Nascono le riserve indiane dei suprematisti bianchi

Di Rodolfo Casadei
10 Agosto 2025
Dal Galles all'Arkansas, enclave per soli bianchi riesumano il modello apartheid, protette da cavilli legali e retorica identitaria
Il servizio di Sky News su Return to the Land (Rttl), fondata nel nord dell’Arkansas dagli “etnonazionalisti” Eric Orwoll e Peter Csereby

C’era una volta e c’è ancora Orania, la cittadina sudafricana per soli bianchi afrikaner (cioè discendenti dei coloni olandesi) creata alla vigilia dell’ascesa al potere di Nelson Mandela, per preservare un fazzoletto di terra di autogoverno bianco nel Sudafrica che dal 1994 in poi sarebbe stato governato dalla maggioranza nera fino a poco prima discriminata.

Adesso a gettare le basi di comunità territoriali separate “whites-only” sono gruppi di suprematisti bianchi nel Regno Unito e negli Stati Uniti, coi secondi un po’ più avanti dei primi nella realizzazione, ma con piani ugualmente ambiziosi. The Times, Nation Cymru (agenzia di stampa di notizie sul Galles in lingua inglese) e il Daily Mail informano che The Woodlander Initiative (Twi), un progetto per l’acquisto di terreni edificabili presieduto da un personaggio noto negli ambienti dell’estrema destra, ha acquistato 20 acri di terra suddivisi in quattro lotti nei pressi del piccolo villaggio di Llanafan Fawr, nel cuore del Galles e nei boschi di Beckley nell’East Sussex.

Il piano milionario per le roccaforti “indigene”

Sarebbe il primo passo per creare in tutto il Regno Unito insediamenti riservati a britannici di antica ascendenza che darebbero vita a «una società parallela». Samuel Birkett, il promotore dell’iniziativa, è stato membro di storici partiti neofascisti britannici come il British National Party (Bnp) e il National Front, e oggi collabora strettamente con Patriotic Alternative (Pa), attualmente il più attivo gruppo neonazista del Regno Unito. Si propone di raccogliere attraverso Twi un milione di sterline per acquistare terreni in ogni contea della Gran Bretagna, e fino ad oggi ne ha messo insieme 162 mila (pari a 185 mila euro).

All’ultima conferenza nazionale di Pa, nell’ottobre scorso, Birkett ha esposto la sua visione: «Dobbiamo iniziare a costruire la nostra alternativa, le nostre attività, le nostre istituzioni. Abbiamo bisogno di scuole nostre. Abbiamo bisogno di aree nostre, abbiamo bisogno della nostra terra, abbiamo bisogno dei nostri edifici, abbiamo bisogno dei nostri centri congressi. Abbiamo bisogno delle nostre comunità per la nostra cultura. E sta a noi iniziare a costruirle».

L’iniziativa ha il pieno appoggio di Mark Collett, il leader di Pa che quando era a capo della lega giovanile del Bnp fu registrato mentre affermava che l’Aids era una bella malattia, perché colpiva soprattutto neri, drogati e omosessuali. Collett ha definito Twi «un’iniziativa fantastica che permette ai nazionalisti di mettere insieme le proprie risorse finanziarie per acquistare terreni e proprietà, così ora abbiamo luoghi dove incontrarci, fare campeggi e socializzare. Si tratta di un piano a lungo termine che, si spera, prenderà piede e si trasformerà nella creazione di roccaforti indigene, luoghi per la nostra gente».

Cumbria, prossima tappa della mappa suprematista

I terreni acquistati in Galles hanno già ospitato campi estivi di Patriotic Alternative. Per i nuovi insediamenti Birkett immagina un destino glorioso, tanto che un giorno diventeranno «un faro circondato dall’oscurità, mentre ogni altra città nei dintorni diventa più corrotta».

Il prossimo obiettivo dell’iniziativa è un’area nei pressi di Alston nella contea di Cumbria, dove Birkett annuncia la creazione di un villaggio allo scopo di «riprendere il controllo della nostra terra, delle nostre libertà e del nostro futuro per il popolo britannico come gruppo distinto composto da inglesi, gallesi, scozzesi e irlandesi».

Ozark Hills per soli bianchi

Negli Stati Uniti una realtà come quelle che ha in mente Samuel Birkett esiste già del 2023: si chiama Return to the Land (Rttl), conta 40 abitanti fissi che abitano in prefabbricati, baite e camper e sorge sulle Ozark Hills nel nord dell’Arkansas. L’hanno fondata Eric Orwoll e Peter Csereby, descritti dai media come “etnonazionalisti”. Sul canale Telegram e nelle chat di Rttl compaiono riferimenti al nazismo, come il numero 1488 postato da Csereby che allude alle 14 parole di uno slogan suprematista bianco e all’ottava lettera dell’alfabeto, la doppia “h” di Heil Hitler.

