«Vogliono far morire Vincent Lambert senza fare troppo rumore. Ma anche lui ha un diritto: essere amato»

Intervista a Jean Paillot, avvocato dei genitori dell’uomo in stato di minima coscienza, che la Corte di Strasburgo ha autorizzato a far morire di fame e di sete in Francia

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

vincent-lambert-famiglia

«Mi sembra più grave che qualcuno uccida Vincent Lambert piuttosto che qualcuno mostri il suo volto. Ma oggi si preferisce farlo morire senza troppo rumore». Jean Paillot è l’avvocato che ha difeso i genitori dell’uomo francese in stato di minima coscienza davanti alla Corte europea per i diritti umani. I giudici di Strasburgo hanno dato ragione a parte della famiglia di Vincent, che vorrebbero la morte dell’uomo, decidendo che farlo morire di fame e di sete non viola il suo diritto alla vita. Ora sta ai medici dell’ospedale di Reims, dove Vincent è ricoverato, decidere della sua sorte. I genitori dopo la sentenza hanno deciso di diffondere un filmato, che ha scatenato un acceso dibattito in Francia, nel quale viene mostrata la faccia dell’uomo. «Molti pensavano che fosse un vegetale», dichiara l’avvocato a tempi.it. «Volevamo che tutto il mondo potesse vedere la verità».

Avvocato, qual è la verità?
Vincent Lambert è gravemente handicappato. È handicappato due volte: è tetraplegico e ha gravi problemi cerebrali. Però, non è in fin di vita: può vivere ancora degli anni, non è malato e i suoi handicap non sono malattie e non portano a malattie. Inoltre non soffre e il suo volto è quello di un uomo in pace. Sono presenti attività cerebrali, quindi non è in stato di morte cerebrale, e non è una semplice “vita biologica”, come si sente dire a volte. Anzi, noi non abbiamo certezze sulla sua capacità di capire ciò che gli accade intorno. I suoi genitori però, che lo vedono tutti i giorni, sono in grado di distinguere le emozioni che prova: se è di buon umore o di cattivo umore, triste o sereno…

E allora perché i giudici di Strasburgo hanno autorizzato i medici francesi a farlo morire di fame e di sete?
Dodici giudici su 17 della Grand Chambre non hanno autorizzato la sua morte. Hanno solo detto che la legge francese, che permette che gli vengano interrotte alimentazione e idratazione, e quindi che muoia di fame e di sete, non è incompatibile con i diritti fondamentali della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Hanno anche e soprattutto detto che i genitori di Vincent non possono rappresentare loro figlio davanti alla Corte: avrebbero potuto farlo se Vincent fosse morto, per lamentarsi della sua morte (il che è assurdo, se si vuole proteggere davvero la vita), o se fosse stato provato che Vincent la pensa come loro (il che è parimenti assurdo visto che Vincent non può esprimere la sua opinione). Sa qual è la verità?

No.
In realtà questa è una decisione di carattere politico, destinata a evitare che la Francia, che si fregia di essere il paese dei diritti dell’uomo, sia condannata per un motivo così forte. Questo spiega perché cinque giudici dissidenti hanno deciso di redigere una «opinione dissidente» di rara violenza contro i loro colleghi della Corte, affermando che a causa di questa sentenza la Corte cessa di essere la «coscienza dell’Europa».

Vi aspettavate questa sentenza?
No, per noi è stata una brutta sorpresa. È inverosimile infatti che i genitori di una persona handicappata non abbiano il diritto di fare ricorso davanti alla Corte per far rispettare i diritti fondamentali di loro figlio. Questa sentenza è una sconfitta per tutti coloro che credono che il diritto debba proteggere i più deboli.

Come hanno reagito i genitori alla sentenza?
I genitori di Vincent sanno che i loro avvocati non si arrenderanno, sono sostenuti e accompagnati. Certo, il colpo è duro da incassare.

