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Un anno di guerra in Ucraina. «Anche l’Occidente ha le sue responsabilità»

Di Leone Grotti
24 Febbraio 2023
«Siamo in una situazione di stallo e nessuno cerca la via diplomatica. Per fare passi avanti anche noi dobbiamo riconoscere i nostri errori. Dividere il mondo in democrazie e autocrazie è pericoloso». Intervista ad Aldo Ferrari, storico, docente alla Ca' Foscari ed esperto dell'Ispi
Un carro armato russo distrutto in Ucraina durante la guerra

A un anno esatto dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia tutto fa credere che «questa guerra feroce proseguirà ancora a lungo. Nessuna delle due parti ha ottenuto un chiaro successo militare e nel campo internazionale non si intravedono le capacità e il desiderio di impostare una via diplomatica in maniera seria». Così lo storico Aldo Ferrari, docente all'università Ca’ Foscari di Venezia e responsabile per l'Ispi del programma di ricerca su Russia, Caucaso e Asia Centrale, analizza parlando con Tempi il conflitto che da un anno sconvolge l'Europa e il mondo. Il capo di Stato maggiore delle forze armate Usa, Mark Milley, continua a ripetere che né Russia né Ucraina «possono vincere militarmente sul campo». Servirebbe un accordo diplomatico, ma non se ne vedono i presupposti. Un accordo sarebbe la strada più auspicabile perché porrebbe fine a questo conflitto. Ma è chiaro che per arrivare a un compromesso le parti devono cedere qualcosa, altrimenti la pace può essere raggiunta...

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