Nigeria. Nuova strage di Boko Haram: almeno 300 vittime. Altre otto ragazze rapite

In due diversi attacchi nello Stato di Borno, lunedì e martedì, gli islamisti hanno raso al suolo un villaggio con gli esplosivi, mentre «sono passati casa per casa in cerca di ragazze» in un altro

Ancora una strage da parte di Boko Haram in Nigeria e altre otto ragazze rapite. Gli islamisti hanno sequestrato martedì otto ragazze nel villaggio di Waranbe (Borno). «Passavano di casa in casa alla ricerca di ragazze, seminando il terrore», ha dichiarato un testimone alla polizia.

ALMENO 300 MORTI. Oggi è anche stato diffuso il numero delle vittime, stimato al ribasso, causate da un attacco dei terroristi nella cittadina di Gamborou Ngala (Borno): si parla di almeno 300 morti e decine di case e negozi distrutti. «Hanno attaccato durante le notte, mentre la gente dormiva. Quasi tutte le case della città sono state distrutte con l’esplosivo», ha dichiarato un senatore originario della zona.

«IL GOVERNO È IMBARAZZANTE». Le violenze sono state perpetrate due settimane dopo che Boko Haram ha rapito più di 300 ragazze da Chibok: alcune di loro sono scappate ma 276 sarebbero ancora nelle mani degli islamisti, che hanno promesso di «venderle come schiave al mercato».
«Che 300 ragazze possano sparire nel nostro Paese e che il governo e le forze dell’ordine dicano di non poterle trovare è veramente imbarazzante», ha dichiarato a Radio Vaticana l’arcivescovo di Abuja, John Olorunfemi Onayekan. «Dire che neanche sanno dove siano, in un angolo della Nigeria che è molto circoscritto, non si può capire. Secondo me, il governo dovrebbe darsi da fare».

«TUTTO IL PAESE È COMMOSSO». Continua il cardinale: «Noi nigeriani dobbiamo trovare il modo di affrontare [Boko Haram] e specialmente adesso con questo orribile crimine che hanno commesso. Tutto il Paese è commosso, tutto il Paese! Tutti siamo commossi e ci siamo resi conto che sono pericolosi e quindi non possiamo lasciarli continuare così. Il pericolo più grave, per me, è sapere in che stato stiano queste ragazze. Che cosa stanno subendo? A quale tipo di abusi sono state sottomesse? Nessuno lo sa. Perciò, questo colpisce e coinvolge anche tutte le donne nigeriane che sono mamme».