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La preghiera del mattino

La più grande fake news mai raccontata in Canada contro i cattolici

Di Emanuele Boffi
04 Giugno 2026
Un giornale canadese ammette che non esistono prove dello scandalo dei nativi sepolti presso le scuole cattoliche. Un caso che portò alla devastazione di un centinaio di chiese. Rassegna ragionata dal web
Justin Trudeau
Justin Trudeau sul luogo delle presunte sepolture di 715 bambini nella riserva di Cowessess (foto Ansa)

Scrive Alex Dhaliwal su Juno News:

Ā«Cinque anni dopo che ai canadesi era stato comunicato il ritrovamento dei resti di 215 bambini nell’ex istituto residenziale indiano di Kamloops, la redazione del Globe and Mail ha finalmente ammesso un fatto fondamentale: tale ritrovamento non ĆØ mai stato provato. La redazione del Globe afferma che i media, compreso il giornale stesso, non hanno sufficientemente verificato l’affermazione, sottolineando come i primi articoli abbiano ā€œsemplicemente dato per scontatoā€ il ritrovamento dei resti di 215 bambiniĀ».

L’ammissione del Globe and Mail, quotidiano canadese che con pervicace costanza seguƬ la vicenda, riaccende una luce sul caso delle fosse comuni in cui sarebbero stati ritrovati nel 2021 oltre duecento bambini indigeni. Un fatto che fece partire una straordinaria campagna internazionale di stampa contro la Chiesa cattolica.

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Scrive Valerio Benedetti sulla VeritĆ :

Ā«A distanza di cinque anni dall’annuncio che fece il giro del mondo, resta un fatto difficilmente contestabile: a Kamloops, nella Columbia britannica, non ĆØ stato rinvenuto alcun resto umanoĀ».

La notizia, nuda e cruda, è questa. Ma, a parte qualche lodevole eccezione, in Italia passa sotto silenzio. Quando, però, nel 27 maggio 2021, un gruppo indigeno canadese annunciò di aver individuato nel terreno di un ex collegio cattolico i resti di 215 bambini, scoppiò il finimondo.

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Scrive Matteo Matzuzzi sul Foglio:

Ā«L’allora premier Justin Trudeau chiamò a raccolta i giornalisti, e ā€œda cattolicoā€ si espresse contro la Chiesa, per le posizioni da essa assunte ā€œora e negli ultimi anniā€. Siccome lo choc nazionale era enorme e s’iniziava giĆ  a profanare chiese e cimiteri cattolici (un centinaio hanno subƬto vandalizzazioni di vario tipo, incendi compresi), sul banco degli imputati veniva portato addirittura papa Francesco: giĆ  nel 2017, ricordava Trudeau, gli erano state chieste ā€œscuse formaliā€, anche per i quattromila studenti morti di ā€œmalattie o malnutrizioneā€. Francesco, al termine dell’Angelus domenicale del 6 giugno, fidandosi dei georadar della Columbia, manifestò la propria ā€œvicinanza al popolo canadese, traumatizzato dalla scioccante notiziaā€Ā».

Il primo ministro canadese Justin Trudeau fece esporre le bandiere a mezz’asta in segno di lutto per sei mesi. Il New York Times parlò di Ā«storia orribileĀ». Molte congregazioni religiose misero 215 paia di scarpe da bambino sui gradini d’ingresso dei loro istituti. Quasi un centinaio di chiese furono danneggiate, profanate e date alle fiamme in odio alla Chiesa cattolica. Un fatto che Trudeau giustificò cosƬ: Ā«La rabbia ĆØ comprensibileĀ». E tutto ciò solo in base a una supposizione. Infatti, l’antropologa Sarah Beaulieu, che aveva ispezionato coi georadar il terreno adiacente alla scuola, aveva parlato di ā€œanomalieā€ del segnale, supponendo che potesse trattarsi di corpi. Una congettura, appunto, senza nemmeno aver mai scavato. Ma bastò questo per scatenare l’indignazione.

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Scrisse Annalisa Teggi su Tempi:

Ā«Il titolo del Guardian ĆØ inequivocabile: ā€œCanada: resti di 215 bambini trovati nel sito di una scuola residenziale indigenaā€. […] ā€œCi sono corpi quiā€, titola ancora il Guardian. Anche nel nostro paese, l’agenzia Ansa parla di ā€œritrovamento dei resti di 215 bambiniā€ e identici termini compaiono su Corriere della Sera e Repubblica. La Stampa titola su ā€œresti di centinaia di bambini nativi sotterrati nei pressi di una ex scuola cattolicaā€, e il Manifesto attacca ancora più forte: ā€œIl genocidio negato dei Nativi riemerge dalle fosse comuniā€. Sulle altre testate maggiori e minori si ripetono le stesse parole. […] A Marieval nella riserva Cowessess viene immortalato il presidente canadese Justin Trudeau inginocchiato con un orsacchiotto. La foto fa il giro del mondo insieme al dato: 751 cadaveri di bambiniĀ».

Nell’agosto 2021 il governo federale stanziò 7,9 milioni di dollari canadesi per gli scavi. Dopo tante parole, si andava finalmente alla ricerca delle prove.

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Scrisse Anna Farrow sul Catholic Herald nel febbraio 2024 in un articolo riproposto da Tempi:

Ā«Nei luoghi in cui degli scavi sono stati effettuati, non sono stati rinvenuti corpi. Presso la Pine Creek First Nation a Manitoba, per quattro settimane nell’estate del 2023 sono stati scavati 14 siti nel seminterrato della chiesa cattolica di Nostra Signora dei Sette Dolori. Il 18 agosto 2023 il capo Derek Nepinak ha annunciato che, nonostante le ā€œanomalieā€ inizialmente rilevate dalla stessa tecnologia Gpr impiegata a Kamloops, nessun resto umano era stato trovato. L’annuncio di Pine Creek ha portato la stampa internazionale a utilizzare la parola ā€œbufalaā€Ā».

Insomma, giĆ  due anni dopo lo scoppio dello scandalo, le sceneggiate di Trudeau, l’indignazione internazionale, le scuse del Papa, i milioni spesi in scavi, si era capito che uno dei più grandi scandali della recente storia del Canada era solo una macroscopica e grottesca bufala. Come scrisse il New York Post, si trattò della Ā«più grande fake news mai raccontata in CanadaĀ». Ora, con cinque anni di ritardo, lo ammette anche il Globe and Mail. Quando lo faranno anche i giornali italiani? Il titolo glielo suggeriamo noi: ā€œFosse comuni nelle scuole cristiane canadesi: zero. Chiese assaltate: novantaseiā€.

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1 commento

  1. GIUSEPPE FORTINI

    …. e poi si lamentano che la gente non compra più i giornali!

I commenti sono chiusi.