Jessen, sopravvissuta all’aborto: «Chi difendeva i miei diritti di donna?»

Pubblichiamo un filmato in cui Gianna Jessen, sopravvissuta a un aborto salino, parla al Parlamento di Victoria (Australia): «So di essere odiata perché annuncio la vita. Sono costretta a dire questo: se l’aborto è una questione di “diritti della donna” dov’erano i miei? Non c’e nessuna femminista che protesta perché i miei diritti sono stati violati?»

Di lei la beata madre Teresa di Calcutta diceva: «Dio sta usando Gianna per ricordare al mondo che ogni essere umano è prezioso per Lui. È bello vedere la forza dell’amore di Gesù che Egli ha riversato nel suo cuore. La mia preghiera per Gianna, e per tutti quelli che la ascoltano, è che il messaggio dell’amore di Dio ponga fine all’aborto con il potere dell’amore».

Gianna Jessen è una bambina scampata all’aborto salino, che corrode il feto in grembo alla madre. E da più di dieci anni è impegnata a raccontare a tutti la sua storia. Pubblichiamo il video di una delle testimonianze più toccanti fatte davanti al Parlamento dello Stato del Victoria in Australia. Le sue parole, pronunciate nel 2008, ma diffuse solo recentemente, suonano fortissime e provocatorie anche per gli anti abortisti.

So «che viviamo in un periodo in cui è del tutto politicamente scorretto nominare il nome di Gesù Cristo in posti come questo, di portarLo in incontri come questo perché il Suo nome può mettere le persone terribilmente a disagio, ma io non sono sopravvissuta per mettervi a vostro agio». La Jessen racconta poi la sua sofferenza e la sua «battaglia tra la vita e la morte», che sa essere molto “scorrette”: «Io non cerco di essere odiata ma so di esserlo perché annuncio la vita». E conclude: «Sono costretta a dire questo: se l’aborto è una questione di “diritti della donna” dov’erano i miei? Non c’e nessuna femminista che protesta perché i miei diritti sono stati violati e la vita viene soffocata nel nome dei “diritti delle donne”?».

La donna ha poi argomentato la follia di chi crede che sia bene uccidere i bambini deboli o cosiddetti difettosi. E ha ricordato a tutti che non siamo fatti per il comodo «né per girare la testa quando sapete che l’omicidio è un crimine e non fate niente a riguardo». Infine mentre la Jessen concludeva – dicendo che «è tempo di schierarsi, Victoria è giunto il momento. Dio vi assisterà» -, tutta l’aula si alzava in piedi ad applaudirla.