelievi forzosi sui conti correnti, con un aliquota del 3 per cento sui conti inferiori a 100 mila euro, del 10 per cento sui conti tra 100 mila e 500 mila euro e del 15 per cento sui conti che oltrepassano i 500 mila euro. Il prelievo si applica sia ai residenti sull’isola sia agli stranieri (che sono soprattutto russi e britannici); con un magro risarcimento per i residenti che riceveranno azioni del loro istituto di credito per un valore pari all’importo dell’imposta pagata. Ma non è tutto, oltre al prelievo forzoso sui conti correnti, l’Europa chiede anche a Cipro di contribuire al suo riscatto attraverso le entrate provenienti da un piano di privatizzazioni (1,4 miliardi di euro) e quelle legate all’innalzamento della tassa sulle società dal 10 al 12,5 per cento.

HARAKIRI. Oggi a Cipro è festa (è il corrispettivo ortodosso del Mercoledì delle Ceneri) e le banche sono chiuse. Ma c’è tra la gente il timore che domani ci si possa svegliare con meno soldi in tasca. L’Europa, intanto, ha chiesto alle banche di congelare ogni forma di pagamento nelle succursali, trasferimenti di conto compresi. La scorsa settimana, infatti, sono stati trasferiti dall’isola capitali per un ammontare pari a 4,5 miliardi di euro; e con questi fanno 20 miliardi se si considerano le operazioni di trasferimento di capitali fuori dall’isola dall’inizio dell’anno. Ad aumentare le preoccupazioni c’è anche il fatto che, secondo siti ciprioti, tra le persone che hanno deciso di portare i propri risparmi fuori dall’isola ci sarebbero anche personalità legate ad ambienti governativi.

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1 Commenti

  1. ragnar says:

    L’operazione imposta dall’UE a Cipro di tenere chiuse le banche per evitare gli spostamenti di denaro da parte dei cittadini non sarebbe da denunciare a qualche organismo internazionale che sia extraeuropeo?
    Se fossi un cittadino cipriota io andrei prima davanti al palazzo della Merkel e lo farei saltare in aria, poi andrei da Anastasiadis e lo farei impiccare. Che colpa hanno i cittadini ciprioti se l’Europa è comandata da emerite teste di c… ?
    Ecco perché io dico: Italia fuori dalla UE prima che sia troppo tardi! Ma forse quello non fa comodo a lobbies come Bilderberg (leggi Monti).

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