Biden sventola il rosario per cancellare la libertà religiosa

I giornali americani adorano vedere il «buon cattolico» Biden rivendicare di continuo la sua fede per distruggere tutto ciò che le sta a cuore

biden stati uniti

Se eletto, «Joe Biden ferirà Dio e ferirà la Bibbia». Quando Donald Trump con la consueta intemperanza stilistica ha pronunciato queste parole ad agosto è stato subissato di critiche dai media americani. Il magazine gesuita America ha esaltato il candidato democratico alla presidenza come un cattolico che «porta sempre il rosario dovunque vada», il Washington Post ha sottolineato che Biden «tiene sempre il suo rosario in tasca», un po’ come il vituperato Matteo Salvini, e perfino la rivista Rolling Stone, che non è mai stata tenera con i cattolici, si è convertita sulla via democratica elogiando l’uomo che ha sempre un rosario attorcigliato al polso.

NON SEMPRE SVENTOLARE ROSARI È PECCATO

La narrazione del “buon cattolico” che non dice o promette nulla di cattolico, contro il cattivo cristiano che dà ai cattolici quello che vogliono solo per becera convenienza politica, è ormai usurata negli Stati Uniti e in Europa. Ma viene riproposta di continuo. Come veniva ricordato in questo nostro articolo di febbraio, Biden abusa del suo status di cattolico e i suoi spot elettorali pullulano di immagini mentre prega, chiacchiera con i preti, siede in chiesa, conciona dal pulpito, accoglie papa Francesco negli Stati Uniti (in occasione della sua visita del 2015) e lo va a trovare in Vaticano (nel 2016). Quando serve alla causa liberal, insomma, sventolare i rosari è tutt’altro che un peccato o un insulto alla laicità.

Tralasciando la sua posizione radicale sull’aborto e altri temi etici, per non parlare di quella della vicepresidente annunciata Kamala Harris, anche sul nuovo campo di battaglia della libertà religiosa la posizione di Biden fa a pugni con la sua ostentata (anche se sempre in modo intelligente) fede.

IL FEELING TRA BIDEN E LE SUORE

Nessuno dimentica ovviamente che gli Stati Uniti non sono l’Europa e che non è certo inusuale che la fede entri in politica, ma in uno degli ultimi spot del candidato democratico, tutto incentrato sul suo essere «un cattolico irlandese cresciuto dalle suore», Biden viene ritratto mentre parla con alcune religiose cattoliche a Roma, in piazza San Pietro, e le definisce «donne adorabili» che simboleggiano «l’unico modo per rendere il mondo migliore e più sicuro: custodire i propri fratelli». Il messaggio, inutile dirlo, è rassicurante, empatico e assolve perfettamente il suo scopo.

Quando però si cala nel concreto delle scelte politiche questa predilezione di Biden per la fede e le suore, cominciano i problemi. Dov’era infatti l’allora vicepresidente degli Stati Uniti quando Barack Obama, con il suo famoso “contraceptive mandate”, imponeva nel 2013 a tutti i datori di lavoro di fornire ai propri dipendenti assicurazioni sanitarie dotate di coperture per contraccettivi e farmaci abortivi?

BIDEN E IL “CONTRACEPTIVE MANDATE”

Da quella scelta, avallata anche da Biden, ne è nata una delle cause più famose della storia americana per quanto riguarda la difesa della libertà religiosa, quella delle Little Sisters of the Poor. Le suorine hanno sfidato in tribunale il presidente americano e il suo vice, e dopo sette anni l’hanno avuta vinta dalla Corte suprema a luglio.

Se Trump, nel 2017, da pessimo credente ha deciso di concedere l’esenzione dell’obbligo a «enti e individui che oppongono obiezione sulla base di sincere convinzioni religiosi», il buon cattolico Biden ha proposto, come nota il Wall Street Journal, di ripristinare il “contraceptive mandate”. E l’ammirazione per quelle «donne adorabili» che si prendono cura del prossimo e non vogliono pagare per sopprimerlo? Può andare a farsi benedire, ovviamente.

UN CANDIDATO CONTRO LA LIBERTÀ RELIGIOSA

Le esenzioni a leggi e regolamenti federali nel nome della libertà religiosa, per i democratici, non sono altro che strumenti che «permettono a imprese, medici e organizzazioni che forniscono servizi sociali di discriminare». Sono anni che il vero terreno di battaglia si è spostato dalle leggi sui temi etici più spinosi a ciò che dà vita a quelle battaglie: il diritto a esercitare la libertà di coscienza e la libertà religiosa.

Mentre Biden sventola il rosario e se lo porta sempre dietro, in tasca o al polso, promette in realtà di combattere contro entrambi i diritti nel nome di principi come “salute riproduttiva”, “uguaglianza”, “inclusione” e ovviamente “non discriminazione”. Il candidato democratico è abile dal punto di vista comunicativo e sa come vendere la sua fede. Al di là delle réclame, però, chi lo vota sa anche già che cosa compra davvero.