Silvio Berlusconi
L'opposizione non partecipa alla prima chiama nella speranza che il governo non raggiungesse il numero legale (315) per la votazione. Cinque radicali però votano e l'opposizione entra di fretta per votare alla seconda chiama. Lupi ironico: «Entrate, fate presto. I voti sono voti». Rosy Bindi risponde: «No, gli stronzi sono stronzi»
Il premier Silvio Berlusconi fa il suo dovere: va in Aula, senza l'opposizione, si scusa per l'incidente parlamentare e afferma che resta. Però non è asciutto, non spiazza l'avversario, fa sbadigliare Bossi con l'elenco delle riforme, non parla di Prodi, dell'euro, della speculazione, della spesa sanitaria impazzita e di quella previdenziale folle. L'analisi del direttore del Foglio
Domenico Scilipoti interviene ai microfoni di Radio Tempi subito dopo la fine
del discorso alla Camera di Silvio Berlusconi: «Le opposizioni non erano in aula: sarebbe stato più opportuno che ci fossero. Questo è un grande errore, indica che non vogliono una dialettica politica e un confronto. Anche Fini dovrebbe essere meno di parte»
Silvio Berlusconi parlerà alla Camera alle 11, poi salirà al Colle, e domani si voterà la fiducia al discorso. «Parlerò meno di dieci minuti» ha detto ai suoi. Le opposizioni hanno deciso di disertare l'Aula e di non ascoltare il discorso. Commenta Margherita Boniver: «E' una scelta indecente. Questa decisione è un 'Aventino alle vongole'»
I pm di Napoli avrebbero promesso ad Alfonso Papa la libertà in cambio dell'ammissione di colpe o dichiarazioni a danno di Silvio Berlusconi. Lui li ha denunciati e «i magistrati di Roma sabato a Poggioreale l'hanno ascoltato. Lui la chiama tortura». Così Renato Farina spiega a Radio Tempi qual è la situazione in carcere di Alfonso Papa
Con la bocciatura del rendicono generale, non si può approvare l'assestamento di bilancio. Disfatta grave per Berlusconi che si arrabbia: ottenuto 290 voti su 291 richiesti. Bossi era in cortile a fumare al momento del voto, Tremonti, Scajola e alcuni Responsabili assenti. La sinistra urla: «Dimissioni». Fini soddisfatto: «Evidenti implicazioni politiche»
Il portavoce del Forum delle associazioni cattoliche del lavoro che si incontrerà a Todi il 17 ottobre spiega a Tempi.it il senso e le prospettive dell'appuntamento. «Non vogliamo fare un partito, non vogliamo cacciare Berlusconi, ma la gente è confusa e spaesata. Un'era politica sta finendo e noi vogliamo esserci, dicendo chi siamo e cosa vogliamo»