L’esecutivo Monti affossa il decentramento avviato da Berlusconi. Ma Cota, Formigoni, Tondo e Zaia, Costituzione alla mano, rilanciano: subito una Macroregione per amministrare in autonomia le eccellenze del Nord
«Ezio, tu dirigi un giornale romano, perciò ti domando». Sei interrogativi al direttore di Repubblica sul modo di riportare le notizie su Formigoni, Daccò e Simone da parte del suo giornale.
In una nota la Regione Lombardia – che preannuncia nuove querele – smentisce le ricostruzioni del quotidiano: «Alcuni quotidiani, in particolare Repubblica, si dedicano al riciclo di immondizia già abbondantemente rimestata nel corso di questi mesi»
Ezio Mauro dovrebbe siglare ogni attacco a Roberto Formigoni con un avviso ai lettori: la proprietà di questo quotidiano ha interessi nel campo della sanità, anche in Lombardia.
Sabato sera a Brescia hanno parlato Formigoni (Lombardia), Zaia (Veneto) e Cota (Piemonte). Accordo sulla macroregione, ma «non tentiamo la via costituzionale, ora non è realizzabile».
Il governatore della Lombardia a Libero: «Siamo davanti a un ottomila metri che nessuno ha mai scalato. Dobbiamo scegliere la via migliore per arrivare in cima»
Il presidente lombardo rilancia l'idea di macroregione «sul modello del Friuli Venezia Giulia». Non è un'idea secessionista e non è contro la Lega Nord.
I cronisti andavano a caccia della notizia di quante divisioni ha Cl. Ma le illazioni sono state messe definitivamente a tacere da una intervista di Giorgio Vittadini al Giorno.