«Sul Fattore famiglia si passa finalmente dalle idee ai fatti»

Ieri Roberto Formigoni ha presentato la legge sul Fattore famiglia, che sarà sperimentata in 15 Comuni. La novità viene commentata a tempi.it dal vicepresidente del Forum delle associazioni familiari Roberto Bolzonaro: «Così ci sarà una maggiore equità redistributiva».

L’annuncio è perentorio: lo ha dato, in prima persona, il Governatore della Lombardia Roberto Formigoni, che presentando la legge varata in Consiglio Regionale ha affermato: «In un momento di crisi, interveniamo con un metodo di maggiore giustizia ed equità». «La cosa positiva è che finalmente viene superato l’equivoco Fattore famiglia – Quoziente famigliare» afferma a tempi.it visibilmente soddisfatto il vicepresidente del Forum delle associazioni familiari Roberto Bolzonaro. «Il “Quoziente” deriva dalla fiscalità francese ed è specifico di quella situazione particolare. Utilizzare lo stesso termine anche per l’Italia è diventato nel tempo uno slogan propagandistico più che un’indicazione precisa per le metodologie applicate. Il Fattore famiglia identifica il carico familiare effettivamente presente nel singolo nucleo».

La legge di Regione Lombardia coinvolge diversi campi per quanto riguarda i servizi alla persona e sarà sperimentata da quindici Comuni. Gli interventi nel campo sanitario sono stati già contestati dall’opposizione che ritiene che questa legge regionale invada in modo illegittimo le competenze statali.
Senza entrare in problemi giuridici, per quanto riguarda l’illegittimità, faccio presente che la Finanziaria approvata in Parlamento, presentata dal governo Monti, ha ben chiarito che le Regioni dovranno intervenire in maniera sostanziale nella Sanità, ha introdotto un ticket sanitario che le Regioni sono tenute ad applicare. I governi regionali sono dunque legittimati nell’intervenire in questa materia.

L’assessore alle Politiche familiari Giulio Boscagli è stato chiaro: pagheranno di più le famiglie con alto reddito. L’opposizione ha obiettato che in questo momento di crisi non si può chiedere la compartecipazione delle famiglie alla spesa sanitaria.
Questo è un argomento complesso: da oggi bisognerà procedere con una adeguata simulazione delle situazioni. L’abbiamo già sperimentato nell’attuazione del Fattore Parma: non si applica una forma matematica per andare incontro alle famiglie più svantaggiate, si sono fatte appropriate simulazioni, per vedere come il “parco utenti” sarebbe stato suddiviso nelle varie situazioni di aiuto. Questo passaggio è fondamentale. Sono convinto che questo metodo dia maggiore equità redistributiva, questa è la finalità.

Si tratta anche delle rette delle case di riposo.
La partecipazione alle rette è materia molto difficile e complessa, non funziona a slogan, bisogna entrare nel merito e stabilire regole opportune. Bisognerà, inoltre, tenere conto di sentenze del Tar che recentemente hanno bocciato alcune manovre in tal senso. È azzardata, quindi, la levata di scudi contro queste iniziative. Bisognerà vedere come verranno applicate: ripeto che il fine deve essere una maggiore equità redistributiva.

Sia per quanto riguarda il comparto sanità, sia per quello dell’istruzione, la Regione Lombardia ha sviluppato il sistema dei voucher, i cosiddetti “buoni”. Il Forum apprezza questo meccanismo?
È semplicemente uno strumento. È affidabile nella misura in cui viene fatto funzionare con regole chiare, precise e soprattutto con un rigoroso controllo. Altrimenti non c’è strumento che tenga, che sia più o meno efficiente.

Questa legge è stata fortemente voluta dal governo lombardo per correggere alcune distorsioni dell’Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente. È già stata annunciata questa riforma da parte dell’attuale governo?
La riforma dell’Isee non è stata solo annunciata, è stata prescritta come dispositivo di legge e quindi, entro il 31 maggio, sarà obbligatorio il rifacimento del modello Isee. Nel dispositivo votato in Parlamento, comunque, c’è chiaramente scritto che nel nuovo indicatore bisognerà tener conto maggiormente dei figli a carico, che è il meccanismo del Fattore famiglia. Siamo in attesa di una bozza definitiva. Certamente il Parlamento non potrà contraddirsi, e noi vigileremo.

È un dato di fatto che con la legge in Lombardia, con la richiesta di Comuni in Veneto di poter usare il Fattore famiglia, con il successo bipartisan del Quoziente Parma, l’attenzione verso una fiscalità familiare più equa è diventata concreta.
Stiamo passando dalle idee ai fatti: in Veneto come in Puglia. E noi come Forum siamo molto impegnati nei progetti concreti. La sezione lombarda ha chiesto di partecipare attivamente alle fasi di sperimentazione; personalmente sono stato invitato dal Comune di Lodi per approfondire i temi, come pure dalla provincia di Rovigo. Dato che questi strumenti li abbiamo studiati a fondo, partecipiamo a tutti i tavoli di lavoro, che, ripeto, stanno nascendo in ogni parte d’Italia.

Con il ministro, con delega alla famiglia, Andrea Riccardi, vi siete trovati. Ci sono nuove proposte sul tavolo?
Anche per quanto riguarda l’attuale esecutivo ci sono premesse positive.