Ultime da Palermo, scuola e lotta allo statalismo

La settimana dei fatti non separati dalle opinioni 43

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Il caso Lo Forte-De Donno e delle coop Ros Il procuratore capo di Caltanissetta Giovanni Tinebra, a proposito della vicenda De Donno-Lo Forte, in una memoria ha giudicato corretto l’operato dei Ros (Reparti operativi speciali) e di Giuseppe De Donno e, al contrario, duramente criticato l’operato del pm palermitano Guido Lo Forte. L’ex ufficiale dei Ros De Donno, per dieci anni, ha sostenuto di aver redatto un dossier su mafia e appalti su richiesta di Giovanni Falcone cui sarebbe stato consegnato nel 1991. La documentazione conteneva investigazioni approfondite sull’intreccio mafia, appalti e politica, ma la procura palermitana, e in particolare Lo Forte, non lo avrebbero mai preso in considerazione. Inoltre, Angelo Siino, allora “confidente” di De Donno e uomo di Totò Riina, aveva detto allo stesso ufficiale dei carabinieri che il contenuto del dossier era stato anticipato ad alcuni politici, tra cui Salvo Lima, e imprenditori proprio dal pm Lo Forte. Pertanto, dal 1997, quando Siino ha cominciato a collaborare ufficialmente, la procura di Caltanissetta sta cercando di chiarire se i Ros del generale Mario Mori hanno calunniato Guidi Lo Forte o se, effettivamente, la condotta del magistrato è censurabile.

Richiedendo quindi la vicenda una certa chiarezza, non si capisce perché il procuratore aggiunto di Caltanissetta Paolo Giordano e il sostituo Luca Tescaroli abbiano per ben due volte al Gip Gilda Loforti di chiudere l’inchiesta con l’archiviazione. Una prima volta la richiesta era giunta all’inizio dell’anno, ma il Gip Loforti aveva respinto chiedendo, semmai, ulteriori indagini su intercettazioni telefoniche, registrazioni dei colloqui tra De Donno e Siino e le audizioni trascurate di Giancarlo Caselli, Mori, Mario Nunzella, capo di stato maggiore dei carabinieri e di altri. Dopo ulteriori esami, è giunta però una seconda richiesta di archiviazione, ma la Loforti, nonostante siano trascorsi quattro mesi, non ha ancora deciso cosa fare e, anzi, inv iando l’incartamento al Csm, costretto così ad aprire un altro fascicolo su Lo Forte: il quale si sarebbe reso responsabile di gravi violazioni della deontologia professionali, accusa penalmente irrilevante perché prescritta, ma che potrebbero portare a uno spostamento di Lo Forte da Palermo.

Una seconda domanda riguarda il perché, dopo questa indagine, dopo un secondo faldone di 1200 pagine, ancora al centro di verifiche giudiziarie, consegnato dai Ros al procuratore di Napoli Agostino Cordova nel 1996 che ricostruiva presunti intrecci tra Pds, sistema delle coop rosse e appalti pubblici, e dopo un’ultima grande inchiesta consegnata da De Donno al procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Salvatore Boemi, riguardante gli appalti per i lavori pubblici di Reggio calabria e Gioia Tauro, sia arrivata la circolare Napolitano-Caselli a esautorare il reparto investigativo dei carabinieri del suo ruolo investigativo. E come mai giuseppe De Donno è stato trasferito a Santiago del Cile dove presta servizio dalla scorsa settimana? Pubblica dIstruzione burocratica Il ministero della Pubblica Istruzione ha inviato a tutte le istituzioni scolastiche una circolare, la 1943, composta di 5 pagine con allegata una scheda di altre 7, un fascicolo di spiegazioni per la compilazione di 4 pagine e un ulteriore fascicolo con le istruzioni per la codifica di 45 pagine. Si tratta della modulistica per la dichiarazione dei servizi prestati dal personale nel corso della loro carriera e dei titoli di studio in loro possesso: lo scopo sarebbe una “più semplice acquisizione delle informazioni occorrenti a questa amministrazione”. Secondo la circolare, la dichiarazione dovra essere compilata, codificata e quindi fotocopiata perché una copia resterà alla scuola e un’altra andrà ai provveditorati. Per la complessità dell’operazione, la circolare prevede anche che presso ogni scuola sia presente un impiegato che aiuti gli insegnanti nella compilazione dei moduli.

La Gilda degli Insegnanti si è presa lo sfizio di calcolare i costi dell’operazione ministeriale: 61 pagine inviate a 14.000 scuole fanno un totale di 854.000 fogli. A ogni dipendente dovranno essere distribuite le 7 pagine per le dichiarazioni dei servizi (senza contare le fotocopie aggiuntive dei singoli perché 8 righe saranno del tutto insufficienti a raccogliere i servizi dei docenti): 7×900.000=6.300.000 fogli; da moltiplicare per 2 (perché una copia resta alla scuola e una va al provveditorato) per un totale di 12.600.000 fogli. Sommando la circolare si arriva, con un calcolo per difetto, a 13.454.000 fogli. Calcolando (assai per difetto) 100 lire a fotocopia avremo un costo totale di 1 miliardo e 24 milioni e cinquecentomila lire. Più il costo delle ore perse dai 14.000 impiegati a disposizione degli insegnanti per la compilazione. Più le ore perse dagli stessi insegnanti. Il tutto per una sola circolare. Costi della burocrazia.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •