Formigoni: «Basta pizzicotti con la Lega. Con la macroregione saremo i primi della classe»

Il governatore della Lombardia a Libero: «Siamo davanti a un ottomila metri che nessuno ha mai scalato. Dobbiamo scegliere la via migliore per arrivare in cima»

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«Siamo davanti a una possibilità storica. Cogliamola insieme». Le parole di Roberto Formigoni rilasciate a Matteo Pandini in un’intervista oggi su Libero lasciano poco alla fantasia. Si parla della macroregione, esperimento in cui «le Regioni si mettono insieme, conservano le proprie specificità e ottengono dallo Stato poteri superiori». Il governatore della Lombardia non cela il proprio entusiasmo per una sfida che può segnare il futuro dell’Italia settentrionale: «Siamo davanti a un ottomila metri che nessuno ha mai scalato. Dobbiamo scegliere la via migliore per arrivare in cima».

COSTITUZIONE SI O NO? Le strade sono due. O si cambia la Costituzione o si lavora all’interno di essa. In che modo? «La Costituzione apre delle strade grazie agli articoli 132 e 116. In questo modo si partirebbe subito». Il primo articolo prevede la fusione tra Regioni. Il secondo permette di aumentarne l’autonomia. «L’alternativa sarebbe cambiare la Costituzione. E per me non sarebbe una bestemmia. Di certo non la può cambiare questo parlamento. Ci dovrà pensare il prossimo, che avrà come priorità la crisi». Qualunque percorso si scelga, però, la strada sarà lunga. «Durerebbe diversi mesi ma almeno potremmo partire subito. Io sono disponibilissimo. Certo, con il cambiamento del Costituzione sarebbe più radicale».

BASTA PIZZICOTTI. Alle voci che lamentano la costruzione di una superLombardia, il Celeste risponde: «La Lombardia non ha alcuna volontà egemonica». Infatti, «la mia idea di sussidiarietà valorizza ogni territorio con le sue caratteristiche. Sono contrario a qualunque centralismo». Un esempio? «I trasporti: vogliamo fare un piano per il Nord, con vantaggio per tutti?». Eppure, gli attriti con la Lega ci sono. Ed è per questo che Formigoni fa un appello: «Dobbiamo continuare a pizzicarci a vicenda? I cittadini non ci sopporterebbero più». Uniamoci, perché: «È una fortuna che la macroregione sia di leghisti, cattolici, laici, liberal repubblicani. Era d’accordo anche l’allora presidente dell’Emilia Romagna Guido Fanti del Pci».

I PRIMI DELLA CLASSE. L’intervista spazia verso altri lidi. Cosa ne pensa un promotore della sussidiarietà come il Celeste del centralismo avanzato dal governo tecnico? «Monti si è trovato in una situazione pessima. Però supererei le polemiche su chi sostiene Monti e chi no. Non facciamoci bloccare da queste cose». Ma andiamo avanti per la strada segnata dal buon governo lombardo: «L’Italia è in recessione ma il Nord non lo è. Le nostre regioni insieme sarebbero più forti di qualsiasi comparto europeo. Saremmo primi della classe in tutto».

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