L’ultima del M5S: «I genitori parcheggiano male fuori da scuola? Un voto in meno in condotta ai figli»

Due consiglieri del comune di Thiene si fanno ausiliari del traffico per risolvere il problema delle soste in doppia fila. il sindaco: «Un assurdo amministrativo, giuridico e pedagogico»

imageIl 2014 pentastellato si apre con una proposta a dir poco originale degna dei fasti grillini dell’anno appena chiuso. A Thiene, in provincia di Vicenza, i consiglieri comunali Alessia Gamba e Orazio Comberlato si sono fatti avanti direttamente al sindaco Casarotto, con un’interrogazione per tentare di risolvere il problema delle tante infrazioni stradali che genitori e parenti compiono all’esterno delle scuole frequentate dai figli. E, forse ispirati dal biblico verso che annuncia che «le colpe dei padri ricadranno sui figli», hanno chiesto che ad essere puniti siano anche gli studenti, da penalizzare con un voto in meno in condotta qualora al mattino chi li porta a scuola incorra in oltraggi al codice della strada.

GLI INGORGHI FREQUENTI. D’altronde nel piccolo comune veneto i disagi causati dalle auto fuori dalle scuole è un problema annoso: troppo spesso capita, come ha spiegato la stessa Alessia Gamba al Giornale di Vicenza, che genitori, parenti o nonni invadano spazi per disabili, piste ciclabili o attraversamenti pedonali per portare in tutta fretta i propri ragazzi a scuola. Le vetture tante volte finiscono in zone di rimozione forzata, oppure in doppia fila, creando ingorghi e confusione. La giovane consigliera comunale in queste settimane ha monitorato con perizia la situazione, facendosi trovare più di una volta fuori dagli istituti del paese armata di penna e block notes per segnarsi tutte le infrazioni più ricorrenti. E così, assieme al “concittadino” Comberlato, hanno pensato alla proposta.

L’IDEA ARRIVA DA CINA E GIAPPONE. I due consiglieri precisano che l’idea non è tutta loro, ma è ispirata da Stati dove viene già applicata con fortuna, ossia Cina e Giappone. Il sindaco però ha respinto l’interrogazione, definendola «originale» e spiegando che sarebbe «un assurdo amministrativo, giuridico e pedagogico».