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Il miracolo della cura nel Venezuela devastato dal terremoto

Di Annalisa Teggi
02 Luglio 2026
Almeno 1.943 morti, più di cinquemila feriti e migliaia di dispersi. Ma a tanti giorni dal sisma c'è ancora chi scava e dice ai sopravvissuti come Dayana sotto le macerie: «Ti ho trovato, e ti prometto che non me ne andrò finché non ti avrò tirato fuori»
I soccorritori in Venezuela continuano a cercare sopravvissuti tra le macerie del terremoto
I soccorritori in Venezuela continuano a cercare sopravvissuti tra le macerie del terremoto (foto Ansa)

Aumenta il bilancio delle vittime e non si fermano i soccorsi. Al Venezuela colpito dal terremoto tocca stare dentro un’antitesi che ritorna in ogni calamità: da una parte l’indifferenza della forza distruttiva, dall’altra la lotta umana della cura dentro il disastro. Il Venezuela «in cerca di miracoli» L’evento sismico del 24 giugno 2026 si è concentrato in una doppia scossa: una di magnitudo 7,2, seguita circa 39 secondi dopo da una di magnitudo 7,5. Gli esperti parlano di una sequenza rara e complessa, avvenuta su faglie trascorrenti tra la placca caraibica e quella sudamericana. La zona più colpita è La Guaira; le scosse di assestamento continuano a complicare gli interventi di soccorso. Secondo l’ultimo bilancio ufficiale, le vittime sono almeno 1.943, i feriti oltre 5 mila, mentre almeno 16 mila persone sono rimaste senza casa. Nei registri online aperti dai cittadini circa 45 mila persone risultano ancora non rintracciate: un dato da maneggiare con cautela, perché non equivale a...

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