Tangenti a Cl? Il Corriere la spara, ma la verità la dice MF: «In otto mesi d’indagine nemmeno una prova»

Il Corriere ha scritto che Finmeccanica ha dato tangenti a Lega e a Cl. Su Milano Finanza si spiega che, in realtà, mancano «prove idonee a dare concretezza al reato».

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Settimana scorsa è stato arrestato a Lugano, Guido Haschke per la commessa di 12 elicotteri del valore di 560 milioni tra il governo indiano e Finmeccanica. Dietro questa vendita si celerebbe, secondo l’accusa, un finanziamento illecito ai partiti e più precisamente alla Lega Nord e in parte anche Comunione e Liberazione (che partito politico non è). Il Corriere della Sera (come vi abbiamo già segnalato) sabato ha intitolato la notizia in questo modo: «Il mediatore di Finmeccanica in cella. Haschke arrestato in Svillera. I pm: gonfiò fatture per pagare tangenti a Lega e Cl».

Quel che contestavamo al Corriere – come già aveva fatto mesi fa il portavoce del movimento ecclesiale, Alberto Savorana – era di buttare nei titoli il nome di Cl, senza poi specificare nel corpo dell’articolo né il dove, né il come né il perché di tale accusa. Insomma, non esattamente il modo migliore – per usare un eufemismo – di informare i propri lettori. Ma sabato sulla stampa è uscito un altro articolo che dà un ulteriore e interessante spunto per comprendere la vicenda. È apparso su  MF – Milano Finanza, a firma di Angela Zoppo, in cui, oltre a dare informazioni sulla vicenda in maniera più completa rispetto al Corriere, sono riportate anche le parole di Ennio Amodio, legale dell’ad e presidente di Finmeccanica, Giuseppe Orsi.

Su MF si spiega che il caposaldo per l’accusa è rappresentato dalle dichiarazioni spontanee fornite dall’ex direttore delle relazioni esterne dell’azienda varesotta, Lorenzo Borgogni lo scorso 11 gennaio. Secondo Amodio tali dichiarazioni sono false. Non solo, l’avvocato ha annunciato essere sua intenzione smontare una per una le accusa e voler querelare Borgogni. «In più di otto mesi di indagini – dice a MF – non è emerso il benché minimo elemento di prova idonea a dare concretezza al reato che resta un’operazione immaginata solo da Borgogni e dopo aver coltivato per mesi l’idea di un versamento fatto da AgustaWestland alla Lega, gli inquirenti hanno cambiato totalmente lo scenario, prospettando l’eventualità di un esborso fatto all’estero, senza indicare però una qualsiasi risultanza investigativa capace di accreditare questa ipotesi».

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