Perché se i genitori di Vincent vogliono occuparsi di lui, c’è una parte della famiglia che vuole che muoia?
Perché un medico è riuscito a convincere la moglie di Vincent che lui non può più fare progressi e che sarebbe meglio «lasciarlo partire». In realtà, non se ne sa assolutamente niente. Il dottor Kariger è un geriatra, uno specialista di persone in fin di vita e non uno specialista di persone cerebrolese come Vincent.

Il destino di Vincent ora è segnato? A breve morirà di fame e di sete?
No, non tutto è finito. La partenza dall’ospedale di Reims del dottor Kariger incide sulla decisione di interrompere o meno l’alimentazione. Ora secondo noi bisogna prendere una nuova decisione medica. Inoltre, i progressi di Vincent nella deglutizione dovrebbero ormai essere presi in considerazione. Infine, noi abbiamo richiesto che Vincent sia trasferito in un altro ospedale. Questa sarebbe una buona cosa. Aspettiamo di sapere cosa intende fare l’ospedale di Reims.

L’opinione pubblica francese cosa ne pensa?
Se devo essere sincero, ci sono state meno reazioni davanti alla sentenza della Corte che davanti al filmato che abbiamo deciso di diffondere. E questo è indicativo: noi ci siamo resi conto che molte persone non sapevano davvero come stava Vincent. Alcuni pensavano che lui non avesse più attività cerebrali, altri che fosse in coma, altri ancora che avesse tubi che lo collegano a ogni sorta di macchina o che soffrisse. In realtà, niente di tutto ciò è vero. Ecco perché abbiamo diffuso il filmato: perché tutto il mondo potesse vedere.

Che cosa ha scandalizzato i francesi di quel video?
In tanti hanno scoperto che faccia ha Vincent. Ora, è più facile accettare di far morire qualcuno se non lo si è mai guardato in faccia. Ma quando si vede con i propri occhi, e quando si vede qualcuno stare come non ci si immaginava, allora c’è una presa di coscienza forte. Il dibattito si è subito focalizzato sul fatto se fosse o meno necessario sfocare gli occhi di Vincent. Ma è un dibattito fasullo. È come se un bambino vi mostrasse con il dito qualcuno che sta per affogare nel fiume vicino e voi lo rimproveraste perché ha il dito sporco. Voi guardate, ma non volete vedere. È più grave che qualcuno uccida Vincent piuttosto che qualcuno faccia vedere il suo volto. Ma oggi si preferisce farlo morire senza troppo rumore.

Voi che cosa chiedete?
Noi vogliamo che Vincent sia trasferito in un altro ospedale per essere meglio curato. I suoi progressi nella deglutizione dimostrano che può migliorare anche in modo autonomo. Bisogna quindi aiutarlo a migliorare ancora di più. Inoltre, dove si trova ora, non viene curato nel modo corretto. Lui dovrebbe beneficiare di una sedia a rotelle per poter uscire dalla sua camera. E non ce l’ha. Dovrebbe poter fare la fisioterapia. Ma gliela negano da due anni, da quando il suo medico ha deciso che doveva morire.

Ma un uomo come Vincent Lambert può vivere una «vita degna»?
Prima di tutto è importante riconoscere Vincent nella sua dignità di essere umano handicappato. Un medico, invitato dal dottor Kariger per riflettere sul caso di Vincent, ha dichiarato alla stampa: «Vincent non è più una persona, è cancellato». Una frase del genere, soprattutto se esce dalla bocca di un medico, è inaccettabile, è un vero scandalo! Vincent è ancora una persona, è un handicappato e deve essere trattato come una persona handicappata. La dignità, quindi, non riguarda prima di tutto un modo di vivere ma l’essere rispettati per come si è: cioè un essere umano. Insomma, la dignità non è prima di tutto un diritto per Vincent, ma un dovere per chi sta attorno a lui.

E dal punto di vista di Vincent, invece?
Considerando le cose dal suo punto di vista, direi: Vincent ha il diritto di continuare a essere circondato di affetto. Vincent ha il diritto di ascoltare la voce di sua figlia e dei suoi cari. Vincent ha il diritto di essere amato.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •