Ha ragione il Pd a leggere nelle inchieste contro Beppe Sala e Matteo Ricci un invito della magistratura militante a unirsi alla lotta contro la separazione delle carriere? Rassegna ragionata dal web
Protesta dell’Associazione nazionale magistrati contro la riforma Nordio davanti all’ingresso del Palazzo di Giustizia a Milano, 10 giugno 2025 (foto Ansa)
Su Startmag Francesco Damato scrive: «Il messaggio ai magistrati sarebbe quello di potersi fidare, a dispetto dei dissensi emersi in qualche settore del Pd, della mobilitazione del partito del Nazareno nella “battaglia referendaria tutta politica” per la bocciatura della riforma della giustizia che ha appena superato al Senato il secondo degli almeno quattro passaggi parlamentari necessari. Una riforma notoriamente indigesta alle toghe, almeno quelle associate e più attive, per la separazione delle carriere dei giudici e dei pubblici ministri, lo sdoppiamento del Consiglio superiore della magistratura con un misto di elezione e di sorteggio, il conseguente colpo al gioco delle correnti e l’Alta Corte alla quale sottomettere, in modo non più “domestico”, i procedimenti sui magistrati.Nel suo “messaggio riservato” alle toghe, ma anche nell’incontro segreto con un “alto” magistrato non meglio definito, Franceschini avrebbe anticipato i timori che già avvertirebbe la premier Giorgia Meloni...
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