La fabbrica dei bambini. Che cosa c’è nel numero di Tempi di novembre
«Sono stata usata come una macchina fabbrica-bambini». La storia di Marie-Anne Isabelle, una delle quattro donne che il 4 ottobre hanno parlato al Senato francese contro la maternità surrogata, raccolta da Leone Grotti per il servizio di copertina del numero di Tempi di novembre 2025, è un incubo che mina alle fondamenta la narrazione della maternità surrogata come gesto “altruistico”. Marie-Anne voleva aiutare sua cugina a diventare mamma e acconsentì a portare gratuitamente in grembo sua figlia. «Ma mi sono rovinata la vita», dice.
La storia di copertina del nuovo numero di Tempi – già disponibile per gli abbonati nello sfogliatore digitale e in arrivo nelle case di chi ha scelto la formula full – svela insomma quello il direttore Emanuele Boffi nel suo editoriale chiama «il grande inganno dell’utero in affitto», e cioè l’avere «degradato la nascita ad un accordo tra le parti», a pagamento o “altruistico” che sia, credendo che questo bastasse «a cancellare il dato inconfutabile che caratterizza ogni vita: essa è un dono indisponibile».
La Cisl, il governo, l’immigrazione, Delpini
Su Tempi di novembre, poi, la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola spiega bene ad Alan Patarga che cosa vuol dire lottare per i lavoratori e per il rilancio del paese anziché limitarsi – come fa la Cgil di Landini – ad aizzare «rivolte sociali» contro il governo. Governo che Lorenzo Castellani in un bilancio del primo triennio meloniano promuove per solidità e moderazione, invitandolo però a una maggior ambizione nelle riforme.
Rodolfo Casadei ha intervistato lo statistico Roberto Volpi, fresco autore di un libro che snocciola cifre spaventose riguardo ai flussi migratori che dovremo attenderci nei prossimi anni, e che tuttavia non vede solo aspetti negativi nel fenomeno. E proprio la capacità di accoglienza dello straniero, ma anche del proprio vicino, è una delle virtù che Milano deve riscoprire secondo l’arcivescovo della città, monsignor Mario Delpini, interpellato da Lorenzo Margiotta per la serie “Voci e visioni sul futuro della città”.
Sánchez, Bari Weiss, Frank Furedi, cinema e Ai
Per quanto riguarda le pagine di esteri del numero di Tempi di novembre, sempre Casadei svela i retroscena ben poco invidiabili del presunto miracolo economico della Spagna di Pedro Sánchez. Il mensile si avvicina poi all’ambito della cultura con un ritratto di Bari Weiss, la giornalista che sta sconvolgendo il panorama dell’informazione in America, firmato da Mattia Ferraresi, e con un’intervista di Pietro Piccinini al celebre sociologo Frank Furedi, che spiega perché ha dichiarato guerra a chi fa la guerra contro il passato.
Ampio spazio al cinema poi nel nuovo mensile: Piero Vietti, con l’aiuto dell’esperto di effetti visivi Stefano Leoni, prova a capire come cambieranno film e serie tv con l’avvento di Tilly Norwood e di altre star come lei create dall’intelligenza artificiale. E Simone Fortunato passa in rassegna la produzione insieme elegante e spaventosa di Veit Harland, il regista preferito di Goebbels e del Terzo Reich.
Libri, rubriche e come abbonarsi
Non mancano i consigli per la lettura: Annalisa Teggi presenta le Storie di stelle e di falene di Carlo Simone, Valerio Pece ha “assaggiato” i gustosi incontri di Paolo Massobrio (Prima che scada il tempo), Diego Gabbiani parla di sua figlia Martina, venuta a mancare giovanissima due anni fa, la cui imponente testimonianza umana davanti alla morte è ripercorsa in due libri, Stare di Massimo Camisasca e Vincent Nagle e Martina. Hai risvegliato molti cuori di Anna Ballarino e Anna Grillo.
C’è molto altro ancora su Tempi di novembre. Giancarlo Cesana torna sull’importanza per i cristiani di cercare un “giudizio comunionale”; Lorenzo Malagola fa un nome e un cognome per le prossime elezioni in Puglia (spoiler: è Giuseppe Negro); Renato Farina invoca per gli armeni del Nagorno-Karabakh un po’ della speranza concessa dal mondo a Gaza; Caterina Giojelli ripercorre per la rubrica “l’Italia del buon lavoro” la storia della famiglia Fresia e del suo regno di alluminio; Marco Bona Castellotti rivela la sua ultima “scoperta”, Boccaccio Boccaccino. E ancora Marina Corradi, Pier Paolo Bellini, Berlicche, Marco Invernizzi, Guido Clericetti. Tocca a Pietro Piccinini, infine, celebrare i trent’anni di Tempi.
Il numero di Tempi di novembre 2025 è in arrivo nelle case degli abbonati, che nell’attesa possono già sfogliarlo in formato digitale nell’area riservata del sito. I non abbonati, invece, cosa aspettano ad abbonarsi?
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