Varato il pacchetto anticrisi, via libera alle liberalizzazioni – RS

Il governo vara il pacchetto anticrisi: si alle liberalizzazioni delle professioni e alla vendita di edifici pubblici, nessuna patrimoniale né prelievi forzosi sui conti concorrenti. Il ministro Rotondi annuncia: «tutto ciò che è stato scritto nella lettera inviata in Europa sarà legge»

Via libera alle liberalizzazioni delle professioni e alla vendita di edifici pubblici, esclusi patrimoniale e prelievi forzosi sui conti concorrenti. Il consiglio dei Ministri metterà queste misure in un emendamento alla legge di stabilità dopo la frenata del Quirinale all’ipotesi decreto sul pacchetto anti-crisi. Intanto va in scena una nuova lite tra Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti. Cinque ore di vertice con i fedelissimi. Poi la direzione del Pdl, infine, il consiglio dei ministri. Una corsa contro il tempo per il pacchetto misure anticrisi, per Silvio Berlusconi, ma anche per Giorgio Napolitano che ha aperto le porte del Quirinale per una serie di consultazioni informali con i leader delle opposizioni, il ministro Giulio Tremonti, e ha rimandato a oggi gli incontri con Lega e Pdl. E, così, a fine giornata, le misure restano, più o meno, quelle indicate nella lettera inviata in Europa. Il ministro Rotondi anticipa che «tutto ciò che è stato scritto nella lettera inviata in Europa sarà legge», mentre Paolo Romani spiega che tra le norme «non c’è un prelievo sui conti correnti». (La Stampa, p.2)

 

Nessun prelievo forzoso sui conti correnti, né patrimoniale. Il governo del consiglio dei ministri, dopo un intero pomeriggio di indiscrezioni e ipotesi tra decreto o maxi emendamento alla legge di stabilità in discussione al Senato, imbocca la seconda strada (anche per la contrarietà del Colle al decreto legge) con il via libera, tra l’altro alla vendita del patrimonio pubblico, alle misure sul trasporto locale e qualche cenno alle liberalizzazioni. Disappunto totale della Lega che con il ministro Caldelori attacca: «Decreto legge alla memoria: quando si calano le brache bisogna stare molto attenti a coprirsi le spalle perché svolazzano i temuti uccelli paduli…». (La Stampa, p.2)

 

L’imperativo per il governo è arrivare a Natale. Poi, con l’anno nuovo, in caso di crisi di governo o di fiducia del Parlamento, il Presidente della Repubblica indica nuove elezioni. E’ questa la tabella di marcia che il segretario del Pdl, Angelino Alfano, ha dettato ai suoi all’ufficio di presidenza del partito riunito ieri a Palazzo Grazioli. Secondo Alfano c’è una «congiura» contro il Pdl per «attirare una decina di deputati» e tentare un «governo del ribaltone». Il segretario pronostica lo sciogliemnto di un partito per costruire «fintamente» un’area di moderati che attiri transfughi del Pdl con un nuovo nome e un simbolo nuovo. (La Stampa, p. 2)