Dai una notizia falsa, ti giustifichi in modo ridicolo, scampi la querela e ti pavoneggi per lo share. E domani puoi ricominciare a fare tutto da capo senza nemmeno passare dall'ufficio grazie del Quirinale
Sigfrido Ranucci nello studio di Report (foto Ansa)
Essere Sigfrido Ranucci deve essere bellissimo. Fregiarsi del nome di un eroe dei Nibelunghi, essere considerato il portabandiera del giornalismo d'inchiesta - quello con la schiena dritta, quello che consuma le suole delle scarpe, quello senza padroni e padrini e bla bla bla -, fustigare a ogni piè sospinto furfanti, briganti e canaglie che s’aggirano per l’Italia, giù giù giù fino all’Uruguay.
Essere Sigfrido Ranucci deve essere una pacchia anche quando pesti il merdone. Cioè quando vai in tv e dici che il ministro Nordio ha incontrato Cipriani e Minetti al ranch Gin Tonic, ma non è vero, il ministro telefona in trasmissione e preannuncia querela, tu ("tu" nel senso di Sigfrido l'impavido) rimandi alla puntata di Report, ma poi sei costretto a presentare le tue scuse.
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