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Cina. Arriva la professione di fede atea per i membri del Partito comunista

febbraio 7, 2015 Leone Grotti

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L’ateismo è sempre stato uno dei requisiti per entrare a far parte del Partito comunista in Cina. Marxismo e culto della personalità del leader di turno sono sempre state le uniche religioni ammesse dalle parti di Pechino. Da molti anni però l’adesione a una religione da parte di un membro del Pcc, per quanto non ufficialmente, veniva ritenuta una mancanza disciplinare da poco.

CAPO DI TUTTO. Con l’avvento al potere di Xi Jinping le cose sono cambiate. Il nuovo segretario generale del Partito comunista, nonché presidente della Cina, nonché capo dell’esercito, nonché direttore delle due nuove potenti commissioni che stanno terrorizzando e mettendo a soqquadro la politica cinese, ha infatti deciso di cementare il Partito soffiando sulle braci di un’ideologia maoista ormai perduta sotto la cenere dell’economia e del dio denaro.

RITORNO AL MAOISMO. Negli ultimi due anni Xi ha rilanciato le sessioni di critica e autocritica dentro il partito, gli studi di marxismo, costretto le università a non insegnare valori occidentali, imposto all’esercito di giurare fedeltà al leader e a imparare a memoria i propri scritti, inviato intellettuali e artisti a lavorare in campagna tra le masse come ai bei tempi della Rivoluzione culturale, proibito a chiunque di cantare l’inno nazionale senza essere vestito in modo adeguato… Si potrebbe andare avanti ma il concetto è chiaro.

cina-croci-chiese-demolite-shangnian-taizhou-homePROFESSIONE DI FEDE ATEA. Una delle ultime decisioni riguarda proprio la religione. Da mesi i giornali di regime ricordano che l’ateismo è caratteristica essenziale, e non secondaria, per un membro del partito comunista. L’1 febbraio, il Global Times ha informato che nella provincia di Zhejiang, la stessa dove nell’ultimo anno sono state distrutte centinaia di croci e demolite decine di chiese, chi voglia entrare a far parte del Partito dovrà dichiarare formalmente e per iscritto di essere ateo, dopo essere stato accuratamente esaminato da una commissione.

«CREDERE NEL COMUNISMO». Non solo, chi venisse scoperto a credere in Dio o ad aver partecipato in passato a funzioni religiose sarà costretto a «rettificare le proprie credenze». Nelle scuole del partito e nelle accademie governative i corsi di religione secondo Marx dovranno essere aumentati. «Ai membri del Partito è severamente vietato far parte di una religione. Credere nel comunismo e nell’ateismo è un requisito fondamentale per diventare un membro del Partito», ricorda Li Yunlong, docente alla scuola del Partito della Commissione centrale del Pcc.

«FORZE OSTILI OCCIDENTALI». Secondo Li, la sezione locale del partito della provincia di Zhejiang ha fatto bene a sottolineare questi requisiti «a causa della loro situazione». Inoltre, «la misura potrebbe far parte di uno sforzo contro la penetrazione di forze ostili occidentali». Tradotto, per impedire la diffusione del cristianesimo.

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3 Commenti

  1. antonio scrive:

    un bell’articolo su cui potrebbero esercitarsi utilmente quelli che criticano i CREDULONI CATTOLICI, che indottrinano i bambini, avviandoli su binari morti…..e che il moderatore non spaccasse i maroni.

  2. EquesFidus scrive:

    Ridicoli: dopo aver negato l’esistenza di qualsivoglia divinità, ora questi sicofanti rossi si sentono in dovere di dover riaffermare il proprio ateismo tramite… delle professioni di fede! Ma non si vede l’enormità e la contradditorietà di questa cosa? Alla fine, si rivela esserci dietro di loro sempre il solito, orrido personaggio: Satana, il Dragone maledetto, che si accontenta di partire prima dalla negazione di Dio, poi alle blasfemie (anche e soprattutto nella forma di parodie del sacro) ed infine vuole aperta adorazione al posto del Creatore. In questa parabola si è perfettamente inserita anche la Cina ed il suo Partito, che infatti è già nella seconda fase piena (dalle ordinazioni illecite episcopali, le persecuzioni e la Chiesa popolare fino a queste nuove, “brillanti” trovate) e ben presto entrerà nella terza e più decadente. Alla fine, il Partito comunista cinese non la spunterà, ma anzi sarà lui stesso artefice della sua rovina; preghiamo perché avvenga il prima possibile e nel modo più indolore, possibilmente senza giungere nella piena terza fase.

  3. EquesFidus scrive:

    Ridicoli: dopo aver negato l’esistenza di qualsivoglia divinità, ora questi sicofanti rossi si sentono in dovere di dover riaffermare il proprio ateismo tramite… delle professioni di fede! Ma non si vede l’enormità e la contradditorietà di questa cosa? Alla fine, si rivela esserci dietro di loro sempre il solito, orrido personaggio: Satana, il Dragone maledetto, che si accontenta di partire prima dalla negazione di Dio, poi alle blasfemie (anche e soprattutto nella forma di parodie del sacro) ed infine vuole aperta adorazione al posto del Creatore. In questa parabola si è perfettamente inserita anche la Cina ed il suo Partito, che infatti è già nella seconda fase piena (dalle ordinazioni illecite episcopali, le persecuzioni e la Chiesa popolare fino a queste nuove, “brillanti” trovate) e ben presto entrerà nella terza e più decadente. Alla fine, il Partito comunista cinese non la spunterà, ma anzi sarà lui stesso artefice della sua rovina; preghiamo perché avvenga il prima possibile e nel modo più indolore, possibilmente senza giungere nella piena terza fase.

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