Veltroni, la Bindi e il caso Sofri

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Vuolter Veltroni, mezzo-sinistro, mezzo-destro, praticamente democratico…

Martedì 26, con 266 sì, 153 no e 28 astenuti la Camera ha approvato la legge sulla procreazione medicalmente assistita. Il testo approvato prevede l’apertura delle tecniche alle coppie di fatto, la possibilità di adottare gli embrioni “orfani” (per i quali sarà creato un registro), il divieto di congelamento dell’embrione e quello di ricorrere a tecniche di procreazione di tipo eterologo, cioè con gameti non appartenenti alla coppia. Per i medici che tenteranno la strada eterologa le sanzioni sono state inasprite con pene che vanno dai tre ai dieci anni. Proprio su questo punto si sono accese aspre polemiche, particolarmente all’interno della maggioranza dove i popolari hanno votato sì alla legge e Ds, comunisti, Verdi hanno votato no. Walter Veltroni, segretario dei Ds, ha immediatamente commentato che “questo testo non sarà mai legge dello Stato” e in un lungo corsivo pubblicato sul Corriere della Sera di venerdì ha spiegato che “il testo originariamente proposto all’esame dell’aula (quello proposto dall’ex relatrice diessina Marida Bolognesi poi dimessasi, ndr) rappresenta a nostro avviso un riuscito tentativo di sintesi tra esercizio della responsabilità normativa, senso del limite della politica e del diritto, salvaguardia della laicità dello Stato e dell’autonomia delle coscienze. (…) L’introduzione di un drastico divieto di ricorso alla fecondazione eterologa (un divieto sconosciuto al resto del-l’Europa e in contrasto con l’ormai consolidata esperienza italiana) ha travolto il difficile equilibrio raggiunto. (…) Perché una coppia italiana che vive l’angoscia della sterilità dovrebbe vedersi negati strumenti terapeutici concessi a un’analoga coppia francese, tedesca o spagnola? Perché dovremmo dar vita a una condizione in base alla quale coppie più agiate potrebbero andare all’estero per risolvere i loro problemi di sterilità, diversamente dalle altre più povere alle quali questa opportunità sarebbe invece negata? Ma quel che risulta meno sopportabile, agli occhi di una larga parte del Paese, è la concezione invasiva (e perciò stesso illiberale) della politica e del diritto, sulla quale si fonda il testo approvato dalla Camera. E la conseguente prevaricazione da parte di una maggioranza (dato e non concesso che su temi come questi le maggioranze parlamentari rispecchino quelle popolari), nei riguardi della libertà di coscienza di una (presunta) minoranza”.

Strano concetto di democrazia quello di Veltroni: la maggioranza è democratica, legittimata e certa quando è la sua; prevaricante, illegittima e discutibile quando è a lui avversa. Ancora più democratico ci pare il principio secondo cui si arroga lui il diritto di decidere su quali argomenti, e quali no, la maggioranza parlamentare rispecchi la volontà popolare. E perché mai su un argomento tanto delicato come la fecondazione artificiale si invoca l’uniformità legislativa con gli altri paesi Ue – ma non era l’Europa dei popoli quella che si voleva costruire? Ed è evidente che il nostro popolo ha tradizioni culturali e storiche diverse da svedesi e inglesi per cui su simili materie esprime concezioni differenti su materie con risvolti culturali meno marcati ed evidenti benefici oggettivi, quali la parità scolastica per esempio, la difformità e l’arretratezza legislativa che ci caratterizza vengono non solo tollerate, ma addirittura difese? Misteri del veltronismo.

e Rosy Bindi, cattolica senza posizione Lo stesso schieramento parlamentare ha votato un ordine del giorno proposto da An e Forza Italia che chiede al governo di rivedere la legge 194 sull’aborto definita obsoleta e non in linea con le moderne acquisizioni tecnico-scientifiche per cui oggi un feto ha possibilità di vita autonoma anche al 5° mese di gestazione. In proposito il commento del ministro della Sanità, la cattolica Rosy Bindi è stato: “Se il parlamento ritiene di dover rivedere la normativa lo faccia, ma il governo non prenderà posizione, così come non lo farà sulla legge che regola la fecondazione assistita”.

Rosy Bindi è la versione cattolica di Veltroni: per sforzarsi di tenere insieme le identità di tutti ha finito per perdere la propria.

Processo Sofri: nuovo giudizio di ammissibilità
per la revisione Giovedì 27 maggio, la quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato di Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi e ha annullato con rinvio l’ordinanza con la quale la corte d’appello di Brescia aveva dichiarato inammissibile l’istanza per riaprire il processo all’ex leader di Lotta continua e ai suoi compagni. Adesso spetterà ai magistrati d’appello di Venezia valutare l’ammissibilità della richiesta avanzata dai legali di Sofri, Pietrostefani e Bompressi, fondata sulla presentazione di nuove prove, e dunque se può essere riaperto il processo. Se i giudici veneziani dovessero ancora una volta dichiarare inammissibile la revisione, i tre ex militanti di Lc potrebbero tornare ad impugnare la decisione e riportare il caso davanti alla corte di Cassazione. Se invece Venezia decidesse per l’apertura di un nuovo processo questo si svolgerebbe secondo le regole del processo d’appello.

Non è mai troppo tardi. Adesso, dopo dieci gradi di giudizio, solo un ragionamento giuridico insensato, potrebbe suggerire alla corte d’appello di Venezia la negazione della revisione del processo.

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