Gli hashtag di Michelle Obama per le ragazze rapite dai terroristi africani sono meglio di niente. Ma dalla Nigeria al Pakistan, gli odiati e perseguitati a motivo di Cristo sono un giudizio e una domanda che ci riguarda
Il rapimento, «l’apice dell’abominio», ha prodotto un piccolo miracolo in Nigeria. In un paese diviso da scontri etnici e religiosi, insieme ai cristiani anche diversi imam hanno condannato la violenza
Deborah Peters viveva in Nigeria, nello stesso paese delle 300 studentesse rapite da Boko Haram. Nel 2011 i jihadisti le assassinarono il padre, pastore protestante, e il fratello. «Stanno ancora cercando mia madre perché si è convertita al cristianesimo»
Il governo ha fatto vedere alle famiglie il video rilasciato da Boko Haram e tutti sono scoppiati a piangere riconoscendo le proprie figlie. Per ritrovarle, gli Usa potrebbero inviare dei droni
Guido Olimpio, giornalista del Corriere della Sera esperto di terrorismo, spiega a tempi.it la strategia degli islamisti, che continuano a rilasciare video e messaggi: «Diffondono l'idea di essere soli contro il mondo»
Sotto "processo" il presentatore di Top Gear e uno speaker radiofonico: hanno infranto per sbaglio il tabù razzismo. Boris Johnson: «È un mondo alla Boko Haram»
In un nuovo video il leader dei terroristi islamici Abubakar Shekau ha promesso di liberare le studentesse in cambio degli islamisti prigionieri nelle carceri nigeriane
Perché l'esercito non ha protetto le ragazze? Perché il governo non le ha cercate? Perché non si sottolinea che sono in maggioranza cristiane e che sono riuscite a scappare dagli islamisti di Boko Haram quasi solo musulmane?
Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Italia e Cina promettono aiuto al governo africano mentre le famiglie delle ragazze rapite vivono nel terrore: «Dobbiamo dormire nella foresta»
In due diversi attacchi nello Stato di Borno, lunedì e martedì, gli islamisti hanno raso al suolo un villaggio con gli esplosivi, mentre «sono passati casa per casa in cerca di ragazze» in un altro