Recentemente Rttl è tornata alla ribalta a causa di un servizio televisivo di Sky News e delle controversie giudiziarie sulla legalità dell’iniziativa. Nel filmato trasmesso da Sky appare chiaramente che la comunità insediata su 160 acri delle Ozark Hills è riservata a individui di razza bianca che inoltre non devono essere ebrei, persone lgbtq o seguaci di religioni “non europee”.

La scappatoia legale delle Private Members Association

L’associazione sostiene che queste procedure non ricadono sotto le clausole antidiscriminatorie del Fair Housing Act federale poiché la sua personalità giuridica è quella delle Private Members Association, che nel diritto americano sono entità private che offrono servizi, prodotti e benefici ai propri associati, e che godono di discrezionalità quanto all’associazione di nuovi membri in aggiunta a quelli iniziali. Gli aspetti economici e tributari delle attività dell’associazione sono amministrati nella forma delle società a responsabilità limitata (Llc, Limited liability company).

Gruppi per i diritti civili come il Naacp (National association for the advancement of colored people) si sono attivati perché Rttl fosse messa fuorilegge, ma finora senza successo. Il procuratore generale dell’Arkansas sta valutando i ricorsi contro l’associazione, ma il suo ufficio ha già rilasciato una dichiarazione nella quale si legge: «Non c’è posto per il razzismo in una società libera, ma da un punto di vista legale, non abbiamo visto nulla che possa indicare che siano state violate leggi statali o federali».

«Segregazione? Nessuno lascia entrare chiunque in casa propria»

Anche Rttl, come Twi nel Regno Unito, intende esportare il proprio modello di convivenza su base razziale e identitaria in altre parti del paese, a cominciare da altre aree dell’Arkansas e del Missouri perché «sono “stati rossi” (cioè governati dai repubblicani, ndr) con legislatori che rispettano le scuole parentali, i valori cristiani e il Secondo emendamento (il comma della Costituzione americana che tutela il diritto di portare armi, ndr)». Interrogati da Fox News, i fondatori di Rttl hanno invece dichiarato di non essere interessati a insediare comunità nel nord-ovest dell’Arkansas, perché «è un’area molto liberal, e vogliamo che anche loro abbiano i loro “safe spaces”».

Con questa dichiarazione i suprematisti bianchi rivendicano anche per sé un concetto introdotto nel dibattito politico americano dai gruppi femministi e lgbtq, quello secondo cui individui e gruppi appartenenti a minoranze dovrebbero godere all’interno delle istituzioni di spazi fisici dove nessuno li critica e dove non si sentono minacciati. Inoltre vogliono apparire rassicuranti. Nell’intervista a Sky News Orwoll afferma: «Quello che abbiamo fatto qui è creare un posto dove abbiamo il controllo su chi sono i nostri vicini, allo scopo di preservare la nostra cultura: la cultura bianca americana. La nostra è una libera associazione, non stiamo cercando di opprimere altre persone. Questo è un piccolo insediamento nelle Ozark. Segregazione? Nessuno lascia entrare chiunque in casa propria».

Dal villaggio alla nazione: la strategia per il potere

Altre dichiarazioni di Orwoll all’interno dello stesso servizio fanno pensare a un progetto politico più ambizioso della creazione di “riserve indiane” per bianchi: «Vuoi una nazione bianca? Costruisci una città bianca. Si può fare e lo stiamo facendo». Ciò rappresenterebbe «una strada verso il potere». Anche nel Regno Unito i suprematisti bianchi di Twi sembrano non aver rinunciato alla scalata al potere.

Birkett ha spiegato che il suo progetto rappresenta un tentativo di «creare una élite, un’avanguardia, un gruppo alternativo che cercherà attivamente di fare quel che è meglio per noi», e che i suoi sostenitori dovrebbero cercare di infiltrare Reform Uk, il partito populista di destra guidato da Nigel Farage che dispone di 4 seggi nel parlamento britannico: «Potreste diventare consiglieri, potreste diventare parlamentari… abbiamo bisogno di persone in posizioni di potere. Se riusciamo a inserire un numero sufficiente di nostri per mettere all’ordine del giorno gli argomenti giusti, potremmo riuscire orientare quel partito. Vedrete parecchie cose nei prossimi sei-otto mesi». Un portavoce di Reform Uk ha dichiarato che membri di gruppi come Twi «non saranno mai ammessi nel partito».

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.