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Al mare portatevi l’ultima fatica di Costanza Miriano. Un libro profondo (che non vi farà annoiare a morte)

giugno 21, 2014 Redazione

Leggendo “Obbedire è meglio” imparerete ad essere contenti di ciò che avete e ad evitare la nostalgia del magari

Costanza Miriano (qui l’intervista all’autrice) nel suo libro più recente, Obbedire è meglio (Sonzogno, 176 pagine, 15 euro), mette insieme le due tecniche di racconto che prediligo. La prima è di raccontare i fatti propri mescolandoli ai fatti degli altri. Sembra strano ma tanti ignorano quali sono i livelli di attenzione.
Il primo livello è quando si raccontano i fatti propri (uno si chiede perché, ma è così). Il secondo livello è quando si raccontano i fatti degli altri. Il terzo è quando si usano immagini, parabole, metafore, fiabe. Il quarto livello, il più basso, è quando si fanno teorie: in genere chi scrive ha studiato all’università ed ha assimilato il metodo scientifico, crede di essere almeno un piccolo Aristotele e riesce a far stramazzare di noia anche il più volenteroso lettore.

Costanza ti seduce raccontandoti tutti i guai che ha combinato lungo la giornata assieme alla descrizione pittoresca di ciò che fa e non fa una sua amica e poi… Questo è il punto: ciò che spunta alla fine. Siamo condotti alla conclusione portati da una corrente di buonumore, come se andassimo nel paese dei balocchi e invece ci si trova ai vertici di un trattato di ascetica e mistica ovvero di un corso di teoria e tecnica della spiritualità e santificazione. In fondo Costanza viene incontro ad un’esigenza forte e urgente che è la domanda di come ci si possa identificare con Cristo vivendo con molti figli, con l’orario d’ufficio, con le difficoltà del traffico, con i mille impegni necessari o superflui e dovendo pagare tante tasse.

costanza-mirianoSe uno scorre nel messale le festività dei santi trova una sequenza di personaggi meravigliosi (fondatori, regnanti, monaci, papi…) nessuno dei quali ha condotto una vita simile alla nostra. E allora bisogna trovare la strada, occorre inventarsela e Costanza ci racconta come se la inventa lei e ti offre una pista senza farti faticare. Abbiamo un bel dire che la gente dovrebbe leggere di più, ma ci rendiamo conto qual è il genere di vita di un cittadino medio? Nell’800 si leggeva molto ma si aveva anche il tempo di un personaggio agreste di Tolstoj. Come si può pretendere che nei piccoli spazi di tempo disponibili uno si legga un mattone che forse leggerebbe volentieri se fosse in campagna su una sedia a dondolo?

Perciò viva Costanza Miriano che ti seduce facendoti ridere e poi ti mette in testa lo stile di un vero mistico. Morale: quest’estate portatevi sotto l’ombrellone Obbedire è meglio. Imparerete ad essere contenti di ciò che avete e ad evitare la nostalgia del magari: magari non mi fossi sposato, magari avessi studiato ingegneria… Oggi, adesso, ho davanti il quadro della mia vocazione: sta nella mia vita così com’è. Là imparo ad amare Dio e gli altri e posso farlo sorridendo.

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11 Commenti

  1. filomena says:

    Una cosa è certa, stando almeno alle dichiarazioni dell’autrice già intervistata in precedenza sul ruolo delle donne nella società e in famiglia. Tutte le donne con un minimo di orgoglio personale e dignità di persona in quanto dotata di autonomia, non si annoieranno leggendo il suo libro, ma probabilmente si sentiranno mortificate ed arrabbiate.
    E adesso….al via gli insulti

    • Lela says:

      Io non ho alcuna intenzione di insultarti. Sono una donna estremamente orgogliosa di se stessa, e la mia autonomia mi è quasi sacra da quando ho imparato a vestirmi da sola. I libri li ho trovati interessanti e divertenti. Se ci fosse scritto (come piacerebbe a molti) che l’uomo è superiore alla donna in quanto uomo e che io zitta e muta devo seguirlo e obbedirgli ciecamente senza reagire e annullarmi, solo in quanto donna, e che devo passare tutta la mia vita esclusivamente a lavare, pulire, cucinare, partorire e accudire perché non sono capace di altro, mi offenderei. Ma, guarda un po’, tutto questo non c’è scritto 🙂

      • filomena says:

        OK mi hai convinta….o quasi, ma mi prometto di leggere il libro, poi ne riparliamo. Anche perché sono curiosa.

      • Fran'cesco says:

        E brava Lela… che donna!
        Filomena (quella “vera”), potresti prendere davvero esempio dal troll qui sopra e leggerlo, almeno uno dei tre. Per esempio “Sposala e muori per lei”. Senza pregiudizi.

        • filomena says:

          @Francesco
          Io questo libro lo leggerò soprattutto perché sono curiosa, ma sono convinta che se i contenuti sono quelli che la stessa Miriano per bocca sua ha dichiarato, non sono dal mio punto di vista accettabili. Per il momento diciamo che sospendo il giudizio.

    • federica says:

      Ho letto il libro di un fiato… Mi sono divertita e commossa e alla fine ero super orgogliosa di essere una donna. Il metodo dell’ obbedienza comunque funziona anche per gli uomini…non a caso la maggior parte dei compagni dell’Agnello erano maschi.

  2. Gi says:

    Bellissimo libro, “donna in carriera” diverso da “donna egoista/egocentrata” a cui certo femminismo ci induce a pensare!

  3. Nino says:

    mah … non credo che leggerò il libro (lo ammetto sono prevenuto e 15 euro non sono pochi) … però voglio citare una frase estrapolata da una intervista dell’autrice

    “se sei sposato e hai figli, anche se dici o pensi di non amare più il marito o la moglie devi rimanere nella tua condizione, ubbidendo alla necessità di custodire i figli”

    e domando: ad ogni costo? perchè questo è il limite dirimente, E’ scontato che uno debba cercare di fare di tutto per i figli, ma quando ha fatto di tutto (o almeno tutto il possibile)? Meglio che se ne vada piuttosto che uccida moglie e figli, no?

    • Lela says:

      Questo è il motivo per cui non ci si deve sposare in Chiesa perché il rito è toccante, la location romantica, la nonna è contenta e le comari del paese stanno zitte. Se ti sposi secondo la Chiesa Cattolica prometti fedeltà in qualsiasi circostanza della vita, anche quando non sei più innamorato (nella gioia e nel dolore vuol dire anche questo, non solo generiche disgrazie provenienti dall’esterno). TU prometti, sei vincolato da una promessa che TU fai, non c’è un’entità generica cattiva che ti mette le catene al collo, l’impegno lo prendi TU con quella persona. Se giustamente e a buon diritto non ce la si sente di fare una promessa del genere meglio che non ci si sposi in Chiesa: c’è il comune, lo stato, che non ti chiede di giurare fedeltà per la vita e ti dà la possibilità di finirla con una persona e ricominciare con un’altra.

      • Nino says:

        ho sempre sostenuto che il concordato non ha fatto bene all’Italia, mescolando il sacro con il profano

      • filomena says:

        Onestamente mi sembra che esagerò un po’. Uno può giurare quanto vuoi ma nella vita non puoi sapere a priori quello che ti può succedere e in virtù di una parola data non puoi rovinati la vita. Mi diaspiace ma la vita é una sola. Questo non significa che non vadano fatti tutti i tentativi per trovare una soluzione ma se non c’è nulla da fare bisogna prenderne atto. Continuare a sbattere la testa contro il muro non é un comportamento intelligente.

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