disoccupazione
Chi se la passa meglio, l'Italia o la Spagna? Analizzando i parametri del debito pubblico, del sistema del credito e dell'indebitamento delle imprese si scopre che l'ago della bilancia pende pesantemente dalla parte della penisola iberica, che deve anche fare i conti con un'incidenza del debito totale sul Pil del 390 per cento.
Nella sua trasmissione Nove in punto, la versione di Oscar su Radio24, Oscar Giannino, indagando quale riforma del lavoro l'Italia potrebbe adottare, spiega quella tedesca di Peter Hartz, che con quattro modifiche ha creato 2,5 milioni di posti di lavoro. Il ministro Fornero potrebbero ricavarne ottimi spunti.
Nel suo discorso sullo Stato dell'Unione il presidente si fa concavo e convesso evitando di ammettere gli errori della sua amministrazione. Soprattutto cerca di ridefinire il suo profilo, troppo "europeo" per molti americani. Cita Steve Jobs e i successi di GM e Chrysler, ma gli applausi più forti riceve quando ricorda una frase antistatalista di Lincoln.
Secondo Stefano Colli Lanzi, ad di Gi Group, «dobbiamo superare la dualità del mercato del lavoro e la Fornero si muove nella giusta direzione. Gli ammortizzatori sono positivi e hanno avuto un ruolo importante. E la posizione dei sindacati è comprensibile. Purché si sviluppino politiche attive e flessibilità in uscita».
Per il rapporto Svimez 2011, al Sud il 22,7 per cento delle famiglie è in difficoltà. Tempi.it racconta la storia di Marta, che va avanti con marito e due figli con 1.200 euro al mese: «Ci educhiamo a mangiare quello che c'è e ci scambiamo i vestiti in buono stato, ma che non usiamo più, con gli amici. Per fortuna non siamo soli»
Intervista all'economista Giacomo Vaciago sui risultati positivi della Germania. «Mi stupisco di chi si stupisce, loro hanno fatto sacrifici per dieci anni mentre noi sperperavamo i nostri soldi. È chiaro che ora siano arrabbiati con noi». Il sistema sindacale, le imprese, la filiera produttiva. Ecco perché l'Italia deve imparare dai tedeschi a elaborare strategie di lungo corso.
La disoccupazione sale fino all'8,5%, preoccupa soprattutto quella giovanile che si attesta al 29,2%. Tra gli occupati cala la componente maschile e cresce quella femminile. Una nota positiva viene dalle aziende a conduzione familiare, che riescono a reggere meglio alla crisi e ad assumere, al contrario di multinazionali e controllate dallo Stato
Sono parole del docente cinese Larry Lang, la cui lezione universitaria a porte chiuse è stata registrata e diffusa su internet. «Siamo come la Grecia ma questo sistema politico non ci permette di dire la verità. Diventeremo uno dei paesi più poveri del mondo». Cinque i segnali della crisi: debito, inflazione, bassi consumi interni, bassa crescita e tasse alte
Il segretario generale aggiunto della Cisl, Giorgio Santini, spiega come affrontare il nodo pensioni e il problema della disoccupazione: «Non si può aumentare a tutti l'età pensionabile, ci sono seri problemi. Si completi la riforma del '95. Per i lavoratori in cassa integrazione, vanno bene gli ammortizzatori, ma le politiche attive sono meglio»