Veloce come il vento. Fast & Furious in salsa romagnola

Il film di Matteo Rovere quasi non sembra italiano

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Una giovane pilota e il fratello tossico a caccia della gara perfetta nel campionato italiano GT

Non sembra un film italiano questo Fast & Furious in salsa romagnola. Non lo sembra davvero. Gran bella fotografia, montaggio frenetico, regia pulita e una storia, forse risaputa, ma coinvolgente. C’è una ragazza, giovane e col sogno di vincere il campionato di automobilismo anche per salvare la famiglia dai debiti.

Ci si mette di mezzo la sorte beffarda che gli mette davanti un fratello derelitto, stordito dalla droga ma forse ancora capace di riscatto. Bel film che guarda alle storie semplici d’oltreoceano. Ha un buon cast con un Accorsi (per chi scrive piuttosto insopportabile in altre prove) qui finalmente in parte, in un ruolo sofferto e complicato.

Ma è il progetto a convincere di più: fare un film d’intrattenimento con contenuti non banali che guarda al cinema internazionale e ha un linguaggio moderno lontanissimo dalle pedanterie di certo cinema italiano impegnato.

Foto Ansa


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