Lettere al direttore

Una “moratoria Castellina” per il sesso insegnato a scuola

Di Emanuele Boffi
15 Novembre 2025
Il ministro Valditara ha fatto bene a intervenire con veemenza in aula per respingere le “balle” della sinistra sui “corsi all’affettività”
Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara durante il suo intervento nell'Aula della Camera sul provvedimento sul consenso informato, Roma, 12 novembre 2025 (Ansa)
Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara durante il suo intervento nell'Aula della Camera sul provvedimento sul consenso informato, Roma, 12 novembre 2025 (Ansa)

Ogni occasione, per la sinistra, è buona per attaccare la famiglia. È bene che sappia, questa sinistra dal nome oramai obsoleto, che attaccare la famiglia significa attaccare la “Costituzione più bella del mondo”, di cui siamo costretti a ricordare la lettera (che è sostanza) di qualche articolo. L’articolo 29, infatti, afferma che «la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale (quindi essa viene prima di ogni altra istituzione, ndr) fondata sul matrimonio». L’articolo successivo e cioè l’articolo 30, questo grande dimenticato da tutta la politica, afferma un principio che peraltro è confermato da tutte le dichiarazioni a favore dei diritti umani, con queste chiarissime parole: «È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio». La Costituzione, cioè, riconosce ai genitori e solo a loro il di ritto di educare ed istruire i figli: chi mette in dubbio questo principio mette in dubbio il valore della Costituzione. L’articolo 31, poi, impone alla Repubblica, cioè a tutte le istituzioni dello Stato italiano, di fare in modo che la famiglia possa esercitare i propri diritti e i propri doveri, in base all’affermato principio di sussidiarietà.

Fatto questo breve ripasso di diritto costituzionale, non si può non rimanere amaramente stupiti per l’atteggiamento tenuto in questi giorni in Parlamento da parte di una sinistra che, in modo e misura molto scomposti, si sta opponendo a che la famiglia venga preventivamente informata dalla scuola circa iniziative extracurriculari che riguardino, in particolare, il delicatissimo tema dell’affezione e del comportamento sessuale. Già la rete di “Ditelo sui tetti” si è efficacemente espressa per affermare il diritto della famiglia a vigilare costantemente circa l’educazione dei propri figli, difendendo anche il coraggioso comportamento tenuto dal ministro Valditara e non posso che manifestare il totale sostegno a tale posizione e la solidarietà al ministro. La sinistra, in pratica, vorrebbe che fosse lo Stato a dettare l’educazione dei comportamenti sessuale, cioè sostiene una posizione che, nella storia, è stata affermata sempre e solo dai regimi totalitari, che vogliono essere gli indiscussi monopolisti di ogni tipo di educazione. Ma la Costituzione dice una cosa diversa: dice che il diritto ad educare i figli spetta ai genitori e, ripeto, solo a loro. Quindi, essi hanno il sacrosanto diritto/dovere di essere resi partecipi di ogni iniziativa educativa che riguardi i propri figli e la scuola non è esente dal rispettare questa impostazione. Se la scuola, cosa su cui non sono d’accordo, deve proprio intromettersi nell’educazione affettiva, non può non farlo rispettando il diritto dei genitori, cioè della famiglia. A mio parere, sarebbe meglio che la scuola non introducesse questo tipo di insegnamento durante il tempo delle proprie lezioni, perché si tratta di un argomento che dovrebbe essere lasciato alla esclusiva competenza della famiglia, anche per rispettare con delicatezza il cammino dei figli, che hanno bisogno, in un tema così sensibile, una gradualità che le lezioni scolastiche non potrebbero rispettare. So che dicendo questo mi attirerò qualche giudizio negativo in più, ma tant’è: sento l’obbligo morale e giuridico di non sottrarmi alla ragionevolezza realistica di cui la natura ci attrezza. Natura e Costituzione, in questo caso, dovrebbero essere alleate tra di loro, per il bene dei nostri figli e dei nostri nipoti. Ma, almeno, ripassiamo un po’ tutti il contenuto vero della nostra Costituzione, se vogliamo rimanere democratici e rispettosi della libertà delle nostre perseguitate famiglie.
Peppino Zola

Concordo su tutto, caro Peppino, e il ministro Valditara ha fatto benissimo in Parlamento a chiamare le cose con il loro nome (le balle sono balle, altroché). E propongo una “moratoria Castellina” su questo tema («Ma che cos’è tutto questo parlare di sesso?»). Ci ritorneremo anche sul numero di dicembre del mensile, con articoli di Giojelli e Cesana.

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