I giudici americani tornano a processare la coscienza delle Piccole suore dei poveri

Bloccata l’esenzione per motivi di credo dall’obbligo di offrire ai dipendenti coperture assicurative per contraccettivi e aborti. La guerra totale a Trump rischia di travolgere la libertà religiosa

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Una residenza delle Little Sisters of the Poor (Piccole sorelle dei poveri)

Non c’è pace per le Little Sisters of the Poor, le Piccole sorelle dei poveri che per non dover tradire la propria coscienza sono state costrette a battersi per lunghi anni nei tribunali d’America (fino alla Corte suprema) contro il cosiddetto “contraception mandate”, la misura introdotta con la riforma sanitaria di Obama che impone ai datori di lavoro di offrire ai dipendenti coperture assicurative comprensive di contraccettivi e farmaci abortivi.

L’interminabile battaglia delle suorine sembrava essere finalmente vinta quando l’amministrazione Trump ha deciso di concedere l’esenzione dall’obbligo a «enti e individui che oppongono obiezione sulla base di sincere convinzioni religiose». Ebbene, adesso due giudici in California e in Pennsylvania, informa la Catholic News Agency, hanno deciso di rimettere in discussione la libertà di coscienza delle religiose bloccando le nuove regole volute di Trump. E così le Piccole sorelle dei poveri dovranno tornare in tribunale per ottenere l’annullamento dell’ingiunzione.

I RICORSI

A riaprire lo scontro giudiziario, spiega sempre la Cna in un altro articolo, sono stati i procuratori generali dei due stati in questione, rispettivamente Xavier Becerra e Josh Shapiro, convinti che le suore non dovrebbero godere del diritto all’esenzione dalla norma. Il ricorso del californiano Becerra è scattato subito dopo l’annuncio della concessione da parte dell’amministrazione Trump. In seguito altri 13 stati si sono uniti nella causa contro le Piccole sorelle, che per altro in questi anni non sono state affatto l’unico ente religioso a opporsi al contraception mandate: i casi nel tempo sono diventati centinaia.

OBAMA SÌ, TRUMP NO?

Quanto al ricorso partito da Shapiro (Pennsylvania), appare emblematico questo episodio avvenuto durante l’udienza di giovedì, riferito alla Cna da Lori Windham del Fund for Religious Liberty, avvocato delle Piccole sorelle dei poveri:

«”Ho chiesto alla Pennsylvania perché mai fosse sbagliato da parte dell’amministrazione Trump istituire questa regola a protezione delle Piccole sorelle e di altri, ma non fosse sbagliato che l’amministrazione Obama avesse introdotto una serie di regole per realizzare l’obbligo”, ha spiegato la Windham. Gli avvocati dello stato, racconta, hanno tentato di spiegare la differenza tra le due cose, e poi hanno provato a cambiare argomento».

IL RAMMARICO DELLE RELIGIOSE

Prima della svolta impressa da Trump, alle Piccole sorelle dei poveri non era stato riconosciuto il diritto all’obiezione di coscienza perché gli impiegati e gli ospiti delle strutture di accoglienza della congregazione (destinate principalmente agli anziani) non sono esclusivamente cattolici. Ha commentato per le religiose madre Loraine Marie Maguire: «Non abbiamo mai cercato questo scontro, e ci dispiace che dopo una lunga battaglia legale non sia ancora finito. Preghiamo di poter di nuovo dedicare le nostre vite al ministero del servizio agli anziani, come abbiamo fatto per oltre 175 anni senza mai essere costrette a violare la nostra fede».

Foto Ansa

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