Trump ha l’occasione di «cambiare in profondità e per decenni l’America»

Il presidente deve scegliere chi nominare alla Corte Suprema al posto del dimissionario Kennedy: se sarà pro-life ci sarà per la prima volta dopo 45 anni una maggioranza in grado di ribaltare la sentenza sull’aborto

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Liberal e progressisti americani sono spaventati. Molto. E preoccupati anche. Lo si capisce da questo incipit “moderato” del New York Times: «Donald Trump, un bugiardo, bullo, donnaiolo amante degli autocrati, sta trasformando profondamente l’America in modo concreti e duraturo nel tempo, un modo che ha lasciato le persone perbene a bocca aperta, arrabbiate ed esasperate». La decisione comunicata ufficialmente mercoledì in una breve lettera del giudice Anthony Kennedy di dimettersi dalla Corte Suprema, dopo oltre 30 anni di onorato servizio, ha gettato nello sconforto e nel panico tutti coloro che vedevano nel magistrato di 81 anni nominato da Ronald Reagan un tassello fondamentale per difendere alcuni diritti civili ottenuti attraverso i tribunali come aborto e matrimonio gay.

SWING VOTE. La Corte Suprema americana è attualmente composta da quattro giudici di chiara fede conservatrice, quattro di credo progressista e Anthony Kennedy. Per quanto considerato essenzialmente un conservatore, Kennedy si è rivelato nell’ultimo decennio lo “swing vote” che ha concesso ai liberal le vittorie più importanti, appoggiando in modo decisivo la causa dei nuovi diritti. Non solo ha sempre impedito qualunque revisione della sentenza Roe v. Wade del 1973 (il suo parere è stato decisivo in particolare negli anni Novanta), quella che ha legalizzato l’aborto negli Stati Uniti, ma è stato suo il voto decisivo che ha spianato la strada all’imposizione delle nozze omosessuali in tutti gli Stati americani nella storica sentenza Obergefell v. Hodges.

TUTTO NELLE MANI DI TRUMP. A fine luglio Kennedy andrà in pensione e il suo successore dovrà essere nominato da Trump, che ha convinto milioni di americani a eleggerlo alla Casa Bianca promettendo di scegliere candidati esplicitamente pro-life. Se il presidente repubblicano rispetterà l’impegno preso, come già accaduto a febbraio dell’anno scorso quando ha nominato Neil Gorsuch per prendere il posto di Antonin Scalia, il Nyt prevede scenari apocalittici: «Se sei una donna, una minoranza, un immigrato, una persona Lgbt, i tuoi diritti potrebbero essere in pericolo; se sei anche solo una persona perbene che crede nell’estensione dell’uguaglianza, nel rispetto della libertà di scelta, dell’identità e dei diritti civili, la tua visione di America è in pericolo». Perché, continua, «i tribunali sono un’assicurazione politica nella strategia conservatrice che mira a impedire il progresso».

MAGGIORANZA PRO-LIFE. La Bibbia liberal non ha dubbi su quale sia la parte giusta della storia e la convinzione che i nomi più gettonati nella lista di Trump per prendere il posto di Kennedy (Hardiman, Pryor, Kavanaugh, Larsen, Barrett) stiano dalla parte sbagliata è incrollabile. Di sicuro, il tycoon ha un’occasione d’oro per cementare una maggioranza alla Corte Suprema che potrebbe durare per decenni, tanto più spaventosa per i democratici quanto più si considera l’anagrafe di altri due giudici liberal: Bader Ginsburg (85 anni) e Stephen Breyer (79 anni).

«VOGLIAMO UN ALTRO SCALIA». Trump sa bene quanto questa scelta sia importante per una fetta enorme del suo elettorato. Come dichiarato da Catherine Glenn Foster, presidente dell’associazione Americani uniti per la vita, «l’impegno più importante preso da Trump in campagna elettorale è stato quello che riguarda le nomine alla Corte Suprema. Noi vogliamo un costituzionalista che si attenga strettamente alla Carta e si astenga dall’utilizzarla come un mezzo di ingegneria sociale». Le fa eco il presidente di Studenti per la vita, Kristan Hawkins: «Vogliamo un giudice nella tradizione di Scalia, che rispetti la legge per come è scritta e che consideri la vita come il fondamento di tutti gli altri diritti».

L’INFERNO PER IL NYT. Se il presidente americano manterrà fede alle sue promesse elettorali, l’aborto legale potrebbe essere messo in discussione a livello federale e toccherebbe poi a ogni singolo Stato decidere se autorizzarlo o meno e a quali condizioni. «Chiunque Trump nomini alla Corte Suprema», continua l’editorialista del Nyt, Charles Blow, «rimarrà probabilmente per il resto della mia vita. Vivrò il resto dei miei giorni con l’eredità di Trump. Questo pensiero è infernale. Così, un uomo la cui candidatura era uno scherzo, la cui elezione è stata una coincidenza contaminata da frodi e la cui presidenza è un tormento avrà la possibilità di stravolgere la magistratura americana. Questo abominio sta accadendo ora soprattutto perché troppa gente pensava che non sarebbe mai potuto succedere». L’occasione è davvero unica e non si ripeterà per decenni.

Foto Ansa

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