Venezuela, tensione altissima. Un milione in piazza. Maduro: «Golpisti, tutti in galera»

Nel paese uno su tre è ridotto in miseria. Grande manifestazione in vista del referendum contro il presidente. Che risponde con arresti, minacce e censura

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Articolo tratto dall’Osservatore Romano – Un milione di persone attese in piazza nella capitale e tensione altissima in Venezuela. È il giorno della manifestazione organizzata dall’opposizione per promuovere il referendum contro il presidente Nicolás Maduro. L’iniziativa è stata intitolata la “Presa di Caracas” dal Tavolo di unità democratica, ovvero la coalizione di opposizione (Mud). Il presidente Maduro ha definito «golpisti» i suoi avversari. A maggio scorso nel Paese è stato proclamato lo stato di emergenza economica.

Da ieri sera tutti gli autobus che collegano Caracas con le principali città del Venezuela hanno sospeso il servizio, mentre i giornali locali informano che i passeggeri che si dirigono verso la capitale vengono sottoposti a severi controlli da parte degli uomini della Guardia nazionale e della polizia politica, Sebin.

Maduro ha annunciato «mano dura contro i golpisti», promettendo che «finiranno tutti in galera». Da giorni si moltiplicano gli arresti di dirigenti oppositori, come l’ex sindaco di San Cristóbal, Daniel Ceballos, accusato di approfittare degli arresti domiciliari per «organizzare la violenza di piazza», o Yon Goicoechea, un militante antichavista, accusato di trasportare materiale esplosivo. La stampa internazionale non potrà coprire la manifestazione a causa di un cambiamento all’ultimo minuto delle regole per l’accredito. E così un’équipe del canale news arabo Al Jazeera è stata bloccata ieri all’aeroporto della capitale.

I responsabili dell’opposizione hanno sottolineato di non voler cadere in provocazioni di nessun tipo e di voler mantenere i manifestanti alla larga dal Palacio de Miraflores, sede dell’Esecutivo.

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Nei mesi scorsi sono state presentate le firme per la convocazione di un referendum revocatorio del presidente della Repubblica, come previsto dalla Costituzione. Visti i ritardi del Consiglio nazionale elettorale e le pressioni del Governo di Maduro, è stata organizzata la manifestazione a Caracas. Il Governo ha l’obiettivo di prorogare il voto fino all’anno prossimo perché in quel caso, se Maduro viene sfiduciato nel 2017, comunque il suo mandato viene completato dal vicepresidente nel 2019. Ma se il referendum si svolge entro la fine del 2016, vengono convocate nuove elezioni.

Secondo un recente rapporto dell’Istituto nazionale di statistica del Venezuela, la povertà nel Paese sudamericano affligge quasi 2,5 milioni di persone (il 33,1 per cento della popolazione) e di queste oltre 600.000 vivono in condizioni di povertà estrema. Nel 2015 appena l’8,4 per cento dei venezuelani vivevano in condizione di povertà. Attualmente mancano alla popolazione alimenti e medicine e negli ospedali manca il materiale chirurgico.

Foto Ansa/Ap

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