Il corsivista del Corriere se la prende con Giorgia e Arianna Meloni. Ma se il criterio non è il merito ma il nome, allora ce ne sono anche altri da fare
La Meloni gli ha intitolato un ministero, ma a sinistra troppe incrostazioni culturali impediscono di apprezzare uno dei principi dell'emancipazione collettiva. Quel "Caffè" di Gramellini che dimentica l'Italia reale
«Signora, perché l'ha fatto suo marito? L'ha fatto per voi?». Povera donna. E poveri pure i giornalisti (gli stessi che vorrebbero spiegarci come si rimette in sesto l'Italia)
Un pezzo di carne di qua e uno di là. E così può continuare con soddisfazione bipartisan l'abuso delle intercettazioni piegate a un giochino di emozioni da gogna
La democrazia ha preso la forma del nichilismo, seppur addolcito con la compassione per i poveri e i "fragili". Infine, con l'illusione che basta un tweet per fare del bene al mondo
Ho visto traslocare nello scintillante non-luogo (Facebook) intere comunità radicate nella vita vera, troppo per non sospettare del palinsesto zuckerberghiano